“La soppressione del Magistrato alle Acque non significa ovviamente una soppressione delle competenze che questo organismo aveva, ma impone una loro nuova attribuzione. Come deputati del PD abbiamo chiesto, con un emendamento, che tutta una serie di funzioni vengano date in prima battuta al Commissario straordinario del Comune di Venezia. Per poi essere trasferite in via definitiva al sindaco metropolitano di Venezia”.
Così il vice presidente del gruppo del PD alla Camera, Andrea Martella, spiega i contenuti di un emendamento presentato come primo firmatario al provvedimento di conversione del decreto-legge (24 giugno 2014, n. 90) ‘recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari’. L’emendamento è stato sottoscritto dagli altri 18 deputati democratici veneti.
“L’emendamento propone di modificare l’articolo 18 del provvedimento che ad oggi prevede di trasferire ogni funzione al Provveditorato territoriale per le opere pubbliche, articolazione periferica del Ministero per le Infrastrutture. Noi invece chiediamo di attribuire all’istituzione metropolitana le competenze relative all’estuario veneto, da quelle di polizia e vigilanza lagunare a quelle che si legano alle attività di salvaguardia lagunare e monumentale e di tutela-prevenzione dagli inquinamenti delle acque. Non da ultimo chiediamo di assegnare anche le risorse umane e strumentali legate a queste funzioni e che sono state fino ad oggi nella disponibilità dell’organico del Magistrato alle Acque”.
“Si tratta di trasferimenti di poteri già previsti nella proposta di legge per l’istituzione della Città Metropolitana presentata nel 2010. Crediamo - conclude Martella - che questo riconoscimento sia doveroso: in nome di quella autonomia nel governo del territorio e di quel rafforzamento di poteri che stanno nella natura stessa della Città Metropolitana”.
“Il governo deve fare di più per non arrivare a far pagare i pedaggi autostradali alle associazioni di volontariato”. Lo ha detto il deputato Pd Fossati commentando la risposta del Governo di oggi in aula all’ interpellanza del deputato Edoardo Fanucci, sottoscritta da 30 deputati del PD, in favore di Anpas, della Misericordia e delle associazioni che si occupano di trasporto sanitario dove si chiede di intervenire sulla decisione della Società Autostrade per l’Italia Spa di disdire, entro il prossimo 2 ottobre, l’accordo per il rilascio di telepass esenti in modo permanente.
Per i deputati Pd Fanucci e Fossati “il pedaggio autostradale alle associazioni di volontariato creerebbe grandi difficoltà nel portare a termini i propri servizi. Non possiamo fermare i mezzi di soccorso ai caselli autostradali, sarebbe assurdo e ingiustificabile! Il trasporto sanitario - proseguono - è un’esigenza sempre più marcata, molti presidi ospedalieri per la spending review stanno chiudendo o riducendo le funzioni. Nelle prossime settimane poco meno di 3.000 telepass saranno definitivamente disattivati. Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Umberto Del Basso De Caro, ha garantito, entro il prossimo ottobre, un lavoro da parte del proprio Ministero per ‘rinegoziare i termini stabiliti da società Autostrade’ ma ha anche ricordato ‘numerose irregolarità nell’uso dei telepass’. Tuttavia – concludono i deputati Pd - disdire tutti i telepass per colpire i soli colpevoli è un atteggiamento assolutamente inqualificabile. Il governo sta ottenendo di rinviare la decisione, ma non è entrato nel cuore del problema, che ancora non è stato risolto”.
Convegno promosso dal Gruppo Pd Camera, Commissioni Ambiente e Giustizia
Sala della Regina. Camera dei deputati – lunedì 14 luglio 2014, ore 14.00 – 20.00.
Diretta web dal sito della Camera
Nonostante le numerose autorità di controllo e un consistente corpus normativo (tra codice e regolamento circa 600 articoli) che ha superato il vaglio di conformità al diritto comunitario, cronicamente gli appalti sono occasione di commissione di gravi illeciti penali.
Ne discutono in un convegno promosso dal Gruppo Pd della Camera che si terrà lunedì 14 luglio, dalle ore 14,00 alle ore 20,00 presso la Sala della Regina di Montecitorio, numerosi esperti coordinati da Donatella Ferranti e Ermete Realacci, presidenti delle commissioni Giustizia e Ambiente della Camera, Raffaella Mariani, deputata della Commissione Ambiente. Interventi dei Ministri della Semplificazione e PA, Marianna Madia, e della Giustizia, Andrea Orlando, del Viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone. Sarà possibile seguire i lavori del convegno attraverso il sito web della camera dei deputati.
"E stato costituito in Commissione Antimafia il tredicesimo Comitato dedicato a mafia, tratta degli esseri umani e sfruttamento dell’immigrazione. Ringrazio la presidente Bindi per la sensibilità dimostrata perchè questa decisione l’avevamo fortemente auspicata all’indomani della nostra visita a Latina quando incontrammo la comunità Sikh".
Lo ha detto Davide Mattiello, deputato Pd in commissione Antimafia.
Gravi considerazioni di Gobbi in Senato. Si torni a norma legge stabilità 2014
“E’ comprensibile che l’anatocismo venga difeso dall’Abi. Molto meno comprensibile, e anzi grave, è che Bankitalia faccia altrettanto”. Lo dichiara Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera. “Trovo inaccettabile che Bankitalia – spiega Boccia – si schieri a difesa della capitalizzazione degli interessi sugli interessi, una norma dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. A questo proposito voglio chiarire una volta per tutte, che noi avevamo cancellato l’anatocismo con la Finanziaria 2014. Ora, seppure in forma annuale e non più trimestrale, esso viene reintrodotto con il Decreto sulla competitività per le imprese, creando una sorta di contraddizione in termini”. “Al momento la norma esiste – continua Boccia – ma il padre dell’emendamento ha fatto perdere le sue tracce. Escludendo un qualsiasi coinvolgimento di Palazzo Chigi, e prendendo atto della presa di distanza avvenuta sugli organi di stampa da parte del ministro Guidi, è opportuno che il padre della noma ci metta la faccia per consentire di capirne ratio e genesi. Fino all’audizione del capo del servizio di stabilità di Bankitalia Gobbi, pensavo che la reintroduzione dell’anatocismo fosse dovuta a un errore. Dopo averne ascoltato le gravi dichiarazioni, temo non sia così”
“Gobbi sostiene, infatti, - prosegue Boccia - che solo nei paesi islamici non c’è anatocismo. A parte il fatto che, allora, anche la Germania è islamica, il rappresentante di Bankitalia non può permettersi di offendere un modello economico che merita rispetto, non fosse che per forte solidarietà che lo innerva. Dire poi, come ha fatto Gobbi, che l’anatocismo serve alle famiglie e imprese per avere prestiti, è passare dalla mancanza di rispetto a uno strafalcione tale da far sospettare uno scopo strumentale”.
“Ritengo per questo inevitabile che il governatore dell’istituto Ignazio Visco chiarisca qual è la reale posizione di Bankitalia sull’anatocismo. Mi aspetto poi, al Senato, la cancellazione della norma, anche grazie a una presa di posizione netta del ministero dell’Economia”, conclude il presidente della commissione Bilancio della Camera.
“Abbiamo concluso oggi l'esame in commissione Esteri del disegno di legge sulla cooperazione internazionale introducendo alcune modifiche al testo approvato in prima lettura al Senato che riguardano lo status fiscale delle ONG, la definizione dei volontari della cooperazione internazionale, l’esclusione dai soggetti della cooperazione di imprese o società che commerciano in armi. Soprattutto, abbiamo introdotto la possibilità di utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti come Istituzione Finanziaria per lo Sviluppo, cioè come ente pubblico che completi il nuovo sistema italiano della cooperazione con una banca di sviluppo che aiuti a promuovere iniziative di finanza per lo sviluppo. Si tratta di una modifica sostanziale, votata all'unanimità da tutti i componenti della commissione, che va a completare il sistema italiano della cooperazione, aggiungendo uno strumento che permetterà all'Italia di operare nel campo della finanza per lo sviluppo in accordo con le istituzioni europee e internazionali, che è la frontiera della cooperazione internazionale.
Speriamo che il percorso parlamentare prosegua in Aula con altrettanto impegno, continuando il dialogo con le forze di opposizione. Ci auguriamo che l'approvazione della legge si concluda al più presto, confermando la volontà di arrivare a una riforma definitiva della cooperazione non solo con le forze politiche che la hanno votata al Senato, ma di includere anche altre forze politiche che alla Camera hanno lavorato in commissione con spirito costruttivo. Abbiamo raccolto spunti e suggerimenti in un costante dialogo con le ONG e le organizzazioni del settore, confermando il percorso di confronto che ha contraddistinto già al Senato questa fase di riforma dell'assetto della cooperazione”. Così Lia Quartapelle, deputata della commissione Esteri, relatrice del provvedimento di riforma della cooperazione internazionale.
“L’intervento dell’UE dimostra che avevamo visto giusto chiedendo al governo di intervenire per bloccare le sponsorizzazioni di eventi sportivi da parte di società che promuovono i giochi d’azzardo on line”. Lo affermano i deputati del Pd Nicodemo Oliverio, Colomba Mongiello e Michele Anzaldi, sottoscrittori di un’interrogazione presentata in commissione Vigilanza Rai ai vertici dell’azienda per “scongiurare la diffusione di messaggi pubblicitari potenzialmente pericolosi per i minori in occasione di eventi sportivi così importanti e seguiti”.
“La raccomandazione annunciata per domani dalla Commissione europea deve diventare operativa al più presto – continuano i tre deputati Pd – ed essere assolutamente vincolante nella sua accezione più ampia per la televisione pubblica, che è finanziata dai cittadini per la sua funzione sociale evidentemente negata da contratti commerciali di promozione del gioco d’azzardo”.
“Molti dei rilievi formulati dalla Commissione europea all’Italia sull’ultima versione dell’Accordo di partenariato per l’utilizzo dei fondi strutturali 2014-2020 ricalcano sostanzialmente le condizioni inserite nel parere sul primo progetto di intesa approvato lo scorso aprile dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea che presiedo. In particolare, come ripeto da tempo, concordo sull’esigenza di non concentrare le risorse europee su micro interventi e su misure anticicliche a breve e medio termine. Più utile, al contrario, sfruttare gli investimenti per operare miglioramenti di carattere strutturale e infrastrutturale che correggano le debolezze tipicamente italiane, dalla disoccupazione giovanile alla forte disparità che ancora esiste tra Nord e Sud del Paese”. E’ quanto affermato, in una nota, dal presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.
“Deve inoltre essere previsto per ciascun obiettivo tematico – prosegue Bordo – un cronoprogramma che definisca uno stretto legame tra azioni previste, risultati attesi e tempi di realizzazione anche analizzando l’efficacia, o l’inefficacia, degli interventi precedenti. Come ho sottolineato in più occasioni, la bozza di accordo dovrebbe contemplare un’analisi dettagliata degli errori commessi in passato e dei motivi che hanno prodotto eccessivi ritardi nella spesa. Solo in questo modo si eviteranno in futuro irregolarità, mala gestione e sprechi delle risorse. Ritengo infine che sia necessario rendere completamente operativa l’Agenzia per la coesione territoriale e che si debba rafforzare poi il suo ruolo di assistenza e supporto per le Regioni e gli enti locali” conclude Bordo.
“Bene l’accordo sulle Centrali di committenza in conferenza Stato-Città, bene il documento concordato governo-enti locali che posticipa l'entrata in vigore della norma, contenuta nella spending review. Lo slittamento al 1 gennaio 2015 dell’applicazione della norma per l’acquisto dei beni e servizi da parte delle amministrazioni e al 1 luglio 2015 dell’applicazione di quella riguardante gli appalti va nella direzione da noi auspicata e incontro alle esigenze dei comuni ed evita il rischio di bloccare il sistema”. Lo ha dichiarato il deputato Enrico Borghi, Capogruppo PD in Commissione Ambiente, Lavori pubblici e Territorio.
"Sono molto preoccupato per l'escalation di violenza nella Striscia di Gaza. Il nuovo conflitto, che ha già provocato in due giorni decine di morti tra i civili, rischia di avere conseguenze drammatiche su tutto il Medio Oriente. Gli appelli alla pace sono ormai insufficienti, viste le dichiarazioni di Hamas e del premier israeliano Netanyahu. Serve un'iniziativa politica immediata, forte ed efficace da parte dell’Europa, anche perché i Paesi vicini ad Israele e Palestina, che in passato, di fronte ad altri conflitti simili, hanno lavorato per una mediazione, attualmente hanno governi instabili e di conseguenza sono privi della forza e dell’autorevolezza necessarie a promuovere e orientare una nuova trattativa”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.
“L'Europa, anche in virtù della sua posizione strategica e delle ripercussioni politiche ed economiche che una guerra in Medio Oriente potrebbe avere sul suo territorio, deve agire in fretta. L'Italia, che sta guidando il semestre di presidenza dell’Unione, dovrebbe farsi immediatamente promotrice di un'azione politica concreta al fine di verificare la possibilità di giungere a breve ad un vertice europeo straordinario che chieda l'immediato cessate il fuoco e getti nuovamente le basi per una soluzione del conflitto condivisa e duratura. Non c'è più tempo, l’Europa deve agire per evitare a tutti i costi il dilagare della guerra” conclude Bordo.
"I sequestri dei patrimoni mafiosi funzionano, le destinazioni no: uno spreco inaccettabile. La DIA, cui va il nostro plauso, soltanto dall'inizio di questo anno ha proposto e ottenuto sequestri per un valore di oltre 2 miliardi di euro, un dato impressionante che dà la misura delle ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, ma anche dell'efficacia del lavoro di aggressione a questi stessi patrimoni illeciti da parte delle FFOO e della magistratura.
L'altra faccia della medaglia è il cattivo funzionamento della Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che dovrebbe destinare i beni confiscati definitivamente, dando priorità al loro utilizzo sociale, come previsto dalla 109 del '96.
Il Parlamento può fare la propria parte accelerando l'iter della proposta di legge 1138 che punta a rafforzare gli strumenti a sostegno delle aziende confiscate e che potrebbe contenere norme per il potenziamento dell'Agenzia Nazionale. Ma intanto ci aspettiamo un cambio di passo dal nuovo direttore dell'Agenzia, Prefetto Postiglione, ieri sentito nuovamente dalla Commissione Antimafia. Al Prefetto assicuriamo il massimo dell'attenzione."
Lo ha dichiarato il deputato Pd Davide Mattiello, componente commissione parlamentare Antimafia
“Vigileremo affinché vengano rispettati tutti gli impegni presi a tutela del comparto agroalimentare e manifatturiero contenuti nella mozione approvata oggi. Nella lotta alla contraffazione le indecisioni possono risultare molto pericolose”. Lo dichiara Angelo Senaldi, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Attività produttive alla Camera.
“I numeri della contraffazione e della pirateria commerciale – spiega Senaldi – impongono l’urgenza di un intervento. Si stima che queste disfunzioni del sistema economico italiano abbiano determinato una perdita di almeno 40.000 posti di lavoro negli ultimi 10 anni, con un mancato introito fiscale pari all’8 % del gettito Irpef e al 21% del gettito Iva. Nello scorso anno, in Italia, sono stati sequestrati oltre 130 mila prodotti contraffatti o pericolosi per la salute, con una crescita superiore al 25 % rispetto al 2012”.
“Un quadro del genere – continua Senaldi – rende indispensabile un impegno immediato per arginare il fenomeno. In questo senso, il Pd continuerà a perseguire con determinazione gli impegni presi con la mozione votata oggi, in primo luogo attraverso gli importanti strumenti a disposizione della Commissione contro la contraffazione”, conclude il deputato democratico.
“Tenendo presente che il compito della Giunta è quello di accertare se il GIP manifesti un intento persecutorio verso un parlamentare, posso affermare che nel caso Galan non si ravvisa fumus persecutionis”. Così la deputata del Pd Sofia Amoddio intervenuta nella Giunta per le Autorizzazioni a procedere. “Studiando il fascicolo, è chiaro che il giudice non richiede la custodia cautelare in carcere solo per il parlamentare Galan ma per tutti i soggetti indagati di corruzione, con una motivazione che equipara la condotta del Galan a quella di altri indagati”. “Escludo il fumus da parte del GIP, anche alla luce delle tesi difensive illustrate dall’on.le Galan che, ad esempio, lamenta come il Pm non abbia disposto il suo interrogatorio”. “È utile precisare - prosegue l’On. Amoddio - che nessun PM ha l’obbligo di interrogare la persona nei cui confronti sta svolgendo le indagini”. “Ricordo che ancora oggi le indagini non sono chiuse e l’obbligo per il Pm di sentire l’imputato - solo su sua richiesta - nasce dal momento in cui l’indagato riceve l’avviso di conclusione indagini e non prima”.
“Voglio ricordare che meno di due anni fa Eni ufficializzò un progetto, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, per la trasformazione della raffineria veneziana da impianto di lavorazione del greggio a stabilimento per la produzione di biodiesel. Un progetto che finalmente rompeva la situazione di stallo di Porto Marghera e interrompeva la lunga stagione degli abbandoni e delle dismissioni. Ora non è accettabile che quegli impegni vengano liquidati con un colpo di spugna. E’ necessario che il governo si attivi per chiarire la situazione”.
A dirlo il vice presidente del gruppo PD alla Camera, Andrea Martella, commentando il nuovo piano di riorganizzazione annunciato da Eni e il rischio che ciò comporti un taglio netto di attività che attualmente vedono impegnati oltre 600 lavoratori a Porto Marghera.
“Quell’accordo aveva un valore che andava oltre la raffineria: segnava infatti una ripartenza, in termini di interventi ed investimenti, che poteva rappresentare un esempio di riconversione valido per l’intera Porto Marghera. E’ questa prospettiva che va salvaguardata assieme alla tutela dei lavoratori. E’ sulla base di questo ragionamento che Eni va richiamata alla responsabilità e al rispetto degli impegni”.
La proposta di abolire Equitalia è inattuabile e demagogica"
"La riforma della riscossione e la riorganizzazione di Equitalia sono già scritte nella legge delega di riforma fiscale che il Governo Renzi ha cominciato ad attuare con il primo decreto dedicato alle semplificazioni fiscali". Così dichiara Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, ai margini della discussione che ha portato l'aula di Montecitorio a respingere il progetto di legge dei 5 stelle per la soppressione di Equitalia. "La riforma prevede di differenziare le modalità di riscossione, rendendo più leggere e meno onerose quelle relative a somme di modesta entità, di riorganizzare norme e organizzazione per la riscossione locale e di rivedere l'assetto di Equitalia e il suo funzionamento. Rispetto a questo percorso, fissato dall'articolo 10 della legge delega, su cui i 5 stelle si erano astenuti, la proposta degli stessi 5 stelle di procedere alla soppressione dell'ente dedicato alla riscossione delle imposte non pagate è intempestiva e, soprattutto, inattuabile. Basti pensare che questa proposta costerebbe parecchie decine di miliardi di mancato gettito, e parecchie centinaia di milioni di ulteriori costi di riscossione, come ha evidenziato la relazione tecnica, e che quindi non poteva comunque essere sottoposta al voto per assenza di copertura finanziaria".
"Abbiamo proposto al M5S di riportare in Commissione la discussione su Equitalia - continua Causi - e di basarla sul testo della delega fiscale. Di fronte al rifiuto di questa ragionevole proposta, la maggioranza non poteva che respingere il progetto di legge, per senso di responsabilità e per non creare un vero e proprio caos nel delicatissimo settore della riscossione dei tributi."
"Il giudizio politico a me sembra chiarissimo" conclude Causi "L'unico obiettivo dei 5S era un facile e demagogico richiamo populistico anti-tasse, e non certo la volontà di confrontarsi e di contribuire a un processo di riforma. Anche in questo campo, il Governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene manderà in porto questa importante riforma, con l'obiettivo di tutelare la legalità ma anche di ridurre i costi e gli adempimenti a carico dei cittadini, soprattutto per le somme di piccola entità".
(Nel blog del sito www.deputatipd.it il documento completo “10 motivi per dire no alla proposta M5S di sopprimere Equitalia”).