“Per la prima volta da decenni l’intervento predisposto dal Governo sull’accisa tabacchi non è un modo estemporaneo per trovare qualche copertura di gettito, ma contiene una riforma completa, strutturale, destinata a durare nel tempo”. Così Marco Causi, capogruppo PD in Commissione Finanze alla Camera, commenta la bozza di decreto legislativo che, in attuazione della delega fiscale, il Governo sta predisponendo per mettere fine alla guerra al ribasso dei prezzi dei prodotti da fumo.
“La diminuzione dei prezzi dei prodotti da fumo è nociva non solo per il gettito erariale, ma soprattutto perché va contro gli obiettivi pubblici di tutela della salute, oltre che contro l’evoluzione osservabile in tutti i paesi europei.” Continua Causi: “La riforma su cui il Governo sta lavorando, invece, rimette l’Italia al passo con l’Europa, stabilizza il mercato e attiva un mix di interventi che agiscono su tutta la tastiera disponibile, in modo da avere un impatto moderato sui prezzi e soprattutto equilibrato fra i diversi segmenti e prodotti”.
“L’estensione dell’accisa, con sconto del 40 per cento, ai nuovi prodotti da inalazione di vapori liquidi o di tabacco – conclude Causi – fornisce agli operatori un quadro di certezza giuridica che favorirà investimenti e innovazione di prodotto, con ricadute positive su tutta la filiera agricola e industriale attivata dal settore”.
“Le responsabilità della disoccupazione non possono essere addossate solo a un governo che ha 4 mesi di vita. L’ostacolo principale alla crescita e all’occupazione è la politica economica dell’Eurozona, che è sbagliata”. Lo dichiara Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico, e componente della commissione Lavoro alla Camera.
“In quattro mesi non si possono certo fare miracoli. Le condizioni di rigidità finanziaria imposte dall’Ue rendono, poi, ancora più difficile il compito del governo, il quale, con il premier Renzi, sta comunque intervenendo con determinazione per convincere i partner europei a concedere la flessibilità necessaria a imprimere quella svolta occupazionale di cui l’Italia ha bisogno. Date queste condizioni, le accuse di inerzia rivolte da Susanna Camusso al governo appaiono quantomeno ingenerose, dal momento che si accusa il governo di non aver fatto l’impossibile. Le critiche sono sempre utili. Ma devono tenere conto della realtà dei fatti”, conclude la parlamentare democratica.
“E’ una polemica davvero stucchevole quella dei 5S. Abbiamo scritto insieme un testo importante, una vera rivoluzione del modo di fare cooperazione del nostro paese: forse la polemica è in casa grillina, visto che i senatori hanno votato sì in prima lettera e alla Camera i loro colleghi si sono astenuti. Quanto all’Agenzia, abbiamo migliorato insieme la norma, scegliendo criteri di nomina del direttore basati su titoli, competenze e procedure di selezione con evidenza pubblica: tutto sarà fatto alla luce del sole, garantendo una scelta finale che assicuri un indirizzo, come è del tutto naturale”.
Così il democratico Kalid Chaouki replica al comunicato dei deputati M5S della Commissione Esteri in merito alla legge di riforma sulla cooperazione.
“L'isola di Lampedusa sta faticosamente gestendo l'ennesimo sbarco di profughi. Stavolta sono 1278, prevalentemente eritrei, somali, siriani e pachistani”. Lo dichiara Khalid Chaouki, deputato Pd, e coordinatore dell’intergruppo sull’immigrazione.
“Dobbiamo evitare – continua Chaouki - che si giunga di nuovo a un sovraffollamento nel centro di accoglienza, il quale si presenta ancora inadeguato a ricevere un numero così ingente di rifugiati”.
“Chiediamo a tal proposito un intervento urgente e immediato del Governo, si predispongano al più presto trasferimenti verso la terraferma, rinnoviamo la nostra solidarietà al Sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini e alla comunità lampedusana che continua a dare all'Europa lezioni di civiltà”, conclude il deputato democratico.
"In occasione del Mandela Day, la Camera dei Deputati ha ospitato un importante momento di confronto tra la rappresentanza parlamentare italiana e il corpo diplomatico africano. Il semestre europeo di presidenza, appena avviato, responsabilizza il nostro Paese nella necessità di rafforzare e ampliare le relazioni italo-africane". Lo dichiara Lia Quartapelle, deputato del Partito Democratico, a proposito del seminario "Italia Chiama Africa", che ha visto la partecipazione della Presidente della Camera Laura Boldrini e del Viceministro Lapo Pistelli.
"Invertendo la rotta degli ultimi anni -prosegue Quartapelle - l'Italia si avvia a diventare un valido interlocutore con l'Africa sui temi della democratizzazione, sulle dinamiche e sui conflitti regionali, e sulle politiche legate ai flussi migratori. Con l'approvazione della riforma della cooperazione, abbiamo già dimostrato l'impegno del Paese verso i partner internazionali: ora abbiamo il dovere di sfruttare questo semestre di presidenza per trainare l'intera Europa verso il continente africano, con l'obiettivo di saldare le amicizie tra i Paesi e i rapporti politici, economici, e culturali".
"Il seminario è stato infine un momento di riflessione sincera e appassionata sulla figura di Nelson Mandela, che oggi avrebbe compiuto novantasei anni: un esempio di leadership coinvolgente, fortemente democratica e fieramente africana", conclude la parlamentare democratica.
“Secondo i dati pubblicati dalla Commissione europea, alla fine del 2013 le percentuali di pagamenti effettuati sul totale delle risorse assegnate per il periodo 2007-2013 al livello europeo era pari in media al 66%, con picchi positivi dell’80% e negativi del 39%. Ci chiediamo se queste performance non soddisfacenti dipendano esclusivamente da un difetto della capacità programmatica e di gestione delle autorità nazionali o discendano anche da un’eccessiva complessità delle regole previste a livello europeo”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, durante i lavori della Cosac a Palazzo Madama.
“Ma soprattutto mi chiedo, alla luce dell’esperienza italiana, - ha proseguito Bordo - se queste difficoltà non derivino da effetti paradossali delle regole del Patto di stabilità e crescita che, di fatto, possono impedire allo Stato, o alle Regioni, di cofinanziare i progetti sostenuti dai fondi per rispettare le soglie di indebitamento”.
“Credo che, nel quadro delle iniziative assunte dalla Presidenza italiana, andrà aperta una riflessione sull’interpretazione della disciplina vigente e venga valutata l'ipotesi dell'introduzione di modifiche perché, dal calcolo dei parametri relativi all’indebitamento, venga esclusa quantomeno la spesa sostenuta per il cofinanziamento” ha concluso Bordo.
Numerose associazioni di donne che vivono in presa diretta il prezzo della fortissima disuguaglianza di genere nel nostro Paese (organizzazioni per la promozione dei diritti umani, coordinamenti sindacali e singole esperte di genere), dopo quello presentato dal Governo, hanno redatto un proprio Rapporto Pechino 2009-2014 sull’attuazione degli intenti sottoscritti nel 1995 alla IV Conferenza mondiale sulle donne – grazie alla quale l’Italia per la prima volta ebbe una ministra “delle Pari Opportunità” e un Piano di attuazione della Piattaforma.
Ospitata dalla democratica Rosa Calipari, si terrà giovedì 24 luglio, alle ore 11.30, alla Camera dei Deputati, in via della Missione 8, una conferenza stampa per fare il punto su cosa è stato fatto in Italia.
"Il programma di iniziative per il Centenario di Alberto Burri, presentato stamane dal ministro della Cultura Franceschini e dal presidente della Fondazione Bruno Corà è di straordinario valore e rappresenta il modo migliore per celebrare un grande rivoluzionario dell'Arte Contemporanea, per promuovere - con l'arte di Burri - non solo la sua Città di Castello e l'Umbria, ma l'intero Paese". Lo dichiarano i deputati democratici tifernati (come Burri) Walter Verini e Anna Ascani, presenti alla conferenza-stampa al Collegio Romano. "Oggi è stata una data importante – spiegano i deputati - perché, con la presenza del Ministro, nella sede del Ministero, il centenario, la figura di Burri sono a pieno titolo parti importanti della politica culturale dell' Italia e non vicende locali. Del resto già l'intero Parlamento, votando unanimemente la Legge per istituire il Comitato per il Centenario (primo firmatario Verini con sottoscrizioni di tutti i parlamentari eletti in Umbria ) aveva dato il giusto segnale: Burri è un patrimonio universale, della cui valorizzazione si fa carico il sistema-Paese". "Le manifestazioni previste in Italia e all'estero - concludono i deputati del Pd - saranno una grande occasione di crescita culturale, di conoscenza e valorizzazione dell'opera di Burri nell'Arte Contemporanea e, anche con l'occasione di Expò 2015, un veicolo importante di promozione culturale e turistica".
"A nome della COSAC vorrei esprimere il cordoglio per le vittime del grave incidente aereo di ieri costato la vita a circa trecento persone. Tra loro c'era anche un membro del Senato olandese. Chiedo un minuto di silenzio per ricordare il collega e tutte le altre vittime di questo disastro". Lo ha chiesto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo introducendo la seconda sessione dei lavori della Cosac in corso a Palazzo Madama.
"Il programma della nostra Presidenza è intitolato 'Europa: un nuovo inizio'. La direzione da prendere è indicata dalla fortissima domanda di rinnovamento dell’Unione espressa da tempo dai nostri cittadini ed emersa con evidenza dalle elezioni europee. Domanda che investe non soltanto il Parlamento europeo e le altre Istituzioni europee ma anche i parlamenti e i governi nazionali". Lo ha affermato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo introducendo l'incontro tra i presidenti delle Commissioni competenti in materia di affari europei dei Parlamenti nazionali dell'Ue in corso in Senato.
"Rinnovare infatti - ha proseguito Bordo - non significa ridurre ruolo e competenze dell’Unione in favore degli Stati membri. Significa, al contrario, rilanciare su nuove basi, intorno ad un progetto condiviso, il processo di integrazione. Per rispondere alle aspettative dei nostri cittadini occorre dunque riorientare le politiche dell’Unione in modo che essa sappia rilanciare crescita e occupazione e rispondere ad altre sfide globali la cui scala rende palesemente inadeguata l’azione dei singoli Stati membri. E occorre rendere l’Unione più vicina ai cittadini, più democratica e meno autoreferenziale".
"Le nostre assemblee, anche attraverso la cooperazione interparlamentare, devono giocare un ruolo decisivo in questo contesto. Non rivendicando un maggiore controllo sulla sussidiarietà e, in generale, sull’esercizio delle competenze dell’Unione, ma contribuendo effettivamente alla ridefinizione delle priorità politiche e strategiche europee, attraverso il raccordo con i rispettivi governi e il dialogo politico. E’ questo l’approccio che intendiamo seguire nel corso della nostra Presidenza, in seno alla COSAC e alle altre sedi interparlamentare" ha concluso Bordo.
"Ieri il ministro Padoan è venuto in aula a sostenere, giustamente, che la ripresa del paese passa dall'apertura al mercato di settori chiusi e oggetto di rendite. Nelle stesse ore, il presidente della commissione affari costituzionali Sisto dichiarava inammissibile un emendamento, firmato da tutto il gruppo Pd in commissione Ambiente e Lavori pubblici, per rendere obbligatorie da subito le procedure di gara ad evidenza pubblica per le concessioni autostradali, interrompendo il vizioso circuito delle proroghe. Il tutto nel silenzio del ministro Lupi.
Padoan ha ragione: non esistono scorciatoie per la crescita, ma purtroppo continuano a permanere resistenze al cambiamento. Noi insisteremo, e sarebbe bene che la via della ripresa venisse perseguita anche da chi ha responsabilità istituzionali maggiori. Altrimenti potremo scordarci nuovi investimenti nel campo delle infrastrutture nei prossimi anni, visto che l'annunciato decreto sul tema - peraltro in sede di concepimento al di fuori del Parlamento - utilizza ampiamente il fondo revoche, e quindi fa paragonare le risorse disponibili agli aerei del Duce che erano sempre quelli e venivano fatti ruotare a bella posta nelle sfilate.
Non ci sono strade diverse: serve concorrenza e trasparenza, e solo a queste condizioni si impatta positivamente sul Pil. Lo " sblocca Italia" deve essere la sede giusta per affrontare il tema, vista la renitenza sin qui mostrata su altri provvedimenti" .
Lo dichiara in una nota il deputato Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici
Da oggi, grazie a una riforma attesa da decenni, la cooperazione diventa uno dei principi cardine della politica estera italiana. Viene raggiunto un obiettivo storico, molto importante considerato la complessità del contesto internazionale in cui si inserisce. Con l’istituzione della figura di un viceministro ad hoc, la creazione di un’Agenzia con competenze specifiche e di un organismo finanziario per lo sviluppo, l’Italia si dota di nuovi strumenti decisivi nel rafforzare i rapporti di cooperazione con i paesi meno sviluppati. Voglio per questo ringraziare e rendere merito al lavoro del ministro Mogherini, del viceministro Pistelli, del capogruppo del Pd Speranza e della commissione Esteri della Camera.
Lo afferma Andrea Manciulli, vicepresidente della commissione Esteri della Camera e presidente della delegazione presso l’assemblea della Nato.
Attesa da 27 anni, cambia il modo dell’Italia di proiettarsi nel mondo
“Attesa da 27 anni, è una vera riforma di sistema perché non riguarda un aspetto tecnico del funzionamento del ministero degli Esteri ma affronta il modo con cui l’Italia si proietta nel mondo e cambia il nostro modo di relazionarci con tutti i paesi meno sviluppati”. Così la relatrice Lia Quartapelle, deputata del Pd, commenta il via libera dell’Aula alla legge di riforma della cooperazione. “Mentre è sempre più difficile trovare strumenti per far camminare i principi di politica estera – aggiunge - questa legge di riforma fornisce strumenti operativi: l’Agenzia della cooperazione, l’istituzione finanziaria per lo sviluppo e una delega politica chiara ad un viceministro. Infine rende la cooperazione un principio qualificante della nostra politica estera, testimonianza del fatto che il mondo è profondamente cambiato e che non si può più agire per contrapposizione competizione”.
"La cooperazione italiana allo sviluppo attende una riforma da 27 anni. Con la legge approvata oggi alla Camera abbiamo il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ed una Agenzia con il compito di assicurare l'efficacia della spesa e della gestione dei nostri interventi. Grazie a tutti gli operatori del settore che si impegnano ogni giorno con passione per combattere le diseguaglianze e le ingiustizie. Che il voto di oggi alla Camera possa essere un rilancio del nostro impegno nel mondo".
Così il presidente del gruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, in un post sulla sua pagina facebook.
“In Italia non esiste un soggetto unico che si occupi e coordini le politiche di sicurezza e qualità, in ambito alimentare e nutrizionale. Sono per questo convinto sia necessario dare vita all’ Osservatorio per la Sicurezza Alimentare, la Qualità Nutrizionale e la tutela della salute del Consumatore (OSANC), come proposto dal professor Antonino De Lorenzo”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, deputato del Partito Democratico, e capogruppo in commissione Agricoltura alla Camera, commentando l’audizione del direttore della Scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione, dell’Università di Tor Vergata di Roma, svoltasi oggi presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.
“Nel corso della discussione di oggi - spiega Oliverio - è emerso che per garantire la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la qualità nutrizionale, salutare e funzionale dei prodotti biologici è necessario fornire indicazioni precise agli operatori, tutelando al contempo la scelta consapevole e sicura dei consumatori”.
“L’Osservatorio – continua Oliverio – sarebbe quindi il punto di coordinamento per tutte le tematiche relative alla sicurezza alimentare, alla qualità nutrizionale, e alla tutela della salute del consumatore, con l’ambizione di chiarire in maniera univoca, basata sulla forza dell’evidenza scientifica, le conoscenze spesso molteplici, e spesso contraddittorie, di organizzazioni ed enti che si occupano di Politiche e sicurezza in ambito alimentare e Nutrizionale”
“L’Osservatorio potrebbe divenire così elemento cardine in termini di chiarezza, attraverso Position Paper validati dalla comunità scientifica che rispondano alla domanda del consumatore”, conclude il capogruppo Pd.