“Le donne nella pesca e in acquacoltura sono ben presenti, svolgono funzioni importanti, e investono molto su mercati, economia circolare e sostenibilità, su ricerca e innovazione. La nostra attuale normativa, però, per lo più non ne riconosce il ruolo, generando enormi problemi assicurativi, retributivi e previdenziali. E’ necessario intervenire, far emergere questa realtà e valorizzarla, perchè è giusto e perchè conviene al nostro Paese”.
Lo ha detto Susanna Cenni vice presidente della commissione Agricoltura della Camera e responsabile nazionale per la segreteria del Pd per l’agricoltura, partecipando al convegno promosso dell’Osservatorio sulla pesca sulle donne nel settore, all’interno di Sealogy, fiera del settore.
"Con la nostra proposta di legge, la 2930 dell’8 marzo 2021, che interviene sulla tutela e sulla valorizzazione del lavoro e l’impresa femminile in agricoltura pesca e acquacoltura, proviamo a fare proprio questo: far emergere numeri e situazioni, per mettere a sistema interventi permanenti e non sporadici per lavoratrici ed imprese di donne, per favorire formazione e tutele. Nel testo inseriamo il riconoscimento del ruolo di coadiutore, ruolo già previsto in agricoltura ma non nel settore ittico, e il recepimento della direttiva 2010/41/UE, che dovrebbe tutelare le donne delle imprese, temi che sappiamo essere molto attese dalle operatrici di pesca e acquacoltura”.
“Il testo è in fase di discussione in commissione Agricoltura e l’auspicio, vista anche la trasversalità del tema, e il buon lavoro che la relatrice on. Incerti sta svolgendo, è che si possa procedere velocemente in sede legislativa nella commissione stessa. Del resto le scelte che si sono compiute anche recentemente con la condizionalità di genere nel PNRR, e la recente approvazioni di norme importanti come la legge sulla parità salariale, l’assegno unico per i figli, ci fanno ben sperare".
"Noi - conclude Cenni - siamo impegnate per rispondere concretamente alle esigenze delle donne del comparto, anche perchè sostenere queste donne significa investire sulla qualità della pesca”.
“Apprendo con piacere che il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in visita all’Aquila, abbia annunciato che il ministro del Lavoro Andrea Orlando, inserirà nella Legge di Bilancio la soluzione per l’internalizzazione dei lavoratori del call center Inps. Interpreto questo suo dire con la rimozione finalmente del suo diktat sull’applicazione della clausola sociale. Tuttavia, con tutto il garbo istituzionale, vorrei far notare al ministro che sarebbe stato opportuno coinvolgere nella visita i parlamentari che sostengono il governo Draghi. E non solo alcuni di stretta osservanza di Forza Italia. Ma la campagna elettorale per il Comune dell’Aquila incombe e la destra, assai nervosa, cerca di utilizzare il lavoro altrui per la propria propaganda. Insieme ai sindacati ho lavorato tanto per arrivare alla internalizzazione con clausola sociale. A mio giudizio l’applicazione della clausola sociale non ha bisogno di alcuno norma, ma se il ministro ritiene che occorra per tutelare tutti i lavoratori, non ostacoli più il percorso, perchè l’internalizzazione dei lavoratori era prevista entro il 31 dicembre 2021“. Lo dichiara la deputata abruzzese del Pd Stefania Pezzopane, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera e responsabile nazionale Aree terremotate e ricostruzione del Partito Democratico.
“Sulla questione della stabilizzazione dei lavoratori precari della ricostruzione - aggiunge l’esponente Pd - il Dpcm oggi portato e consegnato al commissario Legnini è solo l’atto conclusivo di un percorso che come prima tappa ha visto l’abrogazione di una legge voluta da Brunetta che vietava le stabilizzazioni nella Pubblica Amministrazione. Il ministro ricordi che se oggi può sventolare sulla sua pagina Facebook il Dpcm pronto per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, lo deve alla legge Madia e ai 36 milioni di euro stanziati per le stabilizzazioni dal governo Conte bis ottenuti grazie ad una mia battaglia e alla forza dei sindacati. Ricordo a Brunetta che allora votò contro. Sono contenta della sua illuminazione sulla via di Damasco e auspico che faccia presto e bene. Senza troppe chiacchiere e propaganda inutile”.
“Benissimo il lavoro attivato da Legnini e Presenti per la sede a L’Aquila della Scuola Nazionale Pa e positiva la presenza della Presidente Severino . È’ un segnale importante del governo, ma vorrei ricordare che i 20 milioni per la Scuola sono nel Fondo complementare del Pnrr approvato dal Parlamento. E che Brunetta e i parlamentari oggi presenti alla riunione, votarono contro il testo del Pnrr approvato a gennaio 2021 durante il governo Conte e che conteneva il miliardo e 780 milioni da cui questi 20 milioni sono ricavati. La scelta della Scuola oggi viene benedetta dal ministro ma è una scelta a lui precedente ed è inserita nel Fondo grazie alle mie sollecitazioni e alla determinazione del commissario Legnini e del titolare della struttura di missione Carlo Presenti. Mi auguro che non ci siano ora più indugi ed incertezze perché la SNA la vogliamo a L’Aquila e si farà”, conclude Pezzopane.
"Roma esce da anni di difficoltà, sia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti che per la pulizia della città, che è stata alquanto deficitaria. Stupisce che nel momento in cui il nuovo Sindaco Gualtieri si impegna in un piano di pulizia straordinaria per recuperare il tempo perso ci sia chi continua a spargere fake news. L'accordo con i lavoratori di Ama non prevede bonus per lavorare o per non ammalarsi come è stato falsamente detto, ma chiede di rinviare ferie e permessi fino al 9 gennaio per garantire un più alto tasso di presenze, proprio in un momento in cui si mette in campo uno sforzo straordinario. Basta bugie sui lavoratori e su Roma."
Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata del Partito democratico eletta a Roma.
"Il riformismo non può limitarsi alla pur doverosa dialettica lib lab, ma deve tenere conto anche della dimensione personalistica e comunitaria. Serve quindi, anche, un riformismo comunitario". Lo ha dichiarato l’on. Stefano Lepri al convegno promosso da Comunità democratica.
“Ringraziamo il sottosegretario Scalfarotto, le cui parole confermano l’attenzione del ministero dell’Interno e delle forze dell’ordine nell’opera di prevenzione e contrasto delle organizzazioni neofasciste. Ma proprio per quanto affermato, riteniamo sia oggi urgente e necessario che il presidente del Consiglio, il governo, nelle modalità che riterrà più opportune, dia un segnale forte al Paese procedendo allo scioglimento di Forza Nuova e delle altre organizzazioni di estrema destra, come sostenuto anche dallo stesso Parlamento. Lunedì prossimo, proprio a sostegno di questa decisione, si svolgerà una conferenza stampa che vedrà protagoniste quattro associazioni la cui storia è stata determinante nel cammino dell’Italia verso la democrazia: L’Anpi, l’Aned, l’Anpia e l’Anpc (i partigiani cristiani). Lo scorso 25 Aprile, a via Tasso, il presidente Draghi ebbe a dire che ‘non tutti gli italiani furono brava gente’, sottolineando il pericolo del non saper scegliere da che parte stare. Ebbene, come Partito democratico, riteniamo sia giunto il momento di fare la scelta giusta”.
Così il deputato dem, Walter Verini, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia, replicando in Aula alla risposta del sottosegretario agli Interni, Ivan Scalfarotto, all’interrogazione sui fenomeni di eversione dell’estrema destra di cui è primo firmatario insieme ad Emanuele Fiano, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, e alla presidente Debora Serracchiani, e sottoscritta da trenta deputati dem.
“Dopo gli episodi di violenza del 9 ottobre scorso a Roma, in Piazza del Popolo, culminati nell’assalto alla sede nazionale della Cgil, alcune inchieste giornalistiche, tra le quali quella di Repubblica - ha detto Walter Verini - hanno rivelato fatti di inaudita gravità con l’emersione di un disegno di matrice politico-eversiva con l’obiettivo di sovvertire l’ordine democratico. Proprio nei giorni scorsi il governo francese ha sciolto con un decreto il gruppo di estrema destra L’Alvarium, colpevole di ‘alimentare un discorso di odio’ e di ‘incitare alla discriminazione o alla violenza verso persone in base alla loro origine o alla loro religione’. Chiediamo al governo di agire quanto prima - ha aggiunto il deputato dem - per contrastare anche in Italia queste minacce alla convivenza civile e democratica”.
Il collega Colletti, Presidente del Collegio di Appello della Camera dei deputati, è evidentemente venuto meno alla responsabilità legata alla funzione di garanzia che è chiamato a svolgere nell' ambito degli organismi della Camera dei Deputati. Come gruppo del Partito Democratico crediamo debba immediatamente rassegnare le sue dimissioni da Presidente del Collegio d' Appello, ripristinando così un corretto funzionamento di questo importante organo parlamentare". Così Andrea De Maria, dell'Ufficio di Presidenza del gruppo PD della Camera
Dichiarazione on. Alfredo Bazoli , deputato bresciano e capogruppo Pd in commissione Giustizia
Grave e vigliacco il deliberato atto con cui questa notte qualcuno ha pensato di rompere la vetrata della sede del circolo PD di Bovezzo. Un gesto vandalico dal sapore vagamente intimidatorio che va condannato con fermezza, perché ogni gesto contro le sedi dei partiti rappresenta uno sfregio alla democrazia. Esprimo la mia solidarietà alle amiche e agli amici del circolo.
"In sede di Ufficio di Presidenza della Camera avevamo condiviso una serie di misure deliberate dal Collegio dei Questori per prevenire i rischi connessi alla emergenza sanitaria in atto.
L' autorizzazione all' accesso alla Camera di una collega sprovvista di green pass mette in discussione quanto condiviso e rappresenta peraltro un segnale sbagliato al Paese, cioè di una diversità di trattamento fra noi parlamentari e gli altri cittadini.
Ho quindi scritto al Presidente Fico e ai Questori della Camera per chiedere che sia convocato un Ufficio di Presidenza dove poterci confrontare in merito".
Così Andrea De Maria, Segretario di Presidenza della Camera dei deputati.
“L’approvazione in Consiglio dei ministri dell’assegno unico, insieme al voto favorevole della Camera alla legge delega di sostegno alle famiglie, rappresentano due ottime notizie per l'Italia. Per quanto riguarda l'assegno unico vengono investite risorse importanti, possiamo dire che circa la metà dei beneficiari riceverà 175 euro a figlio, e rispetto alle attuali misure ci sarà un vantaggio economico praticamente per tutti i beneficiari delle attuali misure di sostegno. Non solo, ci sarà un’evidente semplificazione, perché rispetto alle attuali otto misure a sostegno della genitorialità si passerà ad un'unica misura. Sarà un assegno mensile per tutti, senza distinzioni, indipendentemente dal fatto di avere un lavoro o di averlo perso. Con una maggiorazione per le famiglie numerose e per i bambini con disabilità. L'augurio è di essere ad un punto di svolta per le famiglie italiane, maggiori risorse, maggiori servizi, maggiore sostegno. Come Partito democratico siamo convinti che sia un progetto fondamentale. Dobbiamo continuare su questa direzione. Oggi però possiamo dire che è stata davvero una giornata importante per le famiglie italiane e per il futuro di tutti noi”.
Lo dichiara Rosa Maria di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Scuola e Cultura della Camera.
“Oggi approviamo la legge delega per il sostegno alla famiglia, nel momento in cui il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sull’assegno unico universale. Sono i due pilastri a sostegno della genitorialità e delle famiglie, e rappresentano anche il riconoscimento del loro ruolo sociale. Purtroppo noi abbiamo un ritardo storico su questi aspetti, e dobbiamo investire in maniera forte e decisa. L'abbiamo fatto con il governo Conte due e lo stiamo facendo con il governo Draghi, perché ne abbiamo un assoluto bisogno. I dati ci dicono che durante la pandemia si sono persi 400mila posti di lavoro solo di donne, che l'incidenza del part time involontario avviene sempre a sfavore delle donne, che abbiamo solo il 25 per cento di possibilità di accesso agli asili nido: non è accettabile. Ecco, la legge delega e il decreto sull’assegno unico rappresentano due elementi fondamentali, insieme all’attuazione del PNRR, per invertire questa tendenza, per costruire una nuova società”.
Lo dichiara Elena Carnevali, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, intervenendo in Aula per la dichiarazione di voto.
“È stato un lavoro impegnativo – prosegue l'esponente dem - ma riteniamo sia stato proficuo perché rappresenta una nuova idea di Paese. Abbiamo un'occasione straordinaria per incidere, per fare quello che, dopo tanti anni di politiche intermittenti anche per mancanza di risorse, riteniamo essere un progetto per una società più moderna e più giusta. E la sua applicazione non riguarderà solo il governo, ma le regioni, i comuni, gli enti del terzo settore, le imprese, tutti dobbiamo impegnarci per riportare l'Italia fuori dall’inverno demografico e garantire l'occupazione femminile. Tra i vari punti importanti di questa legge delega voglio ricordare il rafforzamento dei servizi socio educativi per l'infanzia e per l'adolescenza, e quelli contro la povertà educativa; serve investire con più vigore nel congedo di paternità per tutti, con l'obiettivo di aumentarlo dagli attuali 10 giorni ai tre mesi da noi richiesti. Questo non è uno dei tanti progetti di ripresa – conclude Carnevali - questo è il progetto più importante, e dovremo sfruttare al meglio l’occasione del PNRR per rimodulare una società in cui tutti abbiano la possibilità di inseguire i propri desideri, di maternità e paternità”.
"Il decreto legislativo approvato dal Governo applica correttamente i principi della legge delega. Gli importi riconosciuti sono significativi: almeno la metà dei beneficiari avranno importi pieni (175 euro a figlio). Anche le maggiorazioni per i figli oltre al secondo o per i figli con disabilità sono significative: si arriva fino a 260 euro al mese per figlio. Dopo una certa soglia di isee gli importi decrescono, ma ciò avviene anche oggi sia per le detrazioni che per gli assegni familiari. Dei 7,5 milioni di famiglie beneficiarie, 7,1 milioni ci guadagneranno (o non ci perderanno) rispetto a oggi. Quasi tutti gli altri avranno una maggiorazione di
salvaguardia, per non farli perdere. Al di là delle cifre, resta il salto fondamentale. Da otto misure si passa a una sola. Tutti ne beneficeranno, nessuno escluso. Si avrà l’assegno con continuità, ogni mese, anche se non si ha lavoro o se si perde. E ogni figlio varrà uguale, anzi di più nelle famiglie numerose. Una rivoluzione appunto. Un nuovo pilastro della protezione e della coesione sociale in Italia.
Lo dichiara Stefano Lepri, estensore e relatore della legge delega".
Oggi, con il collega Paolo Lattanzio e la garante dei detenuti di Roma Gabriella Stramaccioni, sono stato in visita alla sezione Nido del carcere di Rebibbia. In prossimità della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che si celebra sabato prossimo, abbiamo scelto di stare dalla parte deibambini che vivono in un contesto particolare. Sono gli ultimi degli ultimi, perché stanno trascorrendo in un carcere i loro primissimi anni di vita, fondamentali per la loro crescita e per lo sviluppo della loro personalità, come dimostrato da diversi studi scientifici. Proprio per questo, ho presentato una proposta di legge che mira a superare l’istituto degli Icam (istituti di custodia per madri detenute) a favore delle case famiglia, più consone alle esigenze dei bambini. A Rebibbia, nella sezione Nido, oggi c’erano una mamma alla 33esima settimana di gravidanza con un bambino di 13 mesi, un’altra alla 37esima settimana di gravidanza e un’altra ancora con il suo bambino piccolo di appena 6 mesi. Il carcere non è certamente il luogo più adatto per far partorire una donna. Mai piùbambini in carcere”.
Così il deputato dem, Paolo Siani, vice presidente della commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“Il Family Act, il provvedimento tanto atteso sulla famiglia, diventa finalmente realtà. Si tratta di un testo molto importante che promuove la genitorialità e la parità tra i sessi all’interno dei nuclei familiari, favorisce l’occupazione femminile, l’armonizzazione dei tempi familiari e di lavoro e l’equa condivisione dei carichi di cura tra i genitori. E’ prevista, in particolare, un’incentivazione del lavoro femminile, la condivisione della cura e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro. E viene inoltre delegato il governo a individuare gli strumenti necessari per sostenere la spesa delle famiglie per la formazione dei figli e l’autonomia finanziaria dei giovani. Vorrei ringraziare tutti gruppi parlamentari con i quali ho lavorato per rendere la norma ancora più corrispondente ai bisogni della famiglia, che rimane centrale nella nostra società, e anche il governo e la ministra per le Pari opportunità e la famiglia. D’ora in poi, ogni altro provvedimento di sistema in Italia, come ad esempio la riforma fiscale o le future Leggi di Bilancio dovranno tener conto più efficacemente delle esigenze dei nuclei familiari. Abbiamo compiuto un grande passo in avanti, ma dovremo ora rendere concrete tutte per parti della legge attraverso i decreti attuativi”.
Così il deputato dem, Vito De Filippo, relatore del Ddl Deleghe al governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia.
"L’approvazione del decreto attuativo conferma l’impegno di rendere pienamente operativo l’assegno unico al 2022. Si completa quel cambio di passo tanto atteso dalle famiglie e lo Stato sceglie di essere al loro fianco in maniera costante, in maniera robusta, in maniera equa. E’ una misura di assoluto valore nel sistema di welfare universalistico, un indispensabile strumento per contrastare l’inverno demografico che affligge da troppo tempo l’Italia minandone anche le prospettive di crescita economica, un mezzo per contribuire a combattere l’inaccettabile condanna emessa sulle donne che desiderano essere madri e lavoratrici. L’assegno unico però rappresenta anche una vera rivoluzione perché corregge il ritardo storico nel riconoscimento del valore sociale, civile ed economico delle famiglie che induceva a considerare le spese per la famiglia come un costo, semmai da ridurre, piuttosto che un investimento a vantaggio dell’intera comunità, un bene prezioso da sostenere nell’interesse di tutti".
Così Graziano Delrio, deputato Pd.