Più di mille morti in dieci mesi. E migliaia di infortuni gravi. E’ un bollettino di guerra quello che proviene dai cantieri, dalle fabbriche, dalle strade, dai luoghi di lavoro. Per sanare questa “ferita sociale”, come l’ha definita il Capo dello Stato, occorre fare di più. Le norme contenute nel decreto approvato ad ottobre dal governo devono trovare immediata applicazione sul fronte dei controlli, dell’attività sanzionatoria, dell’aumento degli organici per l’Ispettorato nazionale del lavoro, del coordinamento tra gli enti predisposti alla vigilanza. Bisogna agire con rapidità e severità con le imprese che non rispettando le regole mettono a rischio la vita dei propri dipendenti ma anche varare altre misure come l’applicazione agli edili del pensionamento anticipato attraverso Ape sociale e 30 anni di contributi oggi costretti anche a 65 anni e oltre a salire su impalcature e ponteggi. Applicare in maniera inflessibile le leggi, rafforzare la cultura della prevenzione e della legalità rappresentano una condizione irrinunciabile per porre fine alla strage quotidiana.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
“Il rapporto dello Svimez conferma l’importanza straordinaria del Pnrr per la ripresa dell’economia e dello sviluppo nel Mezzogiorno. La sfida adesso è l’attuazione del piano per evitare il rischio di perdere le risorse e compromettere i segnali di ripartenza. Per questa ragione, serve operare immediatamente per un piano straordinario di assunzione di personale qualificato nella Pubblica Amministrazione, per ridurre la precarietà nel mondo del lavoro e le differenze salariali tra il Nord e il Sud, per offrire una soluzione a quei tanti comuni meridionali in crisi finanziaria, per colmare i divari di cittadinanza investendo in infrastrutture sociali con l’obiettivo di garantire livelli essenziali di prestazioni per tutti. Il Partito Democratico è impegnato su tutte queste priorità già con la prossima Legge di Bilancio. Siamo convinti che solo in questo modo sarà possibile innestare una crescita duratura nel Mezzogiorno e ridurre il divario tra il Sud e le altre aree del Paese”.
Così il deputato dem Michele Bordo, responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico, a margine della presentazione di questa mattina del rapporto Svimez 2021 sull'economia e la società del Mezzogiorno.
"Apriamo una nuova stagione di dialogo tra esecutivo, parlamento e mondo dell'autotrasporto. La sfida del Pnrr non è astratta, si muove anche sulle ruote dei camion, troppo spesso trascurati, salvo accorgersi in pandemia che facevano andare avanti fabbriche e distribuzione commerciale, e subito dopo nuovamente messi in ombra”. Così la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani che oggi a Roma ha partecipato a "Rievoluzione - Verso un modello di filiera efficiente e collaborativa", assemblea 2021 di Anita, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica.
Riferendosi “alla carenza di autisti, ai costi dei carburanti, al rinnovo del parco circolante e alle altre problematiche sul tappeto” Serracchiani ha sostenuto che “servono interventi puntuali per andare incontro alle immediate necessità di un settore vitale per l’economia nazionale, alcuni sono stati attivati anche se sono da rafforzare”. “Al contempo – ha aggiunto la capogruppo dem – dobbiamo lavorare all’incardinamento di una politica industriale dei trasporti che abbia visione strategica, dia indirizzi e metta il settore in condizione di competere a livello globale. Parcellizzazione, rapporti con la committenza, concorrenza estera – ha concluso - sono handicap da superare”.
Occorre fare luce su strategia della tensione
“Ho chiesto al Governo, con la mia interrogazione che oggi è stata discussa in Aula, di mantenere alta l’attenzione sul rafforzamento dell’organico della Corte di Appello del Tribunale di Bologna per consentire di portare a termine i processi in corso sulla strage del 2 agosto. Ho ricordato al sottosegretario Sisto che nei giorni scorsi è stato rinviato il processo d’appello all’ex Nar, Gilberto Cavallini, fissato addirittura alla primavera del 2023. Il Governo ha fatto riferimento agli interventi già realizzati, si è impegnato a completare la pianta organica e ad aumentare il supporto tecnico anche grazie alle risorse messe a disposizione dal Pnrr. Voglio sottolineare che resta tutta la necessità, giustamente sottolineata dalla Associazione dei familiari delle vittime, di garantire davvero agli uffici giudiziari di Bologna donne, uomini e mezzi per portare a termini i processi sulla Strage del 2 agosto. È un dovere civile che le istituzioni debbono in primo luogo alle famiglie delle vittime per la sofferenza sopportata. Per la nostra democrazia fare chiarezza sulle pagine più oscure della nostra storia recente e soprattutto su quella che è stata definita la ‘strategia della tensione’ è la condizione per potere affrontare su basi più solide le sfide che ha di fronte".
Così Andrea De Maria, deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera.
“La delega fiscale è uno snodo cruciale del Piano nazionale di ripresa e resilienza ed è importante che le forze politiche abbiano la possibilità di offrire il massimo contributo alla sua stesura. L’impuntatura del presidente della commissione Finanze della Camera Marattin sulla presenza di un relatore unico chiude invece la porta a una più ampia partecipazione dei gruppi parlamentari. Consideriamo questa scelta ingiustificata e miope. Il Partito Democratico rappresenta una grande comunità ed ha diversi nomi e personalità, da ex presidenti di Commissione ad autorevoli esponenti con esperienza di governo, che possono svolgere bene quel ruolo. Non si può ridurre tutto a una querelle sui nomi. E non è vero che solo il Pd ha chiesto formalmente l’indicazione di un suo relatore. Marattin riveda la sua posizione e permetta di avviare l’esame in commissione del disegno di legge delega con il massimo della condivisione e dei contributi”.
Così Gian Mario Fragomeli, capogruppo Pd in commissione Finanze alla Camera.
La firma del protocollo di intesa parlamentare tra il Presidente della Camera Fico ed il presidente dell’Assemblea nazionale Ferrand è di grande importanza. Dopo il Trattato del Quirinale tra Draghi e Macron questo impegno alla cooperazione ed alla concertazione tra Camera ed Assemblea nazionale conferma la scelta di andare nella direzione di consolidare i legami esistenti tra Italia e Francia e rappresenta il riconoscimento della centralità del Parlamento. Lavoreremo perché anche attraverso questa strada possa camminare con sempre maggiore vigore e coraggio il progetto di un’Europa più forte, unita, solidale.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera
“Un asse forte Italia-Francia è sia di interesse bilaterale che europeo e abbiamo il dovere di coltivarlo. La firma del Trattato del Quirinale rappresenta un salto di qualità che vede sempre di più i due Paesi muoversi all'unisono sui principali temi dell'agenda europea e internazionale. Le relazioni sul piano culturale affondano le radici nella storia. Sul piano economico i due Peaesi sono reciprocamente secondi partner commerciali. E sul piano politico Italia e Francia sono fondatori dell’Ue, entrambi membri del G7 e G20, entrambi con forte proiezione mediterranea ed è evidente l’interesse ad una partnership che faccia pesare i due Paesi negli scenari europei e internazionali. Il Trattato è lo strumento che dà sostanza a questa complementarietà, prevedendo intese e azioni condivise nei tanti campi di interessi comuni. Oggi in Europa, Draghi e Macron sono le personalità più influenti e insieme potranno dare un impulso forte al rilsncio dell'integrazione europea facendo sì che la Conferenza sul Futuro dell'Europa proponga le riforme necessarie ad una più intensa ed efficace coesione europea”.
Lo ha detto Piero Fassino, presidente della commissione Esteri della Camera, ai microfoni di Radio Immagina.
“Questa settimana la commissione Finanze della Camera avvierà l'esame del disegno di legge recante la Delega al Governo per la riforma fiscale. La scelta del presidente Marattin di un relatore unico appare poco equilibrata, anche perché con la doppia lettura Montecitorio-Senato si sarebbe potuto aprire ad una maggiore partecipazione di tutte le forze politiche alla messa a punto di un testo molto importante. Dopo aver svolto un buon e condiviso lavoro in commissione nel documento politico, la scelta di più relatori avrebbe potuto permettere una maggiore condivisione delle scelte. La delega infatti, rappresenta una riforma decisiva anche per la piena attuazione del Pnrr e quindi per il rilancio del Paese. Sì è persa un’occasione”.
Così Gian Mario Fragomeli, capogruppo Pd in commissione Finanze alla Camera.
“È inaudito che una donna, una giornalista, venga molestata, che accada mentre sta svolgendo il proprio lavoro è addirittura insopportabile. Un gesto del genere va punito con fermezza, tanto più in quanto fatto di fronte a decine di migliaia di spettatori. Cosi come è inaccettabile quanto accaduto a telecamere spente, secondo il racconto della ragazza”.
Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera.
“Amareggia che questo accada nella nostra Toscana, terra di diritti che proprio domani celebrerà la propria Festa nel segno del ripudio di ogni violenza. Colpisce anche la reazione dallo studio, dove ci saremmo aspettati una condanna ferma ed immediata, senza imbarazzi. Ci aspettiamo che le autorità identifichino ed assicurino alla giustizia quanto prima i responsabili di quanto accaduto. Gesti del genere - conclude Di Giorgi - vanno rifiutati con fermezza, senza alcun tentennamento e senza che si osi derubricarli a 'leggerezza' o, peggio, ‘scherzo’”
“Nella stessa settimana in cui abbiamo celebrato, con diverse mobilitazioni, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, succede un fatto grave dopo Empoli-Fiorentina. L'atteggiamento molesto di alcuni tifosi nei confronti della giornalista Greta Beccaglia, accompagnate dalle parole del conduttore, quali: ‘Non te la prendere’ e ‘si cresce anche grazie a queste esperienze’, sono atteggiamenti e affermazioni pesanti e inaccettabili. Non vi è giustificazione a questi comportamenti, che dimostrano come la prima sfida da vincere, nel nostro Paese, sia quella culturale e sociale. Occorre cioè sconfiggere certi stereotipi, costruire relazioni diverse, non accettare lo status quo: sono solo alcune delle sfide che abbiamo davanti a noi, a partire dalla scuola. Goliardia, sarcasmo, paternalismo, fanno parte purtroppo del modo di apostrofare le donne in Italia: è ora di cambiare e di costruire una cultura di rispetto tra i sessi, su una base concretamente paritaria che, non a caso, inizia dalle parole e dai toni che usiamo ogni giorno, in ogni situazione lavorativa e privata”.
Così il deputato dem, Andrea Rossi, in un post su Facebook
“Fa piacere leggere parole di apprezzamento di Italia Viva verso l’emendamento al DL Fiscale che porterà 150 milioni alla Città di Palermo e altri 200 Comuni siciliani. Quello che non è piacevole, invece, è il tentativo quasi puerile di Faraone e dei suoi di intestarsi la paternità di un provvedimento del quale Italia Viva è venuta a conoscenza solo quando i relatori e primi firmatari dell’emendamento, i Senatori Mauro Laus del Partito Democratico e Emiliano Fanu del M5S, lo hanno presentato in Commissione. Per onore di verità, infatti, mi duole ricordare al Senatore Faraone che, alla scoperta dell’emendamento, lo stupore del Capogruppo di IV in Commissione finanze è stato tanto e tale da chiedere chiarimenti sui contenuti e sulle ragioni del testo presentato da Laus e Fanu. A Faraone e a Italia Viva dunque un vivo consiglio: la campagna elettorale su Palermo si faccia con un altro stile. Provare ad appropriarsi del lavoro degli altri non ha mai prodotto risultati”.
Così in una nota Carmelo Miceli, deputato siciliano del Partito Democratico.
“Le proposte emerse ieri dai numerosi partecipanti all’Agorà ‘Per una antimafia quotidiana: partecipazione e comunità democratiche nella lotta alle mafie’, che ho ideato e proposto, sono molto nette e segno di esigenze condivise con Terzo Settore e società civile impegnate su questo fronte nel territorio. Tre le tante, tutte concrete ed efficaci, come spazi in ogni quartiere di socialità e avviamento al lavoro, priorità agli strumenti per colmare la povertà educativa (anche attraverso le arti performative), sportelli per i bisogni sociali, insomma tutto quello che possa favorire l’inclusione sociale e la cultura, che sono elementi fondamentali per contrastare le devianze e il rischio che diventino ampio bacino per le mafie, spicca quella che riguarda più direttamente l’identità e il futuro del PD. La proposta esplicitata dagli intervenuti è infatti quella di radicare sempre di più il PD come partito antimafia, a partire dalle amministrazioni di prossimità. Come già alcune esperienze dimostrano, parliamo ad esempio del sindaco Matteo Lepore a Bologna, è necessario istituire un assessorato alla legalità e all’antimafia sociale in tutti i comuni guidati dal centro sinistra. Era una proposta che, come membro della Commissione Antimafia, avevo lanciato già da tempo e sono contento abbia trovato riscontro nell’assemblea di ieri. Le Agorà volute da Enrico Letta puntano a coinvolgere i cittadini e le cittadine per capire quali sono le loro priorità e quindi le questioni sulle quali il Pd deve prendere posizione. Il contrasto alle mafie è emerso come punto fondamentale. Con gli altri convenuti, Graziano Delrio, Paolo Siani, Antonio Viscomi, Michele Nitti, deputati Pd, Pina Picierno, europarlamentare Pd, Emma Barbaro, giornalista e vincitrice del Premio Livatino, Don Angelo Cassano, Libera Bari, Debora Ciliento, consigliera regionale Pd Puglia, Domenico De Santis, vice capo di gabinetto Regione Puglia, Rosa Palone, assessora Comune di Buccinasco, è emerso chiaramente che uno dei punti di partenza per la ricostruzione post covid è il valore delle comunità che contribuiscono alla risposta e alla reazione ai tentativi sempre più pervicaci di ingerenza mafiosa nella vita economica sociale del paese. L'antimafia deve essere strettamente collegata ai bisogni sociali e deve andare di pari passo con la lotta alle disuguaglianze".
Così il deputato Pd, Paolo Lattanzio, della Commissione Antimafia e responsabile del Comitato per le infiltrazioni mafiose in epoca covid.
“Se volessimo rispondere a tono agli attacchi della collega Fiorini, potremmo limitarci a dirle che la risposta alle sue polemiche strumentali l’hanno già data gli elettori nelle diverse tornate elettorali degli ultimi anni, dal voto regionale fino a quelle relative proprio alla città di Reggio Emilia che hanno rieletto Luca Vecchi sindaco. Ma non ci interessa scendere sul terreno della polemica fine a se stessa. Vogliamo dire, invece, che bene ha fatto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, a coinvolgere gli enti di prossimità come i comuni, in un progetto che vuole affrontare seriamente il disagio e la marginalità giovanile, e a inserire il sindaco Luca Vecchi nel gruppo di lavoro nazionale ‘Politiche e interventi sociali in favore dei minorenni in attuazione della Child Guarantee’. Del resto sono proprio i comuni a poter avere maggiore attenzione sulle migliori politiche da adottare, sono loro che hanno maggiore conoscenza del territorio e dei problemi legati ai minori, problematiche che in questi anni di pandemia sono purtroppo aumenti”.
Così in una nota congiunta i deputati del Partito democratico Antonella Incerti e Andrea Rossi, eletti in Emilia Romagna.
“E la scelta di Luca Vecchi è giustissima - proseguono gli esponenti dem - per la sua esperienza e il suo impegno in questo territorio, per la conoscenza che ha di questi problemi; non a caso da sette anni rappresenta l’Anci con la delega al welfare. Ed è per la seconda volta sindaco di una città che è chiamata la ‘città delle persone’ per la cura dei bisogni dei cittadini. Quella di Reggio Emilia è una realtà fatta di eccellenze conosciute in tutto il mondo, all'avanguardia per l'educazione dei minori, per le politiche di inclusione, per le politiche educative e di contrasto all'esclusione anche minorile”.
“Del resto la professionalità e la competenza di Vecchi sono talmente riconosciute anche a livello trasversale, che appena dieci giorni fa è stato eletto, anche con i voti del centrodestra e dei colleghi dell’on. Fiorini, Presidente regionale Anci per l’Emilia Romagna. Rivolgiamo quindi un invito a smetterla con queste dichiarazioni inutili, se non offensive, e concentriamoci tutti sui temi di prossimità, sulla lotta alle sacche di disagio, sulle difficoltà dei più piccoli legate alla pandemia, devono essere questi i temi al centro dell'agenda politica. Noi siamo convinti che questa commissione possa portare un contributo utile per affrontare i problemi”.
“Il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino è un fiore all'occhiello della nostra Università e del sistema di formazione accademica del nostro Paese. Un luogo di studio e di relazioni che coinvolge quotidianamente migliaia di persone tra studenti, docenti ed altri lavoratori. Da troppo tempo si chiede che quel Polo sia meglio collegato alla città di Firenze ed al centro di Sesto Fiorentino. E’ evidente che le scelte trasportistiche sulle medie distanze devono tenere conto di numerosi fattori ed innanzitutto del tempo di percorrenza tra i due capolinea che rendano il mezzo non solo efficiente, ma anche concorrenziale. Quindi è evidente che studiare bene il tracciato sia condizione fondamentale per il successo di questo investimento così ingente”.
Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera.
“Nel novero delle valutazioni - prosegue l’esponente dem - non possiamo tenere fuori la questione della centralità di un polo di formazione d'eccellenza come il nostro polo Scientifico. Che anzi, meglio collegato, potrebbe trovare un’ulteriore centralità non solo a livello accademico, ma anche urbanistico. La soluzione proposta dal presidente Giani, con la staffa di penetrazione a 200 metri dal Dipartimento di Chimica e dall'area di Ricerca del CNR è convincente in quanto tiene conto di tutti questi elementi, trovando una sintesi equilibrata che mette insieme tutte le esigenze. Anche perché utilizza una direttrice stradale già esistente facilitando anche la fase di realizzazione”.
“Per questo - conclude Di Giorgi - sento di fare un appello a tutte le parti in causa, comuni e Ateneo in primo luogo, di sedersi ad un tavolo per trovare in maniera condivisa la migliore soluzione possibile per tutta l'area metropolitana di cui il Polo scientifico è, ed ancor più vuole essere a tutti i livelli, un cardine nevralgico”.
Sarebbe davvero molto grave se la Rai decidesse, come al momento è orientata a fare, di chiudere le edizioni di mezzanotte dei Tg regionali.
Negli anni, i Tg delle sedi regionali della Rai hanno sempre mantenuto un ruolo essenziale nell'informazione locale e in particolare con la pandemia questo ruolo si è accresciuto, tenuto conto che in molte realtà diventano l'unico strumento di informazione per una comunità. Ecco, se c'è una cosa che funziona bene alla Rai sono i Tg regionali e vogliamo ben sperare in un ripensamento dell'attuale direzione generale nei confronti di un prodotto giornalistico utile e produttivo.