“In Polonia l’antisemitismo non è mai morto. Non parlo ovviamente di tutti i polacchi, ma di una vastissima quantità di essi.
Ora una nuova legge parlamentare vorrebbe praticamente impedire ai discendenti delle vittime della Shoah di rientrare in possesso dei beni di famiglia.
Un paese che approvi quella legge non può stare nell’Unione Europea, oppure togliete me e la mia famiglia. Noi la storia non la dimentichiamo, né per la Polonia né per l’Italia”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Nell'antifascismo ci sono le radici della nostra democrazia e della nostra Repubblica. Ricordiamolo sempre. A maggior ragione oggi, nell'anniversario della strage di Stazzema. Per questo Durigon deve dimettersi. Se non lo farà si voti la mozione di sfiducia”. Lo ha scritto su Twitter Andrea De Maria, deputato Pd, Segretario d’Aula della Camera.
"Una sola cosa è certa, Durigon non può restare al suo posto. Stracciare la memoria di Falcone e Borsellino per sostituirla con quella di un fascista è inaudito. Durigon prenda atto e lasci l'incarico di governo ricordando di aver giurato sulla Costituzione nata dalla lotta a quel fascismo che lui vuole celebrare. Diversamente ci penserà il Parlamento. Come da regolamento, i deputati e le deputate del Pd chiederanno al presidente Draghi di invitare il sottosegretario alle dimissioni e in caso di suo rifiuto di revocargli le deleghe". Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“Nella città dove domina il clan Di Silvio, dal quale il sottosegretario della Lega Durigon ha avuto notevoli e dichiarati sostegni elettorali, la questione dell’intitolazione del Parco ha un significato politico prima che ideologico.
Cancellare la memoria di due simboli della lotta alla mafia come Falcone e Borsellino, è ancor più grave che riesumare quella di un congiunto di Mussolini”. Così sulla sua pagina Facebook il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut.
“Latina - continua Morassut - sta cercando di liberarsi dall’immagine stereotipata di città fascista e condizionata dal peso della criminalità organizzata, lo sta facendo grazie ad un’amministrazione civica che col Sindaco Coletta e l’assessore Silvio Di Francia, soprattutto sulla fronte culturale, ha fatto molto per far emergere l’anima moderna ed europea di una città molto particolare e con una società civile viva, parlando ai giovani che vogliono vivere questo tempo e liberarsi dal peso della sua tradizione più negativa. Le dichiarazioni di Durigon condannano invece Latina a restare il ricettacolo dei suoi peggiori retaggi”.
“Oggi a Sant’Anna di Stazzema. Per onorare ancora una volta il sacrificio di 560 innocenti assassinati da nazifascisti tedeschi e italiani e da quella cultura di morte che alimentò sempre il fascismo. Per questo non può servire il Governo della Repubblica nata dalla Resistenza chi vorrebbe omaggiare nomi e simboli di quel regime di violenza, sopraffazione e rovina nazionale. Per questo Durigon deve dimettersi”.
Lo scrive in un post su Facebook Andrea Romano, deputato del Pd e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul disastro della Moby Prince, che ha partecipato a Sant’Anna di Stazzema alle celebrazioni nell’anniversario della strage nazifascista.
“Chi innesca un incendio è un criminale. E per fermarlo è necessario attivare tutte le strategie possibili: inasprendo le pene, rafforzando i dispositivi di prevenzione, sorveglianza e controllo, e soprattutto assicurando l’effettività del registro degli incendi e quindi dei vincoli previsti dalla legge 353 del 2000. Ma in una regione come la Calabria, che ha 480.000 ettari di bosco e il 13% del territorio ricadente in aree protette, arrivare non pienamente preparati sul piano dell’organizzazione delle strategie di contrasto agli incendi boschivi è situazione che lascia veramente senza parole. Oggi i cittadini calabresi vedono andare in fumo non solo i loro boschi ma anche il senso stesso della presenza di un governo regionale che ora ha il dovere morale di dare conto e di rendere trasparenti e pubblici tutti gli atti e le attività, i contratti stipulati e le somme che sono state spese o impegnate per organizzare il servizio antincendio 2021. Non parli più di turismo sostenibile chi non è in grado di curare quella magnifica natura che è all’origine stessa di molti dei viaggi turistici in Calabria”. Così Antonio Viscomi, deputato calabrese e capogruppo PD in commissione lavoro.
"Salvini insiste nel mettere insieme questioni diversissime per mera propaganda e per timore di altre contestazioni nel partito. Una legge sul diritto di cittadinanza non c'entra nulla con la questione dei flussi migratori. Tantissime ragazze e ragazzi sono italiani di fatto ma non di diritto. Approvare una norma che sani questa situazione è una questione di civiltà, di giustizia, di buonsenso. Estendere i diritti non è mai un pericolo per la società ma un vantaggio e un arricchimento per tutti". Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di querele temerarie e del rischio che in questa fase post pandemica corre il giornalismo italiano, sempre più precarizzato. E’ un tema che fin dall’inizio ho sollevato in Commissione: i giornalisti e le giornaliste, soprattutto i freelance e quelli che scrivono per testate locali, non sono garantiti né in termini di diritti minimi dei lavoratori e delle lavoratrici né legalmente nel caso di querele. Inoltre prendono compensi assolutamente insufficienti a garantire la doverosa autonomia. Questo significa renderli deboli, ricattabili, in definitiva minare la capacità di esporre i fatti in maniera libera tipica delle democrazie. Oggi la questione è ancora più urgente: dobbiamo garantire la possibilità di lavorare ai cronisti e alle croniste che racconteranno e analizzeranno le mire delle mafie sui fondi del Pnrr.
Tendiamo a immaginare che la criminalità possa rivalersi sui giornalisti e sulle giornaliste manomettendo le loro auto o mandando loro buste con proiettili. Ma lo strumento più efficace per zittire un cronista è oggi la querela, con la quale la mafia non si sporca le mani e si affida ai tribunali, costringendo i precari e le precarie della stampa a fermarsi in attesa di sentenza. Ricordiamo che ad oggi la maggior parte dei cronisti nel nostro paese è strutturalmente precaria, non solo, quindi, non hanno le coperture della testata per le spese giudiziarie ma rimangono da soli e scoperti di fronte a quelle che possiamo senza dubbio identificare come “minacce mafiose”. Come sottolinea il cronista del Corriere della Sera, Cesare Giuzzi “la soluzione non è giudiziaria ma politica, eppure non è mai stata trovata. Forse anche perché una querela temeraria su due arriva proprio da politici”.
Per questo lancio un appello pubblico al sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles, perché riferisca con urgenza sulla questione e sulla volontà del governo di affrontarla. Lo aspettiamo in Commissione per le linee guida ma, dal momento che ha più volte garantito che il tema delle querele temerarie sarebbe stata una delle sue preoccupazioni principali, sono certo che vorrà rispondere prontamente all’appello”.
Così in una nota il deputato del Partito Democratico Paolo Lattanzio, membro della Commissione Antimafia.
“L'idea del sottosegretario Durigon di intitolare nuovamente ad Arnaldo Mussolini il parco che Latina ha voluto dedicare a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è inaccettabile e gravissima. Come non è accettabile che nessun esponente della Lega, ad oggi, abbia chiesto scusa alla Città e alle famiglie dei due magistrati. Invece di attaccare indegnamente la Ministra Lamorgese, Salvini batta un colpo ed eviti questo silenzio terribile.
Concordo pienamente con quanto chiarito con nettezza anche dal segretario Enrico Letta. Non si può strizzare l'occhio ai fascisti e poi servire la Costituzione che nasce dalla lotta per la democrazia e la libertà. Così come non è ammissibile ipotizzare di cancellare la memoria di due eroi della lotta alla mafia.
Durigon si dimetta presto, questo Governo non è il suo posto!”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Piero De Luca, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“Mentre Matteo Salvini insulta la Ministra dell’Interno Lamorgese rea di fare bene il proprio lavoro e di non passare le proprie giornate lontano dal Viminale oppure di passare dall’ufficio per fare qualche diretta Facebook, lo stesso segretario della Lega non dice una parola per condannare il comizio del sottosegretario Claudio Durigon che trova normale proporre di cancellare l’intitolazione del Parco di Latina a Falcone e Borsellino per reintitolarlo ad Arnaldo Mussolini, il fratello del criminale Benito.
È già, nella nostra storia quei cognomi sono proprio equivalenti.
Durigon non è degno di rimanere al governo. Sulla nostra storia non si scherza”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Emanuele Fiano, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
“Salvini prima di sparare sentenze sul Lazio, pensasse i disastri commessi dal suo presidente Fontana. In Lombardia solo disastri, nel Lazio una eccellente organizzazione sul piano vaccinale. Salvini si sciacqui la bocca prima di parlare del Lazio e del presidente Zingaretti che sta risolvendo il problema dell’attacco hacker con tutti i crismi del caso”. Lo dichiara la deputata del Pd, Patrizia Prestipino.
“Manlio Messina, assessore regionale al Turismo siciliano, nel momento in cui la Sicilia è prima per contagi e si prevede il suo passaggio alla zona gialla già dal 16 di agosto, prende posizione – sulla sua pagina facebook – contro il green pass. E’ una opinione legittima, ma da privato cittadino, e prima di tale esternazione Manlio Messina avrebbe dovuto lasciare la sua carica istituzionale, ossia dare le dimissioni immediate, che è quello che oggi chiediamo. Chiediamo anche al presidente Nello Musumeci se intenda davvero continuare a tenere un assessore che, evidentemente, non sa che il turismo estivo in Sicilia si protrae fino a ottobre inoltrato ed al posto di lavorare per evitare la prossima zona gialla fa campagna elettorale su mandato della sua “capa” Giorgia Meloni sulla pelle dei siciliani e dell’economia dell’isola. Chiediamo altresì un intervento pubblico di Gianfranco Micciché sull’opportunità di tenere ancora Manlio Messina nella sua carica di assessore al Turismo, conoscendo il pensiero favorevole al green pass di Silvio Berlusconi. La Sicilia versa al momento in una situazione gravissima e per contagi e per l’innalzamento delle ospedalizzazioni. La dichiarazione di Manlio Messina è un “caso” che esige immediate risposte”. Lo dichiara il deputato del Pd, Santi Cappellani.
“Ancora un segnale di forte vicinanza al nostro Paese da parte dell'UE. Bruxelles stanzia oltre 1,4 MLRD in più all'Italia nel fondo React-Eu, per investimenti in sanità, istruzione universitaria e reti idriche nel Mezzogiorno. Ricostruiamo l'Italia con il sostegno dell'Europa!”. Lo scrive su twitter Piero De Luca, vicepresidente Gruppo Pd alla Camera.
“Grazie a Enrico Letta per le parole molto chiare che ha detto su Durigon. Il Pd così si schiera a difesa dei valori dell'antifascismo dopo l'appello dell'Anpi. La parte giusta per la nostra democrazia”.
Lo ha scritto su Twitter Andrea De Maria, deputato Pd, segretario d’Aula Camera dei Deputati.
“Salvini, invece di diffondere fake news sul Lazio, dovrebbe preoccuparsi dei disastri nelle Regioni governate dalla Lega. Il Lazio è prima regione quanto ad efficienza sul piano vaccinale, grazie ad una macchina organizzativa molto efficiente. In questo momento la Regione Lazio ha subito un attacco hacker e sta affrontando il problema tempestivamente per garantire la sicurezza dei cittadini. Come al solito, l’estate porta con sé la solita razione di polemiche sterili di Salvini…”. Lo dichiara il deputato del Pd, Andrea Romano.