“Non solo da italiani ma da esseri umani dobbiamo ringraziare Gino Strada per la sua indefessa attività a favore degli ultimi. Strada non era solo un chirurgo che interpreta nel senso più alto del termine la sua professione ma è stato un grande pensatore e il suo rigore etico è stato fondamentale per quanti hanno a cuore la difesa della dignità di ogni essere umano. Con la moglie, la compianta Cecilia Sarti, ha fondato Emergency che dal 1994 a oggi, ha operato il 18 Paesi del mondo, assicurando cure mediche e chirurgiche gratuite alle vittime delle guerre e della povertà. E’ sempre intervenuto per spiegare gli orrori delle presunte guerre intelligenti e le conseguenze del mercato delle armi. Ma più di tutto lo dobbiamo ringraziare per la sua insistenza sul concetto di sanità pubblica e universale, al servizio di tutti, soprattutto dei deboli. E’ questa eredità che abbiamo l’obbligo di coltivare e per la quale dobbiamo lottare senza cedere di un millimetro, come del resto anche la pandemia ci ha insegnato. Alla figlia Cecilia, che in questo momento si trova in mezzo al Mediterraneo per salvare migranti seguendo il rigoroso e fulgido esempio dei suoi genitori, il nostro abbraccio”.
Così in una nota il deputato del Partito Democratico Paolo Lattanzio.
“Oggi è un giorno davvero triste. Ci lascia Gino Strada. Non ci lasciano i suoi valori, le sue idee straordinarie, il suo impegno per chi vive nei territori colpiti dalle guerre (ma non solo), per i bambini in particolare, come testimonia il recente ospedale pediatrico costruito in Uganda. Significativo è stato il lavoro svolto dalla sua Emergency anche a Ponticelli, con l'offerta di servizi gratuiti di medicina di base e di pediatria e di orientamento per facilitare l’accesso al sistema sanitario. Ciao, Gino”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Paolo Siani, deputato Pd.
“Il candidato sindaco di Milano per il centrodestra dice di non distinguere fra fascisti e antifascisti. A Milano, città medaglia d’oro al V.M. per la guerra di liberazione. Bisogna che si fermi questa deriva. Ci sono limiti che non possono essere superati: la Repubblica è antifascista”. Lo scrive su Twitter Gianluca Benamati, deputato Pd.
“Grande rammarico per la scomparsa di Gino Strada, un uomo che, con la sua opera, ha cambiato la vita di molte persone. Con Emergency ha costruito ponti di pace e solidarietà nei luoghi più difficili del pianeta portando, con i suoi straordinari medici e infermieri, cure e speranza nei luoghi fragellati da guerre e carestie.
Il mio ricordo personale va alla difficile stagione di ebola, dove il sacrificio di tanti ha permesso di costruire un argine al dilagare di uno dei più terribili virus conosciuto. Un particolare pensiero alla famiglia e alla figlia Cecilia”. Lo dichiara Beatrice Lorenzin, deputata Pd.
“Il candidato del centrodestra a Sindaco di Milano, Luca Bernardo,
si definisce cittadino ‘aperto e liberale’. Al tempo stesso, in un esercizio di vuoto qualunquismo, afferma di non fare distinzioni tra fascisti e antifascisti. Pertanto, seguendo il suo ragionamento, egli non può appartenere ne’ all’una ne’ all’altra categoria di persone. Bene, caro Dott Bernardo, da liberale le dico che un liberale non può che essere antifascista. Mi spiace, ma non ci sono alternative. La verità è che ormai per prendere un voto in più si finisce a schiacciare l’occhiolino ai nostalgici del Duce e del suo Regime.
Non guadagnerà il voto dei moderati con queste sue affermazioni che, invece, fortunatamente e con maggiore convinzione continueranno a sostenere Beppe Sala nella corsa per Palazzo Marino”. Così il deputato democratico Pietro Navarra
"Nell'antifascismo ci sono le radici della nostra democrazia. Dalla Resistenza è nata la nostra Costituzione. Chi si candida a Sindaco di Milano, come Bernardo, non può dimenticarlo. Milano è Città Medaglia d'Oro della Resistenza ed il 25 aprile ricordiamo proprio la liberazione di Milano. Lo dico da chi ha avuto l'onore di essere Sindaco di Marzabotto: teorizzare l' equivalenza fra fascismo ed antifascismo significa rinnegare la nostra Repubblica, nata dalla Resistenza".
Così Andrea De Maria, deputato PD e Segretario di Presidenza della Camera.
“Con la scomparsa di Gino Strada l’Italia perde il più instancabile degli attivisti per la pace. La sua era una missione di vita: un mondo senza guerre. Ha assistito e curato le vittime delle guerre in tutte le aree più a rischio, dedicando tutto se stesso agli ultimi.
Lascia un grande vuoto e al contempo un’importante eredità: Emergency”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Debora Serracchiani, presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Che dolore apprendere della morte di #GinoStrada, un uomo che con le sue iniziative umanitarie ha dedicato la vita intera a salvare le persone in difficoltà in giro per il mondo. Un uomo senza paura che praticava l’umanità nel vero senso della parola. Una perdita immensa.” Lo scrive su Twitter Alessia Rotta
"Le parole di Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra a Milano, sono incredibili. Dice di non fare distinzioni tra antifascisti e fascisti? Ricordi che Milano è città medaglia d'oro per la Resistenza, ricordi che la Costituzione ha le sue radici nel l'antifascismo e nella lotta di liberazione dalla dittatura nazifascista, ricordi che per guidare l'Italia fuori da quel nefasto regime sono morti donne e uomini che ci hanno restituito libertà, democrazia, giustizia. C'è da rabbrividire a sentire queste parole di Bernardo, chieda immediatamente scusa ai milanesi e a tutti gli italiani”.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“Oggi è un giorno storico per l'Italia!
L'UE ha versato al nostro Paese i primi 24,9 Miliardi di Euro del Next Generation, come anticipo pari al 13% sull'ammontare complessivo del Recovery Plan.
Grazie all'impegno decisivo del Partito Democratico in Europa, prende il via, ora, una stagione irripetibile di investimenti e riforme per disegnare l'Italia del futuro. Abbiamo l’occasione unica di costruire un'Italia più forte, competitiva, moderna, sostenibile e solidale, da consegnare alle prossime generazioni. Avanti, con determinazione e fiducia!”. Lo scrive su Facebook Piero De Luca, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“La storia nel verso giusto. A Vairano Patenora, grazie all’impegno del sindaco e del consiglio comunale e alla grande mobilitazione di Pif, una strada intitolata a un gerarca fascista viene cancellata e viene intitolata a una vittima di camorra, Giancarlo Siani.
La storia nel verso sbagliato. A Latina, un sottosegretario del governo Draghi dice di voler cancellare il nome del parco che nel 2017 è stato intitolato a Falcone e Borsellino per ripristinare la vecchia denominazione del parco, precedentemente intitolato a un congiunto di Mussolini.
Se la prima vicenda mostra i tanti passi avanti compiuti nel corso degli anni sul tema della Legalita, il secondo caso ci conferma che non bisogna mai abbassare la guardia e che un certo tipo di fascinazione continua a fare proseliti. Noi sappiamo qual è la storia giusta da seguire”. Lo dichiara Paolo Siani, deputato del Pd.
“Il green pass rappresenta uno strumento indispensabile per il ritorno alla normalità, soprattutto nei settori strategici del paese a partire dalla scuola. L’obbligo vaccinale per i docenti è stato disposto per due motivi. Da una parte la necessità di limitare al massimo la circolazione del virus in ambiente scolastico, e di conseguenza, il rischio di nuove chiusure e di ricorso massiccio alla DAD che nessuno di noi vuole; in secondo luogo perché la scuola è la prima istituzione culturale italiana e dunque i docenti devono assumersi la responsabilità anche di dare l’esempio, di ‘educare’ i ragazzi, alla salute così come alle materie che insegnano.
Trovo pertanto poco comprensibile la posizione del sindacato che, così messa, sembra essere contraria all’obbligo vaccinale per i docenti. I fragili che non possono vaccinarsi sono considerati nel decreto, anche a seguito di un intervento del Parlamento. Inoltre un emendamento del Pd al primo decreto green pass prevede monitoraggi sugli studenti, mascherine Ffp2 e test salivari gratuiti. Un impegno a tutto tondo. Tutti devono fare la propria parte. Su questo terreno non possono esserci contraddizioni ne titubanze. Se si è favorevoli al vaccino serve un impegno per promuoverne la diffusione dappertutto, cercando di superare le difficoltà con spirito collaborativo. Non si può essere favorevoli in astratto e poi contrari in concreto”. Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, deputata del Pd.
“Aver disposto l’apertura della caccia in Calabria dal primo giorno di settembre dopo tutti gli incendi di questi giorni è veramente cosa assurda e incredibile. La giunta regionale revochi immediatamente la sua deliberazione e dimostri un minimo di considerazioni della drammatica situazione dei boschi e del patrimonio faunistico regionale. Come richiesto da WWF e LIPU dia immediata applicazione all’articolo 19 comma 1 della legge 157 del 1992 che consente alle Regioni di “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche, per malattie o altre calamità”, a tal fine provvedendo a vietare la caccia anche nelle aree limitrofe ai territori colpiti dagli incendi. E se la regione non lo fa intervenga allora il governo, per il quale sto per depositare una specifica interrogazione”. Lo dichiara Antonio Viscomi, deputato calabrese e capogruppo PD in commissione Lavoro alla Camera.
“Come ho già suggerito da tempo, credo che lo schieramento di centro sinistra per le elezioni di Roma debba avere un forte carattere civico. Un civismo popolare e ben diverso dal civismo di ambiente stile anni ‘90. Bene le liste a sostegno della candidatura di Gualtieri ma in queste ore lo stesso Pd deve fare ogni sforzo per caratterizzare anche la propria lista nella direzione di un’apertura visibile, per puntare a raccogliere molti più consensi di quelli fisiologici. Ed è possibile. Sarebbe un errore compilare liste “bloccate” con accordi interni preconfezionati, con coppie blindate ed escludenti, perché nessuno troverebbe un serio motivo per conquistare anche un solo voto in più”. Così in una nota il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut.
“Il mio invito è pertanto di mettere in campo forze che possano anche sorprendere, sia a livello comunale che nei municipi. Il Pd dovrebbe, a mio parere, proporsi anche in una forma “estetica” libera dallo stigma partitico chiuso che ha prevalso in questi anni e che non ha giovato, mostrando la volontà di andare verso una forma assai più aperta e inclusiva. Una lista di ‘Democratici’ e non una classica lista del ‘Pd’ potrebbe essere l’inizio di un percorso di rinnovamento del quale c’è da tempo bisogno”
“L'Aspromonte, patrimonio dell'UNESCO, simbolo dell'Italia che brucia, è distrutto. Ecosistemi compromessi, economia piegata. Un grazie a volontari, vigili del fuoco, forze dell'ordine e amministratori locali per il loro incessante lavoro. Il governo intervenga subito. Il mio primo pensiero è per i morti, per i feriti, per le loro famiglie devastate dal dolore”. Lo scrive su twitter Beatrice Lorenzin, deputata Pd.