Sintesi della relazione del vice presidente della commissione Giustizia Franco Vazio (Pd)
“Ragionevole durata dei Processi, maggiori garanzie per gli imputati, certezza per le parti offese di ottenere giustizia, digitalizzazione e nuove tecnologie e risorse al servizio della Giustizia. L’imputato ha il diritto di essere giudicato in quadro di garanzie e di tempi ragionevolmente brevi. La parte lesa, in caso di condanna dell’imputato, ha il diritto di vedersi riconoscere il risarcimento dei danni subiti senza attendere decenni e processi infiniti. Lo Stato ha il dovere di celebrare il processo con tutte le garanzie per le parti coinvolte, in piena trasparenza e con tempi degni di un Paese moderno e democratico. Il cittadino ha il diritto di sapere chi sia colpevole e chi sia innocente, senza attendere 20 anni. La Riforma del Processo penale voluta dalla ministra Cartabia e dal Presidente Draghi ha proprio questi obiettivi e questi orizzonti, che vengono realizzati in un contesto di modernità di sistema, con tecnologie e risorse finalmente degne del nostro Paese”. Lo ha detto, fra le altre cose, il deputato democratico Franco Vazio, relatore del provvedimento e vice presidente della commissione Giustizia.
“Nessun processo andrà in fumo – ha continuato Vazio - sia per reati comuni, sia per quelli di maggior allarme sociale. Certo però che non potrà più accadere che un fascicolo dopo la sentenza di primo grado attenda 3 anni per la fissazione dell’udienza di appello. L’approvazione del mio emendamento consente il potenziamento dell’Ufficio del processo, 1.000 persone di nuova assunzione aiuteranno i Giudici a fare il loro lavoro. Si stabilisce che il Pubblico Ministero possa chiedere e il Giudice dell’Udienza Preliminare disporre il rinvio a giudizio dell’indagato solo quando gli elementi acquisiti consentono una ‘ragionevole previsione di condanna’. Gli uffici del Pubblico Ministero, per garantire l’efficace e uniforme esercizio dell’azione penale, nell’ambito di criteri generali indicati con legge dal Parlamento, dovranno individuare priorità trasparenti e predeterminate, che saranno indicate nei progetti organizzativi delle Procure e quindi sottoposte all’approvazione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)”.
“In linea con il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, si prevede che la mera iscrizione del nominativo della persona nel registro delle notizie di reato non possa determinare effetti pregiudizievoli sul piano civile e amministrativo. L’iscrizione nel registro degli indagati sarà davvero una forma di garanzia per l’indagato. In questi giorni abbiamo invece sentito cori e tifoserie dai toni opposti. Intendo in conclusione chiarire e ribadire un principio. La prescrizione è il fallimento dell’azione dello Stato. I processi devono essere iniziati, ma soprattutto conclusi”.
"L’annuncio in prima pagina de La Gazzetta del Mezzogiorno con l’’Arrivederci’ a firma del direttore Michele Partipilo è una notizia terribile, di quelle che non avrei mai aver voluto vedere”. Così Vito De Filippo, deputato lucano del Partito Democratico.
“Lo storico quotidiano - aggiunge l’esponente dem - piombò nella procedura fallimentare dopo il coinvolgimento in un'inchiesta giudiziaria del suo storico editore, Ciancio Sanfilippo (prosciolto dalle accuse dopo due anni). La Gazzetta del Mezzogiorno ha sospeso le pubblicazioni al termine del fitto di ramo d'azienda attestato all'imprenditore Vito Ladisa da dicembre 2020 fino al 31 luglio 2021. Sul tavolo dei giudici del tribunale di Bari ci sono due proposte di concordato già ritenute ammissibili, una delle quali dello stesso Ladisa, che devono passare al vaglio del comitato dei creditori. L'ultimo passaggio spetta ai giudici che dovranno decidere a chi affidare definitivamente la testata”.
"Una situazione - conclude De Filippo - che aveva delineato i suoi contorni già da mesi, così come da mesi si era a conoscenza che il 31 luglio coincidesse con la scadenza per il fitto di ramo d'azienda. Eppure si è perso altro tempo. Ma ora di tempo non ce n'è più perché il giornale da lunedì non sarà in edicola. L'appello è rivolto ai giudici: accelerino al massimo l'iter di approvazione di una o dell'altra proposta di concordato, limitando così a pochissimi giorni la mancata pubblicazione del quotidiano, per salvaguardare il posto dei 144 lavoratori che da settimane hanno rinunciato al loro stipendio e tenere in vita una testata che vanta 134 di storia".
"Come sempre ogni 2 Agosto noi dobbiamo innanzitutto ringraziare l’Associazione dei familiari delle vittime e il suo presidente, Paolo Bolognesi, per quanto fatto in nome non solo della memoria dei loro cari ma per la giustizia nel nostro Paese. Dalle indagini emerge sempre più che quello che i bolognesi hanno pensato subito dopo la strage nel 1980. Oggi, dopo 42 anni d’indagini si conferma, è strage di Stato, di parti deviate dello Stato. Si va confermando che Bologna, come tante altre stragi e omicidi di veri servitori dello Stato, Aldo Moro e Piersanti Mattarella, sono legati tra loro da una strategia della tensione e da una solida rete di persone. Domani è un anniversario per tutti gli italiani non solo per la nostra città e con questo spirito sarò presente al corteo cittadino”. Lo dichiara in una nota il deputato dem Serse Soverini.
"Mps è un asset importantissimo per l'economia italiana e, in particolare, per le piccole e medie imprese della Toscana. Per questo, ritengo assolutamente condivisibile la richiesta fatta dalle capogruppo Pd di Camera e Senato al ministro Franco perché venga a riferire alle Camere in ordine a eventuali operazioni di aggregazione societaria o di variazione della partecipazione detenuta dal Mef in Mps, come previsto dal l'art 1, comma 243 della Legge di Bilancio 2021”. Lo dichiara il deputato dem Umberto Buratti, componente della commissione Finanze della Camera.
"Si tratta, in tutta evidenza - aggiunge l’esponente Pd - di un'operazione di sistema per la quale deve essere interessato il Parlamento e avviata una discussione pubblica. Dobbiamo conoscere le ragioni di un'operazione che riguarda il futuro e le prospettive della banca. Servono trasparenza e responsabilità. Dobbiamo valutare nel merito quali saranno le potenzialità di risanamento e rilancio delle attività della banca, tutelando posti di lavoro, salvaguardando l’unità e il prestigio di un marchio storico e coinvolgendo le rappresentanze sindacali”.
"Per questo - conclude Buratti - ritengo che non fosse questo il momento di procedere a una frettolosa trattativa con Unicredit perché, anche se gli stress test hanno evidenziato una situazione complessa, essa tuttavia riflette una metodologia di analisi che mal si adatta a banche soggette a profonda ristrutturazione e, dunque, non risulta essere pienamente rappresentativa delle evoluzioni dell'istituto. Serve tempo e ponderazione: va salvaguardato il patrimonio di storia e il radicamento locale".
"Ancora una volta domani Bologna stringerà in un grande abbraccio i familiari delle vittime della strage fascista alla Stazione del 2 Agosto 1980. Come sempre ci sarò. Quest' anno le novità sono state importanti. Ci sono nuove evidenze processuali che avvicinano la verità sui mandanti della strage. Con le firme di tutti i gruppi parlamentari abbiamo depositato alla Camera una proposta di legge per le vittime del terrorismo. Bologna che domani tornerà a sfilare in corteo, con il pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, farà sentire ancora una volta la sua voce. Una voce che chi ricopre responsabilità istituzionali ha il dovere di ascoltare. Dobbiamo essere tutti a fianco dei familiari delle vittime: il loro diritto alla giustizia ed alla verità rappresenta una priorità per tutto il Paese, una condizione per dare forza e credibilità alle istituzioni democratiche”. Così il deputato dem Andrea De Maria, segretario di Presidenza della Camera.
"Salvini dice che Letta non controlla il Pd. Eppure sembra proprio il contrario, con Lega spaccata: da una parte i no euro che sfilano con i no vax, attaccando Draghi e, dall’altra, i governisti senza se e senza ma a favore del green pass. Fossi in Salvini mi preoccuperei del tutti contro tutti in casa sua. #caosLega”. Lo scrive sul suo profilo Facebook la deputa dem Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente alla Camera.
"Salvini, in evidente difficoltà nel suo stesso partito, non trova di meglio che sfornare falsità e usare toni inaccettabili verso il Pd ed il suo segretario Letta. Non credo che questo comportamento gli faccia recuperare il consenso che da mesi ormai gli sfugge via mentre sono sicura che non aiuti il governo, che del resto lui stesso mette in difficoltà contestandone quotidianamente gli atti. Deve essere l'aria del Papeete a cui evidentemente non riesce a resistere“. Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera.
“A Matteo Salvini l’arrivo del mese di agosto non fa mai benissimo, in genere sbaglia le uscite o le scelte, gli italiani ne sanno qualcosa. Nel caso di questi giorni in cui il lavoro parlamentare, concreto e competente del Partito Democratico, ha contribuito a portare il governo ad approvare un’ottima sintesi per la riforma del processo penale, le parole di Salvini su Letta mostrano tutto l’imbarazzo del leghista che evidentemente tifava per il fallimento e invece deve portare a casa una vittoria di altri”. Lo dichiara il deputato dem Emanuele Fiano, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“Chi è Matteo Salvini, un bullo che strizza l’occhio ai ‘no vax’? Oppure è Salvini-Zelig star dei social, tra fiori di zucca, un piatto di caponata e un’improbabile arringa a difesa del consigliere pistolero-leghista di turno? A me sembra Capitan mojito, interprete del sequel ‘ritorno al Papeete con furore’. Torna sul luogo del delitto compiuto ai danni dell'Italia, sul luogo in cui ha umiliato e offeso le istituzioni del Paese, e perde la testa forse per il troppo caldo, offendendo in modo squallido Enrico Letta e il Partito Democratico. Ricordo a Salvini che la ‘spazzacorrotti’ fu fatta con lui a capo del ministero dell’Interno, e chi ha tentato di sabotare il governo Draghi e affossare la riforma Cartabia è stato lui e non il Partito Democratico. I Democratici sono stati fondamentali per definire una riforma decisiva per il futuro del Paese e per l'erogazione di quelle risorse Ue che i suoi amici sovranisti hanno tentato di bloccare a Bruxelles. Consiglio al leader della Lega di evitare gli eccessi del caldo e chiedere scusa prima di rischiare di scottarsi al sole”. Lo dichiara il deputato dem Piero De Luca, vicecapogruppo Pd alla Camera.
Ascoltando le parole del Ministro Giorgetti ci coglie un pizzico di disorientamento. Siamo contenti che oggi la Lega abbia riscoperto le energie e le potenzialità del Sud del nostro Paese che ha sempre osteggiato, e siamo soddisfatti che abbia fatto anche retromarcia sull'Europa riconoscendo l'importanza decisiva dei fondi europei del Next Generation EU come occasione unica per ricostruire l'Italia ed in particolare il Mezzogiorno dopo la pandemia. Ricordiamo però che se non fosse stato per i Democratici questo risultato non sarebbe stato possibile, perché a Bruxelles i sovranisti, con cui dialoga e lavora ogni giorno la Lega, si sono opposti fortemente all'adozione di tale strumento fondamentale soprattutto per il nostro Paese. Speriamo che prima o poi Salvini e tutti i suoi compagni di partito si decidano ad intraprendere definitivamente e con convinzione questo percorso di conversione europeista, abbandonando posizioni di comodo a giorni alterni.
Lo afferma Piero De Luca, vicepresidente del Gruppo dei deputati del Pd.
“Quanto avvenuto in Senato lascia senza parole. La decisione della presidente Casellati di stralciare dal maxiemendamento della fiducia l’emendamento della proroga dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, è ingiusta e lascia attoniti. Giunge inaspettata visto che tutto procedeva per il meglio. L’emendamento era stato votato in commissione per due volte, sia come singolo che nel maxi emendamento, con tanto di bollinatura della Ragioneria. Quindi la proposta era valida, condivisa all’unanimità e con adeguata copertura bollinata dal Mef. La motivazione data dalla presidente per l'inammissibilità, e cioè che era estraneo alla materia, è francamente non condivisibile. In tal caso, infatti, l’emendamento poteva essere dichiarato inammissibile già a monte e senza fargli compiere l’intero iter parlamentare. La proroga dei tribunali fino a settembre 2024 sarebbe stata un'importante boccata d'ossigeno per la giustizia, per i territori, per la qualità del servizio. Adesso è necessario che il governo e le Camere si impegnino al più presto per recuperare l’emendamento e approvarlo nel primo provvedimento utile, eventualmente anche con legge ordinaria visto che abbiamo trovato la copertura, la congruità del testo e l’unanimità della politica”.
Così Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, appena appresa la notizia della decisione assunta dalla presidente del Senato di dichiarare inammissibile l’emendamento che prorogava i tribunali d’Abruzzo fino a settembre 2024.
“Calenda sa di urbanistica e di Roma come io so di astrofisica. Forse anche un po’ meno. È inutile che io gli risponda nel merito sul piano regolatore perché non capirebbe e dovrebbe consultarsi con altri per dire qualche cosa. Le sue uscite su Pietralata, dove vuole mettere uno stadio, e su Tor Vergata, dimostrano che non sa nulla di questa materia. Nelle piazze non l’ha visto nessuno tranne forse i followers dei suoi social, super pagati come la sua campagna elettorale”. Così in una nota il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Roberto Morassut
“Le anticipazioni del Rapporto Svimez 2021 disegnano una previsione di ripresa economica differenziata a sfavore del Sud. Per non rassegnarsi a questo scenario, è necessaria una nuova stagione di investimenti pubblici, a partire dal PNRR, ma non solo: bisogna riprendere l’ambizione del Piano Sud 2030 dell'ex Ministro Provenzano. Invertire il trend è possibile, la stessa Svimez evidenzia che nel 2020 c’è stata una crescita della spesa delle amministrazioni pubbliche meridionali (+1,4%) rispetto alla media nazionale (+1,2%), che ha compensato il crollo della domanda privata”.
Lo dichiara Michele Bordo, deputato Pd e responsabile Pd per la Coesione e il Mezzogiorno.
“Il 40% delle risorse del PNRR – prosegue l'esponente dem - rappresenta un buon punto di partenza per colmare i gap di infrastrutture e servizi del Mezzogiorno. Ma queste risorse non devono restare sulla carta. È indispensabile mettere in campo tutte le energie per accompagnare le amministrazioni meridionali a partecipare ai bandi, progettare, spendere fino in fondo quello che viene stanziato. Noi sorveglieremo, e saremo parte attiva per scongiurare i rischi che la Svimez ha evidenziato. Solo se riparte con forza il Sud può ripartire il Paese”.
“Qualcuno spieghi a Salvini che chi esulta per l’intesa sulla #riforma della giustizia ritenendola una cosa propria non sente la necessità di dire 'ora referendum'. Spingere per entrambe le cose è una contraddizione in termini, tipico di chi, in realtà, non ha motivo di esultare”. Così su Twitter Carmelo Miceli, deputato Pd componente della commissione Giustizia della Camera.
“Ridurre la sacca di lavoratori precari nella Pubblica Amministrazione è un nodo che, sin dal varo della “Legge Madia” del 2017, intendiamo risolvere. Se la precarietà del posto di lavoro è un tema da affrontare e risolvere in termini generali, lo è ancor di più quando si tratta di impiego pubblico. Nel corso degli ultimi due anni di lavoro in Parlamento abbiamo ottenuto a più riprese una proroga dei termini previsti proprio dalla Legge Madia per consentire alle PA di procedere con le stabilizzazioni e indire ricorsi riservati al 50% ai precari. È molto positivo, dunque, che il decreto per il rafforzamento delle PA incida ulteriormente su questi aspetti, prorogando di un anno (e quindi fino al 31 dicembre 2022) sia il termine entro cui le amministrazioni possono indire concorsi riservati o stabilizzare i precari, sia la data entro cui il personale può maturare i requisiti richiesti per rientrare in queste procedure.”
Lo dichiarano in una nota congiunta Romina Mura, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, e Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Sebbene per noi resti imprescindibile il rispetto della Costituzione e il superamento di concorsi pubblici per l’assunzione nelle amministrazioni pubbliche, riteniamo che quella assunta sia una decisione di assoluto buon senso. Continueremo a chiedere la stabilizzazione - concludono i deputati dem - fin quando non avremo risolto definitivamente il problema del precariato nella PA.”