Cinema: Orfini, bene dimissioni dg, ora riforma governance
*Borgonzoni commissariata da Giuli*
*Borgonzoni commissariata da Giuli*
“Cosa sta accadendo davvero al ministero della Cultura? La riorganizzazione annunciata da tempo dal ministro Giuli resta opaca e confusa, mentre assistiamo a un vero e proprio accanimento nei confronti di settori fondamentali come il cinema, il teatro e l’editoria. Viene da chiedersi se sia un attacco deliberato a mondi che producono pensiero critico e quindi democrazia”. Lo dichiara la deputata Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura.
“Quella del cinema è una lobby tanto potente quanto corrotta che me l'ha fatta pagare”. Davanti a queste dichiarazioni gravissime, il corrispondente Rai a Parigi, Gennaro Sangiuliano, dovrebbe recarsi in procura e sporgere denuncia, se ritiene di essere a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. Le sue parole non possono essere liquidate come una semplice provocazione politica, tanto più che lo stesso ex ministro ha dichiarato di non occuparsi più di politica attiva.
“Basta scaricabarile. Basta sciacallaggi. Chi governa da tre anni non può continuare a dare la colpa ai governi precedenti. Le dichiarazioni dei Trancassini di turno sul caso Villa Pamphili rappresentano l’ennesimo, squallido episodio di sciacallaggio politico. Ma soprattutto rivelano un dato imbarazzante: il ministro Giuli non parla nemmeno con i suoi uffici. Infatti, mentre lui e il suo partito alimentano la grancassa
“Leggo le dichiarazioni del ministro Giuli sulla sconcertante notizia dei fondi tax credit ricevuti dal killer di villa Pamphili. Spiega che proprio per evitare fatti del genere hanno riformato il tax credit. Leggo poi le dichiarazioni del suo direttore generale che spiega che è un fatto increscioso ma che era tutto regolare. Mi chiedo se il ministro e il suo direttore generale si parlino. Ma mi permetto di segnalare due questioni.
Dem presentano interrogazione: risorse promozione cinema usate per giochi di potere
“Per mesi abbiamo chiesto al governo di incontrare tutte le realtà del mondo del cinema. Per mesi ci è stato risposto che bastava parlare con Anica e Apa.
Per mesi abbiamo segnalato che c'era una grave crisi. Per mesi ci è stato risposto che non era vero e che davamo i numeri.
Per mesi abbiamo spiegato che il decreto sul tax credit era sbagliato e paralizzava il settore. Per mesi ci è stato risposto che andava tutto bene.
Dem presentano interrogazione alla Camera e al Senato
“Il settore cinematografico italiano è in ginocchio, e non per dinamiche di mercato, ma per precise scelte politiche. Scelte che dimostrano come l’attuale governo consideri la cultura – e in particolare l’industria del cinema e dell’audiovisivo – un bersaglio da colpire, un fastidio da ridimensionare e piegare a logiche di potere.
“Più che prendersela con il Partito Democratico, il sottosegretario Borgonzoni dovrebbe rivolgersi all’ufficio stampa del Ministero della Cultura, che ha fatto filtrare alla stampa l’irritazione del ministro Giuli per le sue prese di posizione e per la mancata convocazione agli incontri istituzionali sul cinema. Da quanto ci risulta, il ministro non ha ancora smentito né l’irritazione né l’esclusione. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma una cosa è certa: al Collegio Romano regna la confusione e i dissidi interni stanno minando la credibilità e l’operatività del Ministero.
Settore strategico, serve serietà: subito sessione parlamentare su crisi audiovisivo