Energia: Pd, Italia in shock energetico, governo non dà risposte a boom prezzi
Domani question time dem alla Camera con Pichetto Fratin
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“L'attacco militare illegale di Trump e Netanyahu sta provocando danni economici drammatici per il nostro Paese. Il governo Meloni finora è rimasto immobile e continua a tentennare mentre servono misure serie e immediate innanzi tutto per abbassare il costo del carburante e delle bollette per le famiglie e le imprese, seguendo le proposte avanzate dal PD. Il governo agisca subito, basta ambiguità: prenda le distanze in modo chiaro e netto dagli attacchi unilaterali di Trump e Netanyahu e dica no all'utilizzo delle basi militari a sostegno di una guerra illegale”.
“Mentre il prezzo del petrolio torna a salire per le tensioni internazionali dovute all’attacco all’Iran, il nostro Paese continua a non avere un’azione stabilizzatrice che garantisca la sicurezza di cittadini e imprese rispetto al caro carburanti in atto. La tensione geopolitica aumenta, e l’Italia non contrasta i rincari dei carburanti. Per le famiglie italiane i costi sono ormai insostenibili e il governo è immobile. Non si riducono i prezzi alla pompa, non è aumentata la concorrenza e non è si interviene sulle dinamiche che determinano la formazione dei prezzi.
“A seguito dell’escalation militare in Medio Oriente il prezzo dei carburanti è schizzato alle stelle ma il governo Meloni non si pronuncia e non attiva alcuna azione per far fronte alla situazione. Dell’inerzia dell’esecutivo ne fanno le spese le famiglie e le imprese che sostengono costi altissimi. Dalla presidente Meloni solo parole di circostanza e nulla più”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Ambiente, Marco Simiani.
"Il "non condivido e non condanno" di Meloni è il manifesto di un equilibrismo inammissibile quando si guida un paese fondatore dell'Ue e membro del G7, soprattutto davanti a una guerra di aggressione nata fuori dal diritto internazionale, come universalmente riconosciuto. Un conflitto iniziato da Israele e USA nei confronti dell’Iran e che si è già estesa a tutta la regione causando distruzione e morti tra la popolazione civile e che sta avendo ripercussioni anche economiche sulla vita quotidiana delle italiane e degli italiani.
L’impennata dei prezzi dei carburanti, con il diesel che ha ormai raggiunto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, è diventata una tassa insostenibile che grava direttamente sulle spalle di famiglie, pendolari e imprese. Davanti a questa emergenza, che rischia di paralizzare il Paese, l'inerzia del governo Meloni è ingiustificabile. Mentre il costo del pieno aumenta di oltre 12 euro in pochi giorni a causa delle tensioni internazionali Palazzo Chigi resta a guardare.
“Dal Medio Oriente ai porti italiani, il caro gasolio torna a colpire la pesca. Sui mercati portuali aumenti fino al 60% e prezzi che in diversi porti potrebbero superare 1 euro al litro. Un cosi forte aumento del prezzo del gasolio nei porti italiani rappresenta un nuovo e gravissimo colpo per il settore della pesca, già provato da anni di difficoltà strutturali. Un rincaro che rischia di rendere economicamente insostenibile l’uscita in mare per molte imprese”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Famiglie e imprese pagano l’aumento insostenibile dei carburanti ma sulla proposta di Elly Schlein per contenere i prezzi con le accise mobili dal Governo Meloni abbiamo sentito solo parole. Vigileremo in Parlamento ora servono i fatti”. Così il deputato democratico, Andrea Casu.
“Non condivido, nè condanno.
Così pensa di uscirsene Giorgia Meloni. Mentre il mondo si incendia, mentre Trump è Nethanyahu portano avanti la loro ennesima guerra, lei fa l’equilibrista nel tentativo di non scontentare i suoi amici che non le hanno nemmeno fatto mezza telefonata per avvisarla dell’attacco all’Iran. Come dire: adda passà a nuttata. L’Italia che diventa nuovamente italietta, senza autonomia e senza bussola, incapace di pronunciare un semplice No: no alla guerra, non alla violazione del diritto internazionale. Imbarazzante”.
"Il conflitto in Medio Oriente si allarga di ora in ora e Trump sembra non avere né una strategia né un obiettivo. Il suo delirio di onnipotenza lo porta perfino a dire che deve essere lui a scegliere la nuova leadership di Teheran, non il popolo iraniano. Il presidente statunitense segue ciecamente Netanyahu che vuole destabilizzare il Medio Oriente per ridisegnarne i confini e arrivare al suo progetto messianico del Grande Israele, mentre la minaccia dei missili iraniani si intensifica in tutta la regione del Golfo, allargandosi fino all’Iraq.