Musei: Piero De Luca, Giuli nomina fedelissima di Fdi nel Cda dei Musei di Capri
Deriva preoccupante, da partito Meloni occupazione politica di istituti che dovrebbero restare terzi
Deriva preoccupante, da partito Meloni occupazione politica di istituti che dovrebbero restare terzi
La sistematica occupazione politica delle istituzioni culturali che il governo di Giorgia Meloni sta portando avanti è preoccupante. Ed è una deriva che riteniamo anche in contrasto con lo spirito e le finalità della legge. I consigli di amministrazione dei musei statali dovrebbero essere composti da persone di chiara fama e comprovata esperienza nella gestione del patrimonio culturale. Con il ministro Alessandro Giuli questo non sta avvenendo.
Nomine politiche alla Galleria dell’Accademia, Bargello e alle Ville fiorentine, dem Bonafè e Gianassi annunciano interrogazione
“Il museo è un’istituzione che monumentalizza la memoria per costruire civiltà, un compito incompatibile con chi, nel suo ruolo di preside, ha commesso il grave errore di restare in silenzio davanti all’esecuzione di ‘Faccetta nera’ durante un’esperienza scolastica. Quella condotta ha rappresentato una forma di consenso statuale a un inno del ventennio che collide con la funzione di chi deve sovrintendere ai musei abruzzesi.
«Ci chiediamo per quale motivo, oggi, l’Ufficio Stampa del Ministro Giuli abbia deciso di inviare nuovamente lo stesso comunicato stampa già diffuso a maggio, relativo al numero dei visitatori nei musei italiani nel 2024. Stessi numeri, stesse informazioni. Non sarà forse che, alla vigilia delle elezioni regionali, qualche mente “illuminata” del collegio romano abbia pensato di poter capitalizzare ogni singola notizia riguardante l’attività del Ministero sul territorio? A pensar male si fa peccato, ma, come recita l’adagio, spesso ci si indovina.
"Il ministro Giuli annuncia di voler rivedere le terne dei candidati per la direzione del Parco Archeologico del Colosseo e del Museo Nazionale Romano dopo averle lette. È un fatto gravissimo: solleva un grande dubbio e proietta un’ombra lunga su una procedura che dovrebbe essere improntata a trasparenza, imparzialità e merito”. Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura della Camera, che preannuncia un’interrogazione sul caso.
Grave vulnus alle regole e alla credibilità del Paese
“Per i ministri della Cultura di Fratelli d’Italia l’estate è sempre un problema. Lo scorso anno partiva proprio in questi giorni l’affaire Sangiuliano, oggi sono le dichiarazioni di Giuli a gettare ombre sulla procedura per la selezione dei direttori dei principali musei italiani. Dopo settimane di annunci, il ministro sconfessa la commissione che il suo stesso governo ha nominato e parla di riaprire il bando, ovvero annullarlo, dopo aver visionato le terne che gli sono state fornite dalla commissione di valutazione.
“Dopo la fanfara mediatica con cui era stata annunciata la commissione di valutazione per i direttori dei musei di prima fascia, apprendiamo oggi con sconcerto che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli sconfessa apertamente a mezzo stampa il lavoro della stessa commissione, dichiarandosi “insoddisfatto” delle terne presentate e ipotizzando la riapertura del bando che, di fatto, non sarebbe altro che l'annullamento della procedura.
“Quanto accaduto in occasione della presentazione del libro di Italo Bocchino presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, con conseguente dimissione di tre autorevoli membri del Comitato scientifico, è molto grave ed è l’ennesima dimostrazione di una gestione inadeguata e divisiva del nostro patrimonio culturale da parte del governo. Siamo di fronte a un uso strumentale delle istituzioni culturali, che dovrebbero restare spazi di confronto libero e pluralista, lontani da qualsiasi ingerenza politica.