13/05/2026 - 16:04

"Sbloccare i cantieri del Progetto Bellezza e garantire la realizzazione dei progetti già pronti in oltre 60 comuni del nostro paese. Si tratta di interventi che riguardano il recupero di ville storiche, chiese, monumenti, siti naturali e palazzi di pregio che sono stati definanziati nel dicembre del 2022 ed ancora senza risorse”: questo l’appello lanciato da Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, nel corso della conferenza stampa svoltasi a Montecitorio, promossa dal coordinamento Comuni Progetto Bellezz@, e che ha visto la presenza di numerosi amministratori locali provenienti da tutta Italia.
“Ci appelliamo al governo affinché ripristini gli stanziamenti che riguardano opere pubbliche già immediatamente cantierabili e per i quali i comuni hanno già investito risorse proprie. Non si tratta soltanto di recuperare presidi culturali ma creare luoghi che promuovono lo sviluppo e la coesione sociale di aree spesso marginali. L’obiettivo dell’iniziativa di oggi è costruire un percorso istituzionale condiviso che consenta ai Comuni di avere certezze sui finanziamenti e sui tempi di realizzazione degli interventi. Investire nella cultura e nella tutela del patrimonio significa rafforzare identità, coesione sociale e attrattività dei territori”: conclude Bonafè.

10/05/2026 - 13:56

“La presidente Meloni e la maggioranza sostengono ogni giorno di aver garantito stabilità al Paese. Ora però affermano che la legge elettorale debba essere cambiata per evitare l’instabilità. Qualcosa non torna.
La verità è che nel 2022 il centrodestra ha vinto perché il centrosinistra era diviso, mentre oggi non lo è più. Per questo è legittimo pensare che l’obiettivo della maggioranza non sia una riforma di sistema nell’interesse del Paese, ma cambiare le regole perché un centrosinistra unito oggi fa paura. O ci sbagliamo?
Il testo della maggioranza è irricevibile. E il vertice convocato nei prossimi giorni a Palazzo Chigi conferma che la maggioranza non ha alcuna intenzione di affrontare il tema della legge elettorale nel luogo in cui dovrebbe essere discusso, cioè il Parlamento. Vogliono andare avanti da soli, a colpi di strappi”.
Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera.

07/05/2026 - 18:30

“Altro che coinvolgimento del Parlamento: la maggioranza si sta stringendo nei ranghi attraverso continui vertici di governo e riunioni tra leader, che renderanno ancora più difficile ogni reale confronto parlamentare sulla riforma della legge elettorale” lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo Pd nella Commissione Affari costituzionali della Camera.

“Evidentemente - prosegue Bonafè - alle parole di apertura verso un dialogo con le opposizioni non corrispondono i fatti. Il susseguirsi di incontri ristretti conferma invece una tendenza all’irrigidimento e alla gestione totalmente accentrata del processo decisionale. È molto grave, soprattutto alla luce di quanto sta emergendo nel corso delle audizioni parlamentari, che evidenziano criticità non solo politiche ma anche tecniche e possibili profili di problematicità costituzionale del testo di riforma presentato” conclude Bonafè che definisce il testo di maggioranza “irricevibile”.

 

06/05/2026 - 18:27

“La linea emersa dal vertice di maggioranza sulla legge elettorale è grave e preoccupante. Annunciare di voler ‘procedere dritti’, come fatto da Matteo Salvini, significa ignorare deliberatamente quanto sta emergendo in modo chiaro dalle audizioni in corso”.

Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali della Camera.

“Anche oggi, nel corso delle audizioni, è stato messo in discussione il premio di maggioranza previsto dal testo, giudicato da più parti abnorme e sproporzionato. Pensavamo che la lezione del referendum fosse stata chiara, ma evidentemente non è così. Si insiste invece su una forzatura, accelerando su un impianto che solleva critiche diffuse e motivate”.

“Per noi questo testo è irricevibile. Non si possono cambiare le regole fondamentali della democrazia a colpi di maggioranza, senza ascolto e senza confronto. Serve equilibrio, serve rispetto delle istituzioni e serve soprattutto la capacità di costruire regole condivise, non di imporle”, conclude Bonafè sottolineando come “stupisce che davanti alle gravi emergenze del paese per la maggioranza e il governo la

priorità è la legge elettorale”.

 

28/04/2026 - 14:50

“Già queste prime audizioni hanno fatto emergere numerosi aspetti tecnici e costituzionali che non consentono un esame lampo della legge elettorale. Al Parlamento servono tempi e modalità adeguate all’importanza di questa riforma”. Lo afferma la capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.
“La maggioranza – aggiunge – non può pensare di approvarla da sola. Il testo all’esame è il frutto di un accordo interno alla sola maggioranza, ma quando si scrivono le regole del gioco è necessario condividerle insieme, con un confronto ampio e trasparente”.

27/04/2026 - 17:00

"Ormai è evidente: dalla prospettata vendita della sede Rai di Firenze alla messa in vendita del Teatro delle Vittorie, la Rai sta sistematicamente dismettendo il patrimonio storico ed i luoghi simbolo della produzione radiotelevisiva pubblica. Siamo di fronte a un progressivo impoverimento materiale e culturale del servizio pubblico, che rischia di disperdere asset strategici e identitari costruiti in decenni di storia. La cessione di immobili iconici non può essere trattata come una semplice operazione di bilancio: è in gioco il ruolo stesso della Rai come presidio culturale nazionale”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè.

“La vicenda si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante che ho già sollevato con un’interrogazione sulla prospettata vendita della sede Rai di Firenze, su cui continuo a chiedere risposte chiare e tempestive al governo. Occorre aprire un confronto serio per individuare soluzioni che coniughino sostenibilità gestionale e tutela del patrimonio, garantendo occupazione, pluralismo informativo e una presenza capillare del servizio pubblico sui territori”: conclude.

 

22/04/2026 - 17:33

“Siamo di fronte all’ennesimo decreto sbagliato che ha la sicurezza solo nel nome, ma che non produrrà alcun effetto migliorativo nelle nostre città, come chiedono i nostri Sindaci. La presidente Meloni ha provato ad ammettere che c’era qualcosa che non andava, ma poi ha ripresentato le stesse identiche ricette: aumentare i reati e aumentare le pene, senza intervenire sulle cause che determinano i fenomeni di insicurezza. Un conto è reprimere un reato quando è già successo, un altro è evitare che accada: è così che si garantisce la sicurezza dei cittadini”. Lo afferma Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera.

“Nonostante sia un provvedimento sbagliato – aggiunge l’esponente dem - vanno avanti lo stesso, combinando anche un pasticcio istituzionale. Il Parlamento si appresta ad approvare un decreto che contiene una norma incostituzionale, quella che prevede compensi agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei loro assistiti, su cui il Colle ha già espresso rilievi negativi”.

“Eppure – conclude Bonafè - si procederà con l’ennesimo voto di fiducia, salvo poi un decreto correttivo del Consiglio dei ministri. Questa è la dimostrazione non solo dell’incapacità di governare i temi della sicurezza, ma dell’incapacità di governare tout court”.

 

20/04/2026 - 18:52

“La maggioranza non sa che pesci prendere e pensa di affrontare profili di possibile incostituzionalità con un ordine del giorno”. Così la capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari costituzionali della Camera Simona Bonafè, commentando il decreto Sicurezza e l’annuncio di un odg sulla norma relativa ai compensi degli avvocati nei procedimenti di rimpatrio.

“È ridicolo pensare di poter superare criticità di questo tipo con un ordine del giorno”, aggiunge Bonafè, sottolineando come la soluzione proposta non affronti i nodi strutturali del provvedimento.

Nel merito, la deputata dem definisce la norma sugli incentivi agli avvocati “un obbrobrio”, perché “lede l’autonomia dell’avvocatura e rischia di trasformare gli avvocati in attuatori delle scelte del governo. Mai visto prima: siamo davanti a un degrado istituzionale”.

Per Bonafè, la strada indicata dall’esecutivo non è praticabile e conferma l’incapacità della maggioranza di gestire le criticità emerse sul piano costituzionale del provvedimento.

 

03/04/2026 - 11:20

“Per il governo la priorità non sono famiglie e imprese alle prese con il caro carburanti e l’aumento dei costi, ma la legge elettorale. È questa la scelta politica che emerge con chiarezza in queste ore. Mentre si accelera sulla riforma elettorale da approvare entro l’estate, sul fronte economico arrivano solo interventi temporanei e insufficienti. Il decreto sul caro carburanti, che proroga fino al 1° maggio la riduzione delle accise, è l’ennesima misura tampone: non affronta l’emergenza e non offre risposte strutturali”. Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo in commissione Affari costituzionali e vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera.

“Invece di concentrarsi seriamente sul sostegno a famiglie e sistema produttivo - sottolinea l'esponente dem - hanno già deciso tempi e contenuti della legge elettorale, ma continuano a parlare di confronto con le opposizioni. In commissione abbiamo chiesto di limitare il perimetro della riforma, ma è evidente che siano già stati stabiliti anche gli emendamenti”.

“Noi - conclude Bonafè - ribadiamo la nostra contrarietà a questa proposta di legge elettorale, che introduce un premio di maggioranza tale da consentire a chi vince di scegliersi da solo il Capo dello Stato. Inoltre, questa riforma allontana ulteriormente gli eletti dai cittadini, eliminando i collegi uninominali, e introduce di fatto una forma di premierato mascherato, indicando nel programma il nome del candidato premier”.

 

01/04/2026 - 20:19

“La “finta apertura” di Donzelli di ieri sera si è già rivelata per quello che è: un tentativo di far sembrare dialogo ciò che dialogo non è. La maggioranza non solo parte da un testo condiviso solo dai partiti di maggioranza, ma i trucchetti visti oggi in Ufficio di Presidenza confermano che non c’è nessuna apertura: si cerca di allargare la legge anche agli italiani all’estero, non per discutere, ma per inserire norme già pronte a vantaggio della maggioranza e a danno delle opposizioni” così la capogruppo del Pd nella commissione affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.

 

01/04/2026 - 15:32

“La destra ha respinto il mio emendamento al Decreto Pnrr che chiedeva di rifinanziare il progetto ‘Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati’: si tratta di una scelta incomprensibile e soprattutto incoerente con gli impegni presi dal governo in Parlamento. Solo pochi mesi fa era stata infatti riconosciuta la priorità di trovare una soluzione per questi interventi, che riguardano 62 Comuni e oltre mezzo milione di cittadini. Parliamo di progetti già pronti, con iter esecutivi conclusi e risorse pubbliche già investite, che oggi vengono di fatto abbandonati”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè.

“È inaccettabile promettere risposte nelle sedi istituzionali e poi votare contro quando si tratta di mantenerle. Senza un rifinanziamento e un cronoprogramma certo si rischia di compromettere definitivamente interventi cantierabili, danneggiando territori e patrimonio culturale diffuso. Continueremo a batterci perché il governo rispetti gli impegni assunti e garantisca certezze ai Comuni che hanno creduto in questo progetto”, conclude BonafèPnrr

31/03/2026 - 19:26

“La maggioranza evidentemente non ha compreso il messaggio chiaro che gli italiani le hanno mandato con il referendum: le regole del gioco non si cambiano a strappi”. Così la capogruppo democratica in Commissione Affari Costituzionali della Camera, Simona Bonafè, risponde a Tg Parlamento alla vigilia della seduta che incardinerà la legge elettorale presentata dalla maggioranza. “L’apertura alle opposizioni che sentiamo tanto evocare in queste ore è solo di facciata - aggiunge - e lo confermano il testo presentato con il solo accordo tra i partiti di governo prima del referendum e i quattro relatori di maggioranza, che sembrano più interessati a controllarsi tra loro che al merito della proposta”.

31/03/2026 - 16:18

“Oggi in commissione alla Camera dei Deputati il governo ha fatto retromarcia sul subentro di un organismo nazionale unico alle consigliere di parità territoriali, non potendo ignorare le proteste dell’opposizione e quelle che si sono levate in tutte le regioni. Scongiurato così il rischio di infrazione europea per quello che sarebbe stato addirittura un “regresso” rispetto alla situazione attuale nella tutela e promozione della parità, il decreto rimane più forma che sostanza e un’occasione persa di vero investimento. Nel recepire due direttive europee, volte a potenziare l’efficacia degli organismi di parità (UNAR e Rete delle consigliere di Parità) il governo prevedeva una centralizzazione e la soppressione della rete capillare delle consigliere, rischiando di produrre una riduzione del livello di protezione odierna di donne e uomini discriminati, anziché un rafforzamento, minando anche il principio di massima accessibilità rispetto ai bisogni diffusi. Scongiurato il passo indietro, rimane un’occasione persa per adempiere davvero agli obiettivi europei. Infatti, l’accorpamento della tutela dalle discriminazioni multiple (genere, etnia, culto, disabilità, età, orientamento sessuale) con quella specifica delle discriminazione basata sul genere nel mondo del lavoro, non corrisponde alle due diverse e separate direttive. Inoltre l’organismo centralizzato ha un cda di nomina solo governativa, violando l’indipendenza prevista dall’Europa, non ha poteri sanzionatori, ma solo consultivi, ne’ la facoltà di agire per cause collettive. Non sono previsti requisiti di competenza specifica.

La nostra richiesta di rafforzare la possibilità per le consigliere di parità di agire in autonomia, in giudizio e per la risoluzione delle controversie di lavoro attraverso conciliazione, garantendo un servizio gratuito ovunque, non è stata accolta. Per questo, insieme ai gruppi di 5 stelle e AVS abbiamo votato contro la proposta insufficiente e inefficace della maggioranza”. Lo dichiarano le deputate del Pd Sara Ferrari e Simona Bonafè, rispettivamente capogruppo Pd in commissione Femminicidio e capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.

 

30/03/2026 - 19:00

“Le informazioni contenute nella nuova dichiarazione patrimoniale dell’ex sottosegretario Delmastro, che emergono solo oggi su partecipazioni societarie e proprietà immobiliari, sollevano interrogativi seri e non più rinviabili. Se tali elementi erano regolari, resta da chiarire perché non siano stati dichiarati fin dall’inizio, come previsto dalle norme sulla trasparenza e sul conflitto di interessi. Il rispetto delle regole non è un adempimento formale, ma un principio fondamentale per garantire correttezza e fiducia nelle istituzioni. Per questo riteniamo necessari chiarimenti puntuali e l’adozione di conseguenti provvedimenti.” Così Simona Bonafè, Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e Capogruppo in Commissione Affari Costituzionali.

30/03/2026 - 16:40

"Le modifiche del governo Meloni al Decreto fiscale su Transizione 5.0 rappresentano un segnale gravissimo: intervenire in modo retroattivo su investimenti già effettuati significa minare la certezza del diritto e rompere il patto di fiducia tra imprese e istituzioni. Non solo il governo non dà risposte concrete alla crisi di alcuni settori manifatturieri, ma continua a cambiare le regole a partita in corso, scaricando sulle aziende il costo dell’incertezza". Lo dichiara la vicepresidente vicaria dei deputati Pd Simona Bonafè.

"A questo - conclude Bonafè - si aggiunge l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo, che ha già colpito duramente molte imprese, soprattutto piccole e medie. Così si aggrava una crisi profonda e strutturale: servono invece regole chiare, stabili e non retroattive per sostenere investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione e difendere la competitività del Made in Italy

 

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