29/05/2025 - 11:02

“Questo decreto è inutile e non servirà a garantire la sicurezza del nostro Paese, ma è anche pericoloso per le libertà costituzionali. Questo decreto sicurezza è la vostra coperta di Linus per non occuparsi delle vere emergenze del Paese, che sono la produzione industriale in calo, i giovani laureati che scappano dall’Italia perché non trovano lavoro, i prezzi alle stelle dell’energia.
Sicurezza non è aumentare il numero dei reati, le pene, i bambini con le loro madri in carcere. La sicurezza è mettere nelle condizioni i nostri Comuni di far fronte ai problemi sociali ed economici, è una strategia di prevenzione. E invece voi avete tagliato risorse importantissime ai Comuni, e lo farete per i prossimi sette anni, risorse che sarebbero servite proprio ad affrontare tutti i problemi che riguardano la sicurezza, come la riqualificazione urbana, le politiche sociali. Voi avete fatto questo e altri decreti cavalcando la vostra furia ideologica ma senza fare assolutamente nulla di concreto per i cittadini”. Lo ha detto in Aula Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.

28/05/2025 - 17:22

“Il Dl Sicurezza è un decreto sbagliato: pura ideologia e mera propaganda che non produrrà nessun miglioramento delle condizioni di sicurezza dei cittadini. Con questo decreto si aumentano solo le pene, si creano nuovi reati, si inseriscono circostanze aggravanti totalmente illogiche. Se per esempio un reato è commesso in una stazione ferroviaria o nelle immediate adiacenze viene punito di più dello stesso reato commesso in una scuola, in un ospedale, in un parco”. Così in una nota la deputata Simona Bonafé, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
“Gli stessi principi costituzionali– sottolinea l'esponente dem - vengono minati quando si confonde il condannato in giudizio con i semplici denunciati e quando anche la resistenza passiva viene perseguita come atto di violenza”, conclude Bonafè.

 

 

26/05/2025 - 12:44

“Questo è l'ennesimo, pessimo, decreto che aumenta solo le pene e i reati in una logica di mero populismo penale. Non affronta mai le cause profonde che creano i reati ma agisce solo sulle emozionalità di fatti sotto l'occhio dei media. La sicurezza del governo, a invarianza di bilancio, non interviene mai in maniera strutturale. Quale sicurezza si garantisce al Paese mandando in carcere i bambini fino a 3 anni figli di donne che devono scontare una pena, condannandoli a vivere i primi anni di vita fra le sbarre?”. Lo dichiara la deputata Simona Bonafé, vicepresidente del Gruppo Pd, intervenendo durante la discussione sul decreto Sicurezza a Montecitorio,
“Con questo decreto – continua l'esponente dem - si equiparano i condannati ai semplici denunciati, la resistenza passiva ad un atto di violenza: alla faccia del principio di garantismo e dello spirito della nostra Costituzione”. “Con un iter condito dalla doppia tagliola degli emendamenti e le dichiarazioni di voto in Commissione, di forzatura in forzatura, il governo continua a svilire il ruolo del Parlamento. Una cosa è certa, per la maggioranza il tema della sicurezza è solo propaganda”, conclude Bonafè.

22/05/2025 - 16:25

“Dopo la minaccia della tagliola sugli emendamenti, ora la maggioranza minaccia di applicarla anche alle dichiarazioni di voto. Una doppia tagliola che rappresenta una forzatura inaudita e un precedente gravissimo per il funzionamento del Parlamento. Si tratta di una scelta autoritaria che comprime in modo inaccettabile il dibattito democratico, tanto più su un decreto che non ha alcuna urgenza reale legata alla scadenza e che contiene misure altamente controverse.

Ci appelliamo al Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, affinché eserciti pienamente il suo ruolo di garanzia e tuteli le prerogative delle opposizioni” così i capigruppo del Pd nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, Simona Bonafè e Federico Gianassi.

 

21/05/2025 - 11:02

“Con l’ennesima forzatura, la maggioranza decide di imbavagliare il Parlamento, imponendo la tagliola sugli emendamenti al DL Sicurezza e limitando drasticamente i tempi di intervento. È una scelta molto grave, che mortifica il confronto democratico e impedisce di discutere un provvedimento pieno di criticità, riconosciute anche all’interno della stessa maggioranza, come dimostrano i numerosi emendamenti presentati e poi ritirati per evitare fratture. Governo e maggioranza sono allergici al dissenso e blindano un testo palesemente incostituzionale e repressivo, attaccano il ruolo del Parlamento e zittiscono il dissenso, dentro e fuori le istituzioni” così la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali, Simona Bonafè.

20/05/2025 - 20:13

“Nonostante l’aumento dell’occupazione, l'Italia è il paese che ha i tassi di partecipazione al mercato del lavoro più bassi d’Europa, in particolare fra le donne e i giovani. Ma l’Italia in Europa vanta anche il record negativo di avere i salari più bassi d’Europa": è quanto dichiara la vice presidente dei deputati Pd Simona Bonafè intervenendo oggi, martedì 20 maggio a Roma, nel corso del "Meeting Made in Italy - Unire le eccellenze per avere l'eccellenza" organizzato dalla Confederazione Aepi.

"Le nostre imprese devono sostenere elevati costi energetici e gli incentivi sull’innovazione tecnologica per agganciare la rivoluzione verde e digitale, come Industria 5.0, si sono rivelato un flop. Servono politiche industriali efficaci per sostenere realmente le Pmi che rappresentano la spina dorsale produttiva ed occupazionale del paese e l'eccellenza del Made in Italy nel mondo": conclude Simona Bonafè.

 

19/05/2025 - 19:13

“Le dichiarazioni del ministro Ciriani sono molto chiare: le fibrillazioni all’interno della maggioranza hanno superato ogni limite. E il tentativo di Fratelli d’Italia di negare l’evidenza è patetico e fuori luogo. Il governo è in piena crisi: Fratelli d’Italia e Lega si rimpallano le responsabilità, mentre il Paese resta fermo, ostaggio dell’immobilismo di Giorgia Meloni” così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.

 

 

15/05/2025 - 15:15

“Era febbraio 2024 quando il parlamento ha licenziato il protocollo con l'Albania per la realizzazione dei centri. Dopo poco più di un anno il governo presenta un nuovo decreto che modifica radicalmente l'accordo precedente. Il governo ammette di avere fallito e che il modello presentato dalla Presidente del Consiglio come il sistema che ci avrebbe copiato tutta l'Europa è stato un enorme flop: un modello di spreco di risorse. Il Pd è stato facilmente profeta di quello che sarebbe successo: un progetto che non serviva a nulla se non alla propaganda del governo, pagata a caro prezzo dai contribuenti italiani”. Lo ha dichiarato la deputata Pd, Simona Bonafè nella dichiarazione di voto alla fiducia posta dal governo sul cosiddetto Dl Albania.
“I numeri – sottolinea l'esponente dem - non sono piegabili alla narrazione quotidiana del falso successo del governo: anche nella versione originaria i centri avrebbero potuto trattenere al massimo il 2% dei migranti che arrivano in Italia. Invece di ammettere il fallimento, il governo prima si accanisce contro i giudici, poi facendo il gioco delle tre carte, crea una lista dei 'Paesi sicuri' e infine, sposta le competenze della convalida dei trattenimenti alla corti d'appello, distorcendo il sistema giudiziario”.
“Con questo decreto, in Albania arriveranno migranti trasferiti dai Cpr italiani in attesa di essere espulsi. Ma dov’è l’ effetto deterrenza? Parlavate di lotta contro i trafficanti di esseri umani per tutto il globo terracqueo e l'unico criminale che è stato trovato in Italia, Almasri, è stato riportato a casa con gli onori di Stato. I tanti soldi spesi per un fallimento annunciato, andavano spesi per la sanità pubblica e per abbattere le liste d'attesa e per fare vere politiche di cooperazione con i Paesi dai quali i migranti partono”, conclude Bonafè.

 

06/05/2025 - 19:35

"Abbiamo presentato questa mozione per dare voce al grido di dolore delle piccole e medie imprese del comparto moda, tessile, abbigliamento e calzaturiero, che rappresentano un'eccellenza del Made in Italy ma che oggi affrontano una crisi strutturale senza precedenti". Lo ha detto in Aula alla Camera la vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè, esprimendo il voto favore alla mozione dem per fronteggiare la crisi sul settore di cui è prima firmataria.

"La crisi non è passeggera né congiunturale – ha proseguito l’esponente Pd – ma è determinata da una molteplicità di fattori: la turbolenza dei mercati internazionali, la minaccia dei dazi USA, il calo del potere d’acquisto delle famiglie italiane, il costo dell’energia sproporzionato rispetto ai competitor europei, il cambiamento climatico e la concorrenza sleale del fast fashion. Ma anche dalle scelte sbagliate di alcune grandi griffe del lusso, che hanno scaricato la crisi sugli anelli più deboli della filiera. Il governo è arrivato tardi e male su questa crisi, e l’unico provvedimento adottato, la cassa integrazione in deroga per le imprese sotto i 15 dipendenti, si è rivelato insufficiente e mal strutturato, con gravi penalizzazioni per le realtà più piccole”.

"Non servono interventi una tantum – ha concluso Bonafè - ma misure strutturali che accompagnino la transizione ecologica e digitale delle imprese. Serve sostenere il ricambio generazionale, incentivare le reti d’impresa e contrastare la concorrenza sleale. Le riformulazioni proposte alla nostra mozione sono inaccettabili: non si può più parlare di 'valutare l’opportunità di intervenire'. Il tempo delle valutazioni è finito, servono azioni concrete ora. Da un governo che ha ribattezzato il ministero dello Sviluppo Economico in ministero del Made in Italy ci saremmo aspettati ben altro".

 

24/04/2025 - 15:33

"Le risorse destinate all'edilizia scolastica stanziate con il Decreto Pa potranno essere utilizzate anche dai comuni che hanno usufruito del Pnrr ma rischiano di non riuscire a completare i lavori a causa di cause esterne, come il fallimento delle imprese assegnatarie": è quanto dichiara la vicecapogruppo dei deputati Pd Simona Bonafè sul suo ordine del giorno approvato alla Camera.

"A seguito di comprovate cause non imputabili alla stazione appaltante l'ente che rischia di perdere le risorse comunitarie potrà ricevere il sostegno dello Stato. Si tratta di una possibilità che potrà aiutare i comuni come quello toscano di Barberino Tavarnelle, oggi in difficoltà per responsabilità del fallimento della ditta che aveva vinto la gara per i lavori, ed assicurare alle comunità territoriali le nuove scuole. E' ora necessario che i decreti interministeriali previsti dalla nuova legge per assegnare le risorse definiscano nel dettaglio queste casistiche": conclude Simona Bonafè.
 

 

23/04/2025 - 19:26

“Questo Decreto Pubblica amministrazione è l’ennesima occasione persa che governo e maggioranza portano al voto del Parlamento. Sarebbe stata necessaria una riforma per innovare e rendere efficiente la Pa, che vuol dire avere servizi migliori per i cittadini, e non invece l’ennesimo decreto confuso, dove purtroppo c’è dentro di tutto. Mancano gli investimenti per affrontare l’arretratezza tecnologica e un piano straordinario di assunzioni per colmare il gap rispetto agli altri Paesi. La maggioranza non si è occupata di rendere la Pa efficiente, ma solo di occupare posti. Vengono aumentati a dismisura consulenti, consiglieri e gli uffici di diretta collaborazione dei ministri. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio clientelismo di governo in un decreto di cui contestiamo metodo e merito”.

Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafé, spiega le ragioni del voto contrario del Partito democratico al Dl Pa.

“Noi - aggiunge - abbiamo un’idea diversa della pubblica amministrazione. Una Pa dove il criterio costituzionale di imparzialità e indipendenza valgono più della fedeltà politica e dove il concorso resta lo strumento ordinario di accesso; dove gli idonei non sono ‘bocciati’, come dice il ministro Zangrillo; dove se vuoi una Pa di qualità devi prevedere anche stipendi adeguati. Poi - conclude - ci sono anche alcuni punti qualificanti che giungono grazie al contributo del Pd, come ad esempio i 20 milioni destinati all’edilizia scolastica e la stabilizzazione dei precari”.

 

 

17/04/2025 - 19:26

“Accogliamo con favore l’approvazione all’unanimità del nostro emendamento che stanzia 20 milioni di euro per far fronte all’edilizia scolastica. Si tratta di una misura necessaria e utile, un primo passo, che va incontro a bisogni reali degli enti locali. Investire sulle scuole vuol dire investire sui luoghi di costruzione del sapere e sui luoghi di aggregazione, soprattutto nei piccoli comuni” Cosi i democratici Simona Bonafè, Andrea Casu e Arturo Scotto commentano l’approvazione dell’emendamento a prima firma Bonafè al decreto sulla Pubblica Amministrazione.

“Tuttavia – prosegue la nota – continuiamo a ritenere che serva un piano organico e strutturato per affrontare in modo sistemico le condizioni dell’edilizia scolastica in Italia. Ecco perché, pur plaudendo all’approvazione all’unanimità dell’emendamento, ribadiamo che l’Italia ha bisogno di una programmazione pluriennale, finanziamenti certi e un confronto istituzionale che metta al centro il diritto delle studentesse e degli studenti a studiare in ambienti sicuri, moderni e adeguati”.

 

17/04/2025 - 18:12

“Mentre il ministro Giorgetti, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, afferma che il governo non è in grado di sostenere il Servizio Sanitario Nazionale perché il debito pubblico divora ogni tipo di spesa, anche la più nobile come la sanità o la scuola, alla Camera va in scena un surreale siparietto parlamentare”.
Così Simona Bonafè, deputata del Partito Democratico, commenta quanto accaduto oggi durante la discussione del decreto Pa.
“Tra mille emergenze vere che restano senza risposta, viene approvato un emendamento che ha un solo scopo: aumentare lo staff di diretta collaborazione del ministro della Salute Schillaci. Insomma, non riescono a trovare risorse per la salute dei cittadini, ma non hanno alcuna difficoltà ad aumentare gli incarichi nei ministeri. È la plastica rappresentazione di un governo che ha perso la bussola: taglia sulla sanità pubblica, ma allarga gli staff ministeriali. Una scelta sbagliata e offensiva nei confronti del personale sanitario e di milioni di cittadini in difficoltà”, conclude Bonafè.

17/04/2025 - 13:32

Il Parlamento è paralizzato. Il decreto sulla Pubblica Amministrazione è fermo, bloccato da una maggioranza allo sbando, senza direzione, senza linea, senza rispetto per il lavoro fatto e per gli impegni presi. I pareri del Governo non arrivano, si continua a perdere tempo, mentre fuori da qui ci sono lavoratori, lavoratrici e amministratori locali che aspettano risposte a problemi reali” – così in una nota i capigruppo democratici nelle Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera, Simona Bonafè e Arturo Scotto, che stanno seguendo l’esame del decreto che è stato ulteriormente rinviato.
“La norma sulla cassa integrazione per le lavoratrici de La Perla? Cancellata – sottolineano i Democratici – rimossa dal tavolo come se non fosse mai esistita, dopo le tante promesse fatte alle forze sindacali. Altro che attenzione al sociale: qui si stracciano accordi, si ignorano emergenze, si disprezza apertamente il confronto. Al suo posto, emendamenti scritti per accontentare l’esponente di maggioranza di turno: norme senza alcun reale impegno economico da parte del governo che servono solo ad alimentare piccoli interessi e rendite di posizione. È uno spettacolo indegno, un’umiliazione continua per il Parlamento e per chi ci lavora con serietà. Siamo pronti a discutere e a lavorare – concludono i Democratici – ma non accetteremo più questo metodo. Continuare a silenziare le proposte delle opposizioni e delle parti sociali è un insulto al Paese. E su questo, non faremo passi indietro.”

17/04/2025 - 11:47

“In un Paese dove muoiono tre lavoratori al giorno, il governo e la maggioranza bocciano un emendamento del Pd al Decreto Pa per assumere 250 ispettori nazionali sul lavoro in più. Una vergogna”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la vicepresidente del Gruppo Pd, Simona Bonafé.

 

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