“Il governo continua a ignorare una crisi che colpisce migliaia di piccole e medie imprese del settore moda. Dopo il Decreto Anticipi, è stato respinto il mio emendamento volto a risolvere la vicenda del credito d’imposta per ricerca e sviluppo anche alla Legge di Bilancio e al Milleproroghe, lasciando le imprese sole di fronte a richieste di restituzione di agevolazioni fiscali legittimamente utilizzate. Parliamo di Pmi già duramente colpite da una crisi strutturale che dura da anni e che oggi si trovano a dover affrontare contenziosi e oneri insostenibili a causa di un’improvvisa incertezza normativa”. Così la deputata Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd.
“La nostra proposta - conclude Bonafè - era ed è una misura di semplice buon senso: un’interpretazione autentica della disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo prevista dal Decreto-Legge 145 del 2013. Dopo la risoluzione numero 41 del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, che ha applicato retroattivamente una lettura più restrittiva al periodo 2015-2019, molte imprese, in particolare del comparto moda, sono state ingiustamente penalizzate. Nonostante i ripetuti no del governo, il Partito Democratico non si fermerà: continueremo a riproporre questa soluzione in ogni provvedimento utile, fino a quando non verrà sanata un’ingiustizia”.
“Il Governo e la maggioranza hanno paura del voto dei giovani. Non si spiega altrimenti la bocciatura degli emendamenti delle opposizioni che chiedevano di consentire, anche in occasione del prossimo referendum costituzionale, il voto a studenti e lavoratori fuori sede nel luogo in cui vivono, studiano e lavorano. Il parere negativo del Governo e il voto contrario della maggioranza rappresentano una prova politica inequivocabile: Palazzo Chigi teme il voto popolare e di fronte a questo timore, si sceglie la strada peggiore, quella di limitare l’accesso al voto invece di ampliarlo. Impedire a centinaia di migliaia di studenti e lavoratori fuori sede di votare al referendum significa mettere in atto una vera e propria censura del voto popolare, una scelta grave e politicamente inaccettabile. Il diritto di voto non è una concessione della maggioranza di turno, ma il fondamento della nostra democrazia” così la capogruppo PD in Commissione Affari Costituzionali Simona Bonafè.
Una delegazione del gruppo parlamentare del Partito Democratico della Camera si è recata questa mattina in Piazza Mignanelli alla camera ardente di Valentino. Erano presenti i deputati Simona Bonafè, Andrea Gnassi e Alberto Pandolfo. «Siamo qui per salutare un grande italiano, un maestro della moda che con le sue creazioni ha portato alto il nome del nostro Paese in tutto il mondo. Il suo sogno e la bellezza della sua arte hanno arricchito il patrimonio culturale italiano. Ci stringiamo al dolore di tutti coloro che lo hanno amato», hanno dichiarato uscendo dalla Fondazione Garavani e Giammetti
“Il 2026 rischia di essere l’anno della scomparsa per molte imprese della moda, altro che i falsi proclami di Meloni e Urso sulla promozione del Made in Italy nel mondo. La Legge di Bilancio non prevede alcun sostegno al settore e il governo ha bocciato le proposte dell’opposizione, lasciando imprese e lavoratori soli di fronte a crisi, dazi e concorrenza internazionale con Cina e Usa sempre più agguerriti. Solo alcune norme su appalti e subappalti sono state corrette grazie all’iniziativa parlamentare del Pd, evitando di legalizzare lo sfruttamento del lavoro. Ma dell’annunciato tavolo di settore non è seguito nulla. Nel frattempo calano gli ordini, aumentano i costi e molte vertenze restano sospese. Export e innovazione restano bloccati da norme confuse volute dal governo e contestate dalle imprese. Serve un cambio di rotta concreto sulla moda”. Lo dichiarano Andrea Gnassi e Simona Bonafè (Pd) alla vigilia del tavolo convocato domani al Mimit sulla crisi Aeffe (Alberta Ferretti). “Chiediamo al ministro Urso – sottolineano a riguardo i dem – di mettere in campo tutte le misure necessarie per dare una prospettiva industriale all’azienda e salvaguardare i posti di lavoro, garantendo un vero tavolo con parti sociali, azienda e Regione Emilia-Romagna. Servono ammortizzatori sociali adeguati, ampliamento della cassa integrazione per i lavoratori delle imprese dei settori della moda e di quelli correlati come stabilito in Conferenza delle Regioni con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, contributi a fondo perduto per le imprese che hanno subito un forte calo di fatturato, incentivi agli investimenti in ricerca, innovazione, transizione ecologica e digitale, oltre alla sospensione delle imposte e delle rate dei mutui per tutto il 2025”. “Il rilancio del settore non può passare solo da licenziamenti e tagli. Serve una strategia industriale seria, capace di tutelare il lavoro e rafforzare la competitività del Made in Italy. Agli slogan e alla propaganda devono finalmente sostituirsi scelte concrete.”
“Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Valentino Garavani, un grande protagonista della storia culturale e imprenditoriale del nostro Paese. Valentino è stato un simbolo della creatività, dello stile e dell'eleganza che l'Italia sa esprimere quando, come in Valentino, sa unire talento, passione e visione. Uno stilista ambasciatore dell'Italia nel mondo, che ha saputo tenere insieme l'artigianalità, fatta di attenzione minuziosa al dettaglio, con l'innovazione e lo spirito internazionale dell'alta moda, interpretando sempre il cambio della società con uno sguardo attento”. Così Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati PD, intervenendo in Aula per il ricordo di Valentino Garavani.
“Valentino ha vestito l'idea di un'Italia capace d'ispirare e far sognare. Dietro a suoi abiti c'era una cultura profonda del lavoro e una dedizione totale alle sue opere. La sua eredità è preziosa: anche attraverso la moda si può parlare al mondo e rappresentare un'identità collettiva”, conclude Bonafè.
"La notizia della scomparsa di Rocco Commisso, presidente dell’ACF Fiorentina, colpisce profondamente la comunità fiorentina e il mondo dello sport italiano. Nel corso della sua presidenza, Commisso ha dimostrato un forte attaccamento alla squadra e alla città di Firenze, contribuendo con impegno, determinazione e visione allo sviluppo del club viola. Esprimo il mio sincero cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, alla società, ai lavoratori del club e a tutti i tifosi": è quanto dichiara Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.
“Sulla sicurezza siamo di fronte ad un clamoroso fallimento del governo Meloni, nonostante la raffica dei decreti a firma Piantedosi. La sicurezza è competenza dello Stato ma su questo punto il governo è campione di propaganda, incapace nel garantire sicurezza alle persone attraverso la prevenzione, le politiche sociali, il contrasto alla marginalità e la presenza effettiva delle forze dell'ordine sul territorio”. Così Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, durante il Question Time alla Camera con il ministro Piantedosi.
“Sono sempre più frequenti gli episodi di aggressioni nelle nostre città che generano paura e insicurezza. Eppure il ministro Piantedosi continua a rispondere con vuote rassicurazioni. Addirittura parla di assunzioni straordinarie nelle forze di Polizia anche se sa che non coprono nemmeno il turnover. Poi cita i dati sul calo dei reati, più volte modificandoli, dimenticandosi che dietro a questi numeri ci sono persone in carne e ossa. Un clamoroso fallimento”, conclude Bonafè.
"La scomparsa di Valeria Fedeli rappresenta una perdita profonda per la politica italiana e per tutte le donne che hanno trovato in lei un punto di riferimento. Sindacalista, parlamentare, ministra, ha servito le istituzioni con passione, competenza e rigore. Il suo impegno per i diritti, per l’istruzione pubblica e per l’uguaglianza resterà un esempio prezioso. Ai suoi familiari va il mio più sincero cordoglio": ê quanto dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.
"Con profonda tristezza apprendo della scomparsa di Giancarlo Cauteruccio, maestro indiscusso della scena teatrale contemporanea italiana, regista, scenografo e attore di straordinaria visione. Cauteruccio lascia un segno indelebile nella cultura nazionale con la sua creatività audace e la fondazione della compagnia Krypton, realtà che ha profondamente innovato il linguaggio teatrale coniugando performance, arti visive e tecnologie". Lo dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.
"Il suo contributo come direttore artistico del Teatro Studio di Scandicci e la sua capacità di formare generazioni di interpreti resteranno un’eredità preziosa per tutto il mondo dello spettacolo. In questo momento di lutto mi unisco al dolore di familiari, amici e colleghi", conclude la dem.
Chi guida una città dovrebbe avere ben chiara la responsabilità del ruolo istituzionale che ricopre. Invece dal sindaco di Trieste Dipiazza assistiamo ad un comportamento inaccettabile, che offende la segretaria Schlein e tutto il Pd. Per questo sarebbe opportuna una presa di distanza di Meloni in difesa della serietà delle istituzioni e del dibattito politico.
Così in una nota Simona Bonafe’, Vice capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
“La politica economica del Governo Meloni sta producendo effetti devastanti sul Made in Italy, sempre più vittima dell’incapacità dell’esecutivo di sostenere il sistema produttivo. Questa manovra di bilancio lo conferma: non produce crescita, non sostiene i consumi e lascia fermi gli investimenti. Dopo tre anni al governo, la destra non ha una strategia industriale, non promuove innovazione e non ha un piano per il dopo-PNRR. Un settore emblematico è la moda, storica eccellenza italiana, che rischia di essere letteralmente messa in ginocchio dalle scelte del Governo. La destra prometteva sostegno alle imprese e crescita. La realtà è immobilismo, precarietà e declino delle nostre filiere strategiche. Questa manovra conferma l’incapacità del Governo di proteggere e valorizzare il cuore produttivo del Paese”. Così la vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè.
"Altro che governo solido e coeso. Le indiscrezioni di stampa raccontano tutt’altro: una maggioranza che si spacca mentre la manovra è ancora in discussione, costretta a riscriverla all’ultimo minuto": è quanto scrive la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè, in un post su Facebook.
"Il caos pensioni è sotto gli occhi di tutti: misure annunciate, inserite e poi stralciate dopo lo scontro interno tra Lega e Fratelli d’Italia con il ministro Giorgetti smentito pubblicamente dal suo stesso partito nel giro di poche ore. Mentre nella maggioranza si consumano regolamenti di conti, il paese resta senza risposte su stipendi, crescita economica e sanità pubblica con il rischio dell'esercizio provvisorio. Non è solo confusione politica, è irresponsabilità istituzionale": conclude.
“Il Ministero dell’Istruzione continua a minimizzare i ritardi nei cantieri delle scuole finanziate con il PNRR, fornendo una rappresentazione che non corrisponde alla realtà dei territori. I dati diffusi dallo stesso dicastero, secondo cui il problema riguarderebbe pochi casi isolati, sono smentiti dalle segnalazioni che arrivano quotidianamente dai comuni di tutta Italia, che si trovano con lavori fermi o in forte ritardo non per responsabilità amministrative, ma per le inadempienze delle ditte appaltanti, che stanno causando gravi difficoltà a docenti, studenti e famiglie". Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè sulla discussione della interpellanza urgente su tale tema svolta oggi, venerdì 12 dicembre, nell'Aula di Montecitorio.
“È gravissimo che, di fronte a queste evidenze, il Ministero tenti di scaricare il problema o di ridimensionare il ruolo di Invitalia, che in molti casi ha indetto le gare e avrebbe dovuto almeno vigilare sull’andamento dei cantieri. I comuni hanno agito correttamente, contattando subito il Ministero e chiedendo interventi. E' altrettanto grave che il fondo dell'edilizia voluto dal Pd proprio per cercare di risolverle queste criticità venga invece utilizzato, come ammesso oggi, per altre finalità. Siamo di fronte ad atteggiamento sbagliato e non costruttivo che danneggia tutti: enti locali, comunità e istituzione scolastica", conclude Bonafè.
“È ormai chiaro che l’operazione Albania, presentata dal governo come un modello da esportare, si sia trasformata in un monumento allo spreco e all’opacità. Proprio mentre il governo sta raschiando il fondo del barile per cercare di reperire risorse per una legge di bilancio tra più povere degli ultimi anni, è inammissibile che continuino ad essere sperperati centinaia di milioni di euro di risorse pubbliche in strutture che restano vuote, in ritardo e circondate da gravi anomalie negli appalti e nelle procedure. Ad aggravare questo quadro vi è ora l’esposto formale di ActionAid Italia alla Corte dei Conti che conferma, con dati e documenti, i dubbi sulla gestione economica, sulle deroghe utilizzate e sulla reale utilità di questi centri. Di fronte a informazioni così gravi, il governo non può più negare la trasparenza. Per questo motivo presenterò una interrogazione in Parlamento”. Così in una nota la vicepresidente dei deputati Pd, Simona Bonafè.
“Mentre i costi esplodono e le responsabilità si accumulano, l’esecutivo continua a scaricare le responsabilità tutto su giudici nazionali ed europei. Pretendiamo trasparenza, responsabilità e l’intera documentazione tecnica e contrattuale. I cittadini non possono continuare a pagare per un’operazione fallita che neppure il governo riesce più a difendere”, conclude Bonafè.
“Il governo trovi una soluzione per il credito d’imposta delle pmi del settore moda: è stato infatti respinto il mio emendamento al Decreto Anticipi che avrebbe salvaguardato migliaia di piccole e medie imprese costrette a risarcire agevolazioni fiscali legittimamente erogate. Si tratta di Pmi in difficoltà che da anni stanno già subendo gli effetti di una gravissima crisi strutturale”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sul DL Anticipi attualmente in discussione a Montecitorio.
“La proposta emendativa introduceva una misura di semplice buon senso che avrebbe introdotto un’interpretazione autentica sulla disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo previsto dal Decreto Legge 145 del 2013. Dopo la risoluzione numero 41 del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, che ha applicato retroattivamente una lettura più restrittiva per il periodo 2015-2019, molte imprese – in particolare del comparto moda – si sono ritrovate coinvolte in contenziosi ingiustificati, vittime di un quadro normativo diventato improvvisamente incerto. Questa norma avrebbe azzerato ingiustizie ed avrebbe dato una boccata di ossigeno alle imprese”: conclude.