Tanto per rimanere nel merito della questione il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia propone di convincere gli elettori per un sì in cambio di favori. Lo chiama il “solito sistema clientelare”. Siamo passati dalla scarpa di Lauro che dava la seconda dopo il voto, al “sistema” dunque non occasionale ma già usato. Per la paura di perdere si dice e si fa di tutto. I conti si faranno domenica e lunedì nelle urne.
E i cittadini daranno la risposta più saggia a chi vuole comprare la loro libertà.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
Oggi a 48 anni dal rapimento di Aldo Moro e dall’uccisione degli uomini della scorta, un pensiero alle famiglie. Ma anche un ricordo della grandezza dell’uomo politico, costruttore di intese e distensione, promotore degli accordi di Helsinki e fautore del dialogo in Medio Oriente. Una stagione lontana che non possiamo che rimpiangere mentre si consumano guerre e una tradizione diplomatica europeista, capace di iniziativa autonoma meno spettacolare e più strategica e di lungo periodo, orientata alla stabilità internazionale. Per questo rimarrà sempre un punto di riferimento per costruire la pace e difendere la democrazia.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Di taglio delle accise non c’è traccia se non nelle divisioni nel governo. Siamo alle prese con un Decreto bollette del tutto fuori scala, insufficiente quando elaborato con un ritardo di ben otto mesi e ora del tutto inefficace. Sulla proposta delle accise mobili invece ancora nessuna decisione, anzi una spaccatura tra Tajani che chiede l’applicazione e Urso contrario.
Intanto da giorni i prezzi dei carburanti schizzano. Ora siamo al paradosso: si invoca un intervento europeo che proprio in Europa è bloccato dai migliori amici di Meloni come Orban, che comprano gas dalla Russia e si oppongono al superamento del diritto di veto.
La guerra illegale di Trump e Netanyahu la stanno già pagando i cittadini e le imprese italiane, mentre arricchisce i grandi produttori statunitensi. Ma su questo evidentemente il Governo non vuole fare nulla.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, intervenendo ad Agorà su Rai Tre.
"Sulla giustizia serve serietà, non propaganda. Questo referendum interviene su aspetti delicati dell’ordinamento giudiziario senza affrontare i problemi reali che cittadini e imprese vivono ogni giorno: processi troppo lunghi, tribunali sotto organico, uffici ancora poco digitalizzati. Ancora più grave è il metodo. Su una materia così complessa serviva un vero confronto parlamentare. Invece il passaggio in Parlamento è stato puramente formale: decine di audizioni, proposte delle opposizioni e contributi degli esperti sono stati semplicemente ignorati. Così non si riforma la giustizia, si fa solo propaganda. Noi vogliamo una giustizia più veloce ed efficiente, che rafforzi la lotta alla corruzione e difenda l’autonomia della magistratura. Per questo diciamo con chiarezza: votare NO perché questa riforma va nella direzione sbagliata. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati oggi a Como per un’iniziativa a sostegno del No al Referendum.
“I prezzi dei carburanti continuano a salire e, dopo essersi detti disponili a confrontarsi sulla proposta avanzata dal Pd e da Elly Schlein sulle accise mobili, dal governo filtra un assordante silenzio. Per giorni parole e nessuna scelta, mentre nel frattempo cittadini e imprese continuano a pagare il conto. E dopo due settimane ancora nessuna decisione. E nel frattempo l’aumento del costo dei carburanti, dei trasporti e dell’energia rimbalza sui beni di prima necessità, con ulteriore mazzata sulle famiglie. Invece di attaccare la magistratura, invece di parlare di stupratori e pedofili in libertà se vince il No, Giorgia Meloni ci dica cosa vuole fare per aiutare le famiglie e le imprese del nostro paese”. Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Caamera dei deputati e al Senato.
“Le parole pronunciate oggi da Giorgia Meloni sul referendum sulla giustizia sono gravi, allarmistiche e profondamente irresponsabili. Dire agli italiani che senza quella riforma avremo ‘stupratori in libertà’, ‘pedofili rimessi in strada’ o ‘figli strappati alle madri’ significa usare la paura come strumento di propaganda politica”. Lo dichiara Chiara Braga , capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
“L’Italia non è il Far West e chi guida il governo dovrebbe evitare di descrivere il Paese in questi termini per giustificare una battaglia politica. Soprattutto perché Meloni è oggi la Presidente del Consiglio a legislazione vigente: se davvero ritiene che il sistema non garantisca sicurezza o giustizia ai cittadini, la responsabilità di intervenire spetta prima di tutto al suo governo”, prosegue Braga.
“Trasformare un confronto serio sulla giustizia in una campagna fondata su paure e caricature non aiuta i cittadini a capire i contenuti delle riforme e rischia solo di delegittimare istituzioni e magistratura. Servono serietà, equilibrio e rispetto per i fatti, non slogan apocalittici”, conclude Braga.
Venendo in Parlamento dodici giorni dopo lo scoppio della guerra e imponendo una discussione che comprendesse anche il Consiglio europeo, Meloni si è rifiutata di dare dignità alla discussione su quello che sta accadendo. La sua pseudo apertura si è scontrato con la realtà dei fatti e cioè che lei non è in grado di promuovere un’iniziativa diplomatica dell’Italia per chiedere il cessate il fuoco che insieme a un coordinamento maggiore con l’Unione Europea è la condizione chiesta dalle opposizioni. Non può farlo perchè si rifiuta di ammettere che questa guerra nasce da una violazione del diritto internazionale e che assistiamo ad una subalternità del governo italiano rispetto a Trump che rischia di precipitarci in un conflitto illegale e insensato.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, partecipando a L’Aria che tira su La7.
“Solidarietà a Pierfrancesco Majorino persona forte e determinata, sempre vicino ai più fragili e sempre aperto al dialogo. Per questo deve continuare nelle sue battaglie senza timore e con la certezza del sostegno di tutte e tutti i democratici”.
Così sui social la presidente del Gruppo Pd alla Camera, Chiara Braga.
Il capo di gabinetto del ministro della Giustizia che insulta i giudici non può restare al suo posto. È chiaro il disegno del governo Meloni: vogliono togliere di mezzo la magistratura limitandone l'indipendenza. Un motivo in più per votare NO al referendum.
Lo ha detto ai tg Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Inaccettabili le parole della Bartolozzi capo di gabinetto di Nordio, che è stata protagonista di una vicenda che ci ha fatto vergognare nel mondo, rimpatriando un torturatore libico e che ogni giorno dovrebbe lavorare per occuparsi dei problemi veri della giustizia, rispettando i magistrati. Più ci avviciniamo al Referendum più la destra perde freni inibitori e dice quello che pensa veramente: vuole togliere di mezzo la magistratura semplicemente perché applica la legge. Noi invece vogliamo difenderla perché è una parte fondamentale della nostra democrazia scolpita dalla Costituzione che è nata dal sacrificio dei padri e madri costituenti. Gli italiani lo stanno capendo.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati intervenendo a Capua ad una iniziativa per il No al referendum .
C’è ancora molto da fare e abbiamo idee chiare: una legge sul consenso, educazione all’affettività, parità salariale, asili nido e servizi, congedo paritario. E poi libertà, quella che chiediamo per le donne iraniane e per quelle di tutti i paesi in guerra. Buon 8 Marzo!
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Se come dice il centro studi CGIA la guerra all'Iran rischia di costare 10 miliardi in bollette alle imprese, cosa aspetta Meloni a dirci come intende fronteggiare l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia? Un silenzio sulla guerra colpevole e che fa danni. Per questo è necessario intervenire con urgenza per contenere i rincari e sostenere il potere d’acquisto dei cittadini e delle aziende, rafforzando gli strumenti di tutela per chi è più esposto e garantendo stabilità al sistema produttivo. Il Governo ha varato un decreto Bollette in estremo ritardo e del tutto insufficiente fin dall’inizio; ancora di più di fronte allo scenario che abbiamo davanti a noi. È il momento di accelerare con decisione sulla transizione energetica e sugli investimenti nelle fonti rinnovabili: ridurre la dipendenza dalle fonti fossili è la strada più efficace per proteggere l’Italia dalle crisi geopolitiche e dalle speculazioni sui prezzi dell’energia”.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
La nostra condanna al regime sanguinario di Khamenei è sempre stata nettissima e abbiamo sempre sostenuto le forme di protesta anche in Italia. Ma questo non toglie nulla alla critica a una guerra scatenata da Trump e Netanyahu fuori dal diritto internazionale. Contestiamo al governo l’impossibilità di un confronto vero con la presenza della premier Meloni che continua a fuggire a differenza di tutti gli altri leader europei.
Nella risoluzione condivisa con Avs e movimento 5 stelle abbiamo dato la disponibilità, nel quadro di solidarietà previsto dai Trattati e in cooperazione con i partner europei, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo e rifiutato di concedere l’utilizzo delle basi Usa in Italia per una guerra illegale. Purtroppo ieri il governo non è stato in grado di dire che non trascinerà il Paese in un conflitto dalle dimensioni preoccupanti e di cui non si conosce il punto di caduta. Per questo abbiamo ribadito le ragioni delle nostre richieste: cessate il fuoco, de-escalation, ripresa del negoziato e misure per proteggere i cittadini dalle conseguenze devastanti anche dal punto di vista economico.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, intervenendo a Radio anch’io.
Trump ha violato il diritto internazionale scatenando un’altra guerra alle porte dell’Europa, Meloni invece continua a sottrarsi al confronto in Parlamento e nel Paese. L’Italia deve lavorare per un cessate il fuoco per fermare un’escalation che avrebbe ricadute gravissime su cittadini e imprese.
Così in una dichiarazione ai tg Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
La destra anche oggi ha bocciato una proposta che mette al centro la qualità del lavoro: la riduzione dell’orario a parità di salario proposta insieme da Pd, Avs e 5S. Non uno slogan, ma una risposta concreta alla trasformazione tecnologica e alla stagnazione dei salari.
La riduzione dell’orario significa redistribuire tempo e reddito, contrastare le disuguaglianze e favorire una vera parità tra uomini e donne. Bocciare questa proposta, come già fatto con il salario minimo e con il congedo paritario, è una scelta politica chiara: lasciare tutto com’è, conservare disuguaglianze e ingiustizie, impedire al sistema produttivo di fare un salto in avanti di qualità che non sia basato su una competizione su salari bassi.
Noi invece vogliamo costruire l’alternativa per mettere al centro il lavoro e un modello di sviluppo più equo e moderno.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.