“Nei trasporti serve più sicurezza contro le aggressioni, servono interventi, servono investimenti, servono controlli, tutto quello che il ministro Salvini non sta facendo e che invece è contenuto nel documento elaborato dal coordinamento nazionale dei circoli della mobilità del Partito Democratico. L'abbiamo presentato qui in Parlamento perché vogliamo legare l'azione del Partito sul territorio, l'azione dei nostri circoli, l'azione dei nostri militanti, con l'azione dei nostri eletti, dei nostri eletti in Parlamento, perché su questo tema, sul grande tema del diritto alla mobilità, sul grande tema della sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori e al tempo stesso per i passeggeri, per i cittadini, vogliamo caratterizzare la nostra azione nei prossimi mesi sul territorio e nelle istituzioni. Il ministro Salvini non si sta occupando di una questione così grave, lo faremo noi”. Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti, a margine di un’iniziativa presso la Sala Berlinguer del Gruppo dem, alla presenza della presidente dei deputati Pd Chiara Braga, il senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale Economia e Infrastrutture Pd, i deputati dem componenti della commissione Trasporti, Roberto Morassut, Anthony Barbagallo (capogruppo) Valentina Ghio e Ouidad Bakkali, Antonio Casella (responsabile coordinamento nazionale circolo dei trasporti Pd), Eleonora Martellotti (circolo mobilità e trasporti Pd Venezia), Valeria Mascoli (circolo ferrovieri Roma) e Antonio Siclari (circolo trasporti metropolitano Firenze).
Oggi la sentenza del TAR ha confermato quello che i dati a Bologna e in tutta Europa hanno già dimostrato da tempo: se tutte le principali città vanno nella stessa direzione del Sindaco Lepore non è certo per portare avanti un complotto internazionale contro il Ministro Salvini ma perché le città 30 servono a fermare la scia di sangue sulle nostre strade. Il Governo inverta la rotta: i Sindaci che mettono la sicurezza stradale al primo posto vanno sostenuti, non ostacolati” Così il vicepresidente della commissione trasporti della camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“L'attacco di Musk ai giudici italiani è un'intollerabile ingerenza. È fondamentale un intervento della presidente Meloni per dire se è dalla parte della sovranità nazionale e dell'autonomia degli organi giudiziari o se accetta in silenzio quelle parole”. Così Andrea Casu, Segretario d'Aula intervenendo alla Camera.
“Sono in gioco interessi europei sulle strategie per la connessione satellitare ed importanti risorse stanziate in Italia con il Pnrr”, continua il deputato dem. “A risposta della nostra interrogazione al ministro del Made in Italy, c'è stato assicurato che l'entrata di Starlink è subordinata ad un bando ma non passa giorno che il sottosegretario Butti non dichiari che è stata già avviata una sperimentazione con la società di Musk. Evidentemente il governo ha in mente un bando dove può partecipare il solo Musk e la sua Starlink, quindi Meloni faccia chiarezza e dichiari da che parte sta”, conclude Casu.
Salvini non deve chiedere chiarimenti, deve darli. Se il Ministro non ha la più pallida idea di cosa succede lungo i binari italiani, è un problema ma è lui che deve rispondere delle inefficienze” afferma il vicepresidente della
Commissione trasporti a camera, il democratico Andrea Casu in risposta alle dichiarazioni del Ministero dei Trasporti, che riferiscono di "chiarimenti necessari" sul treno Roma-Genova partito con 50 minuti di anticipo.
"Di fronte a episodi che creano disagi enormi ai viaggiatori e incertezza per i lavoratori, non possiamo limitarci a parole vuote che sono solo l’ammissione della sua incompetenza," conclude Casu.
Casu: gravi disservizi, ai rimborsi per ritardi si sommano adesso quelli per gli anticipi
"Se oltre ai rimborsi per i ritardi, dovremo anche pagare quelli per le partenze in anticipo che lasciano a piedi centinaia di persone, dove andranno a finire i conti delle ferrovie?". Così il democratico Andrea Casu, vicepresidente della commissione trasporti della camera commenta le numerose lamentele dei tanti passeggeri che ieri non hanno potuto viaggiare sul treno freccia argento Roma-Genova perché partito con cinquanta minuti d’anticipo senza dare alcuna comunicazione. “Come Partito Democratico, presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere conto direttamente al ministro dei Trasporti Matteo Salvini di questa nuovo grave disservizio” sottolinea Casu.
"Se Salvini oltre a occuparsi di festeggiare la Vittoria di Trump e fare post sui social contro la presunta minaccia delle “zecche comuniste” pensasse anche a fare il Ministro dei Trasporti magari queste cose non succederebbero” sottolinea Casu. “Fare il Ministro dei Trasporti significa prendersi carico dei problemi reali dei cittadini, garantendo puntualità, efficienza e un servizio degno del Paese," conclude Casu.
Casu, Colucci e Scarpa incontreranno migranti nel pomeriggio
Questa mattina i deputati Andrea Casu (Pd), Alfonso Colucci (M5S) e Rachele Scarpa (Pd) si sono recati a Gadjer, in Albania, per una visita ispettiva al centro per migranti voluto dal governo Meloni. Durante la visita i deputati hanno potuto osservare “una struttura di grandi dimensioni, circondata da altissime barriere impenetrabili dall’esterno, che ricorda a tutti gli effetti un carcere a cielo aperto”. Attualmente, nel centro sono trattenute soltanto sette persone, per le quali sono in corso le procedure di valutazione delle domande d’asilo. Un ottavo migrante è stato infatti riportato in Italia questa mattina, a causa di una grave vulnerabilità di natura psichiatrica rilevata solo dopo lo sbarco nello hotspot di Shengjin. Una circostanza che ha sollevato molti dubbi da parte della delegazione parlamentare sulle modalità di accertamento delle vulnerabilità, “com’è possibile - sottolineano - che una fragilità così grave non sia stata individuata nei quattro giorni di navigazione sulla nave Libra, ma solo al momento dello sbarco? Al rientro chiederemo al governo di riferire in parlamento su tutti gli aspetti di questi trasferimenti e delle
gravi mancanze che stiamo registrando”.
“Nel centro di Shengjin - aggiungono i deputati del Pd e del M5S- sono ancora in corso importanti lavori di costruzione, e la struttura, concepita per ospitare centinaia di persone, ospita al momento soltanto sette migranti oltre alle centinaia di persone che vi lavorano. Una situazione che conferma il grave spreco di risorse pubbliche legato a tutte le fasi di questa operazione”.
I parlamentari non hanno ancora avuto modo di incontrare i migranti, poiché sono in corso le valutazioni delle richieste d’asilo; tuttavia, hanno pianificato una nuova ispezione nel pomeriggio, in cui si prevede che potranno parlare direttamente con i sette migranti.
“Insieme alla segretaria Elly Schlein oggi saremo in piazza al fianco di tutti i sindacati che hanno scelto di manifestare davanti al Mit: questa volta saranno le lavoratrici e i lavoratori a 'precettare' il ministro Salvini alle sue responsabilità e chiedergli di aprire gli occhi sulla crisi del trasporto pubblico locale a causa del mancato potenziamento del fondo nazionale indispensabile per garantire servizi, sicurezza e rinnovo dei contratti”. Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti alla Camera.
“Disagi e disservizi che vivremo oggi in tutta Italia per uno sciopero giusto e necessario – continua il parlamentare - sono diretta responsabilità del Governo Meloni non delle lavoratrici e lavoratori che scioperando rinunciano a un giorno di lavoro per garantire il diritto alla mobilità di tutti e di tutte”. “In Parlamento continueremo a portare avanti queste istanze ripresentando in commissione Bilancio gli emendamenti già bocciati in trasporti dalla maggioranza”, conclude Casu.
“Il taglio del 20% delle risorse per il completamento della metro C è una grave scelta contro la Capitale, più che contro la sua amministrazione. La Linea C è una spina dorsale della città, la linea metropolitana più lunga d’Europa, con 29 stazioni e 26 km, che collega l’estrema periferia con il centro storico e con la città oltre il Tevere”. Così i deputati del Partito Democratico, Andrea Casu e Roberto Morassut, in una nota.
“Questa opera pubblica - spiegano i parlamentari Pd - è la più importante in fase di realizzazione a Roma, non un’opera ordinaria. In Commissione Trasporti abbiamo chiesto al Governo di assumere un impegno per il reintegro di questi fondi già dal prossimo anno, ma neanche questa mediazione è stata accettata. C’è una scelta contro Roma che arriva da un Governo presieduto da una premier romana solo a parole, ma non nei fatti”.
“Chiediamo ancora una volta a Salvini di venire a riferire in Aula sulla sicurezza dei lavoratori nel comparto ferroviario. Ieri tutti i sindacati hanno scioperato con un’adesione al 90 % per chiedere una reazione di tutte le istituzioni dopo l’accoltellamento di un loro collega rinunciando ad un giorno di lavoro, una parte importante del loro magro salario. Parliamo di un'aggressione non isolata ma di un fenomeno in crescita che interroga il Parlamento e, in primis, il ministro Salvini”. Così il vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Abbiamo già presentato un'interrogazione – continua il deputato dem - che fa seguito all'interpellanza urgente che abbiamo presentato un mese fa: che fine ha fatto il protocollo dell'aprile del 2022 che metteva insieme imprese e sindacati per garantire più sicurezza sul lavoro? Che iniziative concrete ha prodotto? Perché è stato abbandonato dal Ministro per un anno e mezzo e la prima riunione per riattivarlo è stata fatta solo a settembre 2024? Salvini oltre a scrivere sui social cosa sta facendo da ministro dei trasporti per garantire la sicurezza sui treni e nelle stazioni?” “Le aggressioni vanno fermate tutte e Salvini non può accorgersi di un fenomeno così grave e intervenire solo in base al colore della pelle dell'aggressore. È inaccettabile”, conclude Casu.
Veniamo da un’estate infernale per le ferrovie italiane, preceduta da una imponente campagna di promozione dell’utilizzo del treno, nonostante sapessimo in anticipo che la rete sarebbe stata bloccata. Adesso che andiamo verso le vacanze di Natale, si è considerato l’impatto dei cantieri dei 23 miliardi del Pnrr per far in modo che l’offerta promozionale e commerciale sia conseguente ai collegamenti che effettivamente sarà possibile garantire, invece di creare un sovraccarico di attese tra i viaggiatori? È in corso una programmazione seria e puntuale dei trasporti ferroviari per andare incontro alle festività natalizie o Salvini condannerà gli italiani agli stessi disservizi di questa estate? Con l’occasione rinnoviamo il nostro appello per prevedere per i passeggeri il rimborso automatico di tutti i treni cancellati e informazioni puntuali sui ritardi che devono essere evidenziati chiaramente e tempestivamente nelle app e nelle stazioni.
Così il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera Andrea Casu, intervenendo durante le audizioni degli ad di Trenitalia e di Italo.
“L’ennesima aggressione contro un capotreno sulla linea regionale Genova-Busalla interroga direttamente tutte le istituzioni sulla necessità di intervenire su una situazione ormai totalmente fuori controllo. Ma il primo che dovrebbe assumersi le proprie responsabilità è il ministro Salvini che ogni giorno si occupa di tutto tranne che dei trasporti e di garantire la sicurezza e i diritti dei lavoratori. Le continue aggressioni vanno fermate e meritano tutte l’attenzione del Ministro, a prescindere dal colore della pelle e della nazionalità di chi le commette. Salvini colga questa tragica occasione per raccogliere finalmente l’appello di tutti i sindacati che, anche domani, sciopereranno contro l’assenza di iniziative concrete da parte del Governo per la tutela del personale e per un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine sui treni e nelle stazioni” così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu che esprime solidarietà al capotreno aggredito oggi e a tutto il personale ferroviario che ha subito negli ultimi mesi un sempre crescente numero di aggressioni fisiche e verbali.
“Il governo continua a non fare chiarezza su Starlink e conferma molti dubbi sulla procedura individuata per includere la società di Elon Musk nei progetti PNRR,” dichiara in una nota il democratico Andrea Casu, Vicepresidente della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera e primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sul tema a cui oggi ha risposto il MIMIT. “La sottosegretaria Bergamotto – ha detto Casu - ha cercato di minimizzare le tante preoccupazioni sollevate dalle società di telecomunicazioni italiane ed europee, che denunciano procedure poco trasparenti e in contrasto con la normativa della concorrenza perchè sembrerebbero essere state cucite su misura per favorire l’ingresso di Starlink con la scusa di colmare i ritardi di copertura e connettività dei progetti finanziati dal PNRR. Bergamotto ha detto oggi che ogni coinvolgimento di nuovi operatori avverrà solo in seguito a una gara pubblica, ma restano dubbi su come verranno strutturate le procedure e sul rispetto della concorrenza. Ma allora come ha fatto il sottosegretario Butti ad annunciare che sono già pronti a testare Starlink? La sfiducia di questo Governo verso le soluzioni europee per lo spazio e la capacità delle società partecipate italiane di raggiungere gli obiettivi è tale da aver già deciso che per garantire la connettività di tutto il Paese non solo sarà necessario fare nuove gare ma anche che a vincerle deve essere Musk?” conclude il deputato PD.
“Ribadiamo come Pd la richiesta fatta ieri dai capigruppo alla Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, della necessità urgente di un'informativa del governo sulla questione cybersicurezza. Chiediamo come sia stato possibile violare il sistema di sicurezza e se ci sia il coinvolgimento di parti deviate dello Stato”. Così il deputato dem Andrea Casu, Segretario d'Aula a Montecitorio.
“Il governo – continua il parlamentare - ha perso diverse occasioni per potenziare la cyber-sicurezza e va avanti a spot lasciando alle imprese e ai cittadini l'onere di provvedere alle soluzioni. Il risultato è che le informazioni più sensibili diventano ogni giorno più accessibili agli attacchi hacker che si passano parola e scelgono sempre più frequentemente il nostro paese. Ci sono i paradisi fiscali dove tutto il mondo porta i capitali e i paradisi dei cyber-attacchi dove tutti vengono a depredare dati e risorse”. “L'Italia è diventata un paradiso dei cyber-attacchi perché non c'è alcuna azione concreta e perché il governo non rispetta gli impegni contenuti nella strategia nazionale della cyber-sicurezza e va avanti senza stanziare neanche un euro in più per fermarli”, conclude Casu.
“È necessaria un'informativa urgente da parte del ministro Piantedosi su quanto successo nel naufragio di Roccella Jonica nella notte tra il 16 e 17 giugno. Le immagini mandate in onda da Report fanno rabbrividire e facciamo nostre tutte le domande dei giornalisti autori del servizio. Il governo deve spiegare qui alla Camera del perché si è fatto silenzio su una strage così grave e di cosa, questo silenzio, stia nascondendo”. Così il deputato Andrea Casu, segretario d'Aula a Montecitorio nella richiesta del Pd di informativa urgente a Piantedosi.
“Siamo di fronte ad azioni che se confermate vanno contro il diritto internazionale e la coscienza umana. Piantedosi deve riferire all'Aula tutto quello che è stato fatto prima, durante e dopo il naufragio e deve farlo al più presto”, conclude Casu
Andrea Casu, vicepresidente PD della Commissione Trasporti della Camera e promotore di un’interpellanza urgente presentata lo scorso 27 settembre per chiedere il potenziamento immediato del Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico Locale (TPL), esprime “forti critiche sulla manovra del governo che conferma tutte le preoccupazioni di Regioni, Enti Locali, imprese, sindacati e cittadini sui drammatici tagli ai servizi pubblici locali, a partire dai trasporti. Se si ferma il trasporto pubblico locale, si ferma il Paese”, ha dichiarato Casu, sottolineando come: "sia inutile che il governo si nasconda dietro il balletto delle cifre e dei criteri. I numeri sono molto chiari e la conseguenza non potrà che essere il taglio dei servizi essenziali per i cittadini e una riduzione dei diritti dei lavoratori”.
"L'incremento previsto dalla manovra di soli 120 milioni di euro", ha continuato Casu, "non è sufficiente neppure a coprire l’aumento dei costi del Tpl, figurarsi a garantire il rinnovo dei contratti dei lavoratori. Serve un’azione concreta per evitare una crisi che metterebbe a rischio la mobilità collettiva in tutto il Paese".