“Il Partito Democratico ribadisce la necessità che il governo dia una risposta urgente all'interrogazione già presentata lo scorso 17 dicembre sia alla Camera sia al Senato per chiedere al Governo di aprire gli occhi sulle conseguenze dell'assurda tassa nazionale di 2 euro sui pacchi online provenienti da Paesi extra-Ue voluta dal governo Meloni. L'allarme lanciato da Confetra su Repubblica rivela che la norma si sta trasformando in un drammatico boomerang che ha già portato allo spostamento di 30 voli cargo deviati da Malpensa verso altre destinazioni europee per essere sdoganati e distribuiti anche nel nostro Paese. La nuova tassa deve essere ritirata subito perché la competenza sul tema è europea e la soluzione di problemi internazionali non può essere collocata in interventi unilaterali come quelli fatti dall'Italia che si stanno rivelando veri e propri dazi contro il nostro Paese per l'assurda norma voluta dal governo Meloni”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu intervenendo in Aula di Montecitorio. “Il Governo già non fa niente per aiutare le imprese a fronteggiare l’effetto negativo dei dazi di Trump, perlomeno rimuova quelli che sta imponendo la stessa Meloni” conclude il parlamentare dem.
“Come avevamo immediatamente denunciato insieme al circolo Pd trasporto merci e logistica, le notizie di stampa confermano oggi che la tassa Meloni di 2 euro sui pacchi online si è già trasformata in un auto dazio imposto dal Governo che sta generando danni notevoli per il settore dell’autotrasporto e della logistica. L’allarme lanciato su Repubblica spiega bene come agire fuori dal quadro comunitario con una tassa valida solo sul territorio nazionale stia già spostando fuori dai nostri confini l’arrivo dei carichi con oltre 30 voli cargo annullati solo a Malpensa negli ultimi 30 giorni. Muoversi da soli e non a livello comunitario insieme a tutto il resto d’Europa si sta rivelando come ovvio un vero e proprio boomerang per l’Italia. Ora è arrivato il momento che il governo apra gli occhi e faccia un passo indietro, rispondendo immediatamente alle interrogazioni che avevamo depositato oltre un mese fa e ritirando la norma prima che gli ingenti danni che sta già generando diventino incalcolabili”.
Salvini venga a rispondere in Aula alle nostre interrogazioni
“Il Record di puntualità dei treni italiani lo vede solo Salvini: solo negli ultimi 30 giorni abbiamo conteggiato circa 11 mila ore di ritardo pari a oltre 458 giorni! Non possiamo sapere a quali dati si riferisce quando parla visto che non risponde alle nostre interrogazioni, e il numero effettivo e complessivo dei minuti di ritardo continua a non essere ufficialmente diffuso. L’unica certezza è che Salvini si conferma primo in Europa nel negare la realtà delle difficoltà dei disagi e dei disservizi con cui si scontrano ogni giorno gli italiani.
L’importanza e il valore delle nostre ferrovie è prima di tutto merito delle lavoratrici e dei lavoratori ogni giorno in prima linea in condizioni sempre più difficili, non certo del peggior ministro dei Trasporti della storia”. Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, in replica al ministro Salvini.
“Con l’approvazione definitiva al Senato della legge sulla rottamazione dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo, già votata alla Camera lo scorso marzo, mettiamo fine a un’assurdità burocratica che per anni ha condannato le nostre città e le nostre periferie aprendo la strada alla rimozione di quelli che sono purtroppo dei veri e propri monumenti al degrado”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu, primo firmatario della proposta di legge del Partito Democratico sul tema.
“I numeri – spiega Casu – descrivono un’urgenza nazionale: ad aprile 2025 i veicoli sotto fermo erano quasi 4 milioni, con picchi drammatici a Napoli (512mila), Roma (234mila) e Milano (173mila). Parliamo di oltre 231mila mezzi fermi da più di 20 anni e decine di migliaia di modelli Euro 0, con motori a benzina privi di catalizzatore. È irrealistico pensare che auto ferme da decenni possano ancora soddisfare un credito erariale; rappresentano solo un peso ambientale e un costo per la collettività. Adesso finalmente una volta attestata dai Comuni e dagli enti proprietari della strada il potere di attestare l’inutilizzabilità dei mezzi, potremo rimuovere i vincoli e procedere alla demolizione in tempi rapidi”.
“Questa legge – prosegue il deputato dem – frutto del lavoro comune in Commissione e del confronto con le analoghe iniziative portate avanti dagli altri gruppi di maggioranza e opposizione introduce anche la possibilità di interventi immediati per motivi di incolumità pubblica, di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione stradale, di tutela ambientale e per esigenze di carattere militare, inasprendo le sanzioni in caso di violazione delle norme relative alla raccolta e alla gestione dei veicoli fuori uso destinati alla demolizione. È un traguardo raggiunto insieme, superando le differenze partitiche, perché di fronte a un’auto abbandonata dovrebbe esserci solo l’urgenza di intervenire per rimuoverla e restituire spazio pubblico alla collettività. Un primo passo concreto che unisce transizione ecologica e transizione sociale: liberare spazio pubblico significa restituire alle persone la libertà di camminare, parcheggiare e vivere meglio il proprio quartiere. Ora ci aspettiamo che il Governo sia coerente e garantisca ai Sindaci tutti gli strumenti e le risorse necessarie per andare avanti e raggiungere l’obiettivo di liberare le strade dalle auto abbandonate su tutto il territorio nazionale”.
“È sconcertante che esponenti della maggioranza plaudano oggi all'annullamento di una misura che già nel primo anno di applicazione ha ottenuto a Bologna un risultato oggettivo e incontestabile: l’azzeramento dei pedoni morti, insieme al dimezzamento del numero totale di vittime e alla forte diminuzione degli scontri stradali”, afferma Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato PD. “Invece che commentare strumentalmente a fini politici le sentenze del TAR, chi ha responsabilità nelle istituzioni oggi dovrebbe interrogarsi su quali sono gli attuali limiti normativi e come garantire ai Comuni che vogliono mettere la sicurezza stradale al primo posto gli strumenti d’azione più adeguati: basta pensare ai voti da conquistare, dobbiamo occuparci delle vite che dobbiamo proteggere”.
“L’unico elemento positivo della risposta del sottosegretario Molteni alla nostra interpellanza è che ha ammesso l’esistenza del Protocollo sulla 'Sicurezza del Personale e dei Passeggeri', sottoscritto nell’aprile 2022 ma dimenticato dal Governo Meloni che non ha ancora realizzato le misure previste e non convoca il gruppo di lavoro per i ferrovieri dall’Estate 2025. Nessuna risposta sul perché in oltre 3 anni di Governo, Piantedosi e Salvini non sono stati in grado di garantire gli interventi messi nero su bianco nel protocollo: a partire dal rafforzamento dei presidi fino alla messa in sicurezza degli accessi, come avviene negli aeroporti. Continueremo a chiedere conto al Governo del mancato coinvolgimento di Sindacati, Aziende, Forze dell’Ordine e Istituzioni locali e territoriali nell’individuazione e nella realizzazione di strumenti concretamente utili ad affrontare l’emergenza e non solo ad alimentare la propaganda.” Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu nella replica dell'interpellanza urgente al governo presentata dal Gruppo del Partito Democratico sul problema della sicurezza all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna e delle aggressioni presso la stazione Termini di Roma.
“Per quanto riguarda l’annuncio di nuovi ingressi in Polizia, ricordiamo al Governo che non bastano a colmare le carenze d’organico e le esigenze del turnover, per questo continueremo senza sosta a chiedere di fare scorrere immediatamente le graduatorie di tutti i vice ispettori ed allievi agenti necessari. L’alibi delle risorse che mancano non regge più, visto che ogni giorno il Governo vara nuove società che costano milioni di euro solo per i vertici. Grazie all’inchiesta del Domani scopriamo che sta per nascerne un’altra per disporre i bandi dei servizi ferroviari intercity, di cui non sappiamo ancora niente se non che il Presidente guadagnerà 311 mila euro e i Consiglieri d’Amministrazione 280, parametrati sugli aumenti in stile Brunetta che già da luglio vengono erogati all’Autorità di Regolazione dei Trasporti”, conclude Casu.
“Se Salvini pensa di risolvere il problema convocando nuove riunioni al Ministero per continuare a fare danni come ha fatto fino a oggi la situazione non potrà che peggiorare. Ammetta il suo fallimento e lasci la parola al Parlamento dove nelle prossime settimane saranno convocati tutti i rappresentanti del trasporto pubblico non di linea per valutare come riformare il settore per garantire un servizio pubblico più efficiente senza precarizzare la condizione dei lavoratori” così il
responsabile economia, finanze, impresa e infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, Antonio Misiani, e il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Andrea Casu, intervengono sullo sciopero dei taxi “Un’ulteriore conferma del fatto che Salvini non sa governare ed é il peggiore ministro della storia repubblicana: con lui tutti i settori, dal trasporto pubblico locale, alle ferrovie ai porti, sono ormai in fibrillazione”.
Governo certifica ritardo opere ma soluzione non è commissariare tutto ma cambiare Ministro
"L’indiscrezione riportata oggi da Repubblica sul cosiddetto 'super commissario' ai lavori pubblici mette in luce un problema politico e amministrativo evidente: i gravi ritardi delle opere pubbliche che la propaganda del Governo non può più nascondere. Dopo aver moltiplicato strutture straordinarie, il governo sceglie ora di cambiare rotta e concentrare tutto su un’unica figura, ammettendo di fatto il proprio fallimento fino a oggi. I cantieri restano fermi, le percentuali di avanzamento sono minime e i territori continuano a pagare il prezzo di decisioni prese lontano dai problemi reali": è quanto dichiara una nota congiunta i deputati Pd Marco Simiani e Andrea Casu.
"Questa scelta, inoltre, assume un significato politico chiaro: di fatto la presidente Meloni commissaria il ministro Salvini, centralizzando ulteriormente le leve decisionali invece di rafforzare una filiera amministrativa efficiente e responsabile. Non è commissariando tutto che si sbloccano le opere, ma con il sistema che funzioni, con ruoli chiari, responsabilità definite e un rapporto costante con i territori che il Ministro Salvini non è stato in grado di costure”. conclude la nota.
“Nell’Italia di Giorgia Meloni la sicurezza è una priorità solo a parole ma ormai è chiaro come la propaganda e le strette securitarie della destra non stiano fermando la violenza. Gli ultimi drammatici episodi certificano il fallimento degli strumenti attivati fino a oggi dall’esecutivo per garantire la sicurezza dei cittadini. Non riguarda solo la Stazione Termini o la Capitale, ma tutto il paese. L’ordine e la sicurezza pubblica sono responsabilità del Governo nazionale e devono riguardare tutto il territorio senza più buchi neri: forze dell’ordine e enti locali non possono essere lasciati soli, senza risorse adeguate, a fronteggiare l’emergenza”. Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio.
“Anche oggi guasti e inconvenienti tecnici sulla Roma Firenze con forti rallentamenti su tutta la linea fino a Bologna. Il conto totale dei minuti di ritardo, che nei primi 3 anni di Governo Meloni ha già superato i 2 anni, cresce anche nel 2026 ma continua a non essere comunicato complessivamente per consentire al Ministro Salvini di negare la realtà. I problemi devono essere affrontati, non nascosti: continueremo a chieder conto al Governo di tutte le ore di ritardo e dei disagi e disservizi che puntualmente li accompagnano.” Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione trasporti, pubblicando sui social network una immagine del tabellone di oggi delle partenze di Bologna Centrale, con ritardi fino a 115 minuti.
“Gli unici record del Governo sono l’ aumento dei prezzi dei generi alimentari, l’allungamento delle liste d’attesa e 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi. Questo è il Paese reale e questi sono i fallimenti di Giorgia Meloni. Noi continueremo a chiedere più soldi per la sanità e più tutele per lavoro, famiglie e imprese”. Così il deputato democratico Andrea Casu che sottolinea come “i dati Istat usciti oggi certificano il fallimento di Meloni e quanto il governo sia assente nel dare risposte alle emergenze carovita e sanità”.
"Questa mattina abbiamo partecipato al presidio per rendere omaggio al Capotreno Alessandro Ambrosio. Per stringerci ai suoi familiari ed ai suoi colleghi. Per testimoniare il nostro impegno per la sicurezza dei cittadini ed, in particolare, del personale delle ferrovie. Le aggressioni al personale ferroviario rappresentano una emergenza rilevantissima, più volte denunciata dalle organizzazioni sindacali. Oggi siamo di fronte a un drammatico salto d qualità. Il Governo deve assumere ulteriori iniziative per garantire la sicurezza sui treni e nelle stazioni. È il momento dell'unità e dell'iniziativa comune di tutte le istituzioni, senza polemiche e strumentalizzazioni". Così Andrea De Maria, Virginio Merola, Andrea Casu deputati PD
«Non possiamo accettare una riformulazione che ci ha chiesto di valutare un incremento “ulteriore” delle risorse per il trasporto pubblico locale quando, nei fatti, la manovra di bilancio le taglia. Sarebbe una presa in giro nei confronti della lingua italiana oltre che del Parlamento e, soprattutto, dei cittadini».
Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, intervenendo in Aula sull’ordine del giorno relativo al potenziamento dei finanziamenti per il TPL.
«Con il nostro atto – prosegue Casu – abbiamo chiesto impegni concreti: guardare all’esperienza spagnola di Pedro Sanchez, dove dal prossimo gennaio sarà possibile viaggiare con un abbonamento nazionale a 60 euro e a 30 euro per gli under 26; rifinanziare strutturalmente il Fondo nazionale trasporti, riportandolo almeno ai livelli reali del 2009, erosi dall’inflazione; ripristinare le risorse per le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Brescia; garantire tutte le risorse che servono per coprire le spese legate al rinnovo del contratto a 110 mila lavoratrici e lavoratori del trasporto pubblico; investire seriamente sulla sicurezza stradale».
«Il Governo – sottolinea Casu – ci ha proposto invece una riformulazione che parla di “valutare ulteriori incrementi”, quando nella legge di bilancio le risorse vengono ridotte. Non solo non si recuperano gli oltre 800 milioni necessari per compensare l’inflazione, ma non vengono nemmeno ripristinati i 120 milioni tagliati rispetto allo scorso anno. È un dato oggettivo: nel capitolo 1315 del MIT il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale diminuisce dal 2025 al 2026».
«Negare questo taglio significa negare la realtà – aggiunge – esattamente come Giorgia Meloni e Matteo Salvini fanno ogni giorno, quando raccontano che tutto va bene mentre pendolari e lavoratori vivono ogni giorno problemi crescenti, disservizi, ritardi e carenze strutturali».
«Ormai anche i comunicati del Mit certificano il totale fallimento di Matteo Salvini come Ministro dei Trasporti. Stavolta, nel goffo e ignobile tentativo di mascherare la sua incapacità e di scaricare sulla Corte Costituzionale la responsabilità dei rincari sulle autostrade, che peseranno dal primo gennaio sulle tasche di tutti i cittadini che si metteranno in viaggio, si infligge un’altra mazzata all’autotrasporto, già alle prese con la stangata contenuta nella manovra del Governo Meloni-Salvini, tra aumento delle accise sul diesel e nuova tassa nazionale di 2 euro sui pacchi. Ma è colpa dei giudici se Salvini non sa fare il Ministro? Se tutto quello che prova a fare lo fa male e ottiene sistematicamente il risultato contrario di quello che aveva dichiarato di voler raggiungere? Anche stavolta a pagare il conto salato di avere nel Governo Meloni il peggior ministro dei Trasporti d’Europa saranno cittadini e lavoratori». Così il vicepresidente della Commissione trasporti e il capogruppo Pd in commissione e ambiente, Andrea Casu e Marco Simiani.
“Giorgia Meloni getta la maschera con la manovra delle promesse tradite: aumenta età pensionabile e accise, taglia in sanità, scuola e trasporti. Stanno spingendo l’Italia in un vicolo cieco, dove crescono solo le diseguaglianze. Per questo, anche alla Camera, continueremo a batterci”.
Così il deputato democratico, Andrea Casu.