“Mi pare che Fedriga sia nervoso e preoccupato e ne ha valido motivo. Forza Italia ormai esprime sia pur tardivamente il proprio palese dissenso rispetto a una riforma secessionista che Spacca il Paese, aumenta la burocrazia e peggiora la competitività dell'Italia intera. Peraltro, la raccolta firme sul referendum ha registrato una straordinaria mobilitazione popolare che il governo e la destra farebbero bene a non sottovalutare. I cittadini hanno compreso il pericolo legato all’attuazione di questa riforma disastrosa si sono attivati. Del resto, in seguito al successo delle mobilitazioni referendarie, qualche esponente della destra, collega di partito proprio di Fedriga- addirittura sta pensando a come depotenziare questo strumento. Una proposta sconcertante con i populisti sedicenti patrioti che hanno paura delle decisioni del popolo. Si domandassero perché in tanti si sono espressi contro questa legge o chiedono di modificare la normativa sulla cittadinanza, invece di fare proposte volte a ridurre gli spazi democratici e partecipativi. Credo che la riforma sarà un boomerang per la destra, come dimostrano le tensioni nella maggioranza delle ultime ore. Non potrebbe essere diversamente. Con l’autonomia leghista mancheranno risorse per i servizi essenziali al Sud, si aggraveranno le disuguaglianze e si renderà meno forte e dinamico il Paese. È la ragione per la quale sono contrari tutti, penso a Bankitalia, CEI, Confindustria, pediatri o sindacati”. Lo scrive Piero De Luca, capogruppo Pd della commissione bicamerale questioni regionali.
"Chiediamo che il governo faccia sicuramente di più per contrastare il fenomeno del telemarketing aggressivo e illegale. Le opposizioni in Parlamento sono disponibili a portare avanti il dibattito e l'analisi concreta delle due proposte di legge che riguardano questo settore, sperando che possano seguire un iter rapido e auspicando anche una soluzione condivisa del testo definitivo da portare in Aula. Chiediamo al governo e alla maggioranza di essere attento e disponibile a tener conto delle proposte anche delle opposizioni. La nostra proposta di legge ribalta lo status quo e prevede di sostituire l'attuale registro delle opposizioni con la creazione di un registro delle autorizzazioni, per cui solo le persone iscritte consapevolmente a questo registro hanno diritto a ricevere chiamate da parte di aziende che fanno marketing e pubblicità. In tutti gli altri casi, ossia ove non si è iscritti in questo registro, non si possono ricevere chiamate indesiderate che ledono non solo la privacy delle famiglie, ma anche la serenità delle stesse". Lo ha detto Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, presentando in Aula l'interpellanza a sua prima firma e della collega Anna Ascani, che interroga il governo sul fenomeno del telemarketing selvaggio e aggressivo.
"Il registro pubblico delle opposizioni già istituito - ha aggiunto Piero De Luca - non basta più, perché non è riuscito a bloccare il fenomeno. Dobbiamo intervenire e fare di più. Dobbiamo ribaltare l'impianto attuale e introdurre appunto il sistema dell'opt in. La nostra proposta di legge va in questa direzione".
Il Comitato referendario per l'abrogazione della riforma sulla Autonomia differenziata ha consegnato in Corte di Cassazione oltre 1milione e 300mila firme.
Un segnale chiarissimo: il Paese non vuole essere diviso e per questo si è mobilitato in massa contro una legge secessionista, iniqua e pericolosa, una legge che indebolisce l'Italia intera e produrrà effetti devastanti soprattutto al Sud.
Il primo passo è compiuto, ma non ci fermeremo. Continueremo con tutte le nostre forze a difendere l'unità e la coesione nazionale.
Così in una nota il capogruppo democratico in commissione affari europei della camera, Piero De Luca.
Il decreto Salva infrazioni manca dei requisiti di necessità ed urgenza, è l’ennesima forzatura del governo che ancora una volta calpesta la Costituzione. La pregiudiziale che abbiamo presentato chiedeva di difendere anzitutto lo spirito della nostra Carta, le prerogative del Parlamento da una compressione sempre maggiore dei termini e degli spazi di discussione e confronto, nonché l’indirizzo europeista che dovrebbe rappresentare la stella polare di ogni azione politica del nostro Paese. Purtroppo però il governo Meloni ha dato segnali di regressioni preoccupanti al riguardo.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue alla Camera, intervenendo in Aula.
"Desidero esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite, agli amministratori, alla macchina dei soccorsi che sta lavorando giorno e notte per aiutare le famiglie ancora sotto l'acqua e isolate. Quello che è accaduto ieri, l'atteggiamento mostrato dal governo è indecoroso e indecente: convocare una conferenza stampa nel bel mezzo di un evento climatico catastrofico, con un'alluvione ancora in corso per fare speculazione politica a fini elettorali, come ha fatto il ministro Musumeci, non la regione o gli amministratori che stavano lavorando per aiutare le popolazioni colpite, può essere definito in un solo modo: sciacallaggio.
Il governo aveva il dovere di fare tutto il necessario per aiutare le popolazioni colpite, per attivare e coordinare la macchina dei soccorsi, per sostenere vigili del fuoco, forze dell'ordine, amministratori che sono nel fango a lavorare, invece hanno trasformare Palazzo Chigi e l'esecutivo in un comitato elettorale. È mancato il senso istituzionale. Davvero un atteggiamento clamoroso.
Peraltro, ricordo che il governo ha fatto di tutto per accentrare nelle mani di un commissario straordinario a Roma la gestione dell'emergenza e della ricostruzione e le risorse che sono arrivate sono irrisorie rispetto a quelle necessarie. Meloni ha fatto passerelle nel fango per poi lasciare sole famiglie, imprese e amministratori da un anno, tradendo tutte le promesse fatte. Servono le risorse, non volgari speculazioni politiche". Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo del Pd nella commissione questioni regionali, a Coffee Break su La7.
“Il Ministero della Salute con una nota ha deciso di vietare alle Regioni in piano di rientro sanitario la somministrazione dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab (classificato in fascia “C” da AIFA) “in quanto trattasi di prestazione extra LEA”. È una decisione incomprensibile e pericolosa, perché rischia di impedire che tutti i bambini campani, laziali, pugliesi, calabresi, molisani, siciliani, abruzzesi riescano ad avere accesso gratuito ad un farmaco necessario in caso di bronchioliti e polmoniti, per combattere le malattie da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS). Malattie che, per inciso, provocano ogni anno 33 milioni di infezioni a livello mondiale, 3.6 milioni di ospedalizzazioni e 100.000 morti tra i bambini. Ancora una volta il Governo determina condizioni differenti nell'accesso ai servizi pubblici essenziali. È civile un Paese che nega pari cure sanitarie per questioni contabili creando bimbi di serie A e bimbi di serie B? Per questo abbiamo presentato come PD un'apposita interrogazione al Ministro Schillaci per chiedere se e quali iniziative intenda intraprendere affinché il medicinale in oggetto possa essere somministrato gratuitamente a tutti i bambini, in particolare neonati, che necessitano di questa specifica assistenza sanitaria, in tutto il territorio nazionale”. Così in una nota il deputato democratico Piero De Luca.
“È stato avviato nelle Commissioni Parlamentari competenti l'esame della proposta di legge, a mia prima firma, per frenare il telemarketing aggressivo e selvaggio, per dire basta alle telefonate indesiderate. Le chiamate commerciali non richieste rappresentano un problema serio per la serenità e la privacy di tantissime famiglie nel nostro Paese. L'attuale Registro delle opposizioni non ha prodotto gli effetti desiderati ed è per questo necessario cambiare l'attuale sistema. Con la nostra proposta di legge, aggiungiamo anche un obbligo di rafforzare i servizi di assistenza telefonica richiesti dai consumatori, con un numero dedicato cui rispondere entro tre minuti.
Ora procederemo ad un ciclo di audizioni, sperando di lavorare insieme con tutte le forze politiche, anche di maggioranza, considerata la presenza di una proposta presentata sul tema anche da FdI. L'obiettivo comune dev'essere quello di affrontare e risolvere un problema serio per la serenità e la privacy di tantissime famiglie nel nostro Paese".
“Il nuovo reato di resistenza passiva è incostituzionale perché viola i diritti essenziali e mette in discussione la libera espressione e la manifestazione del pensiero”. Così il deputato democratico, Piero De Luca, è intervenuto in aula alla Camera nel corso dell’esame del ddl sicurezza sottolineando che “è del tutto illogico e irragionevole equiparare una semplice manifestazione, senza violenza, ad atti di rivolta e di aggressione”.
La norma contenuta nell'articolo 18 del provvedimento in esame è puramente demagogica. Con il pretesto di maggiore rigore sull'utilizzo di sostanze stupefacenti, in realtà il Governo fa tutt'altro. Vieta la produzione e commercializzazione di prodotti utilizzati in numerosi settori industriali ed agricoli. Migliaia di aziende italiane che danno lavoro a tantissime persone, giovani in particolare, saranno distrutte, messe fuori legge da una norma incomprensibile. Peraltro oltre al danno rischia di aggiungersi la beffa, perché la giurisprudenza europea ha già vietato questo tipo di normative nazionali che impediscono la vendita dei prodotti in oggetto derivanti dalla canapa realizzati da imprese europee. Potremmo trovarci di fronte al paradosso di poter avere in Italia prodotti europei ma non più quelli italiani. Altro che tutela del Made in Italy.
Le regole europee del nuovo Patto di Stabilità hanno previsto che ogni Stato membro presenti alla Commissione il prossimo 20 settembre il proprio piano strutturale di bilancio di medio termine.
Si tratta di un documento strategico, in quanto definisce non solo il percorso di bilancio, ma anche le riforme strutturali e gli investimenti pubblici prioritari per i prossimi anni.
Il piano dovrebbe inoltre includere riforme e investimenti di più ampia portata, relativi alle priorità comuni dell’Unione: la transizione verde e digitale; la resilienza sociale ed economica e l’attuazione del pilastro sociale; la sicurezza energetica; e, se del caso, lo sviluppo di capacità di difesa.
Come Partito Democratico chiediamo, in linea con l'indirizzo della normativa europea, che il Governo coinvolga pienamente il Parlamento nell'elaborazione del Piano, assicurando i tempi necessari per un confronto vero sul suo contenuto e proceda altresì ad un'adeguata consultazione delle parti sociali, degli enti locali, delle organizzazioni della società civile interessate. È in gioco il futuro del Paese.
Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione affari europei della camera, Piero De Luca.
"Senza cambiamenti radicali il progetto europeo rischia di spegnersi e di non riuscire più a garantire valori e diritti fondamentali che ne sono il fondamento. Mario Draghi traccia la strada per impedire il collasso della UE che deve essere capace di guardare un orizzonte più lontano. Non è possibile recuperare competitività senza un massiccio piano di investimenti, almeno 800 miliardi l'anno, che consentano all'Europa di non restare indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. In questo quadro appare urgente anche eliminare il potere di veto che impedisce di prendere decisioni rapide ed efficaci contro un processo decisionale lento e disaggregato. Il rapporto Draghi segna uno spartiacque decisivo per il futuro della Ue: una maggiore integrazione con scelte più coraggiose". Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche europee.
"L'epoca dominata dai sovranismi e nazionalismi -aggiunge il dem- rischia di lasciare ogni Paese solo di fronte alle sfide enormi del futuro: dobbiamo investire sulla sostenibilità, sulla decarbonizzazione e la competitività; creare nuovi fondi comuni per farlo, anche nella sicurezza e difesa; investire nelle nuove tecnologie dove siamo indietro. Il tutto prestando attenzione a non abbandonare il nostro modello sociale, promuovendo coesione e inclusione nelle nostre comunità. Non si tratta semplicemente di scelte politiche ma di sfide strategiche dalle quali dipende il rilancio e la sopravvivenza stessa del progetto europeo. Gli Stati membri devono cominciare ad agire come una comunità altrimenti nei prossimi anni non saremo in grado di promuovere pace, equità, prosperità e sviluppo. Come al solito, Draghi offre una visione strategica di grande ambizione, in grado di cambiare prospettiva e ridare all'Europa un ruolo centrale da un punto di vista economico, sociale e geopolitico".
"Dalle prime informazioni relative alla bozza di decreto sul riordino delle concessioni balneari emerge con evidenza che il governo è in un vicolo cieco. Al di là delle finte schermaglie interne per 'salvare la faccia', la verità è chiara. Come stiamo denunciando da tempo, in questi anni la destra ha ingannato e preso in giro gli operatori economici di un settore importante e strategico, ai quali aveva promesso che non sarebbero mai state fatte procedure di evidenza pubblica e che avrebbe impedito quello che definivano l'esproprio delle concessioni, battendo i pugni sul tavolo a Bruxelles. Il provvedimento preparato dal Governo rappresenta - se confermato - un'ammissione implicita delle bugie raccontate nel tempo, allineandosi alla normativa europea sulla necessità di svolgere le gare per il rinnovo delle attuali concessioni. Il problema è che, al netto della verifica rigorosa che faremo dei criteri e dell'eventuale indennizzo ancora oggi non chiarito nei dettagli, la tempistica ipotizzata per assicurare lo svolgimento delle procedure potrebbe generare ulteriore caos qualora non condivisa dalla Commissione, aggiungendo al danno delle bugie di questi anni anche la beffa di una misura che rischia di non risolvere la procedura di infrazione e lascerebbe ancora nell'incertezza l'intero settore ma anche gli amministratori locali e tutti i nostri cittadini. Questo non possiamo più consentirlo". Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione affari europei alla camera.
Volano gli stracci nel governo. Nella sua autoassoluzione consegnata in modo del tutto inusuale ad alcuni organi di stampa, Sangiuliano chiama in causa i comportamenti di altri ministri del governo che, a quanto dice, ‘hanno situazioni molto più complicate’ delle sue. Il ministro spieghi a chi si riferisce e fornisca in parlamento tutti i dettagli di questa vicenda che sta assumendo contorni sempre più torbidi, con posizioni e ricostruzioni che cambiano giorno dopo giorno tralasciando spesso dettagli non indifferenti. È ormai evidente infatti che gli uffici del ministero abbiano lavorato per organizzare viaggi e soggiorni di una persona estranea all’amministrazione, con cui sono state addirittura condivise informazioni riservate sulle questioni organizzative interne del prossimo G7 cultura. Per non parlare della partecipazione a varie missioni in cui si è parlato anche di questioni economiche e di investimenti. Quante altre spiegazioni dovranno essere smentite sui canali social della dott.ssa Boccia?”. Così in una nota il capogruppo democratico nella Commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
“Sangiuliano deve chiarire in parlamento tutti i dettagli di questa vicenda torbida che sta gettando discredito sul ministero della cultura italiano alla vigilia di un importante appuntamento internazionale come il g7 cultura” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione affari europei della camera, il democratico Piero De Luca. “Sembra una commedia all'italiana che da comica sta diventando grottesca. Nomine millantante ma mai formalizzate, soggetti esterni all’amministrazione che hanno partecipato senza titolo ad appuntamenti istituzionali e a cui sono stati trasmessi documenti sensibili e riservati anche sugli aspetti organizzativi del prossimo g7 di Pompei: sono tanti i lati oscuri che devono essere chiariti. E stupisce che la difesa d’ufficio del ministro, che la premier Meloni ha fatto ieri sera in diretta tv, sia stata immediatamente smentita sui social con la pubblicazione di documenti che, a detta della premier, non dovevano essere nelle mani della consigliera mai formalizzata. Il ministro Sangiuliano è ancora nelle condizioni di poter guidare autonomamente il ministero della cultura?", conclude De Luca.