“L'intervento di Paolo Gentiloni rilancia un obiettivo fondamentale per il futuro dell'UE. Di fronte alle sfide e alle minacce attuali è giunto il tempo di mettere insieme investimenti e impegni politici anche nella sicurezza e difesa comune, per garantire l’autonomia strategica dell’UE, per assicurare la tenuta della nostra democrazia e del nostro modello sociale. La risposta non è da rinvenire in maggiori interventi nazionali privi di coordinamento e quindi inefficaci. Servono risorse su scala comunitaria che sostengano acquisti congiunti, ricerca e innovazione tecnologica, creazione di infrastrutture e competenze europee. Rafforzare l'integrazione europea in tutti i settori strategici, tra cui anche questo così delicato e sensibile, è l'unica strada possibile se vogliamo proteggere davvero gli interessi dei nostri cittadini e delle nostre comunità nei prossimi anni”.
Lo dice Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politica europee alla Camera, commentando l’intervento di Paolo Gentiloni su “La Repubblica” in cui rilancia la proposta di istituire fondo comune per la difesa.
Dall’attuazione del PNRR deriva un pezzo del futuro dell’Italia e dell’Europa stessa perché è un programma che segna un punto di svolta nell'integrazione comunitaria. Ad oggi il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii; le modiche che avete fatto finora sono sbagliate. Avete cancellato 100 mila posti negli asili nido, avete tagliato 500 case e ospedali di comunità e avete tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. La spesa è in ritardo drammatico: i dati pubblici dicono che su 122 miliardi erogati finora e cioè il 62% totale abbiamo speso solo il 30 per cento delle risorse. Abbiamo da spendere ancora il 70 per cento. Alcuni missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è all’11 per cento di spesa, quella sanità al 14%, quella infrastrutture al 30%. Tutto questo con opere pubbliche in ritardo con il 60 per cento delle gare avviate non completate. Vogliamo sapere cosa intenda fare il governo per rafforzare e incrementare la capacità di spesa. In queste condizioni il piano rischia di fallire. Il ritardo non è un caso ed è il frutto dell’incapacità del governo di gestirlo in modo efficace. Non parliamo del sud perché i dati ci dicono che i progetti territorialmente localizzabili sono fermi al 34%. Sentiamo parlare di ulteriori modifiche; siccome ce ne sono state altre a ottobre di cui come parlamento non siamo stati messi pienamente a conoscenza, sarebbe utile che si possano chiarire le modiche immaginate. Si parla di altri 26 000 posti tagliati agli asili, di tagli agli studentati universitari e forse anche un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Si faccia un’operazione verità sul più grande piano strategico del paese perché non possiamo permetterci di fallire”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso dell'audizione del Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, sulle relative linee programmatiche.
“Sulle linee programmatiche segnalo che noi abbiamo lavorato in questi anni come Pd e consideriamo doveroso farlo per rafforzare l’Europa, consolidare il percorso e il processo di integrazione europea. Sa bene che alcuni partner di questo governo in Europa e Trump oltreoceano lavorano per indebolire l’Europa. Dazi, disinvestimento in difesa, passi indietro sul clima, passo indietro sulle fonti energetiche. Tutto questo rischia di minare l'integrazione europea. Come si colloca l’Italia in questo quadro? Noi ci chiediamo se vogliate difendere il futuro dell’Europa lavorando con i partner europei oppure immaginando un dialogo bilaterale che rischia di fare esplodere in mille pezzi la UE. Teniamo che il vostro obiettivo sia il secondo e siamo molto preoccupati. Finora il governo ha ottenuto un bilancio in Europa fallimentare: accordo al ribasso sul patto di stabilità, il Mes non è stato ancora ratificato e questo sta minando la credibilità del Paese oltre che la stabilità dell’eurozona e la difesa dei risparmi delle famiglie e dei risparmiatori europei, sui migranti non avete ottenuto una soluzione a Bruxelles e siete stati costretti a ricorrere a un escamotage pietoso con l’accordo con l’Albania anticostituzionale e anti europeo. Noi riteniamo doveroso lavorare per una mare nostrum europea, per canali regolari di accesso, redistribuzione tra i partner con il superamento del regolamento di Dublino. Voi avete un’idea di programma di lavoro europeo sulle migrazioni? A quando adozione dei provvedimenti attuativi sulla Bolkestain su cui avete fatto passi indietro rispetto alla vostra demagogia? Rafforzare l’Europa significa rafforzare la sua autonomia strategica, beni pubblici europei. Volete affidarvi a Starlink di Musk o lavorare per rafforzare i progetti delle infrastrutture comunitarie? Volete rafforzare l’Europa sociale e della salute? Voterete in futuro che il Next Generation UE diventi strutturale? Vi aspettiamo al varco su tutti questi temi”.
Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso delle comunicazioni del Ministro Foti sul PNRR e le politiche di coesione sulle relative linee programmatiche.
"La vicenda della scarcerazione e del rimpatrio del generale libico Almasri, accusato di crimini gravissimi come torture, violenze sessuali e traffico di esseri umani, è una pagina oscura per il nostro Paese. Il rilascio di un individuo ricercato dalla Corte Penale Internazionale rappresenta un atto gravissimo che calpesta la giustizia internazionale e i principi fondamentali del diritto. È inaccettabile che l’Italia, anziché collaborare con gli organismi internazionali, scelga di rimpatriare un criminale con tanta fretta. Per questo motivo chiediamo alla presidente Giorgia Meloni di riferire immediatamente in Parlamento per chiarire chi ha autorizzato questa decisione e perché l’Italia ha scelto di non rispettare i propri obblighi internazionali dando, di fatto, un grave schiaffo alla Cpi. La complicità con chi viola i diritti umani è indegna di un Paese che si definisce democratico e rispettoso delle leggi internazionali. Questa vicenda non riguarda solo la giustizia, ma anche la dignità e la credibilità dell’Italia a livello internazionale”, così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.
"Il discorso di insediamento del neo presidente Trump, così come i proclami lanciati durante tutta la campagna elettorale, confermano le grandi preoccupazioni che abbiamo come democratici e che trovano conferma nell'annuncio delle linee programmatiche che intende portare avanti nei prossimi anni. La prima preoccupazione è di carattere economico e riguarda i dazi che Trump minaccia di applicare sui nostri prodotti e che rischiano di avere un effetto drammatico sull'economia europea ed italiana. E poi c'è un tema complessivo più ampio: Trump dà il là a un tentativo di assalto -come lui stesso lo ha definito- all'Europa perché il suo programma di governo mira chiaramente ad indebolire l'Ue. Penso, per esempio, al preannunciato disinvestimento nella difesa comune della Nato, che rischia di indebolire le potenzialità difensive dell'intera comunità europea. Penso anche al rapporto "privilegiato" con Elon Musk, sostenitore di forze politiche di ultradestra e di ispirazione neonazista, alle cui infrastrutture il governo Meloni sembrerebbe voler affidare anche un pezzo della comunicazione civile e militare, con rischi per la sicurezza dei dati e delle comunicazioni italiane. Se a questo aggiungiamo la fuoriuscita dagli accordi di Parigi sul clima e i proclami sul ritorno al passato rispetto alle politiche green di sviluppo sostenibile e contrasto ai cambiamenti climatici, così come le dichiarazioni e i primi atti sul tema delle migrazioni, ecco che le ragioni delle nostre preoccupazioni appaiono più che fondate". Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, a Calibro 8 su Radio Cusano Campus.
“La sentenza della Corte Costituzionale ha già sonoramente bocciato l’impianto delle legge Calderoli e la decisione di oggi sulla non ammissibilità del referendum per l'abrogazione dell’autonomia differenziata ne è una chiara conseguenza. Questa è una riforma che attenta alla coesione e all’unita nazionale e non riconosce il principio di sussidiarietà, creando cittadini di serie A e di serie B. Con l’autonomia leghista mancherebbero risorse per i servizi essenziali al Sud, si aggraverebbero le disuguaglianze e si renderebbe meno competitivo l'intero Paese. Per questo proseguiremo la nostra battaglia in Parlamento per impedire che la destra vada avanti, nonostante la sentenza della consulta, e chiederemo con forza che si blocchino le procedure per le intese già avviate con alcune regioni. Impediremo ogni tentativo di colpo di mano del Governo”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione bicamerale questioni regionali.
Anche l’Ufficio parlamentare di bilancio lancia l’allarme sui ritardi del governo nell’attuazione del Pnrr. Questa volta per l’incapacità di spendere le risorse del piano, l’Italia rischia di perdere 26mila nuovi posti negli asili nido. Un duro colpo per le famiglie, soprattutto nel Sud, e un ulteriore disincentivo per la natalità, che ha già un dato sempre più basso nel nostro Paese.
Il governo Meloni sta mettendo a rischio la crescita economica del nostro Paese e l’utilizzo di risorse cruciali per il futuro. Come Partito Democratico lo denunciamo da mesi e abbiamo chiesto al ministro Foti di venire a chiarire in Parlamento. Non si risolvono i problemi del Pnrr con revisioni continue, tagli e rinvii. È ora che il governo si dia una mossa, altrimenti si rischia un clamoroso fallimento.
Così il capogruppo del Pd in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
“Durante l'esame della proposta di riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, la destra è rimasta in silenzio per giorni interi. Non una parola sugli emendamenti proposti dal PD e dalle opposizioni. Nessuna risposta alle critiche e alle preoccupazioni rispetto ad un provvedimento puramente ideologico e pericoloso, con un intento punitivo nei confronti della magistratura, che non migliora il funzionamento della macchina della giustizia, non assicura maggiori garanzie ai cittadini, non velocizza i tempi dei procedimenti. Le uniche parole giunte dai banchi della maggioranza? Offese e insulti alle opposizioni. E ciò è intollerabile e offensivo per il Parlamento ed il Paese. È vergognoso” scrive sui social Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“La Commissione Europea lancia un allarme chiaro: i ritardi del Governo Meloni nell’attuazione del Pnrr mettono a rischio la crescita economica del nostro Paese e l’utilizzo di risorse cruciali per il futuro,” dichiara il capogruppo democratico in commissione affari europei della Camera, Piero De Luca (PD).
“Come Partito Democratico lo denunciamo da mesi. Ieri abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al Ministro Foti proprio su questo tema. Le verità raccontate dai ministri Fitto e Foti si sciolgono come neve al sole davanti ai fatti: il Governo non fa nulla per accelerare la messa a terra degli investimenti, sottovalutando gravemente l’importanza di un Piano decisivo per la coesione, la competitività e l’equità del Paese.
Non si risolvono i problemi del Pnrr mettendo la testa sotto la sabbia, con tagli e rinvii. È ora che il Governo si dia una mossa, altrimenti si rischia un clamoroso fallimento. Il PD continuerà a vigilare per tutelare gli interessi degli italiani.”
Continuare a seguire il sogno degli Stati Uniti d'Europa
“Tre anni fa ci lasciava David Sassoli. Il suo sorriso, la sua umanità, la sua passione europeista, il suo impegno a favore dei più fragili, è ogni giorno fonte di ispirazione politica ed ideale per tutti noi. Di fronte alle crisi del nostro tempo, è fondamentale rafforzare l'Europa, per difendere al meglio i nostri Stati e i nostri cittadini. Abbiamo bisogno di un'Europa che non lasci nessuno indietro, che difenda i suoi valori fondanti di pace, democrazia e stato di diritto. Un'Europa sempre più sicura e autorevole a livello internazionale, sempre più sociale e solidale, sempre più autonoma da un punto di vista economico ed industriale, sempre più sostenibile ed avanzata rispetto alla duplice transizione ambientale e digitale. Abbiamo bisogno di eliminare veti e sconfiggere sovranismi deleteri, con l'obiettivo fondamentale di continuare a seguire il "sogno pionieristico dei fondatori" e porre le basi per costruire davvero degli Stati Uniti d'Europa”. così in una nota il capogruppo democratico nella commissione affari europei della camera, Piero De Luca.
“La giornalista Cecilia Sala è libera e sta facendo ritorno in Italia. Una gran bella notizia. La notizia che aspettavamo. A lei e alla sua famiglia, vogliamo far arrivare tutta la nostra vicinanza. Grazie al Governo, alla diplomazia, ai servizi e a tutte le strutture del Paese che hanno lavorato per la sua liberazione in questi giorni di ansia e angoscia. Il risultato ottenuto oggi è un successo e una vittoria di tutta l'Italia” così ok capogruppo democratico nella commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca.
"Le parole del Presidente La Russa, pronunciate contro il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, O'Flaherty, sono molto gravi. È inammissibile che la destra continui a sentirsi al di sopra della legge, fuori dalle regole fondamentali della costituzione del diritto europeo e delle convenzioni internazionali. Il commissario ha inviato una lettera in cui ha espresso le stesse preoccupazioni che stiamo denunciando da settimane rispetto ad indebite restrizioni del diritto a manifestare ed esprimersi pacificamente. Che a fare queste dichiarazioni incendiarie sia la seconda carica dello Stato è ancora più pericoloso. Il presidente La Russa, purtroppo, ci ha abituato ad uscite scomposte e a gamba tesa, ma questa volta si è superato il limite. Auspichiamo che i colleghi di maggioranza fermino la corsa al buio e ascoltino non solo le preoccupazioni delle opposizioni ma tengano conto anche dei richiami del commissario O'Flaherty per assicurare il rispetto degli standard del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani. Guai a portare l'Italia fuori dal perimetro delle convenzioni e del diritto internazionale". Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee.
“La premier nei due giorni di comunicazione alle camere ha montato un teatrino volto a nascondere i fallimenti del suo governo a livello internazionale e in politica europea. La via italiana in politica estera è in realtà un vicolo cieco. La premier ha mostrato di essere in grande difficoltà sui temi politici e non è riuscita a dare una prospettiva, un'idea, un programma di lavoro per rafforzare l'Europa. Rafforzarla a livello interno attraverso la competitività del mercato delle industrie italiane ed europee e a livello internazionale quale attore diplomatico di pace negli scenari internazionali. I toni aggressivi, gli attacchi, anche violenti, che abbiamo ascoltato sono un segnale di grande debolezza. Abbiamo sentito evocare sciamani, riti voodoo, macumbe e invece ci saremmo aspettati un discorso alto, con delle proposte e delle idee per rafforzare l'Europa. Il protagonismo dell'Italia non esiste; questo è il problema reale e i risultati ottenuti finora, purtroppo, non sono all'altezza della propaganda”.
Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche UE, a Coffee Break su La7.
“Le leggi di bilancio andrebbero lette nella loro integralità con una prospettiva complessiva e coerente. Abbiamo una maggioranza e un governo che stanno gestendo la manovra da dilettanti allo sbaraglio. Ancora stamattina il governo non era presente in Aula all'avvio della discussione generale alla Camera. La presidente del Consiglio continua a suonare il proprio disco rotto della propaganda sull'Italia, ma sembra l'Orchestra del Titanic che suona mentre il Paese affonda. La destra sta dando prova di confusione. Tensioni, divisioni interne, emendamenti che vengono presentati e poi ritirati. Norme inserite, poi cancellate, coperture che scompaiono nella notte. E il risultato è una legge di bilancio che sarà un incubo per i cittadini italiani tra aumento delle tasse, tagli agli enti locali, alla sanità e alla scuola. Niente sul salario minimo, niente per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie o per le politiche industriali, che vedono anzi un taglio di 4,6 miliardi del fondo per l'autonomia. Se aggiungiamo la misura vergognosa sulla cancellazione delle multe ai no vax e lo spreco di risorse da quasi 1 miliardo per i centri vuoti in Albania, il quadro è completo. Il Governo non ha fatto nulla di quello che serve agli italiani, che pagheranno purtroppo le spese di questa incapacità della destra”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7.
l prossimo Consiglio affronterà questioni delicate in un momento storico complesso, che pongono l’Europa dinanzi a un bivio. O condannarsi all’irrilevanza rispetto alle dinamiche geopolitiche globali. Oppure seguire l’esempio di quanto fatto durante la pandemia con il Next Generation Eu e dopo l’aggressione in Ucraina con misure di sostegno inedite. Il nostro invito al governo è di continuare lungo questa strada anzitutto a livello interno, con politiche comuni per realizzare quegli investimenti che servono per rilanciare il progetto europeo e la competitività del sistema economico, ma anche per affrontare le sfide del nostro tempo: dalla sanità, alle crisi sociali ed occupazionali, dal cambiamento climatico alla transizione digitale, dall’indipendenza energetica alla difesa comune. Lo stesso va fatto a livello internazionale, per creare un’Europa che possa essere sempre più attore di pace protagonista negli scenari globali di crisi. Purtroppo la maggioranza è divisa al proprio interno, come dimostra la vicenda del voto sulla Commissione, e non riesce ad abbandonare la propaganda sovranista. Questo indebolisce fortemente il nostro Paese, come accaduto finora, visto che oltre alle parole la Premier Meloni non ha ottenuto nessuna riforma e nessun risultato concreto a difesa degli interessi dei cittadini italiani ed europei. Solo un grande buco nell'acqua come i centri in Albania.
Così il capogruppo democratico nella Commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca.