“La sentenza della Cedu sottolinea l’urgenza di interventi concreti e immediati per bonificare le aree contaminate e garantire la salute pubblica. È imperativo che le istituzioni italiane, a tutti i livelli, collaborino per attuare misure efficaci volte a risanare il territorio e prevenire ulteriori danni ambientali.
Per questo chiediamo in particolare al
governo di intervenire immediatamente e di chiarire quali azioni intenda intraprendere per affrontare la situazione e arginare i danni. Dobbiamo rendere la terra dei fuochi vivibile e per questo serve un piano immediato per la bonifica e tutela della salute.
Questa sentenza deve essere un punto di svolta: non possiamo più permettere che situazioni simili si ripetano. È tempo di agire con decisione per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Pd in Commissione Difesa di Montecitorio.
“Introdurre una nuova figura di intermediazione tra direttore e vicedirettore non ha alcun senso. Inaccettabile che la maggioranza non venga in Commissione”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo del Pd in commissione Vigilanza Rai, in una intervista a Repubblica.it.
“Partiamo da un presupposto: mentre l'Europa ha realizzato il Freedom Act che dà più spazi di libertà al servizio pubblico, qui la tv di Stato appare la gazzetta ufficiale del governo, è un atteggiamento da democratura più che democrazia. E questo nuovo provvedimento è di natura liberticida. Solo che ora, dopo il fallimento in termini di ascolti e reputazione di tele-Meloni, se entro agosto non applicheremo il Freedom Act arriverà l'infrazione e il conto lo pagheranno gli italiani”, ha aggiunto Graziano.
“Intanto è inaccettabile che la maggioranza si sia ritirata a Colle Oppio e non venga in Vigilanza bloccando la Commissione deputata al controllo del servizio pubblico, questo perché non ha i numeri e vuole imporre a tutti i costi un nome. Il tema è di metodo e non personale ovviamente e anche qui si vede la loro idea di reprimere pluralismo e spazi di libertà. Comunque ribadiamo con chiarezza e fermezza che se ci avessero ascoltato, a quest'ora la riforma l'avremmo fatta. Invece si sono persi quattro mesi. Dicemmo subito: prima la riforma, poi la governance. Ma il punto è che a destra non si ha nessuna voglia di dare più informazione e pluralismo. FdI persegue l'occupazione, la Lega vorrebbe la privatizzazione, FI è interessata a tutelare la quota di mercato pubblicitario di Mediaset. Quindi eccoci bloccati. Siamo stati facili profeti nel prevedere quest'esito”, ha proseguito il capogruppo dem.
“Guardiamo ai fatti. Noi abbiamo fatto uno studio preciso per dimostrare come Mediaset sorpassi Rai tutto l'anno nel '24, e per la prima volta dopo oltre 35 anni non è solo un duopolio ma un quadripolio, con La7 e Discovery. Immagini un po’ che oggi anche uno dei più grandi eventi sportivi, gli Australian Open di Sinner, l’abbiamo dovuta vedere su 9 e la Rai forse manco si è posto il tema. Si è polverizzato il palinsesto; la questione del sostegno economico ha un approccio sbagliato, diviso com'è tra fiscalità generale e canone, tema che priva una strategia complessiva, non a caso non c'è un disegno di vera trasformazione della Rai; l'indebitamento è di 600 milioni. In sostanza non c'è una visione della Rai del futuro e per questo siamo anche preoccupati per la sorte dei 12 mila dipendenti del servizio pubblico e degli italiani che pagano il canone”, ha concluso Graziano.
“La liberazione, da parte del governo italiano, del generale libico Almasri, accusato di gravissimi crimini contro l’umanità dalla Cirte Penale Internazionale, a nostro avviso è un fatto gravissimo. Il Partito Democratico chiede perché, dopo il suo arresto, è stato prima rilasciato e poi accompagnato il Libia. Su questa vicenda dobbiamo fare luce”. Così il deputato democratico Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa, intervistato per i social dei deputati dem.
“E’ inimmaginabile – ha concluso Graziano – che non ci sia stata una complicità da parte del governo Meloni, altrimenti sarebbe stato impossibile liberarlo e poi rimpatriarlo”.
"Voglio ringraziare don Antonello che ha avuto il coraggio di scrivere queste storie, un parroco che sa ascoltare e sa stare vicino alle persone, a tutte le persone, da quella più illustre, alla persona più debole. Quel che ha detto don Antonello richiama quello che ha detto il Papa domenica sera. Il libro inizia con quattro parole fondamentali: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Non c'è un uomo che abbia un colore, c'è un uomo indipendentemente dal colore. Questo è fondamentale soprattutto in un territorio come il nostro - il casertano - dove c'è un problema grossissimo di migranti, circa 20 mila migranti non registrati, come se non esistessero. Ma nel frattempo il comune parallelamente deve offrire dei servizi. La nostra forza è proprio l'integrazione, l'accoglienza, la capacità di ascoltare queste persone, aprirci. Non dobbiamo giocare sulla paura e chiuderci, perché le guerre arrivano quando si costruiscono muri, non popoli". Lo ha detto Stefano Graziano, deputato Pd e capogruppo Pd in commissione Difesa, partecipando alla conferenza di presentazione del libro di don Antonello Giannotti "Quanto vale la vita di un uomo".
“Sul conflitto russo ucraino manca una forte iniziativa diplomatica per la pace da parte del Governo. Manca un maggior protagonismo dell’Italia e dell’Europa nella gestione del conflitto. Se ci fosse stato un maggior protagonismo dell’Europa il tavolo della pace sarebbe stato più forte. Invece l’Europa viene sempre più indebolita da sovranismi. Bisognava e bisogna lavorare di più per una difesa comune europea e una politica estera comune e non si può non difendere l’Ucraina, perché è un popolo aggredito. In Italia dobbiamo al contempo realizzare le condizioni per una maggiore sovranità nazionale e porre le condizioni di pace, una pace duratura”. Lo ha detto intervenendo in aula Stefano Graziano capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio dichiarando che il gruppo del PD sosterrà convintamente la propria risoluzione sull’Ucraina e si asterrà sulla risoluzione di maggioranza.
"L'autonomia differenziata non solo è una legge sbagliata ma è una legge che abbandona il Sud, creando sempre maggiori divari e diseguaglianze. E' una legge spacca-Italia che fa arretrare il nostro Paese di anni luce. Non ci sono fondi per la sanità, le scuole, le infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia dove l'accesso alle cure e agli ospedali è molto più difficile, dove l'istruzione e l'accesso alle scuole è complicato e le infrastrutture purtroppo sono carenti. Ma il Pd continuerà a difendere i valori della democrazia e dell'eguaglianza e continuerà la sua mobilitazione". Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
“È inaccettabile che dopo quattro mesi dall’insediamento del consiglio di amministrazione della Rai ancora non si sbocca la commissione di Vigilanza.
È la prima volta nella storia che il management della Rai non venga audito dopo quattro mesi e non si permetta alla commissione di vigilanza Rai di poter esercitare quelle che sono appunto le funzioni di vigilanza.
Riteniamo questo comportamento inaccettabile, anche perché noi come Partito Democratico lo avevamo detto fin dall’inizio che c’era un problema ad eleggere il Cda se non c’era la riforma prima.
Invece si è voluti andare avanti e noi avevamo detto con chiarezza che si andava in questo imbuto e così si è finiti”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione di vigilanza sulla Rai intervenendo in apertura di seduta alla Camera.
“Faccio appello alla maggioranza affinché sblocchi il funzionamento della vigilanza Rai e sopratutto non leghi e tenga distinto il funzionamento della vigilanza Rai alla elezione del Presidente della Rai”, ha aggiunto Graziano.
“Meloni evita le domande dei giornalisti sul caro bollette, ma trova il tempo per accusare la stampa e le opposizioni di non occuparsi dei veri problemi degli italiani. Un atteggiamento contraddittorio: la premier sfugge al confronto su temi cruciali, ma Fdi non perde occasione per polemizzare. Un curioso modo di gestire le conferenze stampa e il dialogo pubblico” così in una nota il deputato democratico, Stefano Graziano.
"Sono molto preoccupato di un accordo con un privato su informazioni duali, civili e militari, che a mio avviso vanno assolutamente divise. Quella civile riguarda un tema di mercato, sul quadro militare invece non consegnerei mai delle infrastrutture importanti ad un altro Stato, se non con oggettive condizioni molto restrittive del proprio Stato. A mio avviso dobbiamo ragionare su un tema di infrastrutture. I satelliti hanno una serie di informazioni che vanno oltre la sicurezza del Paese. Quindi occorre verificare bene le condizioni e capire bene quali sono i reali interessi, in questo caso di Elon Musk e degli Usa. Qui rischiamo di trasferire quelli che sono i confini degli Stati ai confini delle multinazionali. E questa è fantascienza". Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, ospite di Coffee Break su La7.
“Con immensa gioia e sollievo accogliamo la notizia della liberazione di Cecilia Sala. Un pensiero profondo va a lei, alla sua famiglia e ai suoi cari, che in questi giorni hanno vissuto momenti di angoscia e speranza.
Un ringraziamento sentito al governo, alla nostra diplomazia e ai servizi segreti italiani, che hanno lavorato con discrezione, competenza e determinazione per riportarla a casa sana e salva. Questo risultato è la prova tangibile di quanto il nostro Paese sia in grado di affrontare situazioni complesse con serietà e dedizione. Cecilia rappresenta il coraggio e la passione di chi sceglie di raccontare il mondo anche nei suoi angoli più bui. Il suo ritorno è una vittoria per tutti noi. Ben tornata, Cecilia!” Così il capogruppo democratico nella commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.
“C’è qualcuno che non dice la verità, e quindi è necessario che la Meloni venga in Parlamento a chiarire quella che è la verità. Bloomberg lancia la notizia, c’è una trattativa in favore di Starlink e quindi Elon Musk. Avevamo inteso che Musk volesse investire in Italia invece abbiamo scoperto che la MELONI vuole dare i soldi a Starlink. Il fatto che ci sia una trattativa in corso non lo dice il Pd, ma lo dice Elon Musk. Addirittura Salvini si spinge a dire che è una grande opportunità. Però dobbiamo ribadire che è a rischio la sicurezza del paese. Si tratta di informazioni delicate sia dal punto di vista militare che civile e stupisce il silenzio assordante del ministro Crosetto che non è intervenuto, non ha detto nulla davanti ad una questione nevralgica per il sistema di sicurezza e la difesa nazionale”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio intervistato alla Camera.
“È uscita una notizia negli Stati Uniti, non qui in Italia, ma riguarda il nostro Paese e la sua sicurezza. Penso quindi che sia giusto e corretto verificare tale notizia e che la presidente Meloni venga in Parlamento a spiegare la situazione, se è vero quanto detto da Bloomberg oppure no, se esiste una trattativa, un contratto, un via libera, e auspichiamo che questo avvenga in tempi rapidi”, ha aggiunto Graziano.
“Ancora una volta, il governo Meloni dice no alla richiesta di sostegno per i lavoratori. È stato infatti bocciato un ordine del giorno che destinava risorse ai lavoratori facchini della difesa, presentato dal capogruppo PD in Commissione Difesa, deputato Stefano Graziano.
“Riteniamo del tutto incredibile che il governo abbia bocciato un serio sostegno per questi lavoratori che da molti anni, con abnegazione, svolgono attività di facchinaggio all’interno delle strutture, enti e basi militari della difesa”, ha dichiarato Graziano.
“Troviamo incomprensibile che ancora oggi questi lavoratori siano costretti a svolgere un lavoro precario all’interno di strutture militari, utilizzati quotidianamente per tutti i servizi di movimentazione delle merci, senza che ci sia un chiaro riconoscimento del loro ruolo”, ha proseguito.
“Porteremo avanti con tenacia questa battaglia nelle prossime settimane, chiedendo al Ministro della Difesa di porre fine a questo sistema di precarietà del lavoro, assumendo questi lavoratori nel proprio organico.”
“Desidero sottolineare il valore della scelta di Andrea Orlando di concludere il suo mandato in Parlamento dopo le elezioni regionali in Liguria. Un gesto che riflette il rispetto per la volontà dei cittadini e la sua coerenza politica. Questa decisione non solo testimonia il legame profondo con il territorio, ma conferma anche la consapevolezza dell’importanza delle prossime sfide liguri. Negli anni ho apprezzato la professionalità di Andrea e la sua capacità di collaborare in modo costruttivo, doti che saranno ancora più significative nel suo nuovo incarico nazionale, con un ruolo decisivo per le politiche industriali” così il deputato democratico, Stefano Graziano.
“I lavoratori stanno pagando ingiustamente per colpa del continuo scarica barile fra Governo e Stellantis. Il Governo si assuma le proprie responsabilità e stanzi fondi per l’automotive, invece di tagliarli”. Lo dichiara Stefano Graziano deputato Pd, a margine della manifestazione dei lavoratori di Stellantis a Pomigliano d’Arco.
“Servono misure strutturali, serve un fondo europeo. Il Governo ascolti le istanze dei sindacati e convochi subito un tavolo di confronto fra azienda e parti sociali e soprattutto ritiri il taglio dell’80% al fondo automotive previsto dalla manovra di bilancio nel 2025 e negli anni a seguire. È a rischio tutto il settore dell’automotive e l’intero comparto industriale italiano”.
“Dopo voto in cui il Governo è andato sotto su Rai e emendamento Calabria in commissione bilancio al Senato, è un dato di fatto che abbiamo un governo testardamente diviso e unitariamente poltronista. Pensa solo a se stesso e se ne infischia degli interessi veri degli italiani”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo Pd in Vigilanza sulla Rai.