“Se Giuli la pensa davvero così perché non dice alla sua maggioranza di votare la nostra risoluzione in commissione di Vigilanza Rai che dice no alla vendita? Semplice. E basta provocazioni mischiando le carte con il caso Venezi, su cui Giuli dovrebbe solo chiedere scusa invece che ironizzare”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, commentando le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenuto in diretta da Fiorello sul caso del Teatro delle Vittorie e sulle ipotesi di intervento della Rai e del Ministero.
“Abbiamo votato contro nelle commissioni congiunte, Esteri e Difesa a proposito della cessione della nave Garibaldi all’Indonesia. I documenti forniti dalla maggioranza sono per noi del tutto insufficienti. Chiediamo che ci vengano dati i documenti tecnici, anche per capire se ci sono o meno intermediari fra l’Italia e l’Indonesia. Stiamo davanti ad una vicenda ancora poco trasparente per cui chiediamo al governo di fare piena luce”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo Pd di commissione Esteri e di Difesa Enzo Amendola e Stefano Graziano.
"Esprimo la più netta condanna per le gravissime e farneticanti parole rivolte da Vladimir Solovyev contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si tratta dell'ennesimo, intollerabile tentativo della propaganda russa di inquinare il dibattito pubblico, colpire le istituzioni del nostro Paese e chi rappresenta i valori della nostra Costituzione e la nostra ferma collocazione internazionale. Al Capo dello Stato, punto di riferimento imprescindibile della nostra democrazia e garante dell’unità nazionale, va la nostra vicinanza e solidarietà totale.
Non permetteremo a nessuno di scalfire il prestigio delle nostre massime cariche istituzionali, né di intimidire un Paese che resta orgogliosamente schierato a difesa della libertà e del diritto internazionale contro ogni forma di aggressione e autoritarismo.”
Così Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
“La scelta del governo di voler realizzare un cpr nella zona di Castel Volturno rappresenta un chiaro fallimento delle politiche migratorie del Governo insieme ad uno scempio politico ma anche naturalistico e normativo. Si viene a creare un grave problema di carattere sociale ed ambientale nonché un ulteriore spreco di soldi. Il territorio coinvolto inoltre si snoda in una zona costiera lungo la Domiziana di ben 80 km ininterrotti che è considerata zona particolarmente delicata sotto il profilo ambientale. Una scelta scellerata che penalizza un territorio già complesso, ennesima decisione di un governo irresponsabile che tenta di mettere una toppa a quel che è un vero e proprio fallimento”. Lo dichiarano in una nota congiunta, i deputati del PD Stefano Graziano, Piero De Luca e Marco Sarracino.
“Chiediamo una informativa urgente al governo in merito al sistema di informazione della Rai e sul recepimento del media freedom act, sottolineato anche ieri dal presidente Mattarella per la seconda volta in questa legislatura. La maggioranza ascolti il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro Giorgetti venga in Aula a spiegare perché non sia stato ancora recepito il media freedom act”.
Lo ha detto in aula Stefano Graziano capo gruppo pd in commissione di vigilanza sulla rai chiedendo un’informativa urgente al governo.
“Il Freedom Act è il regolamento europeo che prevede più libertà e più autonomia del sistema dell'informazione. Non possiamo rischiare che per il mancato recepimento di tale regolamento l’Italia incorra in una procedura d’infrazione. Chiediamo che tutta l’Aula assuma una posizione forte in questo senso.
Il governo Meloni rischia di farci pagare una ulteriore tassa oltre al canone di TeleMeloni, la TeleMeloni Tax. Questo sarebbe inaccettabile”, ha spiegato Graziano.
“Lancio da qui un monito: costruiamo insieme un decalogo di quello che serve veramente all'informazione pubblica e la maggioranza la smetta di pensare solo ad occupare poltrone, ad occupare la presidenza della Rai usando il servizio pubblico come una tv di regime.
Lavoriamo insieme per trasformare la Rai da broadcaster a digital media company, lavoriamo per costruire le condizioni reali di un'informazione più libera e indipendente. E in questo senso vorrei esprimere la solidarietà alla presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, per l’inaccettabile ostruzionismo da parte della destra”, ha concluso Graziano.
“Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rappresentano un richiamo netto e inequivocabile che non può essere ignorato o restare inascoltato. È inaccettabile che, dopo un anno e mezzo, il servizio pubblico radiotelevisivo sia ancora privo del pieno assetto dei propri organi amministrativi e che la Commissione di vigilanza Rai non sia messa nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni”. Lo dichiarano il capogruppo Pd in Commissione parlamentare di vigilanza Rai, Stefano Graziano. “Quanto sta accadendo è responsabilità diretta del Governo e della maggioranza, che con ritardi, divisioni e scelte opache stanno di fatto paralizzando un organismo essenziale per la democrazia e il pluralismo dell’informazione. La Rai non può essere ostaggio di logiche di potere né terreno di scontro politico permanente. I democratici chiedono che si ponga immediatamente rimedio a questa situazione, garantendo il corretto funzionamento degli organi della Rai e restituendo piena operatività alla Commissione di vigilanza. Il servizio pubblico deve essere messo nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo con indipendenza, autorevolezza e trasparenza. Il monito del Capo dello Stato va ascoltato fino in fondo: è in gioco la credibilità delle istituzioni e la qualità della nostra democrazia. Governo e maggioranza assumano finalmente le proprie responsabilità”.
“Il presidente americano Trump ormai troppo spesso si lascia scappare affermazioni gravi, lesive della dignità di tutti i popoli, e ora addirittura della massima autorità mondiale, non solo capo dello Stato del Vaticano ma della Chiesa di tutto il mondo. Il Papa è un simbolo mondiale di unione e di pace.
È sconcertante che il leader di una grande democrazia occidentale si permetta di rivendicare un’influenza diretta sull’elezione del Pontefice, arrivando persino a pretendere riconoscenza. Parole di questo tipo non solo risultano inappropriate, ma rischiano di compromettere il rispetto reciproco tra istituzioni e Stati, fondamento essenziale degli equilibri internazionali.
Ancora più preoccupante è il tono aggressivo e divisivo utilizzato, che mira a delegittimare il ruolo del Papa trasformandolo in un bersaglio politico. La fede, le istituzioni religiose e il loro magistero non possono essere piegati a logiche di propaganda o a interessi di parte.
In un momento storico come questo segnato da tensioni globali e conflitti, servirebbero responsabilità, misura e rispetto. Dichiarazioni come queste vanno invece nella direzione opposta, alimentando polarizzazione e indebolendo il dialogo tra culture e popoli”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
“L’inchiesta di Report che andrà in onda nella puntata di questa sera, anticipata oggi dal Fatto Quotidiano, sulle interferenze della piattaforma Meta di Zuckerberg in occasione delle elezioni del 2022 e del 2024, disvela uno scenario inquietante. Qualcosa di inaccettabile del quale il Parlamento deve occuparsi in maniera approfondita e puntuale avviando una commissione d’inchiesta ad hoc: non possiamo rimanere inerti dinnanzi al rischio che una società privata, attraverso una profilazione accurata e personalizzata dei cittadini, non solo italiani ma anche europei, possa manipolare il risultato elettorale. I dati mostrano che gli algoritmi avrebbero premiato in modo abnorme i partiti più antieuropeisti e personaggi, opinionisti e giornalisti di estrema destra. Un quadro che, insieme agli elementi già emersi nei mesi scorsi dalla ricerca dell’Università di Urbino sull’esplosione delle galassie di propaganda estremista su Facebook tra il 2022 e il 2025, rende la situazione ancora più allarmante. Il bene supremo della democrazia deve essere tutelato con tutti gli strumenti parlamentari che abbiamo a disposizione. I vertici di Meta, a cominciare dallo stesso Zuckerberg, devono essere chiamati a rispondere del loro operato”.
Così il capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano.
Il capogruppo del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, e il deputato eletto all’estero Nicola Carè hanno presentato un’interrogazione a risposta in Commissione all’Amministratore delegato della Rai per chiedere chiarimenti sull’utilizzo di sistemi VPN che consentirebbero di aggirare il geo-blocco della piattaforma RaiPlay, permettendo l’accesso dall’estero a contenuti destinati esclusivamente al territorio nazionale.
Nell’interrogazione, i parlamentari dem sottolineano che la Rai, in quanto concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, è tenuta al pieno rispetto degli obblighi previsti dalla Convenzione e dal Contratto nazionale di servizio, anche in materia di tutela del diritto d’autore, di rispetto degli accordi di licensing e di corretto sfruttamento territoriale dei contenuti audiovisivi.
Secondo Graziano e Carè, la diffusione sempre più ampia dell’uso delle VPN rischia di determinare una fruizione non autorizzata dei contenuti, con possibili ricadute sia sul piano del rispetto dei diritti audiovisivi sia su quello dell’equità del modello di finanziamento del servizio pubblico. “Mentre i cittadini residenti in Italia sostengono la Rai attraverso il pagamento del canone, gli utenti all’estero dovrebbero accedere ai contenuti mediante distributori autorizzati e piattaforme licenziatarie, generando ricavi per Rai Com. L’aggiramento dei sistemi di geo-blocco altera questo equilibrio e finisce per eludere sia i meccanismi di mercato sia il principio stesso di contribuzione al servizio pubblico”, evidenziano i firmatari.
Con l’atto ispettivo, i due esponenti del Pd chiedono dunque se la Rai sia a conoscenza del fenomeno, per quali ragioni non risultino finora adottate misure efficaci e sistematiche di contrasto e se l’azienda ritenga che l’accesso ai contenuti tramite VPN possa configurare una violazione degli obblighi derivanti dalla concessione e dal contratto di servizio. Vengono inoltre sollecitate iniziative urgenti per garantire il pieno rispetto della normativa vigente e degli accordi contrattuali, anche attraverso l’implementazione di sistemi tecnologici più efficaci di rilevazione e blocco delle VPN.
“Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni: rappresentano un punto di riferimento per chi crede nel valore delle alleanze e nel rispetto del diritto internazionale. In un contesto globale segnato da forti tensioni, non possiamo permetterci ambiguità: quando non si condividono scelte che mettono in discussione questi principi, è necessario dirlo con fermezza.
Le organizzazioni internazionali, così come la Nato, sono il risultato di un percorso storico costruito dopo il secondo conflitto mondiale per garantire stabilità e sicurezza. Indebolirle significa mettere a rischio un equilibrio già fragile. Per questo l’Italia ha il dovere di sostenerle e rafforzarle, anche attraverso una posizione chiara nei confronti degli alleati.
Agli Stati Uniti, quando assumono decisioni che non condividiamo, va espresso con chiarezza il nostro dissenso, nel rispetto di un rapporto che resta fondamentale ma che non può prescindere da un confronto franco e leale”. Lo afferma il capogruppo del Pd in Commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, a margine della festa della Polizia a Marcianise, in provincia di Caserta.
“In occasione del 174esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, rivolgo un sincero ringraziamento alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno operano con dedizione, professionalità e spirito di servizio per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dei valori democratici del nostro Paese”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera, a Marcianise in provincia Caserta per l’anniversario della Polizia di Stato.
“La loro presenza capillare sul territorio rappresenta un presidio essenziale, non solo per la prevenzione e il contrasto alla criminalità, ma anche come punto di riferimento per le comunità locali, soprattutto nei contesti più complessi.
È fondamentale continuare a sostenere il loro lavoro con investimenti adeguati, strumenti moderni e il pieno riconoscimento del valore umano e professionale di chi indossa una divisa”, conclude Graziano.
“Esprimo le mie più sentite felicitazioni al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, orgogliosamente originario di Carinola, che oggi a Caserta riceve la cittadinanza onoraria del suo territorio e il prestigioso riconoscimento Paul Harris conferito dal Rotary Club Aversa.
Un momento di grande valore simbolico per tutta la provincia di Caserta, che celebra un conterraneo illustre, esempio autentico di legalità, trasparenza e dedizione allo Stato. Il suo percorso rappresenta un motivo di profondo orgoglio per l’intera comunità casertana.
Per la prima volta nella storia, un casertano è alla guida dell’Arma dei Carabinieri in Italia: un traguardo straordinario che testimonia come impegno, competenza e integrità possano portare ai più alti livelli delle istituzioni.
A lui va il nostro plauso più sincero, con l’augurio di continuare a servire il Paese con lo stesso senso del dovere e la stessa passione che lo hanno sempre contraddistinto”. Così in una nota Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione di difesa della camera.
“Le dichiarazioni arrivate oggi appaiono tardive e rischiano di suonare come lacrime di coccodrillo”. Lo afferma Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa alla Camera, commentando la presa di posizione del governo e del ministro Crosetto dopo l’episodio che ha coinvolto un convoglio Unifil nel Libano meridionale.
“Da tempo – prosegue – i rischi per i nostri contingenti erano evidenti e andavano denunciati con chiarezza e tempestività. Strillare ora non basta, quando si è scelto di non farlo nei momenti opportuni”.
Secondo Graziano, “l’ambiguità nella linea politica e diplomatica del governo finisce per indebolire il posizionamento dell’Italia, esponendola a diffidenza tra i partner europei e a una minore considerazione sul piano internazionale”.
“Servono parole nette e coerenti, parole chiare contro Trump e Netanyahu – conclude – perché in gioco non c’è solo la credibilità della missione Unifil, ma anche la sicurezza dei nostri militari”.
“Vorrei esprimere la mia più sentita solidarietà alla collega Nadia Romeo per le gravi intimidazioni subite. Organizzazioni di matrice fascista e violenta non dovrebbero avere campo libero in un paese civile e democratico. Il governo prenda una posizione netta ed inequivocabile contro CasaPound. È necessario che le autorità competenti intervengano subito per individuare i responsabili del vile gesto contro Nadia Romeo”. Così in una nota Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione di difesa della camera.
“Il governo italiano, ora, si appella all'Europa, il che fa un po’ ridere. Dopo che per mesi è stato appeso alla coda di Trump, lo vediamo in realtà mettersi sulla coda dell'Europa. Ma in realtà il problema è molto più serio di quello che si immagina: c'è un tema di recessione, c'è un tema di stagflazione, c’è una produzione industriale che diminuisce, e il caro vita che aumenta sempre di più e davanti a tutto ciò c'è un pannicello caldo che stamattina ha provato a mettere il ministro Giorgetti. Ma il vero punto politico è questo: il governo ha fallito sulle riforme, autonomia differenziata, premierato, tasse.
Probabilmente la presidente Meloni vorrebbe andare al voto oggi, poi ovviamente non lo sappiamo quello che ha in testa. Ma sicuramente ci sono due possibilità: quella di votare adesso o scegliere di continuare a mettere le bandierine senza produrre nessun risultato per i cittadini italiani e arrivare al settembre del 2027. Noi siamo pronti in qualsiasi momento”. Lo ha detto il deputato Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione difesa e vigilanza Rai, ospite dell’Aria Che Tira su La7.