“Quanto avvenuto questa mattina nella chiesa del Parco Verde di Caivano è un episodio di estrema gravità. Un gesto che rappresenta un segnale allarmante del clima che si respira in un territorio ancora segnato dalla presenza della criminalità. L’episodio di oggi, insieme alla sparatoria avvenuta ieri sera, dimostra che Caivano non è ancora il modello di riscatto che in molti, dagli scranni del Governo, hanno voluto descrivere. È una realtà in cui non si è smesso di sparare, in cui la violenza continua a condizionare la vita delle persone, in cui la criminalità conserva un controllo diffuso e capillare”.
Così il deputato democratico, capogruppo della commissione Difesa, Stefano Graziano, sui social.
“Quando viene colpito simbolicamente un sacerdote come Maurizio Patriciello - aggiunge - figura sì di fede, ma anche di impegno civile e morale - viene colpita l’intera comunità che resiste all'illegalità. Ed è per questo necessaria una risposta forte da parte delle istituzioni. Caivano non ha bisogno di passerelle. Servono politiche strutturali e interventi costanti: scuole aperte e funzionanti, presidi educativi e sportivi, lavoro, presenza reale dello Stato sul territorio. Solo così, forse, si restituisce fiducia a chi ogni giorno sceglie la legalità. Esprimo la mia solidarietà a Padre Maurizio Patriciello. Difendere chi si espone in prima persona per la giustizia e per la dignità di una comunità - conclude - è un dovere di ciascuno di noi”.
“La flottilla rappresenta un’operazione umanitaria di grande valore e va garantita la sua sicurezza senza sé e senza ma. Il governo italiano deve garantire la sua difesa e ci vuole anche un’operazione a livello europeo. La guerra la sta facendo Netanyahu e va fermato. Crosetto e Meloni sembrano appartenere a due partiti diversi, hanno usato toni diversi, Crosetto più pacato, sicuramente è inaccettabile il tono della Meloni”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione difesa di Montecitorio intervistato a margine dell’informativa del ministro Crosetto nell’aula della camera.
“L’attacco con droni contro le imbarcazioni della Flotilla è un fatto di estrema gravità che non può passare sotto silenzio. Parliamo di un’azione condotta in acque internazionali, che rischia di colpire cittadini italiani e di compromettere la libertà di navigazione. È necessario che il governo faccia immediatamente chiarezza su quanto accaduto, informi il Parlamento e assuma tutte le iniziative necessarie in sede internazionale. Bisogna immediatamente intervenire e dare protezione alla Flottilla. Nessun Paese può ritenersi al di sopra delle regole del diritto marittimo e umanitario”. Lo afferma Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa di Montecitorio.
“Assistiamo all’ennesima tragedia di incidenti sul lavoro e il governo resta totalmente indifferente. Sono ancora assenti le misure strutturali per garantire la sicurezza sul lavoro.
Vorrei esprimere profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime del terribile incidente avvenuto oggi nello stabilimento ‘Ecopartenope’ di Marcianise.
Una tragedia che lascia sgomento l’intero territorio casertano e che impone di fare immediata chiarezza sulle cause dell’esplosione e, soprattutto, sul rispetto delle misure di sicurezza per chi quotidianamente lavora in impianti così delicati. La sicurezza sul lavoro deve essere sempre la priorità assoluta. Presenteremo una interrogazione in cui chiederemo al governo di fare chiarezza e di porre in essere misure strutturali per garantire la sicurezza sul lavoro, misure che ancora non vedono la luce”.
Lo dichiara in una nota Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
“Non possiamo continuare a girare lo sguardo dall’altra parte mentre Gaza brucia e le persone muoiono. Le immagini che arrivano da Gaza scuotono le coscienze del mondo intero e ci chiedono: cosa fanno i governi, cosa fa l’Italia?
Per questo chiediamo alla presidente del Consiglio di venire immediatamente in Parlamento a riferire, con una chiara assunzione di responsabilità politica davanti al Paese.
Le parole non bastano più: occorrono atti concreti. È dovere dell’Italia, in linea con il diritto internazionale e con la sua tradizione diplomatica, condannare senza ambiguità l’aggressione in corso e sostenere con decisione il riconoscimento dello Stato di Palestina.
L’Europa e l’Italia non possono più restare fermi a guardare senza fare nulla”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera.
“La segretaria del PD, Elly Schlein è stata oggetto di gravi offese e umiliazioni pubbliche da parte dell’influencer statunitense Joey Mannarino. Commenti omofobi, sessisti e diffamatori, veicolati sui social network, attaccano non solo la sua persona ma la dignità stessa di tutte le donne, di tutte le persone LGBTI+, e minano il rispetto che deve essere garantito in un confronto civile e democratico.
Come rappresentante politico del mio partito e come cittadino, ritengo inaccettabile che il dibattito pubblico si degradi fino a queste forme di aggressione verbale che amplificano pregiudizi e odio. Chi assume visibilità e influenza non può esimersi dalla responsabilità morale di rispettare l’altrui identità, e la civiltà di un dibattito democratico e pulito”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo PD in commissione difesa di Montecitorio.
“Il Parlamento europeo ha lanciato un segnale politico forte e chiaro, chiedendo agli Stati membri di riconoscere lo Stato di Palestina e di sostenere con convinzione la linea indicata dalla presidente Ursula von der Leyen. È un passaggio cruciale per la pace e la stabilità in Medio Oriente e per la credibilità stessa dell’Unione Europea come attore globale.
La presidente Giorgia Meloni che ne pensa? Cosa farà? L’Italia non può restare indietro né assumere un atteggiamento ambiguo: è tempo che il nostro Paese faccia la sua parte, con coraggio e responsabilità.
Chiediamo alla presidente Meloni di dire chiaramente da che parte sta: se con l’Europa e con il diritto internazionale, oppure in una posizione isolata e di retroguardia. In un momento così delicato, serve una scelta netta e coerente con la tradizione diplomatica italiana e con i nostri valori costituzionali di pace e cooperazione tra i popoli”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
“Il dibattito parlamentare di oggi ci ha dimostrato che abbiamo una maggioranza divisa e un governo in confusione che porterà l’Italia allo sbando. Nel vertice del 24-25 giugno scorso la premier Meloni ha firmato un assegno per una spesa in armi per la Nato al 5% che a Napoli viene chiamato cabriolet, cioè caricato sulle nuove generazioni. Ma non ha avuto neanche il coraggio di venire in Parlamento a dirlo agli italiani. Questo perché i partiti che sostengono il governo vanno ognuno per strada propria ed hanno abbandonato la caratteristica dell’Italia di saper sviluppare e puntare sulla forza della diplomazia. Mentre Trump ci caricava di dazi, di obblighi di acquistare armi Usa e di spese militari al 5%, il governo italiano stava in silenzio. Noi diciamo Sì alla sicurezza ma all’interno di un quadro di difesa europea, No alle spese militari al 5% perché obiettivo irrealizzabile e No alla proliferazione delle armi. Dobbiamo invertire rotta e da questa Aula vogliamo far giungere il nostro abbraccio alle donne e agli uomini della Flotilla ringraziandoli per la loro straordinaria iniziativa umanitaria per Gaza”.
Così il capogruppo Dem in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole del Gruppo alla mozione presentata dal Pd.
L’attentato della scorsa notte ad una delle navi principali della Global Sumud Flotilla dimostra con chiarezza quanto sia necessario rafforzare i dispositivi di sicurezza a tutela delle nostre missioni e della flottiglia impegnata nelle aree più sensibili. Non possiamo permettere che l’instabilità e la minaccia terroristica mettano a rischio la sicurezza del personale, la libertà di navigazione e gli interessi strategici del Paese.
Il Partito Democratico sostiene con forza la necessità di garantire protezione e continuità operativa. La difesa della sicurezza collettiva e delle nostre rotte marittime è una priorità non negoziabile, e chi pensa di minacciarci troverà sempre una risposta ferma e unitaria”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera.
“L’attacco delle forze israeliane contro i caschi blu dell’UNIFIL è un atto di gravità inaudita e assolutamente inaccettabile. Colpire un contingente ONU significa colpire direttamente la comunità internazionale e chi opera quotidianamente per garantire stabilità e pace in un’area già martoriata da conflitti e violenze.
Esprimo piena solidarietà e vicinanza ai nostri uomini e donne in uniforme, che rappresentano un presidio di sicurezza e di legalità. Non possiamo accettare che siano trasformati in bersagli di chi, come in questo caso Israele, dimostra di non avere alcun rispetto per le regole internazionali.
Il governo italiano e tutta la comunità politica devono assumere immediatamente una posizione di netta condanna e attivarsi in tutte le sedi europee e internazionali affinché Israele sia chiamato a rispondere delle proprie azioni. Il silenzio o l’ambiguità sarebbero complicità”. Lo dichiara Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione difesa di Montecitorio.
Il Partito democratico aderisce all’iniziativa organizzata dall’Ordine dei giornalisti del Lazio che, con Articolo 21 e altre associazioni, scenderà in piazza a Roma mercoledì prossimo per ricordare i nomi di tutti i giornalisti uccisi a Gaza. Perché nella Striscia è in corso anche una strage di reporter: secondo l’Onu dal 7 ottobre 2023 ad oggi sarebbero stati uccisi più di 247 giornalisti palestinesi, che stavano soltanto documentando al mondo l’orrore della guerra e svolgendo un lavoro indispensabile e prezioso. Il Pd sarà in piazza per difendere la libertà di stampa e chiedere che sia garantita la sicurezza di tutti gli operatori dell’informazione.
Così in una nota il deputato Stefano Graziano, capogruppo del Pd nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
"In Campania prosegue la mobilitazione contro la chiusura dei punti nascita di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri. Tre presìdi che registrano meno dei 500 parti annui fissati dall’Accordo Stato-Regioni del 2010, ma che si trovano in territori classificati come disagiati, con distanze spesso superiori ai 50 km dagli ospedali più vicini. Non è una questione di numeri o di bilanci: è una questione di diritti costituzionali. In territori così fragili la deroga è un atto dovuto". Lo scrive sui social il deputato campano del Pd Stefano Graziano.
"Per questo - prosegue l'esponente dem - raccolgo l’invito dei Comitati civici e chiedo la convocazione urgente di un incontro al ministero della Salute. È necessario aprire subito un tavolo istituzionale per garantire la continuità dei punti nascita".
"Su un tema che riguarda la vita delle persone e la sicurezza delle famiglie - conclude Graziano - non ci possono essere divisioni politiche. Chiedo a tutti i colleghi parlamentari campani di unirci in questa battaglia comune. Io ci sono".
Il governo cambi completamente rotta e accolga l’appello dei vescovi italiani sulle gravi criticità delle aree interne del Paese. Come Partito democratico chiediamo da tempo l’urgenza di investimenti per evitare lo spopolamento e la desertificazione di interi territori, ma purtroppo ci pare evidente che il governo Meloni sia completamente sordo e pure incapace di sfruttare l’occasione straordinaria del Pnrr per difendere e valorizzare le nostre aree interne.
Così il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera, Stefano Graziano.
“Sangiuliano, che da Ministro della Cultura si vantava di portare in tribunale artisti e giornalisti, oggi – da giornalista Rai – annuncia azione legali nei confronti dei partiti di opposizione.
Un modo singolare di intendere la professione giornalistica all’interno del servizio pubblico. Crediamo che sia lui, per primo, a dover decidere quale strada intraprendere: se ritentare con l’ambizione politica, già miseramente fallita, oppure proseguire con la carriera giornalistica, che oggi appare sempre più ridotta a semplice grancassa del governo” così il capogruppo democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano commenta l’editoriale a Il Giornale del corrispondente Rai di Parigi, Gennaro Sangiuliano il cui ‘metodo sta creando imbarazzo in Rai”.
“Le azioni di Netanyahu e della destra israeliana radicale rappresentano una minaccia non solo per il popolo palestinese ma per la stabilità e la sicurezza internazionale. L’invasione di Gaza e l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania sono atti che violano il diritto internazionale e mettono a rischio la possibilità stessa di costruire un futuro di pace in Medio Oriente”. Lo dichiara il deputato Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa.
“Per questo - prosegue l’esponente dem - chiediamo al governo Meloni di abbandonare ogni ambiguità e di assumere una posizione chiara: servono sanzioni, embargo sulle armi, sospensione degli accordi di cooperazione con Israele, in linea con una risposta europea forte e unitaria. Non si può restare complici, né girare lo sguardo di fronte a un disegno che punta ad annientare il popolo palestinese”.
“L’Italia - conclude Graziano - deve contribuire attivamente a fermare Netanyahu e a rilanciare un percorso di pace giusta e duratura, basata sul riconoscimento dello Stato di Palestina e sulla garanzia di sicurezza per Israele. Ogni esitazione rischia di rendere vano l’impegno della comunità internazionale e di tradire i valori di umanità e giustizia che il nostro Paese è chiamato a difendere”.