21/07/2025 - 16:16

“Le aree interne sono una parte dell’Italia, sono una risorsa per il nostro paese e non dobbiamo assolutamente permettere che vengano abbandonate a loro stesse.
Questo governo sta facendo poco e niente per le aree interne e il vero rischio è il totale collasso di una parte importante dell’economia italiana poiché si stanno spopolando intere parti di regioni importanti dell’Italia. I giovani senza servizi adeguati, senza strutture adeguate sono costretti ad andare a studiare lontano dal paese o dalla città in cui vivono, magari perché per andare a scuola o all’università ci mettono due ore e mezza ad andare e due ore e mezza a tornare, poiché il loro territorio non è servito adeguatamente. Noi come Partito Democratico abbiamo presentato una proposta di legge, annunciata dalla segretaria Schlein, che prevede lo stanziamento di 6 miliardi di euro per queste aree interne, per permettere a questi giovani, a queste famiglie che desiderano vivere nelle loro città di poterlo fare. Il governo non può essere sordo e cieco di fronte a tutto questo”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa dí Montecitorio.

21/07/2025 - 09:19

"'La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale', mai monito fu più attuale. Paolo Borsellino aveva compreso da tempo che la cultura fosse uno strumento fondamentale per contrastare i sistemi mafiosi e criminali. Ancora oggi, la scuola rappresenta per i giovani la chiave dell'emancipazione sociale, offrendo loro indipendenza, libertà e la capacità di non piegarsi.
Paolo Borsellino, uno dei protagonisti nella lotta antimafia, fu brutalmente assassinato insieme ai cinque agenti della sua scorta, il 19 luglio 1992, in Via D'Amelio. La sua eredità ci spinge a continuare la lotta e a perseguire la cultura come uno strumento fondamentale per contrastare la criminalità organizzata". Lo scrive in un posto social il deputato Stefano Graziano, Capogruppo Pd in Commissione Difesa alla Camera.

17/07/2025 - 15:56

Si è tenuto oggi alla Camera dei Deputati, presso la Sala Berlinguer, il tavolo tecnico convocato dalle forze di opposizione per avviare i lavori sulla riforma della governance della RAI, alla vigilia dell’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act.

L’incontro, promosso con il coinvolgimento delle principali associazioni impegnate per la libertà e la trasparenza dell’informazione, rappresenta l’apertura ufficiale del “cantiere delle opposizioni” per costruire un nuovo modello di servizio pubblico radiotelevisivo, finalmente autonomo dalla politica e all’altezza degli standard europei.

L’obiettivo dichiarato è giungere in tempi rapidi alla definizione di un testo unitario che faccia sintesi delle diverse proposte già presentate autonomamente dai gruppi parlamentari, da sottoporre al Parlamento per aprire una vera sfida di merito alla maggioranza – che, come dimostra il perdurante stallo sulla nomina del presidente di garanzia della RAI, appare ancora priva di una linea comune e di una visione riformatrice condivisa.

La riforma si pone anche come strumento per evitare che agli italiani venga imposta, per via indiretta, una nuova “TeleMeloni Tax”, ovvero un uso opaco e politicizzato della RAI finanziata con risorse pubbliche. La proposta delle opposizioni intende invece rafforzare il ruolo della RAI come servizio pubblico indipendente, trasparente e pluralista, nel pieno rispetto del diritto dei cittadini a un’informazione libera e corretta, così come sancito dalle nuove direttive europee.

Hanno partecipato all’incontro:

* Stefano Graziano (Partito Democratico)

* Dario Carotenuto (Movimento 5 Stelle)

* Vincenzo Vita (Alleanza Verdi e Sinistra)

* Maria Elena Boschi (Italia Viva)

* Niccolò Scibelli (+Europa)

* Valentina Grippo (Azione)

Associazioni presenti: Articolo 21, MoveOn, NoBavaglio, Libera Informazione, Articolo 5, Giovani Democratici – Unione degli Studenti.

Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro proseguirà le consultazioni tecniche e politiche per arrivare alla stesura di una proposta legislativa condivisa.

 

10/07/2025 - 10:12

“A Santa Maria la Fossa, nel casertano,  un bene confiscato a uno dei capi della camorra casalese, Francesco Schiavone detto Sandokan, è stato incendiato. Le fiamme sono partite da più punti, segno evidente di un atto doloso. Sono andati distrutti tutti e 7 gli ettari coltivati a cardo, frutto del progetto di riscatto della cooperativa Terra Felix.
Perché? Perché dà fastidio che la terra dei clan diventi terra di legalità. Dà fastidio che da quel terreno oggi non si estragga violenza, ma speranza. Dà fastidio che il cambiamento sia possibile, concreto, visibile.

A chi ha appiccato le fiamme, non abbiamo paura di dire: siete dei vigliacchi. Sappiate però che quel campo lo coltiveranno ancora. E continueranno a restituire dignità alla nostra terra”. Lo dichiarano in una nota congiunta Sandro Ruotolo, responsabile informazione e cultura del PD e Stefano Graziano capo gruppo Pd in commissione Difesa della Camera.

 

08/07/2025 - 15:30

“Per quanto riguarda la difesa e l’acquisto di armi e materiale bellico, non dobbiamo ridurre la trasparenza. Abbiamo la corte dei conti che già svolge un egregio lavoro capillare di controllo, quindi non vedo l’esigenza di creare un altro organo appositamente per questo. Se la questione riguarda i tempi, c’è da sottolineare che la trasparenza sicuramente non rallenta le procedure, ma grazie alla digitalizzazione semmai le accelera. Diciamo quindi che la creazione di una commissione ad hoc è una tesi poco convincente e che va a creare una grande confusione a discapito della trasparenza. Ci auguriamo quindi che il governo e il ministro Crosetto riflettano su questi punti e facciano retromarcia definitivamente, tenendo conto non solo delle forze di opposizione ma anche di esperti del settore”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, a proposito delle indiscrezioni apparse sui quotidiani di un emendamento del governo al dl Infrastrutture sulle procedure di acquisto di materiale bellico e militare.

05/07/2025 - 19:20

“Sono profondamente addolorato per la morte del generale Del Vecchio, un grandissimo uomo non solo di esperienza ma anche molto umano. Ho avuto l’onore di conoscerlo e di essere suo collega in parlamento. Vorrei anche stringere tutta la sua famiglia in un affettuoso abbraccio”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di difesa di Montecitorio.

27/06/2025 - 12:15

Presentata mozione in Parlamento con le forze d’opposizione

“La Commissione di Vigilanza Rai, di cui sono capogruppo per il Partito Democratico, è purtroppo bloccata da mesi. La maggioranza ha scelto di paralizzare di fatto un organo di garanzia fondamentale per il pluralismo e la trasparenza. Questo stallo è aggravato dal mancato rinnovo dei vertici aziendali della Rai, che riflette una volontà politica di mantenere il controllo sulla governance del servizio pubblico. È inaccettabile che, mentre l’Europa ci chiede più indipendenza e trasparenza, il governo italiano continui a occupare la Rai invece di occuparsene.

Per questo motivo, insieme ad altri colleghi delle opposizioni, ho promosso una mozione parlamentare che impegna il Governo a rispettare le scadenze previste dall’European Media Freedom Act (EMFA), entrato in vigore nel 2024 e pienamente applicabile in Italia dall’agosto 2025. Il regolamento europeo impone standard chiari: nomine trasparenti, indipendenza editoriale, finanziamenti pubblici non condizionati dal potere politico. La nostra mozione chiede l’avvio immediato dell’iter legislativo per adeguare la governance della Rai a questi principi, restituendo centralità al pluralismo dell’informazione e alla libertà di espressione.

Oggi la Rai rischia seriamente di non essere più un servizio pubblico, ma un megafono del governo di turno (TeleMeloni). Il canone pagato dai cittadini non può finanziare una televisione piegata alla propaganda. Per questo serve una riforma vera, coraggiosa, che garantisca autonomia e indipendenza, come previsto dalla Costituzione e ora anche dall’EMFA. Senza un cambiamento strutturale, ogni altro discorso è secondario. La Rai deve tornare a essere uno spazio di confronto libero, pluralista, al servizio della democrazia.

Il tempo delle ambiguità è finito. O si sceglie la trasparenza e l’indipendenza, o si tradisce la missione del servizio pubblico. Io ho scelto da che parte stare”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai nel corso del suo intervento presso la Summer School “Tutta un’altra Europa” del Parlamento Europeo.

 

26/06/2025 - 12:48

“Penso che sia arrivato il tempo di velocizzare prima di tutto sul programma e sulla coalizione e indicare il candidato presidente per la CAMPANIA. L’avversario del PD e del centro sinistra è il governo Meloni e il centrodestra. Il mio augurio è che tutti abbiano come avversario il centrodestra che sta di fatto massacrando il mezzogiorno. Le elezioni regionali saranno l’ultimo banco di prova per le prossime elezioni politiche.
A mio avviso, la proposta unitaria va fatta sul programma e sui temi che toccano la vita delle persone come la sanità pubblica, lo sviluppo sostenibile, la scuola pubblica e le politiche sociali. Dobbiamo mettere al centro le nuove generazioni e le aree interne. Su questi principi si può costruire una coalizione intelligente, innovativa, inclusiva e di cambiamento. Poi il perimetro della coalizione si definirà naturalmente e mi auguro sia il più largo possibile e la sintesi di tutto ciò dovrà essere il candidato presidente. Il modello Napoli è stato un modello vincente perché Gaetano MANFREDI incarna la sintesi del progetto”. Lo ha detto Stefano Graziano, deputato campano e capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio in una intervista al Mattino.

23/06/2025 - 19:40

“Mentre Meloni tenta di mostrarsi come una leader forte e unitaria, i banchi semivuoti della Lega sono il segno di una freddezza evidente all’interno della maggioranza. Le divisioni sul piano europeo si fanno sempre più profonde” — così il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, che aggiunge: “Il continuo attacco al multilateralismo sta indebolendo l’Unione Europea. L’Italia non può assecondare questa deriva, che rappresenta un tradimento della nostra migliore tradizione diplomatica. Basta subalternità, il governo cambi passo”.

22/06/2025 - 18:01

“La situazione attuale rappresenta uno degli scenari più gravi e delicati che il nostro Paese potesse trovarsi ad affrontare. È in gioco la sicurezza nazionale, ed è quindi necessario che il governo mantenga un confronto aperto e costante con il Parlamento, nel rispetto delle istituzioni democratiche. Serve un impegno immediato e concreto per la de-escalation. L'Italia deve farsi promotrice, insieme all’Unione Europea, di una forte azione diplomatica che abbia l’obiettivo di disinnescare le tensioni e costruire percorsi di pace duraturi. L’Europa deve essere protagonista, non spettatrice. Sarebbe un grave errore politico e strategico schiacciarsi su posizioni che – come i fatti dimostrano – mirano ad alimentare il conflitto anziché risolverlo.
L’Italia ha il dovere di scegliere la via del dialogo, della responsabilità e della pace” così il capogruppo dem in commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.

20/06/2025 - 15:03

“Siamo al fianco dei giornalisti della Rai, che stanno vivendo una pressione senza precedenti. In gioco non c’è solo la libertà di informazione, ma la dignità stessa della professione giornalistica, oggi minacciata da una strategia che punta a intimidire attraverso la messa in discussione dei posti di lavoro o minacciando spostamenti forzati al di fuori delle proprie regioni. Particolarmente gravi sono i casi che riguardano i giornalisti delle trasmissioni d’inchiesta e i lavoratori precari del servizio pubblico, a cui – con il ricatto del taglio di programmi e spazi – si tenta di imporre un'obbedienza politica inaccettabile.

Mai come in questo periodo abbiamo assistito a un’ingerenza così sistematica e sfacciata sulle scelte editoriali e professionali dei singoli giornalisti. Il servizio pubblico radiotelevisivo non può diventare uno strumento di propaganda di governo né un terreno di intimidazione per chi fa informazione con rigore e autonomia.

È altresì necessario che l’azienda Rai si impegni a riaprire il confronto con il sindacato dei giornalisti e le sue rappresentanze di base, dopo l’accordo firmato per l'assunzione di 127 giornalisti nelle sedi regionali: lo spostamento di professionisti formati in ambiti d'inchiesta,  mette in discussione la tenuta delle redazioni di approfondimento, che in questi anni hanno garantito un’informazione libera da condizionamenti e al servizio del Paese e lascia senza prospettiva decine di giornalisti che rischiamo di perdere il posto di lavoro .

Chiederemo in Vigilanza di fare luce su tutto questo per difendere la libertà di stampa, il pluralismo e il diritto dei cittadini a un’informazione libera, indipendente e di qualità” – così i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (IV), Peppe De Cristofaro (AVS).

 

19/06/2025 - 18:44

Grande preoccupazione, Cda senza presidente non può prendere queste decisioni

“Siamo preoccupati dalle notizie di queste ore sui palinsesti del servizio pubblico per la prossima stagione televisiva Rai. Sembra che alcune trasmissioni di giornalismo d’inchiesta e di approfondimento, tra i cardini del contratto di servizio e della mission del servizio pubblico, potrebbero subire pesanti tagli a partire dalla prossima stagione. Agorà Weekend, Tango, Petrolio, Gocce di Petrolio e Indovina chi viene a cena, trasmissioni informative e di servizio pubblico, sono ad alto rischio e potrebbero non essere confermate nei palinsesti Rai 2025/2026. Si parla inoltre di una possibile riduzione di quattro puntate per Report e di due per il programma di Riccardo Iacona Presa diretta. Su queste possibili decisioni, anche se non ancora confermate, sta montando un malumore generale contro la gestione della programmazione da parte della direzione approfondimento, guidata dal meloniano Paolo Corsini. Se queste voci venissero confermate ci troveremmo di fronte ad una riduzione dell’offerta di approfondimento giornalistico e d’inchiesta che rischia di minare il pluralismo radiotelevisivo. Un Cda senza presidente non può prendere decisioni di questo tipo”. Lo affermano i capigruppo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai di opposizione Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Mariaelena Boschi (IV), Peppe de Cristofaro (Avs).

 

18/06/2025 - 17:57

“In merito a quanto riportato da alcuni organi di stampa, è doveroso fare chiarezza: è del tutto falso che il Partito Democratico sia favorevole all’istituzione di una "riserva militare" nei termini proposti dalla maggioranza”, così il capogruppo democratico nella commissione difesa della Camera, Stefano Graziano che sottolinea come: “la proposta di legge che ho presentato un anno e mezzo fa non ha alcun assetto militare, né prevede funzioni operative in ambito bellico. Al contrario, si tratta di un progetto pensato per valorizzare – in chiave civile e sociosanitaria – e supportare le attività logistiche e assistenziali della Croce Rossa”.
“È evidente – sottolinea Graziano - che la nostra proposta di  legge è profondamente diversa da quella presentata dal presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, che – come si legge chiaramente nel testo della proposta di legge della maggioranza – prevede esplicitamente il possibile utilizzo della riserva in caso di guerra. Ogni tentativo di confondere i piani o di attribuirci intenti che non ci appartengono è strumentale e inaccettabile” conclude Graziano.

17/06/2025 - 12:46

"Bisogna lavorare per una de-escalation e il governo italiano da questo punto di vista non ha un posizionamento proprio. Rischia di essere troppo appiattito sulle posizioni di Trump e dimostra di essere impreparato. Trump è in grande confusione perché ha detto che in tre mesi avrebbe risolto tutti i conflitti. Invece da quando è arrivato il mondo è in fiamme.
Ma il vero rischio è che passi la posizione di Netanyahu "finché c'è guerra c'è speranza", mentre noi siamo fermamente convinti che finché c'è pace c'è speranza, e quindi tutta la comunità internazionale deve essere unita nel condannare le guerre e chiedere la de-escalation.
Il tema più importante ora riguarda i popoli, che in questo momento sono quelli che stanno soffrendo di più". Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, ospite de L'Aria che tira su La7.

15/06/2025 - 11:59

“Il rischio di una guerra globale è sempre più alto . Ora più che mai c'è bisogno di una voce unica europea che sia concretamente efficace per un'immediata de-escalation militare. È la diplomazia la principale risorsa per fermare la follia di una guerra che sembra essere sempre più vicina e mondiale”. Così il deputato Stefano Graziano, capogruppo Pd in Commissione Difesa, in una nota sul conflitto in M.O. e a commento delle parole del ministro Crosetto in un'intervista sul riarmo dell'Italia.
“Le parole del ministro Crosetto – sottolinea l'esponente dem - confermano quanto il Pd, da tempo, sta proponendo: senza una revisione netta del ReArm Eu, il piano di rafforzamento militare si concretizzerebbe in un chiaro indebitamento nazionale e potrebbe essere utilizzato solo da quei Paesi in grado di far fronte a tale indebitamento. In altre parole senza un debito europeo non può esserci una difesa europea, ma solo di quella degli Stati che, unilateralmente, amplierebbero il loro bacino militare”, conclude Graziano.

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