“Secondo il tweet del ministro dell’Interno Piantedosi questo Decreto Sicurezza non sarebbe uno spot. È evidente invece che ci troviamo di fronte a una vera e propria ‘excusatio non petita’. La verità è che la lingua batte dove il dente duole. Perché in realtà questo decreto è esattamente uno spot a favore di telecamere e totalmente inutile per la sicurezza dei cittadini. Infatti il ministro lo usa per raggranellare qualche ‘like’, confermando la nostra convinzione. Sulla circostanza che l'account usato sia quello personale del ministro, per di più fatto rilanciare da quello ufficiale del Viminale, ci sentiamo di stendere un velo pietoso".
Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e già viceministro dell’Interno.
“La destra continua a fare cose che non servono e non fa quello che serve: non dà le risorse ai comuni per la prevenzione, non aumenta il numero delle forze dell'ordine, anzi ha ridotto di 2mila unità la Polizia di Stato, non interviene su nulla di quello che può veramente impattare con la vita dei cittadini a partire dal tema dei giovani. La destra sta criminalizzando una generazione, dà la responsabilità della criminalità alle ragazze e ai ragazzi di questo Paese, cioè a quegli stessi ragazzi con cui bisognerebbe stringere un patto per ridurre il disagio e i tanti tipi di fragilità, economica, lavorativa, abitativa, esistenziale. Questi ragazzi e ragazze hanno bisogno del nostro aiuto non delle accuse di questa destra. L'attacco al diritto alla difesa dimostra che per questa maggioranza non tutti hanno gli stessi diritti. Siamo in piena fattoria degli animali di Orwell. Gli stranieri sono ritenuti un pochino meno umani degli altri e non devono godere dei diritti che la nostra società riconosce a tutti”.
Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e già viceministro dell’Interno, intervenendo alla Camera sulla fiducia al Dl Sicurezza.
“Il fallimento di questo governo sul tema della legalità e della sicurezza - ha aggiunto - è evidente a tutti. E’ talmente evidente che addirittura la presidente del Consiglio è venuta in quest'Aula a dire che non è soddisfatta. Del resto, basta parlare con le persone per strada per capire che il senso di insicurezza è cresciuto in questi anni. Ed è cresciuto con la destra al governo, cioè proprio con chi aveva fatto la campagna elettorale dicendo ‘ci pensiamo noi, siamo pronti, arriviamo e risolviamo ogni problema’. Gli ultimi dati consolidati dicono che i reati sono in crescita del 6,4% rispetto all'ultimo anno della scorsa Legislatura. Solo il ministro degli Interni fa il gioco delle tre carte tirando fuori dal cassetto dati che ha solamente lui e che continua a cambiare. E’ inaccettabile questa assimmetria informativa e cioè che chi ha il potere ne abusi e usi alcuni di quei dati per fare propaganda, invece che metterli a disposizione di tutti. Questo è un punto fondamentale che ha a che fare con la democrazia sostanziale. Questo decreto - ha concluso - è inaccettabile e per questo con tutta la forza che abbiamo non solo votiamo No, ma faremo di tutto per impedire a questa maggioranza di continuare a sbagliarle tutte calpestando la Costituzione”.
“Quello in discussione è l’ennesimo decreto sulla sicurezza, e proprio per questo certifica il fallimento delle politiche del governo. Siamo di fronte a un provvedimento che non porta risorse nuove per le forze dell’ordine, non introduce innovazioni concrete e continua invece nella direzione sbagliata: aumentare le pene e inventare nuovi reati, misure che non servono assolutamente a nulla se non sono accompagnate da strumenti reali ed efficaci”. Lo ha dichiarato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico e deputato, intervenendo a margine dei lavori delle commissioni parlamentari impegnate nell’esame del decreto sicurezza alla Camera. “Da mesi sindaci e amministratori locali chiedono interventi seri: più personale, più mezzi, più prevenzione e coordinamento sui territori. Questo decreto non risponde a nessuna di queste esigenze. È un provvedimento propagandistico che non migliora la sicurezza dei cittadini. Anche su un tema cruciale come la sicurezza – conclude Mauri – il governo Meloni dimostra tutta la sua inadeguatezza".
“Il parere negativo dell’Anci sulle pre-intese per l’autonomia differenziata è un segnale istituzionale chiarissimo, che il governo sta provando a ignorare. L’Anci evidenzia criticità profonde sia nel metodo sia nel merito: le pre-intese si basano su atti regionali risalenti al 2017 e al 2018, adottati da consigli non più in carica. Un’impostazione che contraddice lo spirito della legge e le indicazioni della Corte costituzionale, che richiedono iniziative attuali e pienamente legittimate. Le considerazioni di Anci sono di merito e provengono da un soggetto che ha sempre dimostrato grande autorevolezza ed equilibrio" Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico.
“Si tratta di un punto decisivo – prosegue l’esponente dem – perché non si può costruire una riforma così delicata su basi superate e senza un reale coinvolgimento delle autonomie locali. Nonostante questo, il ministro Calderoli rivendica un avanzamento del percorso, ignorando le preoccupazioni espresse dai Comuni e da una parte rilevante del Paese. È un errore politico grave, perché si continua a procedere senza un confronto vero e senza affrontare le conseguenze di questa riforma. L’autonomia differenziata rischia di spaccare l’Italia, aumentando divari e disuguaglianze e mettendo in discussione il principio di uguaglianza tra cittadini”.
“Una prospettiva - conclude Mauri - che contrasta con la Costituzione e con l’idea stessa di coesione nazionale. Il governo sceglie di andare avanti comunque, più preoccupato di sventolare una bandiera ideologica che di confrontarsi sul merito. Il Partito Democratico continuerà a opporsi a questo disegno per difendere l’unità del Paese, la coesione sociale e i diritti uguali per tutti i cittadini”.
La sicurezza si costruisce investendo sulle forze dell'ordine e sulla prevenzione, non con il panpenalismo.
"Non riusciamo più nemmeno a tenere il conto di quanti interventi hanno fatto sul tema della sicurezza. E tra l'altro sono tutti interventi che non hanno raggiunto nessun obiettivo, anche perché in questi anni i reati sono aumentati, soprattutto quelli predatori e quelli violenti verso le persone. La percezione di insicurezza sta crescendo in maniera significativa. Dicono di essere i grandi difensori della sicurezza e gli amici delle forze dell'ordine e poi fanno esattamente il contrario. Il Pd sta recuperando terreno su questo tema, mettendo ogni giorno il governo di fronte alle proprie responsabilità. E i cittadini, ultimamente, stanno facendo esattamente la stessa cosa". Così il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico.
“Il governo – sottolinea l’esponente dem - ha cercato sistematicamente capri espiatori invece di affrontare il problema: un giorno è colpa dei sindaci del Pd, un altro dei governi precedenti, poi sono diventati responsabili i magistrati. Gli elettori hanno già rimandato al mittente questa accusa con il referendum, e spero che riusciremo a fare lo stesso con questo decreto, che continua a contenere le solite ricette che non funzionano: panpenalismo, aumento delle pene, nuovi reati. Cose che hanno dimostrato sul campo di non funzionare, ma su cui continuano a insistere probabilmente perché non hanno niente di meglio da dire".
"La sicurezza – conclude Mauri - si costruisce su due pilastri: la repressione del crimine e la prevenzione. Questo governo riesce nell'impresa straordinaria di non fare niente o di peggiorare la situazione su entrambi i fronti. Non mette risorse per aumentare il personale delle forze dell'ordine, che è sotto organico, e per migliorare le condizioni di vita di chi lavora per la nostra sicurezza. E dall'altra parte ha tagliato in maniera significativa le risorse ai comuni sulla spesa corrente, cioè quei soldi che servono per fare politiche sociali e di comunità, che sono la vera prevenzione".
“Sulla sicurezza, il Ministro Piantedosi non vuole dare risposte. Sono mesi che chiediamo i dati sugli organici delle forze dell'ordine dal 2008 oggi, quali siano le previsioni per i prossimi anni e la situazione delle scuole di formazione. Ma Piantedosi continua a non voler fornire i dati ufficiali.
Si vede che evidentemente il Governo ha qualcosa da nascondere, a partire dalla situazione precaria in cui sono costrette ad operare le forze di polizia sempre più sotto organico. Il Ministro però non smette un minuto di fare propaganda, con il solito gioco delle tre carte a cui ormai ci ha abituato”.
Lo dichiara il deputato e Responsabile Sicurezza del PD, Matteo Mauri.
“Oggi il Ministro Piantedosi utilizza i canali social per annunciare un bando per ispettori superiori della polizia. E prova a vendere la cosa come se fosse un aumento straordinario degli organici.
Peccato che in realtà si tratta solo di posti per chi è già nelle forze dell’ordine. Niente di più che ordinaria amministrazione, nessun nuovo agente arriverà sulle strade.
E non a caso il Ministro dell'Interno lo fa proprio il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sicurezza, che non contiene il tanto richiesto piano straordinario di assunzioni per le forze di polizia. Siamo al gioco delle tre carte, ai trucchetti di bassa lega per nascondere la realtà: con il Governo Meloni, gli agenti di polizia diminuiscono di ameno 1.000 all'anno, non aumentano di certo, e la sicurezza dei cittadini resta indietro.”
Così Matteo Mauri, deputato e responsabile sicurezza del Pd.
“Questo ennesimo decreto Sicurezza non affronta i problemi reali del Paese e non dà alcuna risposta concreta alle legittime richieste dei cittadini e dei territori. Sono misure esclusivamente propagandistiche, pensate per strizzare l’occhio a chi è allergico al dissenso. La verità è che al di là degli annunci di Meloni, Salvini e Piantedosi, non esiste alcun piano straordinario di assunzioni nelle forze di polizia né un rafforzamento strutturale degli organici. Il risultato è paradossale: da quando la destra è al governo, ogni anno perdiamo almeno mille agenti della Polizia a causa dei pensionamenti, di una gestione inefficace del turn over e della mancanza di investimenti nelle scuole di Polizia”.
Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito Democratico. “Le misure messe in campo sono gravemente insufficienti e non sono in grado di rimediare ai drammatici tagli che le manovre del governo hanno apportato alle politiche sociali dei Comuni. Sindaci e amministratori locali denunciano una progressiva riduzione di fondi e dei presìdi di sicurezza, mentre agli uomini e alle donne in divisa si chiedono sempre più compiti senza garantire adeguate assunzioni, mezzi, risorse economiche e valorizzazione salariale. Non si può continuare a pretendere di più da chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese senza investire davvero sulle risorse umane e materiali necessarie. La sicurezza non si costruisce con la propaganda, ma con scelte strutturali, programmazione e investimenti seri” conclude Mauri.
“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il ministro Antonio Tajani continua a non comprendere che qui non è in discussione il rispetto per la Polizia, che nessuno ha mai messo in dubbio.
Il punto è un altro: autorevoli esponenti della maggioranza e del governo, a partire dal vicepremier Matteo Salvini, hanno utilizzato un drammatico fatto di cronaca per attaccare le opposizioni e alimentare una contrapposizione artificiale tra chi starebbe dalla parte delle forze dell’ordine e chi no. Una forzatura grave, che divide il Paese invece di unirlo.
Perchè Tajani invece che provare adesso ad accusare l'opposizione di un'inesistente strumentalizzazione non ha condannato con la stessa solerzia la vera strumentalizzazione degli scorse settimane di Salvini e Meloni?
Continuare con questo atteggiamento significa sottrarsi al merito della questione e rifugiarsi nella propaganda. Un atteggiamento che, più che da uomo delle istituzioni, appare da polemista in cerca di qualche minuto di visibilità. Visto che Meloni e Salvini tacciono Tajani dovrebbe dimostrare un po’ di autonomia politica e sentire la responsabilità del ruolo che ricopree chiedere scusa a
nome del governo” così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri replica al ministro Tajani.
“Quanto accaduto è stato oggetto di una vergognosa strumentalizzazione politica da parte di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni.
Di fronte a una vicenda drammatica, con un’indagine ancora in corso e una comunità scossa, hanno scelto di usare quelle ore per raccogliere consenso, per piegare i fatti alla propaganda, per marcare una presunta superiorità nel sostegno alle forze dell’ordine o per alimentare una battaglia politica legata al referendum. Questo è inaccettabile. Le forze dell’ordine si difendono davvero sostenendo chi opera ogni giorno con dignità, professionalità e rispetto della legge. Non si difendono con la propaganda o presentando norme sbagliate come “scudo penale”, che rischiano invece di isolare proprio quegli operatori corretti che si vorrebbe tutelare.
Se c’è rispetto per le istituzioni e per il lavoro della magistratura, Salvini deve chiedere scusa e ritirare il decreto sicurezza e quelle norme che sono state utilizzate come bandiera ideologica. La sicurezza non si costruisce contrapponendo le istituzioni tra loro né mettendo in discussione l’equilibrio tra poteri dello Stato. Ancora una volta assistiamo a un governo che usa le istituzioni come palcoscenico elettorale, alimentando divisioni invece di rafforzare la coesione e la fiducia dei cittadini.”. Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza e deputato del Partito Democratico intervenendo in aula alla camera.
"Il ministro Piantedosi ha sostenuto oggi che ci sarebbero 'tentativi disperati dei magistrati di minare la credibilità del governo'. A noi sembra evidente esattamente il contrario. E cioè che ci sono in campo tentativi disperati del governo di minare la credibilità dei magistrati. Una cosa ancora più inaccettabile se messa in campo dai ministri dell'Interno e della Giustizia, che dovrebbero avere a cuore più di altri la difesa di tutte le Istituzioni della Repubblica e l'indipendenza dei poteri democratici.
Siamo difronte a un atteggiamento irresponsabile e pericoloso per la tenuta democratica del Paese". Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, in risposta alle dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi all’evento “Non c’è sicurezza senza giustizia”.
"La verità – sottolinea l’esponente dem – è che il fallimento conclamato di questo governo sulla sicurezza lo spinge a cercare rifugio nel solito, logoro cavallo di battaglia dell'immigrazione, criminalizzando in un sol colpo stranieri e magistrati. I decreti sulla sicurezza e sull'immigrazione di cui si vanta Piantedosi sono solo provvedimenti demagogici e strumentali, che producono effetti reali contrari agli interessi dei cittadini onesti".
"Ai cittadini - conclude Mauri - non servono proclami e attacchi alle istituzioni. Servono politiche serie, concrete e rispettose dello Stato di diritto. Su questo il governo Meloni continua a rappresentare il problema e non la soluzione".
“Le parole del Comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, sulla grave carenza di organico che affligge l’Arma, sono chiare e preoccupanti. Un sotto organico di oltre 10 mila unità compromette la piena operatività dell’Arma e, come ha evidenziato lo stesso Comandante generale, condiziona le unità operative di tutte le organizzazioni funzionali, già oggi chiamate a sostenere un carico di lavoro molto rilevante e in costante crescita". Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“È esattamente ciò che denunciamo da tempo: la riduzione di personale nelle Forze dell’Ordine, che - prosegue l’esponente dem - negli ultimi anni si è aggravata e riguarda non solo i Carabinieri, ma anche la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria. Lo facciamo perché siamo seriamente preoccupati per l’efficienza delle nostre forze di polizia, per le condizioni di lavoro degli operatori e per la crescente domanda di sicurezza che arriva dai cittadini”.
«Purtroppo il governo Meloni – conclude Mauri – continua a fare tante promesse al comparto sicurezza, ma non ne mantiene nessuna. Di fronte a parole così autorevoli non c’è stato alcun segnale di ravvedimento dal governo, solo fastidio. Lo stesso atteggiamento che questo esecutivo riserva a chiunque abbia il coraggio di dire la verità. Meloni ignora addirittura l'allarme accorato lanciato dal Comandante dei Carabinieri”.
“Sulla sicurezza siamo di fronte al fallimento del governo Meloni, non perché lo dice il Partito Democratico, ma perché lo dicono i cittadini. Il senso di insicurezza cresce, mentre si moltiplicano episodi violenti e reati predatori che incidono direttamente sulla vita delle persone. Eventi come il recente attacco al portavalori sulla superstrada di Brindisi hanno avuto un impatto emotivo fortissimo e rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Il governo – prosegue l’esponente dem - continua a predicare sicurezza, ma nei fatti non mette in campo le scelte strutturali necessarie. Di fronte alle difficoltà, l’unica risposta sembra essere la produzione continua di decreti legge presentati mediaticamente, spesso senza nemmeno testi ufficiali pubblicati. Si tratta di un racconto costruito solo per esigenze di propaganda e non per affrontare seriamente le criticità del sistema sicurezza. La priorità dovrebbe essere chiara: occorre intervenire sugli organici delle forze dell’ordine. In questi anni, e in particolare durante il governo Meloni, assistiamo a una riduzione significativa del personale, con migliaia di agenti in meno, soprattutto nella Polizia di Stato”.
“Le assunzioni rivendicate dall’esecutivo – conclude Mauri - non rappresentano un reale potenziamento, ma servono in larga parte a sostituire chi va in pensione, e spesso nemmeno integralmente. Il paradosso è evidente: si chiedono sempre più compiti e funzioni alle forze dell’ordine, senza rafforzarne adeguatamente le strutture e le risorse umane. È un atteggiamento irresponsabile che non va nell’interesse dei cittadini né degli operatori della sicurezza. Servono investimenti veri, programmazione e scelte coerenti, non slogan”.
“Salvini evoca il far-west, ma il suo governo non fa niente per potenziare gli organici della polizia. L'assalto di questa mattina al portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce è stato un fatto gravissimo. Le immagini rimandano immediatamente alla mente le scene drammatiche di un film. Con la grande differenza che la paura che ha attraversato chi è stato suo malgrado testimone è stata paura vera. Ed è la stessa che si vive sempre più spesso in molte Regioni italiane e in quel territorio, particolarmente preso di mira in questi ultimi anni. Come ha più volte denunciato il deputato democratico Stefanazzi depositando 11 interrogazioni rivolte al Ministro Piantedosi, ma rimaste tutte senza risposta. In questa occasione fortunatamente non ci sono state vittime. Ma sarebbe bastato pochissimo per trovarsi di fronte a una tragedia. Basta vedere i fori di proiettile che hanno perforato il parabrezza della macchina dei Carabinieri che sono coraggiosamente intervenuti. A loro va il nostro plauso e il nostro sincero ringraziamento per il lavoro quotidiano a difesa dei cittadini e la determinazione con cui hanno affrontato il pericolo”. Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che sottolinea come sia “fondamentale rafforzare gli organici delle forze di polizia per garantire un adeguato presidio del territorio e il potenziamento dei reparti investigativi”.