07/05/2026 - 18:04

“I servizi informatici della giustizia ancora fuori uso rappresentano l’ennesimo grave disservizio per cittadini, utenti e operatori del settore. Questi sono i problemi reali che il governo dovrebbe affrontare, utilizzando al meglio le risorse straordinarie messe a disposizione dal PNRR per modernizzare e rendere efficiente il sistema giudiziario”. Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico. “E invece assistiamo ancora una volta all’immobilismo di un governo che ama definirsi longevo ma che si sta rivelando incapace di dare risposte concrete sui temi che stanno davvero a cuore ai cittadini, come il diritto a una giustizia veloce, efficiente e giusta. È inaccettabile che nel 2026 tribunali, procure, avvocati e personale amministrativo debbano tornare alla gestione manuale dei fascicoli a causa di sistemi informatici fragili e inadeguati. Servono investimenti, competenze e una strategia seria sulla digitalizzazione, non propaganda e continue distrazioni politiche”, conclude Serracchiani.

 

27/04/2026 - 13:27

“Questi sono i veri problemi della giustizia italiana, che una riforma costituzionale non avrebbe nemmeno sfiorato”, lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, commentando la notizia del Gip di Milano che, a causa della carenza di personale, per settimane garantirà solo le attività essenziali.
“Eppure, nonostante i cittadini lo abbiano fatto capire con chiarezza a questo Governo, leggiamo che per il ministro Carlo Nordio e la sua maggioranza la priorità diventa ora la riforma della prescrizione.

Una riforma ferma nei cassetti da quasi due anni, anche perché rischierebbe di compromettere gli effetti del PNRR sulla giustizia. Grazie alla riforma Cartabia, infatti, si è riusciti a ridurre il cosiddetto disposition time, cioè la durata dei processi. Intervenire oggi sulla prescrizione significherebbe fare passi indietro.

Nel frattempo, però, non una parola sulla gravissima carenza di personale amministrativo. Ed è proprio questa carenza che produce conseguenze concrete: come dimostra quanto sta accadendo a Milano, dove l’ufficio dei Gip sarà costretto per settimane a garantire solo le attività essenziali, rinviando gran parte delle udienze.
A pagare il prezzo di queste scelte, come sempre, saranno gli operatori della giustizia e i cittadini.”

 

22/04/2026 - 16:30

“Bastava fare tre giorni intensivi di diritto per capire che il bonus agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei loro assistiti, era una norma manifestamente incostituzionale, perché gli avvocati sono liberi e indipendenti e non possono essere pagati per andare contro il loro assistito. Si tratta di una sorta di infedele patrocinio”. Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del partito Democratico.

“Purtroppo – aggiunge l’esponente dem - questo decreto sicurezza è solo repressione. Non prevede un euro per la prevenzione e soprattutto non sappiamo se c’è adeguata copertura finanziaria”.

“C’è un tema serio – conclude Serrachiani - di copertura economica. Nei fatti sembrano dare più soldi, non sappiamo ancora quanti, ma tolgono la possibilità di fare assunzioni nell’organico delle forze dell’ordine perché prendono le risorse dalle facoltà assunzionali. E sappiamo che le forze dell’ordine nel nostro Paese mancano e anche tanto”.

 

21/04/2026 - 19:20

“Come dice l’adagio, chi pretende l’ultima parola lo fa perché non ha argomenti”. È il commento secco della deputata democratica Debora Serracchiani in merito alle dichiarazioni del presidente del Senato a difesa del suo portavoce, che oggi —  “al di fuori del corretto comportamento istituzionale — ha attaccato personalmente, firmando con nome e cognome, una nota della Presidenza del Senato contenente parole ingiuriose. Non risulta alle cronache — sottolinea Serracchiani — alcuna smentita dei numerosi articoli che, tra ieri e oggi, su agenzie e giornali, hanno evidenziato il protagonismo del presidente La Russa anche in questo ennesimo scempio istituzionale che il suo partito sta causando al Paese”.

 

21/04/2026 - 13:44

Grave precedente dovuta a indisponibilità senatori maggioranza di approvare Dl in terza lettura

“Siamo di fronte a una toppa peggio del buco. Questo provvedimento rappresenta un precedente molto grave: si rischia di portare il Parlamento e, da quanto apprendiamo, forse anche la Presidenza della Repubblica a votare e sottoscrivere un testo che presenta manifesti vizi di incostituzionalità.
Il Governo avrebbe dovuto avere il coraggio di fermarsi e mettere una pietra sopra a un intervento che, oltre ai profili critici sul piano costituzionale, presenta anche numerose e rilevanti problematiche in termini di copertura economica. Andare avanti in queste condizioni significa forzare le istituzioni e indebolire la qualità della legislazione.
Stupisce, inoltre, apprendere che questa scelta sarebbe stata dettata dalla risposta del Presidente del Senato, che avrebbe riferito al Governo di non essere in grado di far rientrare i senatori di maggioranza per approvare il provvedimento in terza lettura. Se confermato, si tratterebbe di un ulteriore grave strappo istituzionale e di una violazione della terzietà che dovrebbe caratterizzare la figura del Presidente del Senato, che non può e non deve parlare per la maggioranza.
Siamo davanti a una gestione preoccupante, che mortifica il ruolo del Parlamento e mette in discussione principi fondamentali del nostro ordinamento democratico.” Così la responsabile nazionale giustizia è deputata del Pd, Debora Serracchiani.

21/04/2026 - 10:39

“Dall’esame del decreto sicurezza al Senato abbiamo appreso che l’articolo 30 bis proveniente dal Viminale avesse il parere contrario dei ministri Giorgetti e Nordio, poiché carente di copertura finanziaria. Per questo motivo e poiché questo è un aspetto che riguarda diversi articoli di quel testo noi abbiamo chiesto ieri sera di poter avere la relazione tecnica di passaggio dal Senato alla Camera che riguarda proprio le coperture. Ieri sera ci è stato risposto che la relazione non c’era. A questo punto appare davvero imprescindibile che il governo debba rispondere se quell’articolo 30 bis e gli altri articoli contenuti all’interno del decreto sicurezza abbiano o meno copertura finanziaria, perché noi siamo rimasti al ‘no’ per assenza di copertura finanziaria di ben due ministeri, quello della Giustizia e quello dell’Economia.
Sarebbe assurdo iniziare la discussione generale e poi la pregiudiziale di costituzionalità, se fossimo addirittura di fronte ad un decreto privo delle adeguate coperture finanziarie, oltre che contenente articoli manifestamente incostituzionali.

Ricordo in quest’aula che la presidente del consiglio aveva detto ‘io ci metto la faccia’. Allora chiediamo alla presidente Meloni dove sono i suoi ministri missing in action, perché non vengono in Parlamento a spiegare questo decreto il ministro Piantedosi, il sottosegretario Mantovano e il ministro per gli Affari con il Parlamento Ciriani? Dove sono finiti? I suoi ministri, contrariamente a quanto affermato dalla presidente del consiglio Meloni, non ci stanno mettendo la faccia”. Lo ha detto intervenendo in Aula Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

20/04/2026 - 17:58

 “Siamo di fronte a norme manifestamente incostituzionali: in quanto tali, l’unica soluzione praticabile da parte della maggioranza è la loro soppressione. È irriguardoso pensare di poter aggirare il problema con un ordine del giorno, rinviando tutto a future norme attuative del decreto. La toppa è peggio del buco”.

Lo afferma la responsabile nazionale giustizia e deputata del Pd, Debora Serracchiani commentando le criticità emerse sul decreto sicurezza, in particolare sulla disposizione relativa al compenso degli avvocati nei procedimenti di rimpatrio dei migranti, finita sotto la lente del Quirinale per possibili profili di incostituzionalità.

“Non solo la soluzione individuata non appare sufficiente sotto il profilo giuridico – prosegue – ma rischia di scaricare su atti successivi un vizio originario che deve essere corretto subito”.

Nel merito, viene inoltre giudicato “profondamente sbagliato” l’impianto della norma: “Si introduce un meccanismo che lega il compenso dell’avvocato all’esito del procedimento. È una distorsione grave. E ancora più preoccupante – sottolinea Serracchiani – è l’idea che l’avvocatura possa diventare soggetto attuatore delle politiche del governo. L’avvocato deve restare libero e indipendente, non può essere trasformato in esecutore di obiettivi amministrativi, tanto meno quando questi incidono su diritti fondamentali come la libertà personale. Da qui la richiesta di uno stop: “Serve un intervento chiaro e immediato del Parlamento per correggere o eliminare le norme contestate”.

 

15/04/2026 - 13:26

Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione a risposta in Commissione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedere chiarimenti su una bozza di decreto ministeriale relativa al riassetto organizzativo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Lo rende noto la responsabile nazionale Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.
Nel testo - sottoscritto anche dai componenti dem della
Commissione giustizia della Camera Gianassi, Lacarra, Scarpa e Di Biase - si richiama il decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2025, che ha istituito la Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria, alla quale è attribuito un ruolo di coordinamento di diverse articolazioni operative particolarmente sensibili, tra cui il Gruppo operativo mobile, il Gruppo di intervento operativo, l’Ufficio per la sicurezza e la vigilanza e il Nucleo investigativo centrale. Queste strutture, secondo l’assetto vigente, restano comunque alle dipendenze funzionali del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, la bozza di decreto ministeriale in esame andrebbe oltre questo perimetro, prevedendo che tali articolazioni operative non rispondano più direttamente al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma siano poste alle dipendenze della nuova Direzione generale delle specialità.
Una modifica che, secondo il Pd, determinerebbe un cambiamento sostanziale dell’assetto delle competenze, trasformando il ruolo della Direzione generale da funzione di coordinamento a rapporto di vera e propria dipendenza gerarchica. Una distinzione considerata rilevante perché inciderebbe direttamente sull’equilibrio dei poteri e sulle responsabilità amministrative all’interno dell’amministrazione penitenziaria, alterando il rapporto tra strutture operative e vertice del Dipartimento. L’interrogazione chiede a Nordio di chiarire dal momento che la differenza tra coordinamento e dipendenza gerarchica non sia solo formale, ma produca effetti concreti sull’organizzazione e sulla catena delle responsabilità.

 

14/04/2026 - 20:28

“Accogliamo con favore che tutte le forze di opposizione abbiano raccolto l’invito della nostra segretaria a costruire una grande mobilitazione per la pace. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni e conflitti, riteniamo fondamentale unire le energie di tutte le realtà politiche e sociali, dentro e fuori le istituzioni, che rifiutano la logica della guerra. La guerra illegale promossa da Trump rappresenta un grave pericolo per la stabilità globale e per i principi del diritto internazionale, così come tutte le guerre continuano a produrre sofferenza, distruzione e ingiustizia.

Per questo ribadiamo con forza la necessità di scegliere la pace: una pace fondata sul dialogo, sulla cooperazione tra i popoli e sul rispetto reciproco. La mobilitazione che vogliamo costruire deve essere ampia, partecipata e capace di indicare una alternativa concreta” così Debora Serracchiani del Pd.

 

02/04/2026 - 20:07

A seguito delle informazioni riportate in queste ore dai maggiori quotidiani, il gruppo Pd alla Camera ha presentato un interrogazione a firma Serracchiani- Bonafè per chiedere al Governo di chiarire gli incarichi pubblici affidati alla giornalista Claudia Conte, che secondo la stessa avrebbe una relazione con il Ministro dell’interno. Nell’atto ispettivo si chiede di verificare trasparenza, modalità di selezione, eventuali compensi e possibili conflitti di interesse. Di seguito il testo integrale.

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

presentata dall'On. DEBORA SERRACCHIANI il 02/04/2026 18:38

Al Presidente del Consiglio dei ministri - Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da numerosi organi di stampa nazionali in data 1° aprile 2026, la giornalista e organizzatrice di eventi Claudia Conte avrebbe dichiarato l’esistenza di una relazione personale con il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi; indipendentemente dalle scelte di vita del ministro che non sono soggette al giudizio degli interroganti, le medesime fonti riferiscono che la stessa Claudia Conte è stata nominata, in data 12 febbraio 2026, consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sul degrado delle città e delle periferie, con incarico a titolo gratuito e a tempo parziale; ulteriori notizie di stampa evidenziano che la medesima avrebbe intrattenuto ulteriori rapporti di collaborazione con strutture riconducibili all’amministrazione dell’interno, tra cui attività presso la Scuola di perfezionamento per le forze di polizia, sebbene in parte ricondotte formalmente a moderazione di eventi e tavole rotonde; secondo le stesse fonti, risultano altresì attività professionali e incarichi in ambito pubblico e parapubblico, incluse collaborazioni con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo (Rai Radio

1) e la partecipazione ad iniziative istituzionali in materia di difesa, sicurezza e legalità; la concomitanza tra rapporti personali dichiarati con il Ministro dell’interno e incarichi o collaborazioni riconducibili a organismi pubblici o collegati allo Stato ha determinato un rilevante dibattito pubblico e politico, con richieste di chiarimento circa la sussistenza di possibili profili di opportunità istituzionale, trasparenza e conflitto di interessi; tutto ciò premesso, si chiede di sapere:

quali siano, in modo puntuale e documentato, tutti gli incarichi, le consulenze, le collaborazioni o i rapporti professionali intercorsi, a qualsiasi titolo, tra la signora Claudia Conte e amministrazioni dello Stato; enti pubblici; società partecipate o controllate dallo Stato; quali siano state le procedure di selezione e di conferimento dei suddetti incarichi, con particolare riferimento alla pubblicità degli avvisi; ai criteri di valutazione dei curricula; alla eventuale comparazione tra candidati; se tali incarichi abbiano comportato compensi, rimborsi o altri benefici economici, anche indiretti, e in quale misura; quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di garantire la piena trasparenza e l’assenza di ogni possibile interferenza e conflitti di interesse tra relazioni personali e conferimento di incarichi pubblici o para-pubblici.

Serracchiani, Bonafe’

Presentatore

On. DEBORA SERRACCHIANI

Data presentazione: 02/04/2026 18:38

 

02/04/2026 - 13:33

“Non bastano le voci filtrate da Palazzo Chigi né le uscite dei partiti di maggioranza: serve un chiarimento da parte del ministro Piantedosi, la cui trasparenza è parte integrante della sua funzione. Il suo ruolo di ministro dell’Interno richiede comportamenti specchiati, senza limitazioni legate a questioni personali o rischi di ricatto”.

Così la deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani.

“Non entriamo nelle questioni private, ma il ministro deve chiarire ogni elemento pubblico, a partire dagli incarichi legati a enti pubblici, aziende controllate dallo Stato e ruoli in Rai, che secondo quanto riportato dalla stampa sembrerebbero collegati alla relazione. Se confermato, sarebbe grave. Prima di ogni giudizio, serve trasparenza: non vorremmo che questa situazione comprometta l’autonomia e la serenità  necessaria all’esercizio della sua funzione o, peggio ancora, renda il ministro ricattabile. Piantedosi non può trincerarsi nel silenzio: ne va della credibilità del suo ruolo e delle istituzioni”.

 

01/04/2026 - 10:38

“Il ministro Nordio deve spiegare con urgenza perché due capi del dipartimento della Polizia penitenziaria, Ernesto Napolillo e Lina Di Domenico siano ancora al loro posto nonostante la loro presenza allo stesso tavolo insieme all'ex sottosegretario Andrea Delmastro e all'ex Capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusy Bartolozzi alla Bisteccheria d'Italia oggetto, come noto, dell'inchiesta per intestazione fittizia e riciclaggio di denaro di origine mafiosa del clan Senese”. Lo dichiara in Aula la deputata e Responsabile Giustizia del PD, Debora Serracchiani per chiedere un'informativa urgente al ministro Nordio.
“Come è possibile – continua la parlamentare dem - che due capi del DAP siano ancora al loro posto come se non fosse successo nulla? Di cosa si parlava durante la cena? Magari hanno fornito, loro malgrado, informazioni inerenti le carceri italiane e notizie relative a detenuti per mafia. Solo questo sarebbe sufficiente per chiedere un passo indietro a quei dirigenti. Tra l'altro Napolillo è noto alle cronache per la circolare dell'ottobre 2025 con ha di fatto impedito negli istituti penitenziari le attività trattamentali, come il teatro, il laboratorio di lettura o addirittura la via crucis”. “In un Paese normale, le dimissioni di Napolilllo e Di Domenico sarebbero atto dovuto, ma per il governo Meloni l'impunità viene sempre prima di tutto. Su queste circostanze, abbiamo depositato interrogazioni e chiediamo a Nordio di riferire con urgenza alla Camera”, conclude Serracchiani.

26/03/2026 - 12:58

Serracchiani e Gianassi: Nordio risponda a interrogazione parlamentare, senza correzioni infrazione comunitaria

 

“Un’altra tegola si abbatte sul Governo e sul Ministero della Giustizia: la nuova direttiva anticorruzione europea, nonostante le rassicurazioni del Ministro, ripristina nuovamente l’abuso d’ufficio. La direttiva, all’art. 11, disciplina “l’esercizio illecito di funzioni pubbliche”, obbligando gli Stati membri a prevedere come ipotesi di reato quella dei funzionari che violano intenzionalmente la legge nell’esercizio delle loro funzioni, per l’appunto l’abuso di potere. Chiediamo quindi al Ministro Nordio cosa intenda fare, visto che con la sua iniziativa normativa, il reato é stato abolito, contravvenendo cosi alla direttiva che era già in discussione. Circostanza che avevamo più volte segnalato, anche per evitare una potenziale infrazione. Ennesima decisione arrogante e non condivisa che si rivela un boomerang per un Governo che sta in Europa solo a parole” così in una nota la responsabile giustizia e il capogruppo in commissione giustizia alla Camera, Debora

Serracchiani e Federico Gianassi che annunciano di aver depositato insieme a tutti gli altri componenti dem una interrogazione al governo per chiedere spiegazioni.

 

25/03/2026 - 17:25

“Daniela Santanchè deve dimettersi da tempo. Troppe le ragioni che giustificano il suo passo indietro. Non ultime le novità emerse ancora una volta dall’inchiesta di Report da cui oggi leggiamo ulteriori gravi fatti che non possono lasciare indifferenti la maggioranza di governo. Restiamo colpiti dal fatto che la Presidente del Consiglio non riesca ad ottenerne le dimissioni. Una vicenda davvero penosa”.

Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani.

 

25/03/2026 - 17:02

“Siamo sbigottiti dal fatto che il ministro Nordio non ritenga necessario dare una minima spiegazione su quanto accaduto in questi ultimi mesi nel ministero della Giustizia. Nordio deve assumersi una responsabilità politica enorme rispetto al referendum, per una riforma che lui stesso definiva blindata, impedendo al Parlamento di poter fare alcunché. Il ministro Nordio ci ha preso in giro dicendo che le spiegazioni della riforma le avrebbe scritte nel suo libro, senza mostrare un briciolo di dignità nel dire che la 'corsa' per l'approvazione della riforma della giustizia era obbligatoria per permettere la successiva riforma sul premierato”. Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani in replica al ministro Nordio durante il Question time alla Camera.
“Una riforma – continua la parlamentare dem - sbagliata nel metodo, nella forma e soprattutto nella sostanza. Ma è stato lo stesso Nordio che ha aiutato la vittoria del No spiegando quali fossero i veri obiettivi della riforma, etichettando i magistrati come para-mafiosi, oppure, quando riferendosi alla segretaria Schlein, si diceva sorpreso della posizione contraria affermando 'oggi serve a noi e domani può servire a voi'.”
“Nordio ha citato più volte Churchill e oggi lo vogliamo aiutare proprio ricordando le parole dello statista inglese: 'Non arrendersi mai, mai in niente. Grande o piccolo, importante o trascurabile. Non arrendersi mai se non davanti all'onore e al buon senso'. Oggi ci sono tante ragioni che riguardano il suo onore e del suo Governo e di buon senso che suggeriscono che il ministro Nordio faccia un passo indietro”, conclude Serracchiani.

Pagine