“Davanti alle dichiarazioni di oggi di Nordio, che fa la controfigura di Giorgia Meloni, la questione è molto semplice: Nordio era informato o no? Era informato e ha mentito al Parlamento o la capo di gabinetto decideva tutto senza coinvolgerlo e lui allora non è in grado di gestire il suo Ministero? Nordio – aggiunge Gianassi - ha dichiarato che le scelte politiche sul caso Almasri sono state assunte tutte da lui. Bene, e allora conferma di essere stato informato della riunione che si è tenuta già il 19 gennaio, all’ora di pranzo, alla quale hanno partecipato i più alti vertici di governo e la sua capo di gabinetto in relazione alle implicazioni derivanti dall’arresto di Almasri? In Parlamento tutto questo lo ha taciuto. Era inoltre al corrente del documento redatto dal capo del DAG Birritteri il 20 gennaio, che – se firmato da Nordio – avrebbe consentito l’arresto di Almasri e la sua estradizione alla Corte Penale Internazionale? Se quel documento non gli è mai stato sottoposto, allora è evidente che le decisioni non erano sue ma della sua capo di gabinetto che glielo ha nascosto. Se invece lo ha ricevuto e ignorato, si assuma la responsabilità politica della fuga del criminale. Serve onestà, e’ finito il tempo delle menzogne. Il Ministro smetta di scappare dalla verità” così in una nota il capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Federico Gianassi che conclude dicendo “Nordio non scappi e risponda su tutto”.
“Apprendiamo dalla stampa dell’intesa siglata tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e SpaceX per l’invio di esperimenti scientifici italiani verso Marte, nell’ambito delle prime missioni Starship. Un’iniziativa di rilievo, che include una stazione meteo, un sensore di radiazioni e studi sulla crescita delle piante, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere dati durante il viaggio interplanetario e sul suolo marziano. Tuttavia, un accordo di tale portata – che coinvolge investimenti pubblici, tecnologie strategiche e possibili ricadute industriali – non può essere trattato con superficialità. Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente e presenteremo un’interrogazione parlamentare per sapere quali sono i contenuti specifici dell’accordo siglato con SpaceX e quali attori pubblici e privati italiani sono coinvolti. E anche qual è il costo complessivo dell’operazione, quali ritorni scientifici, tecnologici ed economici sono previsti per il nostro Paese, quali procedure sono state adottate nella definizione dell’intesa” così il vicepresidente della commissione trasporti della camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Da domani l’Italia entrerà ufficialmente in procedura d’infrazione per violazione dell’European Media Freedom Act (EMFA), la normativa europea che tutela l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione. È un fatto gravissimo che allontana il nostro Paese dai principi democratici europei e segna un’ulteriore deriva del servizio pubblico radiotelevisivo sotto il controllo del governo”. Lo dichiarano in una nota rappresentanti e parlamentari di opposizione membri della Commissione di Vigilanza Rai appartenenti a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa, insieme alle associazioni della società civile impegnate nella difesa dell’informazione libera e indipendente: Articolo 21, MoveOn, NoBavaglio, Libera Informazione, Articolo 5, Giovani Democratici, Unione dei Giovani di Sinistra e Infocivica”.
“Mentre l’Europa chiede trasparenza nelle nomine, indipendenza dalla politica e risorse garantite su base pluriennale – proseguono le opposizioni - il governo Meloni e la sua maggioranza propongono una riforma che va nella direzione opposta: accentrando il potere in capo al governo e generando instabilità finanziaria che si traduce in una vera e propria “TeleMeloni Tax” imposta ai cittadini che dovranno pagare i costi dell’infrazione comunitaria”.
“Le ragioni della procedura d’infrazione – spiegano - sono tre: l’attuale governance, dove il governo nomina direttamente l’AD, il Presidente e la maggioranza del CdA; l’assenza di finanziamenti stabili, con risorse decise di anno in anno dall’esecutivo; e la missione della RAI, che continua a operare come concessionaria, invece che come soggetto autonomo incaricato per legge della missione del servizio pubblico, come richiesto dall’EMFA. La proposta della maggioranza non solo non risolve questi problemi, ma li aggrava perchè: prevede la nomina a maggioranza semplice di quasi tutto il CdA, consentendo al governo di controllare fino a 6 membri su 7; introduce la possibilità di tagliare il canone RAI del 5% l’anno, col rischio concreto di ridurre le risorse del servizio pubblico del 25% in una sola legislatura. Le opposizioni interverranno unite per modificare la proposta presentata dalla maggioranza in Senato operando insieme per un'idea condivisa basata su alcuni principi nel solco del regolamento europeo: nomine dei membri del Cda trasparenti e meritocratiche tramite procedura pubblica; mandati individuali sfalsati per evitare lottizzazioni e rendere il Cda un organo continuo; finanziamento certo e pluriennale non modificabile dal governo e dalla maggioranza; e la trasformazione della RAI in una vera Digital Media Company di Servizio Pubblico, con missione definita per legge e un Contratto di obiettivi e mezzi che le assegni risorse proporzionate ai compiti da svolgere. "Il proficuo tavolo di lavoro tra politica e società civile sta costruendo un vero e proprio patto trasversale destinato anche a orientare il programma dei partiti attualmente all’opposizione per la prossima legislatura. La RAI – concludono - deve tornare a essere un bene comune, non un megafono del potere. L’Italia ha il dovere di rispettare l’Europa e garantire un servizio pubblico libero, autonomo e pluralista”.
Governo intervenga su polo museale statale fiorentino
“Nel polo museale statale fiorentino, in particolare nel complesso delle Gallerie degli Uffizi, tra i più importanti d’Italia per qualità dell’offerta culturale e per numero di accessi giornalieri, e nella prestigiosa Biblioteca Nazionale, si stanno riappaltando servizi al massimo ribasso, riducendo salari e diritti di lavoratrici e lavoratori. I sindacati denunciano che la società appaltante farebbe anche ampio uso di agenzie interinali e di contratti a tempo determinato reiterati per larga parte delle maestranze, alimentando così la precarietà e riducendo significativamente diritti e tutele del lavoro”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Ho presentato un’interrogazione ai ministri della Cultura e del Lavoro - ha aggiunto - per chiedere di intervenire. Purtroppo il governo sembra respingere qualsiasi proposta di buon senso, come dimostrato ieri impugnando la legge della Regione Toscana per l'introduzione del salario minimo nelle gare pubbliche. Queste scelte non possono essere difese appellandosi alla legittimità normativa. Si dice cultura, ma si pratica sfruttamento. Si colpisce la dignità del lavoro, di fatto favorendo lavoro dequalificato e irregolare e il neolatifondismo della rendita. Chiediamo - ha concluso - che i lavoratori degli Uffizi siano tutelati”.
"Ormai è chiaro: la Tirrenica non verrà finanziata dal governo Meloni nonostante le promesse della destra che annunciavano l'inizio dei lavori entro il 2025. Questa infrastruttura non è mai stata una loro priorità": è quanto dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio sul suo ordine del giorno al Decreto Economia respinto alla Camera.
“Avevamo chiesto ancora una volta il minimo sindacale, dopo i proclami di Salvini di inizio Legislatura, e cioè l'inserimento immediato di fondi vincolati per l’avvio dei cantieri, a partire dal tratto Tarquinia–Pescia Romana, già pronto dal punto di vista progettuale, ma ancora una volta ci hanno detto no. La Tirrenica è una strada pericolosa, con tratti a due corsie, incroci a raso e incidenti frequenti. Il territorio chiede sicurezza, sviluppo e una mobilità moderna, ma il governo resta sordo": conclude.
Evi, Simiani, Curti, Ferrari (PD) Democratici presentano interrogazione a Pichetto Fratin
I deputati del Partito Democratico in Commissione Ambiente hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin per chiedere chiarimenti sui gravi ritardi del progetto RecoPet, finanziato con oltre 14 milioni di euro del PNRR per lo “Sviluppo di una rete integrata di raccolta selettiva e riciclo di bottiglie in plastica per bevande” e del progetto da 3.186.000 euro per l’installazione di RVM (reverse vending machine) nel Sud Italia e, inoltre, per sollecitare il governo a valutare l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale (DRS) per bottiglie e lattine, come previsto dal nuovo Regolamento Imballaggi UE.
“La Direttiva SUP impone il 90% di raccolta selettiva delle bottiglie in plastica entro il 2029 – ricordano i deputati – e il Regolamento 2025/40 rafforza questo obiettivo, prevedendo l’obbligo di introdurre il DRS nei Paesi che non raggiungono tale obiettivo.”
L’interrogazione evidenzia che “il progetto RecoPet risulta in ritardo” e che esistono “squilibri territoriali tra Nord e Sud” nonché “incertezze sui dati di raccolta effettiva”. Ben 17 Paesi europei, tar cui in ultimo anche la Spagna, hanno già introdotto o avviato l’introduzione del deposito cauzionale per migliorare la performance di raccolta.
Nel quesito si chiede “quali siano le cause dei ritardi e quali azioni si intendano adottare per garantire il raggiungimento degli obiettivi europei del 90% di raccolta entro il 2029 e del contenuto minimo di materia riciclata del 30% entro il 2030 e del 65% entro il 2040 evitando che l’Italia resti indietro sulla strada dell’economia circolare.
"E' stato per me un onore dare voce, oggi nell'aula di Montecitorio, alle alunne e agli alunni della scuola secondaria di primo grado “Antonio Cima” di Cagliari che sentono "le urla di dolore degli abitanti di Gaza" e hanno scritto un accorato appello che mi hanno chiesto di diffondere tra tutte le parlamentari e i parlamentari.
Sono ragazze e ai ragazzi dai 10 ai 14 anni che hanno a cuore i valori fondanti delle nostre democrazie e dell'Ue.
"A scuola studiamo l’educazione civica, la storia, la geografia - scrivono -; abbiamo capito perché è nata l’Unione Europea e le sue importanti finalità; sappiamo che esiste l’ONU, la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione sui diritti dell'infanzia; ma tutto ciò che stiamo imparando viene smentito, contraddetto, negato da quanto sta succedendo nei Paesi a noi vicini. Per questo noi ci sentiamo confusi, impotenti, smarriti".
E per questo chiedono a noi, alla politica, alle istituzioni di fare tutto quello che possiamo per fermare l'orrore. Si chiedono se nei libri di storia, fra qualche anno, dovranno leggere "che noi cittadini europei, rappresentati dall’Unione Europea, non abbiamo mosso un dito per fermare i massacri di migliaia di bambini". "Leggeremo - scrivono - che non ci siamo impegnati fino in fondo per applicare i principi e i valori di giustizia, di pace e di solidarietà su cui si fonda la nostra società europea?".
Le giovanissime voci di queste ragazze e di questi ragazzi, che sono il futuro dell'Europa, non restino inascoltate. Il loro impegno per la pace non cada nel vuoto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ancora una volta, l’onorevole Mollicone trasforma il suo ruolo istituzionale in un pulpito di bassa propaganda e rancore. Il suo intervento in Aula oggi ha nuovamente negato l’evidenza dei ritardi, delle mancanze e delle scelte scellerate che questo governo sta portando avanti nel settore dello spettacolo dal vivo.” Lo dichiarano in una nota i deputati del Partito Democratico della commissione cultura della Camera, che denunciano un clima di attacchi politici sistematici e una gestione autoritaria del comparto culturale. “Da presidente della Commissione Cultura, Mollicone dovrebbe assumere atteggiamenti istituzionali, non mentire al Parlamento. Dovrebbe guardare al presente e al futuro, e smetterla di usare ogni intervento per attaccare chi ha governato prima di lui. Fdi è al Governo da quasi tre anni, è ora che prenda atto della realtà e si assuma le proprie responsabilità: teatri penalizzati perché ritenuti politicamente ‘non allineati’, territori schiacciati sotto imposizioni calate dall’alto, sovrintendenti imposti contro la volontà delle amministrazioni locali e un conflitto costante che sta disgregando il sistema culturale nazionale. Ciò che sta accadendo nel mondo dello spettacolo è molto grave. Si sta piegando la cultura al controllo politico e ideologico. Noi non staremo a guardare: continueremo a denunciare ogni abuso e a difendere l’autonomia della cultura e il rispetto delle istituzioni”.
“Le parole del Ministro Schillaci sul ricorso ai medici gettonisti confermano una gestione fallimentare e miope della sanità da parte di un Governo che intende distruggere, con i fatti, la capacità del sistema pubblico di programmare, assumere e garantire i diritti essenziali. Quella dei "gettonisti" non è certamente una situazione “improvvisa” e inaspettata: è un dato di fatto ed è il frutto di scelte politiche precise a cui servono risposte tempestive e urgenti per evitare che reparti e pronto soccorsi chiudano, infliggendo l’ennesimo colpo di grazia al SSN e al diritto alla salute. Il Ministro Schillaci sa perfettamente qual è la strada: togliere il tetto di spesa sulle assunzioni - cosa che chiediamo ormai da anni - aumentare le retribuzioni, rendere attrattive le professioni sanitarie, senza le scorciatoie del ricorso costante al privato, smettere di abusare delle prestazioni aggiuntive. Peccato che questo Governo stia facendo esattamente il contrario.
Visto che dall'inizio di agosto i gettonisti non si possono più rinnovare, quale è la risposta del Governo per tenere aperti i reparti, considerato che il 18% dell'organico dei pronto soccorsi è costituito da gettonisti che coprono turni fino al 60%? Chiediamo al Ministro coerenza, perché per essere credibile, bisogna dire cose vere e realistiche e purtroppo, finora, il Ministro Schillaci ha fatto annunci cui non sono mai seguiti fatti. Ora propone di usare le risorse dei gettonisti per fare assunzioni: è una buona idea, ma per farlo bisogna togliere il tetto di spesa del personale. Quando lo farà? Poi ha proposto un piano di assunzioni straordinarie. Quando lo farà?
Il Governo continua a guardare al passato, senza dare né risposte adeguate né soluzioni concrete. Il problema della sanità è ormai strutturale. Servono investimenti straordinari e immediati e non slogan o promesse.
Purtroppo l'unica cosa vera è il sottofinanziamento della sanità, il resto sole parole". Così la deputata democratica componente della commissione Affari sociali della Camera, Ilenia Malavasi commenta le parole del ministro Schillaci nel corso del question time della Camera.
“Mzia Amaghlobeli, attivista e giornalista georgiana, figura di riferimento della resistenza democratica è stata condannata oggi a due anni di reclusione. Una sentenza che rappresenta l’ennesimo atto di repressione politica contro chi, pacificamente, difende valori universali come la libertà di espressione, i diritti civili, l’indipendenza della cultura e dell’informazione. Una sentenza che punta a intimidire, a spezzare il dissenso, a mettere a tacere una generazione di donne e uomini che credono nel futuro europeo della Georgia. Mentre il popolo georgiano manifesta nelle piazze il governo risponde con condanne esemplari, incarcerazioni, repressione. Ma noi non possiamo restare in silenzio. Come Parlamento italiano, come rappresentanti democratici, abbiamo il dovere di alzare la voce. Di pretendere rispetto per i diritti umani e per lo Stato di diritto. E abbiamo il dovere di chiedere al Governo Italiano di cambiare rotta, di dire chiaramente che la repubblica condanna sempre chi reprime il dissenso e umilia i principi democratici perchè non dobbiamo abbandonare mai chi in Georgia e in ogni altro territorio del mondo si batte per difendere i valori della nostra costituzione e dell’Europa” così il deputato democratico, Andrea Casu è intervenuto oggi in aula alla Camera.
Il governo Meloni ha annunciato 9 miliardi per lo sviluppo delle Zes, ma ne ha spesi appena il 25%. Ad oggi non è disponibile nessun dato reale, nessun impatto misurabile, solo uno spot elettorale a reti unificate senza nessuna vergogna. Avevate due anni per estendere la Zes anche alle aree colpite dal sisma nelle Marche e in Umbria. Lo avevamo proposto, ma non l'avete fatto. Allora vi chiediamo oggi: se avete la possibilità di stanziare risorse, fatelo subito e approvate il disegno di legge prima delle elezioni. Perché dalla bozza che avete fatto girare, sostenete che dal provvedimento non devono derivare ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, quindi significa che non avete previsto nemmeno un euro. Perciò vi chiediamo di intervenire subito, prima delle elezioni, perché quando l’inutile presidente di Regione le avrà perse non potrete più rimangiarvi la promessa.
Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, intervenendo in Aula nella replica durante il question time.
“Tre anni di promesse, tre proroghe e zero risultati. La riforma dello spettacolo dal vivo, attesa da un intero settore in difficoltà, è ormai ferma al palo: oggi la maggioranza chiede ancora un anno di tempo, rinviando tutto al 2026. Questo significa che, realisticamente, se ne riparlerà soltanto nel 2027. Un fallimento politico che il Governo dovrebbe avere il coraggio di ammettere.” Lo dichiara Giovanna Iacono, intervenendo in aula alla Camera in occasione della dichiarazione di voto sulla proroga della delega al governo in materia di spettacolo. “La riforma doveva mettere ordine, garantire diritti e dare stabilità a chi lavora nel settore. Invece, l’indennità di discontinuità è stata svuotata, il testo del Codice non è mai stato discusso, né con il Parlamento, né con le parti sociali, e il metodo è sempre lo stesso: rinvii, assenza di trasparenza e nessun vero confronto. Nel frattempo – prosegue – abbiamo assistito a esclusioni arbitrarie dal Fondo Nazionale, a tagli che penalizzano chi fa cultura nei territori e a nomine nelle istituzioni culturali guidate dalla logica della spartizione politica, non dal merito.” “La cultura non è uno spazio da occupare, è un bene comune, un motore di sviluppo, un diritto di tutte e di tutti. Senza investimenti, visione e regole chiare tutte le forme di lavoro artistico non hanno futuro. Questa proroga non è garanzia di qualità, come sostiene la maggioranza, ma soltanto immobilismo mascherato da prudenza che sta facendo enormi danni al settore.” “Per tutte queste ragioni – conclude Iacono – il nostro voto è contrario: dopo tre anni non si può continuare a chiedere tempo senza aver fatto nulla. Il mondo dello spettacolo non può permettersi altri anni di attesa.”
La spesa farmaceutica delle Regioni, le risorse del Pnrr per la sanità pubblica, i costi per risanare il buco delle pensioni della pubblica amministrazione; ma anche la decarbonizzazione dell'economia italiana, o il sistema di deduzioni e detrazioni fiscali per l’industria italiana.
Ecco quanto costerà il Ponte sullo Stretto, l’impuntatura e il giocattolo elettorale di Salvini. Quasi 15 miliardi di euro per un’opera che andrà a stravolgere l’ecosistema di interi territori e la vita di interi quartieri colpiti da violenti espropri per diversi chilometri quadrati, il tutto a rischio altissimo di infrazioni comunitarie e in violazione di prescrizioni ambientali che ci si ostina a ignorare o ad aggirare.
Intanto si continua a illudere chi chiede da sempre un Sud più moderno e integrato, dotato delle infrastrutture fondamentali che davvero servono – ferrovie, acquedotti – dove i giovani possano decidere di rimanere a vivere e lavorare.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“In un momento in cui servirebbe rigore, credibilità e competenza, il Ministro della Salute ricostituisce il NITAG, l’organismo che definisce le strategie vaccinali del Paese, mettendoci dentro un ortopedico, un chirurgo in pensione e due no vax”.
Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali, commentando la nuova composizione del NITAG nominato da Orazio Schillaci.“Tra i membri scelti c’è Paolo Bellavite, che è arrivato ad affermare che gli effetti avversi dei vaccini avrebbero “pareggiato le vittime del Covid”. E c’è Eugenio Serravalle, secondo cui l’esavalente sarebbe inefficace, l’immunità di gregge un mito e le vaccinazioni pediatriche un falso mito privo di prove scientifiche. Un uomo che ha dichiarato testualmente che “la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bambini vaccinati”.
“È una decisione gravissima. Il messaggio che il governo Meloni manda agli italiani è uno solo: la salute pubblica viene dopo il consenso politico”.
“Abbiamo presentato un'interrogazione urgente al ministro: chi ha messo in discussione la validità dei vaccini non può decidere se e come somministrarli a milioni di italiani”.
“Un infarto inesorabile ci ha rapito Wladimiro Zagrebelsky. Ne ricordo anni di preziosa frequentazione torinese, poi al mio fianco come Direttore dell’Ufficio Legislativo al Ministero della Giustizia e infine la collaborazione a Strasburgo come Giudice della Corte Europea dei Diritti Umani. Magistrato di lucida e penetrante competenza unanimemente riconosciuta univa un garbo personale che ne facevano una persona straordinaria. A lui un ultimo saluto pieno di gratitudine e nostalgia” così sui social il deputato democratico Piero Fassino.