03/06/2025 - 15:30

“Intervengo per richiedere un'informativa urgente della presidente Meloni e del ministro dell'Economia Giorgetti a proposito del cosiddetto ‘risiko bancario’ sul quale Report ha riacceso riflettori. Assistiamo, senza il coinvolgimento del Parlamento, a un intreccio di relazioni e interessi politici poco trasparenti, che si accompagnano a una visione del governo strumentale: più che arbitro appare giocatore avventuroso, di corto respiro, e il ricorso solo in alcuni casi alla Golden Power solleva molti dubbi. Vediamo il governo protagonista nel mettere le mani su Assicurazioni Generali assecondando l'iniziativa di due grandi investitori privati, il gruppo Caltagirone ed il gruppo Delfin, entrambi azionisti sia di Mps che di Mediobanca e Generali. L'inchiesta ha evidenziato, tra l'altro, che il dottor Gaetano Caputi, capo di gabinetto della Meloni, ha detenuto o detiene quote in società che operano nel settore bancario, senza aver dichiarato queste partecipazioni come richiede la legge. Quando si hanno responsabilità istituzionali è doveroso star lontano da potenziali conflitti di interessi”.

 

Così il deputato della commissione Finanze del Gruppo del Pd, Bruno Tabacci, intervenendo in Aula.

 

03/06/2025 - 13:42

“Chi sostiene che non si deve votare al Referendum dovrebbe guardarsi allo specchio e riflettere su quello che ha fatto finora ad esempio sulla sicurezza sul lavoro. I numeri non mentono mai e rivelano quanto il Governo perda tempo e non applichi nessuna misura efficace. La cosiddetta patente a crediti, che è poco più di una gigantesca autocertificazione, riguarda quasi 800mila imprese edili. Di queste hanno attivato la patente circa la metà, 432mila. Al 30 aprile del 2025 i controlli effettuati sono stati poco più di 12mila, ovvero il 2,7 per cento delle aziende, e le sospensioni - che non significa interruzione di attività - sono state appena 21, ovvero lo 0,0004 per cento. Sono dati del Ministero del Lavoro che ha risposto a una interrogazione del Pd qualche settimana fa. Quando la Calderone dice che stanno facendo tanto per limitare i morti sul lavoro racconta balle. In un Parse dove nel 2024 sono morti 1080 operai nei cantieri queste misure sono poco più che simboliche. Per queste ragioni vanno messi in campo strumenti straordinari: dall’eliminazione del massimo ribasso alla fine dei subappalti a cascata, dall’assunzione di almeno mille ispettori in più alla responsabilità in solido delle imprese committenti. Quest’ultima misura è prevista nel referendum dell’8 e 9 giugno. Davanti all’immobilismo del Governo e alla gravità dei numeri occorre andare a votare in tanti anche per questo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

03/06/2025 - 13:20

"Quanto stabilito dalla Direzione Generale della Rai, come evidenziato oggi anche da una sentenza del Tribunale del lavoro di Busto Arsizio, rappresenta una misura discriminatoria gravissima. Obbligare alla fruizione forzata di ferie o aspettativa non retribuita i dipendenti e collaboratori che abbiano aderito a partiti, sindacati, comitati referendari o movimenti politici è inaccettabile in una democrazia. Una decisione che conferma il livello allarmante di degenerazione del servizio pubblico radiotelevisivo e la concezione autoritaria, padronale e profondamente antidemocratica con cui l’attuale governance sta gestendo la Rai. Siamo di fronte a un’idea di servizio pubblico che calpesta la libertà di pensiero, di espressione e di partecipazione civile dei lavoratori. Chiediamo con urgenza l’immediata eliminazione di questa disposizione palesemente discriminatoria: chi lavora in Rai non può essere punito per le sue idee o per il suo impegno civile e politico. La Rai è un patrimonio di tutti, non un feudo di chi oggi la governa pro tempore" così il capogruppo Pd nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano.

03/06/2025 - 13:18

“Perché la ministra Bernini non è presente in Aula mentre si discute un provvedimento nel quale è pesantemente intervenuta? Siamo davanti ad un atto di vero teppismo politico: la riforma impantanata in Parlamento, nella notte, viene trasformata in un emendamento per essere approvata al Senato e oggi alla Camera. La ministra Bernini ha rubato i diritti e le tutele per i ricercatori precari ed è scappata, smantellando una riforma che era stata fatta da tutti insieme durante il governo Draghi”. Lo dice il deputato Matteo Orfini nella dichiarazione di voto sul Dl Pnrr e avvio dell'anno scolastico 2025/26.
“È grave – sottolinea l'esponente Pd - che questo governo venga meno a quegli impegni e lo faccia con argomenti falsi, con una forma di insopportabile paternalismo: i ricercatori hanno una voce e hanno il diritto di parlare per se stessi, ma l'esecutivo non ha l'umiltà di ascoltarli e, invece, con un meccanismo perverso di flessibilità al risparmio, precarizza la loro vita”.
“Siamo di fronte ad un ricatto, c'è un sistema malato, feudale di schiavismo accademico che rende il mondo universitario ingiusto. C'è bisogno di una ricerca sana, non precaria, e il bisogno di correggere il metodo proposto dal governo: per mantenere gli impegni presi, sono necessarie le giuste risorse, quelle stesse risorse che il governo impegna su cose che non servono a nulla come i centri in Albania. Spiace che la senatrice Cattaneo abbia con la sua firma avallato un metodo che umilia il Parlamento. E spiace che la presidente della CRUI e il presidente dell'Accademia dei Lincei abbiano plaudito al ritorno alla precarietà”, conclude Orfini.

03/06/2025 - 13:03

“Giorgia Meloni va a votare ma non va a votare. L’ennesima presa in giro di una presidente del consiglio che non sa scegliere tra più sicurezza sul lavoro o più precarietà. Noi invece sappiamo da che parte stare, e per questo invitiamo a votare 5 Sì, per un’Italia più giusta e con più diritti” così il deputato democratico, Marco Sarracino.

03/06/2025 - 13:01

“Il massacro di Gaza è sconvolgente. Noi abbiamo condannato da subito l’aggressione barbara compiuta il 7 ottobre dall’organizzazione terroristica di Hamas e continuiamo a chiedere il rilascio degli ostaggi ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte ai crimini che si stanno consumando nella striscia. Stanno morendo migliaia di bambini e donne, civili innocenti vittime due volte: di Hamas e del governo di Netanyahu. L’utilizzo del cibo come arma di guerra è inaccettabile, intollerabile e tocca livelli di disumanità e crudeltà inauditi. Come comunità internazionale dobbiamo chiedere l’immediato cessate il fuoco e che tutti gli aiuti umanitari possano rapidamente entrare a Gaza la cui popolazione è allo stremo. Lo stesso presidente della Repubblica nei giorni scorsi ha usato parole chiarissime e condivisibili.
Questo non significa dare spazio a rigurgiti di antisemitismo che condanniamo con forza e senza ambiguità: l’Europa nasce come reazione al dramma dell’Olocausto e  delle leggi razziali.
Ma quello che sta accadendo a Gaza va contrastato con forza: serve un’azione dolomitica perché non ci siano doppi standard in materia di rapporti internazionali. Netanyahu va fermato e va avviato un percorso per il riconoscimento dei due Stati che è l’unico modo per garantire davvero in futuro pace, sicurezza e una vita dignitosa ai due popoli". Lo ha detto Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso dell’evento “Liberi di Pensare 2025 – Una poesia per la pace”, un incontro che unisce parole, poesia e riflessione in un momento storico che richiede attenzione alla cultura, al dialogo e alla convivenza, che si è tenuto presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

03/06/2025 - 12:10

“Dobbiamo tenere alta la guardia rispetto all’inammissibile e ingiustificata guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Guai a dare segnali di stanchezza o di assuefazione di fronte al conflitto. Noi dobbiamo continuare ad aiutare con tutte le forze e gli strumenti necessari uno Stato ed un popolo barbaramente aggredito. Garantire la libertà e l’autodeterminazione del popolo ucraino peraltro vuol dire difendere questi princìpi anche a  livello europeo e internazionale; vuol dire difendere i valori su cui abbiamo costruito l’Europa unita. Le richieste avanzate in queste ore da Putin sono provocatorie ed irricevibili. Lavoriamo invece perché cessino subito le ostilità, per un immediato cessate il fuoco e l'apertura di un tavolo negoziale vero per una pace giusta, sicura, duratura e, soprattutto, condivisa e rispettosa della popolazione ucraina. L’Europa sia parte attiva di questo percorso diplomatico, facendo sentire la sua voce”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato e capogruppo Pd in commissioni politiche europee, nel corso dell’evento “Liberi di Pensare 2025 – Una poesia per la pace”, un incontro che unisce parole, poesia e riflessione in un momento storico che richiede attenzione alla cultura, al dialogo e alla convivenza, che si è tenuto presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

02/06/2025 - 16:30

"Il 2 giugno di 79 anni fa gli italiani e, per la prima volta, le italiane scelsero la Repubblica e votarono l'assemblea costituente. Da quel lavoro, ispirato ai valori della Resistenza, nacque la Costituzione con i suoi principi cardine: l'uguaglianza senza discriminazione alcuna, il lavoro: “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, che con i referendum dell'8 e 9 giugno vogliamo più sicuro, stabile e dignitoso, e la pace sancita nell'articolo 11: "l'Italia ripudia la guerra". Un valore da cui discende tutto, che difenderemo con la manifestazione del 7 giugno per Gaza.
Viva la Repubblica, viva l'Italia inclusiva e pacifist". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato 

02/06/2025 - 12:30

Nel giorno della Festa della Repubblica, in cui celebriamo i 79 anni dal referendum che ha sancito la nascita della Repubblica e l’introduzione del suffragio universale maschile e femminile, l’appello all’astensione lanciato dalla destra è un atto politicamente e culturalmente blasfemo.
Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, durante un’iniziativa a Isernia.

“Chi dovrebbe essere il primo custode dell’importanza del voto - ha aggiunto l’esponente dem - e quindi della democrazia, oggi si ammutina per meri interessi di parte. È da settimane che Giorgia Meloni schiva una domanda semplicissima: andrà a votare o no? La verità è che ha paura della volontà popolare”.

“Oggi - ha concluso Scotto - la premier governa con il consenso del 27% degli aventi diritto, poco più di 12 milioni di voti. Questo atteggiamento dimostra che Meloni si sente più un’oligarca che una Presidente del Consiglio. E purtroppo si comporta come tale. Abbiamo pochi giorni davanti a noi per dare un segnale forte e chiaro: l’8 e il 9 giugno andiamo tutti a votare. Perché la Costituzione non si diserta. Si onora, con la partecipazione e con l’impegno democratico”.

 

01/06/2025 - 16:12

"Presenterò un’interrogazione parlamentare urgente al ministro degli Interni sui video gravissimi pubblicati dal segretario dei giovani della Lega di Roma. I cittadini vengono invitati a stracciare le schede elettorali del referendum in segno di disprezzo verso la democrazia. I leghisti non solo danno spazio nei video a queste azioni deplorevoli ma invitano anche la cittadinanza a replicarle in vista del voto dell’8 e 9 giugno. Salvini dica una parola su questa schifezza indescrivibile. E’ un ministro della Repubblica, ha giurato sulla Costituzione, non può giocare così con il voto dei cittadini". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

01/06/2025 - 15:12

"La ministra Calderone, ‘laureata' in precarizzazione del mondo del lavoro, oggi da Genova spiega che il giorno dopo il referendum continuerà a lavorare sulla sicurezza del lavoro. La domanda è: perché non lo ha fatto prima? Visto che la sua patente a crediti si è rivelata nient’altro che una gigantesca autcertificazione che ha riguardato solo la metà delle imprese edili a cui sono stati fatti meno del 2 per cento dei controlli e appena 20 sospensioni di patente. Sono dati dell’Inail rispondendo a una interrogazione del Pd, non della Cgil. Fanno solo chiacchiere”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

"Dopo tanti decreti inutili - conclude Scotto - dove la parola sicurezza è stata usata e abusata solo per reprimere chi dissente e chi protesta, una sola misura doveva fare il governo per decreto: introdurre il principio della responsabilità delle imprese committenti lungo la catena degli appalti. Per la destra però il dramma di 3 morti sul lavoro al giorno non è un urgenza. Perché non vogliono toccare interessi consolidati e continuare a garantire l’impunità dei colletti bianchi. Il referendum dell’8 e 9 giugno è una risposta all’azione dannosa e inefficace del governo e della ministra Calderone. Bisogna andare a votare".

 

01/06/2025 - 11:27

"C’è una generazione di donne e uomini che hanno conosciuto solo la precarietà e il part-time involontario. Sono milioni in questo Paese. Il governo Meloni ha aggravato questa situazione allargando a dismisura i voucher, il lavoro interinale ed eliminando le causali sui contratti a termine. Il referendum dell’8 e 9 giugno significa invertire una tendenza, dare più potere a un pezzo di società condannata a bassi salari e tutele inesistenti. La destra ha paura della loro voce e invita al l’astensionismo. Ci sarà una sorpresa perché l’Italia vuole cambiare”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, durante un’iniziativa a Benevento.

31/05/2025 - 16:00

"La ministra Calderone, ‘laureata' in precarizzazione del mondo del lavoro, oggi da Genova spiega che il giorno dopo il referendum continuerà a lavorare sulla sicurezza del lavoro. La domanda è: perché non lo ha fatto prima? Visto che la sua patente a crediti si è rivelata nient’altro che una gigantesca autcertificazione che ha riguardato solo la metà delle imprese edili a cui sono stati fatti meno del 2 per cento dei controlli e appena 20 sospensioni di patente. Sono dati dell’Inail rispondendo a una interrogazione del Pd, non della Cgil. Fanno solo chiacchiere”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

"Dopo tanti decreti inutili - conclude Scotto - dove la parola sicurezza è stata usata e abusata solo per reprimere chi dissente e chi protesta, una sola misura doveva fare il governo per decreto: introdurre il principio della responsabilità delle imprese committenti lungo la catena degli appalti. Per la destra però il dramma di 3 morti sul lavoro al giorno non è un urgenza. Perché non vogliono toccare interessi consolidati e continuare a garantire l’impunità dei colletti bianchi. Il referendum dell’8 e 9 giugno è una risposta all’azione dannosa e inefficace del governo e della ministra Calderone. Bisogna andare a votare".

 

31/05/2025 - 14:56

“Antonio Tajani parla di riconoscere la cittadinanza a chi studia in Italia, ma poi tace sul referendum che propone proprio questo. L’Italia ha una delle normative più restrittive d’Europa. Tajani faccia un atto di coerenza e coraggio. Oggi ci vogliono almeno 14 anni per ottenere la cittadinanza, contando il tempo della burocrazia e con il referendum si arriverebbe a 9. Un tempo eccessivo, che di fatto esclude tantissimi giovani nati e cresciuti nel nostro Paese da opportunità lavorative e formative, costringendoli a una condizione di precarietà e incertezza, con rinnovi continui del permesso di soggiorno. Tajani è surreale: a parole accoglie, nei fatti il suo partito scoraggia la partecipazione e ignora il voto. Se davvero crede che 'chi studia qui è italiano', lo dimostri: sostenga il diritto di votare e si schieri con chiarezza. Basta paura, basta ipocrisie. La cittadinanza non si celebra nei congressi, si costruisce con atti concreti. Cosa vi spaventa?”. Così la deputata democratica Ouidad Bakkali in merito alle affermazioni del ministro Antonio Tajani al congresso di Forza Italia Giovani.

31/05/2025 - 12:35

“Con quale faccia Antonio Tajani, oggi da vicepremier, si presenta ai giovani parlando di impegno e futuro, mentre il suo partito e il governo di cui fa parte scoraggiano apertamente la partecipazione democratica, a partire proprio dal voto? Sul referendum il governo scappa perché ha paura. Meloni, Tajani e Salvini continuano a non dire una parola su un appuntamento che riguarda diritti fondamentali proprio per le nuove generazioni. Vogliono davvero che i cittadini non partecipino, non votino, non si esprimano? È così che intendono il confronto democratico: un fastidio da evitare? E mentre Tajani si presenta ai giovani, la Lega gli impone un delirio antidissenso che mira a zittire ogni voce critica. È un messaggio ipocrita e pericoloso: parlare di valori mentre si manda il messaggio che la democrazia partecipata deve stare a cuccia. Chi governa non può sottrarsi. Deve spiegare da che parte sta. E deve farlo ora”. Così la deputata democratica Rachele Scarpa, responsabile Giovani e Salute del Partito Democratico.

 

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