“Quando dicevamo che la Zes Unica, così com’è stata progettata, avrebbe creato burocrazia invece di tagliarla e scoraggiato gli investimenti invece di incentivarli, non lo facevamo per recitare la parte dei bastian contrari. Già dalla sua genesi, la sua Zes mostrava limiti evidentissimi. Primo: come si può pensare che un tetto di spesa di 1 miliardo e 800 milioni potesse soddisfare le richieste di un territorio 500 volte più grande delle precedenti Zes. Secondo: avete messo in piedi una Struttura di missione che ancora oggi, a distanza di mesi, stenta a partire. Fino ad oggi il risultato è stato netto: zero autorizzazioni rilasciate”.
Così il deputato democratico della commissione Finanze, Claudio Stefanazzi, replicando al ministro Fitto dopo la sua informativa urgente sulla Zes unica.
“E mentre noi contestavamo ogni singolo passaggio - ha aggiunto - e la avvertivamo ad ogni passo falso dei rischi che si addensavano all’orizzonte, lei andava in conferenza stampa e ci diceva che era tutto ok. Puntando come al solito il dito sulle opposizioni, su quei parlamentari del Pd che ‘sperano che le cose vadano male’. E’ stata una follia aver pensato che allargando a dismisura il perimetro dell’area, i soldi sarebbero bastati comunque e per tutti. Non è colpa dell’Agenzia se avevate promesso il 60% di sgravi, ma avete messo risorse per arrivare a malapena al 10. Forse credeva di essere già dietro una scrivania a Bruxelles e invece è ancora qui. La Zes Unica - ha concluso - è un esperimento fallito e gli unici a pagarne le conseguenze, sono le imprese, l’economia, i lavoratori meridionali”.
“Un vero capolavoro: il ministro Raffaele Fitto è riuscito a demolire con un tratto di penna le 2 ZES che, dopo un lungo percorso, erano stato avviate in Sicilia. La scusa – aveva detto – era crearne una sola, una grande e unica ZES per l’intero Mezzogiorno che avrebbe accentrato e reso più efficiente gli interventi in favore delle imprese del Meridione. Siamo di fronte ad un fallimento totale: apprendiamo in queste ore – che a fronte di richieste pari a 9,4 miliardi di euro, le risorse disponibili ammontano appena a 1,7 miliardi. Anzichè ricevere quindi un contributo del 60% sotto forma di credito di imposta, secondo un mero calcolo dell’Agenzia delle Entrate, le imprese riceveranno poco più del 17%. E’ una condanna a morte per le aziende del Sud e per quelle della Sicilia in particolare, dove, era stato avviato il percorso di 2 ZES (una per l’Oriente e una per l’Occidente) che, proprio perché stava cominciando a dare i suoi frutti, il ministro Fitto, Mr. Demolition Sicilia – con la complicità dell’intero centrodestra, ha pensato bene di cancellare tutto e varando un provvedimento vuoto che non prevede attrattività e non concede agevolazioni per incentivare l’occupazione”. Così il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo e deputato nazionale Dem, polemica sul credito di imposta per le imprese che vogliono effettuare un investimento nella Zes unica del Mezzogiorno, in vista dell’intervento di oggi alla Camera, del ministro Raffaele Fitto.
“Colpisce per altro – aggiunge - la posizione assunta dalla Confindustria che oggi, come riportato dal Sole 24 ore, rileva come ci sia ‘una risposta positiva delle imprese del Sud’. Al danno infatti si aggiunge la beffa nei confronti delle imprese del Mezzogiorno che, senza dubbio hanno in massa aderito ma che - conclude - si ritrovano, a fronte di investimenti già programmati, cornute e mazziate”. In Sicilia inoltre il governo ha previsto solo 4 tipologie (microelettronica, agriter, turismo e assistenza sanitaria) escludendo quindi settori nevralgici come la riconversione ambientale, la transizione ecologica, la cantieristica navale mente per altre regioni, meno popolose, sono stati previsti anche il doppio delle tipologie”.
“Sui balneari la Regione Toscana merita un plauso: supera il vergognoso e dannoso immobilismo del governo e indica una soluzione capace di dare indicazioni concrete ai comuni tenendo insieme leggi comunitarie, principi di concorrenza, diritti dei consumatori e sostenibilità economica delle imprese”. Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente in merito alla legge approvata dal Consiglio regionale della Toscana che prevede un adeguato indennizzo all’impresa uscente in caso di perdita del bando.
“La destra - conclude Simiani - per mero opportunismo elettorale, ha creato il caos, dimostrando come sia incapace di prendersi responsabilità di governo anche dopo il pronunciamento della Corte di giustizia europea che ha dichiarato legittimi gli espropri al termine delle concessioni. Questo stallo rischia di penalizzare tutti nell’assoluto silenzio di Giorgia Meloni”.
“Con un colpo di maggioranza, inusuale per le decisioni che attengono all’Ufficio di Presidenza della Camera, l’Aula della Camera ha deciso di dare vita ad una società in house a cui affidare alcuni dei servizi che fino ad ora erano stati esternalizzati attraverso gare di appalto. Con un percorso accelerato, senza i necessari approfondimenti e senza una valutazione puntuale dei costi e dei benefici, anche per dare le giuste certezze ai lavoratori dal punto di vista economico e professionale, la destra, con grossolane bugie, smascherate nel dibattito parlamentare, ha tentato di far credere che i nemici del popolo fossero quelle forze politiche che chiedevano, senza alcuna pregiudiziale, più tempo per riflettere, anche per studiare i dati di effettiva praticabilità dell’operazione tenendo conto, in primis delle legittime aspirazioni dei lavoratori. A prendere questa decisione è stata invece la stessa destra che respinge, in queste stesse aule, quelle migliorie per i lavoratori a cominciare dall’approvazione del salario minimo”.
Lo dichiara il deputato democratico, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera.
“Per avvalorare la loro tesi - aggiunge - la destra ha lasciato intendere che lo sfruttamento dei lavoratori, anche dal punto di vista salariale, e le loro condizioni di dignità lavorativa siano avvenute sistematicamente in questi anni con l’evidente avvallo dell’amministrazione della Camera. Accuse pesanti che meriteranno di essere ulteriormente valutate, come ha proposto la vice presidente Ascani, con una indagine interna, urgente e puntuale. Le ragioni del nostro dissenso erano e sono legate al fatto che chiedevamo una adeguata istruttoria sulla sostenibilità finanziaria, sulla capacità della Società di garantire in via autonoma l’equilibrio economico finanziario, sulla funzionalità della soluzione rispetto alle esigenze e agli obiettivi dell’amministrazione e soprattutto sulla necessità di non mettere i lavoratori di fronte a scenari incerti che potrebbe scaturire successivamente. Nel frattempo segnalo che per accendere solo i motori della Società in house è stato previsto di distaccare personale interno della Camera per un costo non contabilizzato complessivo di circa un milione di euro. Se avessimo utilizzato queste prime risorse sul personale che attualmente è inquadrato nelle cooperative, quelle brutte e cattive, questi stessi lavoratori avrebbero avuto un aumento di stipendio di circa tremila euro all’anno. Con i nuovi contratti sarà garantito tutto questo o cambiando il regime contrattuale vedranno indebolita la loro busta paga? Per questo in un ordine del giorno accolto abbiamo chiesto che il collegio dei questori relazioni con regolarità in questa aula per monitorare la gestione della vita della Società in house e per capire se ai lavorati, a cui noi teniamo e sui quali non esercitiamo l’arma spuntata della propaganda, vengano garantiti tutti i diritti che fino ad ora hanno potuto avere, compresa quella occupazionale, in virtù delle garanzie di continuità lavorativa messe in atto tra un appalto e l’altro. Sulle tutele dei lavoratori - conclude - continueremo a vigilare e non arretreremo di un centimetro. Anche di fronte alla più bieca propaganda”.
"Respinta, in commissione, la nostra richiesta di non derogare di un ulteriore anno la fine del vincolo sportivo, strumento ingiusto e anticostituzionale e destinato ad essere superato da “premi di formazione” che vadano a riconoscere, giustamente, il lavoro e gli investimenti delle società sportive nel percorso di costruzione di atlete e atleti. Alcune federazioni lo hanno fatto: la FederVolley e la FederBasket, per esempio, hanno già comunicato, che indipendentemente dal legislatore, si auto-regolamenteranno confermando l’abolizione del vincolo sportivo dal 1 luglio scorso. Purtroppo, e nonostante queste prese di posizioni, in questo Paese l’unica certezza è che, in prossimità di un provvedimento ci sarà sempre qualcuno che, per interesse personale, chiederà una deroga e, se potente a sufficienza, la otterrà. Denunciamo l’ennesima prevaricazione nei confronti di atlete a atleti, compresi milioni di dilettanti e amatori. Vince, ancora una volta la prepotenza di qualcuno, sulla pelle di atleti e anche tante società che vedono cambiare le proprie programmazioni e scelte di vita tre giorni prima di una scadenza nota da tempo. Tutto ciò a colpi di decreti. Continueremo a lottare e a denunciare quello che vediamo accadere in questa Aula ogni singolo giorno: la mortificazione della dignità dello sport e degli sportivi per compiacere qualche interesse personale” così il responsabile nazionale sport del Pd, il deputato democratico, Mauro Berruto.
“Un’alluvione di libri – riemergere con la cultura” è il progetto con cui Castel Bolognese, in provincia di Ravenna, punta a diventare la capitale italiana del libro 2025. Una candidatura nel segno della ripartenza dopo l’alluvione, ma non solo, perché Castel Bolognese ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi la candidatura. E’ questo il tema della conferenza stampa che si terrà oggi, giovedì 25 luglio 2024 alle ore 13.00, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati. Castel Bolognese può vantare una tradizione culturale e letteraria importante oltre a infrastrutture moderne ed efficienti e il supporto di tutta la cittadinanza. La deputata dem Ouidad Bakkali illustrerà le ragioni della candidatura. Saranno presenti anche Luca Della Godenza e Luca Selvatici, rispettivamente Sindaco e assessore alla Cultura di Castel Bolognese e Mauro Felicori, assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna (collegato da remoto).
"Tra poche ore la presidente Meloni accoglierà a Palazzo Chigi il presidente israeliano Isaac Herzog, a poche ore dall'arrivo di Netanyahu negli Usa.
Ad accogliere il premier, a Washington, una grande protesta: l'occupazione pacifica del Campidoglio da parte della comunità ebraica statunitense che chiede la fine della vendita di armi a Israele, le annunciate assenze eccellenti in Parlamento da Kamala Harris a Nancy Pelosi insieme a circa 100 parlamentari democratici, decine di migliaia di persone all'esterno che manifestavano contro la sua presenza.
Manifestanti contro cui il premier israeliano ha usato parole offensive definendoli "stupidi", "utili idioti dell’Iran", e invitandole a vergognarsi.
Il mondo è indignato per quello che il governo israeliano sta facendo a Gaza e in Cisgiordania, per lo sterminio del popolo palestinese, l'avanzamento delle colonie illegali, l'uso della fame e della sete come armi di guerra.
Il mondo, tranne quei parlamentari repubblicani della principale potenza democratica che hanno tributato al premier israeliano perfino una standing ovation dimenticando i gravissimi crimini di guerra di cui si sta macchiando.
La Corte internazionale di giustizia ha chiaramente parlato di rischio di genocidio e condannato le politiche di annessione di territori palestinesi portate avanti da Netanyahu e dai suoi ministri di ultra destra.
Un'indignazione che non può più essere ignorata né da Netanyahu né dai leader dei paesi in cui le proteste animano le piazze, anche quelle delle comunità ebraiche come abbiamo visto a Washington, a Londra e in diversi altri paesi.
Non la può ignorare Israele e non la può ignorare neanche l'Italia dove la presidente Meloni sta per stringere la mano a Herzogh. E' l'occasione perfetta per dire chiaramente che l'Italia condanna la punizione collettiva imposta ai palestinesi di Gaza e l'esproprio illegale di case e terre che in Cisgiordania sta crescendo di giorno in giorno, con il chiaro obbiettivo di annettere l’intera Palestina.
Lo faccia, presidente Meloni, tenga fede a quanto stabilito dalla Corte dell'Aja: chieda formalmente a Herzogh di porre fine al massacro e di restituire ai palestinesi la terra che è stata loro illegalmente sottratta". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La maggioranza getta la maschera: nonostante quanto annunciato, non c’è nessuna volontà di intervenire nei decreti in scadenza per chiarire la normativa edilizia su ristrutturazioni e altezze. Milano ancora una volta viene tradita dalla destra e dalle loro promesse. Per evitare la debacle totale, la maggioranza ha deciso di presentare una proposta di legge sulla ristrutturazione edilizia nei contesti di rigenerazione. Se non sono riusciti a intervenire con un emendamento come pensano di farlo imbarcandosi nel più lungo e complesso iter per l’approvazione di una proposta di legge?”.
Così la deputata democratica, Lia Quartapelle.
"Per l'ennesima volta, oggi il governo ha chiarito che slogan come "prima gli italiani", l'autodefinirsi "patrioti" e il continuo parlare di "nazione" di cui i suoi esponenti più in vista abusano, valgono a corrente alternata.
Ad esempio non valgono per le famiglie delle vittime delle stragi nazifasciste che chiedono il risarcimento che spetta loro come previsto dalla legge.
Dopo diverse settimane, oggi il governo ha risposto all'interrogazione a mia prima firma e sottoscritta dalle colleghe Bonafé e Malavasi e dai colleghi Di Sanzo, Fossi, Furfaro, Scotto e Simiani, che chiedeva conto dei ritardi e degli escamotage procedurali accampati dall'Avvocatura dello Stato per non procedere con i risarcimenti. Uno dei casi più eclatanti è quello della strage di Civitella Val di Chiana dove quest'anno il Presidente della Repubblica Mattarella in persone è andato a celebrare il 25 aprile. Ai familiari delle vittime di quell'eccidio, come a quelli di altre carneficine avvenute durante l'occupazione nazista, lo Stato continua a negare il risarcimento.
E la risposta del governo è stata, di fatto, un modo per rivendicare l'assurdo comportamento dell'Avvocatura che non fa che accampare scuse. Ci sono casi davvero incredibili come quello in cui, secondo l'Avvocatura, i figli non avrebbero titolo perché non erano nati al momento della strage. Motivazioni che, in diversi casi, vengono contraddette dai tribunali.
Ma come si può costringere persone che hanno perso i loro cari per causa della violenza nazifascista ad affrontare pure una causa civile per avere quello che spetta loro? Perché è questo che stanno facendo il governo e l'Avvocatura dello Stato: lungi dal tutelare i propri cittadini e le proprie cittadine, si accanisce contro di loro". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Sangiuliano venga a riferire in Commissione Cultura alla Camera sulle ragioni della proroga della delega sullo spettacolo dal vivo” lo chiedono i deputati democratici della commissione Cultura di Montecitorio che stigmatizzano le continue assenze del ministro dal parlamento. “Impegnato ad inaugurare i cantieri della cultura voluti e finanziati dal suo predecessore, Sangiuliano interviene in parlamento solo per qualche question time ‘amico’ presentato dai suoi colleghi di maggioranza ma non si presenta mai davanti alle richieste delle opposizioni. È molto grave, il presidente Mollicone sia garante delle prerogative della commissione cultura”.
“La proposta di Fratelli d’Italia di rinviare la discussione della proposta di legge Giachetti sulla liberazione anticipata speciale va respinta per ragioni di merito, ma soprattutto sul profilo della civiltà. Rappresenta uno schiaffo alla civiltà. La realtà delle nostre carceri è esplosiva. Lo testimoniano i numeri: 61.480 detenuti per 44.067 posti disponibili. Vi sono celle che vedono raddoppiato se non triplicato il numero di reclusi rispetto alla capienza. Dall’inizio dell’anno si sono verificati 58 suicidi tra i detenuti e 6 fra gli agenti penitenziari. Come Partito democratico ci rivolgiamo all’Aula un richiamo di civiltà e alle vostre coscienze. Ma veramente il sottosegretario Delmastro pensa che il problema sia dovuto alla sola presenza degli stranieri? Ma la maggioranza non si rende conto che ogni settimana ha aggiunto un reato nuovo, fino a tenere in carcere le donne incinte e i bimbi fino a un anno? Cosa aspettano i moderati a tirare fuori un minimo di orgoglio?”.
Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.
“Le risposte di oggi ai Question Time rivolti al Ministro Salvini sono raggelanti e dimostrano il sempre più scarso senso della realtà del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Matteo Salvini non può continuare a indignarsi per il caos trasporti vissuto in questi giorni da milioni di passeggeri negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie italiani, tra ritardi biblici e cancellazioni senza preavviso senza fare assolutamente nulla se non un continuo scaricabarile verso le responsabilità altrui. Quando gli si chiede conto delle sue azioni risponde in maniera evasiva e strumentale come se fosse un comune passeggero che subisce disagi. Il Ministro è lui non può limitarsi a chiedere chiarimenti ma deve assumersi le sue dirette responsabilità e come abbiamo già chiesto ripetutamente nei giorni scorsi venire in Aula a riferire dettagliatamente sulla gravissima situazione che il Paese sta vivendo e su tutto quello non sta facendo per superarla”. Così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu.
Percentuale alle imprese ridicola. Contributi a pioggia su un territorio troppo ampio
“Sulla testa del ministro Fitto si susseguono le tempeste, una dopo l’altra. Dopo la lentezza della spesa del Pnrr dei ministeri, nonostante gli avvertimenti sull’eccessiva centralizzazione delle modifiche effettuate, esplode in tutta la sua evidenza il fallimento della Zes unica dopo la comunicazione dell’Agenzia delle entrate che dà conto dell’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti in base alle comunicazioni validamente presentate dal 12 giugno 2024 al 12 luglio 2024, pari a 9.452.741.120 euro, a fronte di 1.670 milioni di euro di risorse disponibili, che costituiscono il limite di spesa, per il quale la percentuale del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario è pari al 17,6668 per cento (1.670.000.000 / 9.452.741.120) dell’importo del credito richiesto”.
Così il deputato dem della commissione Bilancio, Silvio Lai.
“Si tratta - aggiunge - di un fallimento della strategia proposta da Fitto, perché a fronte di un finanziamento che da 1,4 miliardi destinati alle imprese che sceglievano le aree industriali connesse con i principali porti, passa ai 1,6 miliardi ma spalmati in tutto il territorio del mezzogiorno con il risultato di finanziamenti diffusi a pioggia, senza alcuna strategia e ininfluenti rispetto allo stimolo reale agli investimenti. Anziché incolpare l’Agenzia delle entrate - conclude - che ha solo fatto quanto previsto dalla legge, Fitto dovrebbe chiedere scusa per il gravissimo danno fatto alle regioni del Mezzogiorno e alla loro struttura imprenditoriale”.
“Anche la Commissione europea riconosce che il premierato rappresenta una violenza alla nostra Costituzione che mina l’equilibro fra i poteri della Repubblica. Una riforma contro il Presidente della Repubblica e contro il Parlamento su cui la maggioranza, alla Camera come al Senato, non vuole neanche aprirsi al confronto in commissione. Questa è una riforma che non è vero che produrrà più stabilità, ma produrrà più instabilità”. Così in una nota i deputati democratici della commissione affari costituzionali della Camera.
Le opposizioni hanno inviato una lettera congiunta ai presidenti di Camera e Senato per “denunciare il progressivo e inquietante silenziamento di ogni richiesta delle opposizioni in commissione di vigilanza Rai”. La lettera, firmata da Stefano Graziano (PD), Dario Carotenuto (M5S), Maria Elena Boschi (IV), Angelo Bonelli (AVS), Giuseppe De Cristofaro (AVS), Maria Stella Gelmini (Azione), sottolinea come la maggioranza stia “mortificando la commissione di vigilanza, limitando l’azione politica dei gruppi di opposizione che, nonostante le garanzie di dialogo assicurate dalla Presidenza, in questo modo vengono, di fatto, privati della loro funzione di controllo”.
Ecco il testo integrale della lettera
Egregi Presidenti,
sottoponiamo alla Vostra attenzione una oggettiva criticità per quel che riguarda l’agibilità politico istituzionale dei commissari di opposizione nell’ambito della Commissione di Vigilanza per i servizi radiotelevisivi che necessita di un Vostro tempestivo intervento.
Riteniamo gravissimo quanto accaduto, da ultimo questa mattina, con il diniego, durante la seduta della Commissione, della richiesta di convocare in audizione il Cdr e la vicedirettrice di Rainews che si era dimessa dopo il caso della mancata copertura delle elezioni francesi, il Dg e il Capo del Personale Rai per la vicenda legata alla fiction girata sull’isola di Stromboli e per il caso di alcune nuove assunzioni attenzionate dalla stampa nazionale.
Vogliamo denunciare che stiamo assistendo ad un progressivo e inquietante silenziamento delle richieste da parte dei gruppi di opposizione.
La richiesta di votazione per ogni proposta che venga dai partiti di minoranza, negando ogni consenso in Ufficio di Presidenza e bocciando a maggioranza leproposte nelle sedute plenarie, sta mortificando l’istituto della nostra commissione, limitando l’azione politica dei gruppi di opposizione che, nonostante le garanzie di dialogo assicurate dalla Presidenza, in questo modo vengono, di fatto, privati della loro funzione di controllo.
Per queste ragioni abbiamo ritenuto indispensabile rivolgerci alla Vostra attenzione consapevoli che siamo ad un punto massimo di criticità che rende necessario e imprescindibile un Vostro intervento per il ripristino di un ordinato confronto all’interno della Commissione a tutela delle prerogative dei gruppi di opposizione nell’esercizio della propria funzione.
Certi della Vostra sensibilità ed in attesa di riscontro inviamo i nostri più cordiali saluti.