"Palapartenope gremito per il Congresso Nazionale dei Giovani Democratici, che a Napoli hanno eletto Virginia Libero nuova segretaria nazionale. Un appuntamento partecipato, ricco di interventi e di entusiasmo, segno di una generazione pronta a ricostruire il futuro del Partito Democratico. Alla giornata ha preso parte anche la segretaria dem Elly Schlein, che ha ribadito l’impegno del PD nella lotta a ogni mafia, esprimendo solidarietà alla giudice Maria Francesca Mariano e richiamando la centralità del diritto allo studio, alla casa e al salario minimo.
A margine dell’iniziativa, il deputato dem Stefano Graziano parla di “una bella pagina di partecipazione e impegno civile, che restituisce energia al nostro partito”. “L’entusiasmo dei Giovani Democratici” - continua Graziano - “è la linfa vitale per un PD aperto, progressista e radicato nel Paese.” “Alla neo segretaria Virginia Libero e a tutte e tutti loro va il mio augurio più sincero: sono la futura classe dirigente di cui l’Italia ha bisogno. Il Paese ha bisogno di loro”, conclude Graziano.
"Daniela Santanchè dovrebbe dimettersi da tempo per vicende ben più gravi di questa, ma abbiamo avuto l’ennesima prova della sua inadeguatezza dal post entusiasta che ha pubblicato per rilanciare la storia di una famiglia inglese convinta che fosse venuta a vivere in Italia perché si vive meglio, quando se fosse andata oltre il titolo e avesse letto l’articolo del Telegraph avrebbe scoperto che racconta l’esatto contrario, spiegando le ragioni del pentimento che li aveva portati a ritornare in Inghilterra. I post si possono cancellare, la figuraccia internazionale di avere un ministro come lei no. Se Giorgia Meloni non è in grado di ottenere le sue dimissioni perlomeno la obblighi a chiudere i profili social!". Lo scrive sui suoi canali social il deputato Pd e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu pubblicando anche lo screenshot del post cancellato dalla Ministra Santanché.
“Tagli presentati come riforme, menzogne travestite da efficienza, e infine la paralisi dei fondi destinati al cinema e all’audiovisivo. Così si riassume l’azione del ministro Giuli, segnata da superficialità gestionale e da un evidente smarrimento politico. Dietro la retorica del cambiamento, solo improvvisazione, disordine e una gestione personalistica e umorale. Il blocco del decreto che avrebbe dovuto recuperare parte dei tagli inflitti dal ministro al settore cinematografico non è un incidente tecnico, ma il sintomo di una gestione improvvisata e per questo incapace di garantire chiarezza, tempestività e visione. Il settore culturale si trova oggi ostaggio di errori che ne compromettono la credibilità e la continuità. Giuli ha tagliato, promesso, taciuto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: immobilismo, sfiducia, e un ministero ridotto a terreno di scontro. Il Paese merita una conduzione all’altezza della sua cultura, non l’ennesima dimostrazione di inefficienza e disattenzione”. Così una nota della capogruppo democratica in commissione e cultura alla Camera, Irene Manzi che chiede al ministro di “riferire in parlamento sulla situazione caotica che ha determinato”.
“Ancora una volta Salvini trasforma una tragedia in propaganda, speculando sulla violenza sessuale accaduta a Firenze. Il governo ha il dovere di garantire sicurezza reale, non spot elettorali. Mandino più agenti nelle strade, garantiscano organici, mezzi e forze dell’ordine in ogni città, invece di inventarsi ogni volta proposte ridicole e inapplicabili. La sicurezza si costruisce con la presenza dello Stato, con la certezza della pena e con la prevenzione, non con slogan che servono solo a nascondere l’incapacità di chi governa. Pretendiamo un governo che prevenga le violenze sessuali, non che passi il tempo a commentarle mentre lascia i sindaci soli, in trincea.” Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, commenta le parole di Vicepremier Salvini.
“Sicurezza ora, sviluppo subito: la Tirrenica da Tarquinia a San Pietro a Palazzi”, è il titolo della conferenza stampa del Pd che si terrà martedì 12 novembre alle ore 13:00 presso la Camera dei Deputati. L’incontro intende riportare al centro dell’agenda politica la realizzazione della Strada Tirrenica, infrastruttura strategica per la sicurezza dei cittadini e per lo sviluppo economico del territorio. Nonostante l’urgenza dell’opera, negli ultimi mesi si sono registrati preoccupanti passi indietro da parte del Governo, che hanno rallentato e reso incerta una decisione attesa da decenni.
Interverranno: Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana; Luca Salvetti, Sindaco di Livorno; Gianni Chelini, Sindaco di Capalbio; Emiliano Fossi, Segretario del Partito Democratico Toscana; Marco Simiani e Laura Boldrini, Deputati PD; Ilenia Zambito e Silvio Franceschelli, Senatori PD; Francesco Gazzetti, Responsabile Infrastrutture del Partito Democratico Toscana; Leonardo Marras e Alessandro Franchi, rappresentanti del territorio eletti in Regione Toscana.
“Occorre fare luce su quanto avvenuto. Chiedo chiarezza su una vicenda non solo perché è accaduta a un amico e professionista serio, a cui esprimo tutta la mia solidarietà, ma anche perché il Governo deve uscire da questo silenzio e spiegare cosa è successo. Prima sono stati attaccati gli attivisti, poi i giornalisti, ora i consulenti politici. Cos’altro dobbiamo aspettarci?”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul Caso Paragon.
“A meno di due mesi dalla scadenza della misura finanziata nell’ambito del Pnrr, Transizione 5.0, le risorse pari a soli 2,5 miliardi di euro, risultano completamente assorbite dalle comunicazioni presentate dalle imprese. La dotazione iniziale del piano, 6,3 miliardi di euro è stata tagliata di 3,8 miliardi dal governo e ora le aziende che presenteranno domanda finiranno in una lista d’attesa, ricevendo solo una 'ricevuta di indisponibilità delle risorse'. È evidente che la chiusura anticipata non è dovuta a un 'successo' della misura, bensì a una rimodulazione politica del Governo, un vero fallimento operativo della misura, un grave errore politico e strategico dell'esecutivo che crea un danno reputazionale e operativo per il Paese e per il sistema produttivo”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd Pandolfo – primo firmatario - Ghio, Simiani, De Micheli, Di sanzo, Gnassi, Peluffo e Curti al ministro Urso sulla Transizione 5.0.
“Come Pd riteniamo inaccettabile che la principale misura industriale del PNRR sia stata trasformata in un imbuto burocratico che genera sfiducia e blocca gli investimenti. Chiediamo se il Governo intenda garantire che le imprese già prenotate non perdano il diritto all’incentivo e quali siano i criteri di priorità per la gestione della lista d’attesa”, concludono i parlamentari dem.
“Quest’estate era il caldo, ora saranno le piogge e le intemperie invernali: il lavoro dei rider va tutelato in ogni stagione. La proposta della legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata e discussa in Parlamento o diventare un emendamento alla Legge di Bilancio per individuare le risorse necessarie al periodo di sperimentazione dell'ammortizzatore. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata a Firenze il 12 novembre. L’appuntamento è alle ore 11 presso Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11. Insieme all’onorevole ci saranno Mattia Chiosi, membro della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil, l’assessore al Lavoro di Firenze Dario Danti e alcuni lavoratori.
“Anche a fronte del grande numero di incidenti che coinvolgono i rider, e uno dei motivi principali sono gli eventi climatici estremi, abbiamo un assoluto bisogno di tutele aggiuntive per far lavorare in sicurezza queste persone. Ora inizia il periodo delle piogge e a maggior ragione ci sarà bisogno di una regolamentazione chiara per garantire la sicurezza sul lavoro” dichiara Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil.
“Giorgia Meloni ha usato il Cnel per affossare il salario minimo. Allora serviva per attaccare l’opposizione e il principale sindacato italiano. Adesso invece prende le distanze da Brunetta sull’aumento di stipendio. E’ la solita sceneggiata. Siamo stanchi delle faide all’interno di una destra che tutto fa tranne che governare il Paese se e fare le riforme che servono ai lavoratori. Chiediamo l’immediata convocazione del Presidente del Cnel in commissione Lavoro per capire cosa sta succedendo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Apprendiamo che la Premier si sarebbe detta “irritata” per la decisione del presidente Brunetta di aumentarsi lo stipendio. Se solo sapesse quanto sono irritati – anzi, esasperati – gli italiani, che vedono ogni giorno peggiorare il proprio potere d’acquisto.
Da quando questo governo è in carica, i cittadini hanno perso di fatto uno stipendio all’anno. Si lavora per dodici mesi, ma con Meloni gli stipendi valgono ormai undici. Lo dice l’Istat, non il Pd. La Presidente del Consiglio farebbe bene a utilizzare il suo tempo e il suo potere per invertire questa tendenza. Trasformi la sua irritazione in un’azione concreta e chieda al ministro Giorgetti di inserire nella legge di bilancio misure reali per aumentare i salari e contrastare l’aumento del costo della vita”.
Così una nota del capogruppo democratico in commissione bilancio alla
Camera, Ubaldo Pagano.
"È davvero squallido e ridicolo il post X sulla borseggiatrice pubblicato oggi da Salvini. Contento di donne incinte o con bimbi piccoli detenute in carcere. Questo è il vicepremier di un governo che, di fronte a un mandato di arresto internazionale nei confronti di un assassino e torturatore, invece di consegnarlo alla Corte Penale internazionale, lo ha rimandato in Libia con volo di Stato. Libia dove poi è stato arrestato. Di quale sicurezza parliamo? Questo è un governo che dopo tre anni di operato vede i reati e la criminalità crescere pericolosamente nei quartieri delle città. E mentre cresce la criminalità, il Governo ha tagliato fondi fondamentali per le politiche di prevenzione nelle comunità sui territori. È evidente che siamo di fronte a un Governo che fa propaganda sulla sicurezza, ma non è in grado di dare risposta ai problemi reali del Paese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e segretario regionale del Pd Campania, a Tagadà su La7.
“L’aumento di stipendio del Presidente Brunetta al CNEL svelato dal quotidiano Domani è uno schiaffo in faccia a milioni di lavoratrici e lavoratori poveri di cui la Presidente Meloni deve rispondere”.
Lo dichiara il deputato Andrea Casu, componente della presidenza del Gruppo del Partito Democratico.
“La destra al governo - conclude Casu - getta la maschera: è contro la difesa dei diritti di chi ogni giorno viene sfruttato ma per i loro comodi gli aumenti ci sono sempre”.
"I dati sulla sicurezza nel nostro Paese sono impietosi. Lo confermano anche le elaborazioni pubblicate dal Sole 24 Ore, ma soprattutto lo confermano i cittadini, che ogni giorno vivono sulla propria pelle la percezione di un’Italia meno sicura: nei quartieri, nelle piazze, nei comuni di tutto il Paese. Forse la Presidente del Consiglio, che ormai sembra conoscere poco la realtà del territorio, non se ne accorge. Ma i numeri parlano chiaro: rispetto al 2023, nel 2024 i reati sono aumentati dell’1,7%. Crescono furti, estorsioni, episodi di violenza e rapine. Cresce l’allarme sociale, mentre la risposta del Governo è stata finora solo propaganda". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale del Pd Campania, a Tagadà su La7.
“Oltre che un grave danno, siamo davanti alla beffa. Il governo decide di abbandonare Genova e l’intera Liguria dalle candidate per una delle cinque Gigafactory europee sull'intelligenza artificiale. Le parole del ministro Urso sono inequivocabili quando oggi ha annunciato la Puglia come prossima sede della Gigafactory. Che fine hanno fatto tutte le promesse precedenti su Genova e perché questo repentino cambiamento?” Lo dichiara in una nota il deputato ligure e capogruppo Pd in commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo. “Dopo i tagli in manovra dei fondi all'IIT, serve con urgenza che Urso chiarisca quali siano le vere intenzioni del governo e soprattutto che queste non siano una delle tante promesse elettorali a ridosso delle prossime elezioni amministrative in Puglia. É altresì necessario sapere come mai il presidente della Regione Liguria, Bucci non abbia battuto ciglio davanti a questo drastico voltafaccia”, conclude Pandolfo.
“Gli scioperi e le vertenze sempre più frequenti in Rai dimostrano un deterioramento delle relazioni industriali e della situazione di sostenibilità economica di un'azienda pubblica ormai sotto sequestro del Governo Meloni. Siamo ad un vero e proprio degrado, un depauperamento dell’area editoriale, siamo alla mortificazione dei diritti dei giornalisti. Vengono offerti stipendi troppo bassi a nuovi apprendisti. Non basta nemmeno più la teleMeloni tax per risollevare l’azienda”. Lo dichiara in una nota Ouidad Bakkali, deputata Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.