"La maggioranza delle italiane e degli italiani ha scelto di difendere la Costituzione. La posta in gioco era altissima: non solo il governo puntava a indebolire la magistratura, ma voleva scardinare la Costituzione e i suoi valori fondamentali.
Grazie ai milioni di elettrici ed elettori che sono andati in massa ai seggi e hanno votato NO.
Il governo ne prenda atto: il suo disegno è fallito.
Viva la Costituzione antifascista!". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ha vinto il NO.
Ha vinto la Costituzione, che resta il punto fermo della nostra democrazia.
Le cittadine e i cittadini hanno scelto di difenderla, con partecipazione e consapevolezza". Lo scrive su X la deputata Pd Michela Di Biase.
“Il risultato è chiarissimo: l’Italia ha respinto un cambiamento della Costituzione fatto a colpi di maggioranza e mortificando il Parlamento. E con una partecipazione straordinaria che conferisce al risultato un indubbio significato politico” così Lorenzo Guerini del Pd.
Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA.
“Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”. Così la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.
Un’altra morte sul posto di lavoro. Un’altra vita spezzata a 22 anni. Un pensiero di solidarietà e vicinanza alla famiglia e agli affetti dell’operaio ventiduenne che stamattina è rimasto incastrato nel cilindro di un macchinario sul posto di lavoro a Selvazzano dentro (PD). Attendiamo che sia fatta al più presto chiarezza sulla dinamica dell’incidente, ma una cosa è certa: la sicurezza sul lavoro è un’emergenza nazionale, un problema grave e strutturale, e come tale andrebbe trattato dalle istituzioni.
"Protagonista di una lunga stagione politica e istituzionale, Paolo Cirino Pomicino ha ricoperto incarichi di grande responsabilità nei governi e in Parlamento, offrendo un contributo significativo alla vita democratica del Paese in una fase complessa e centrale della sua storia. Fino all’ultimo ha continuato ad animare il dibattito politico con le sue acute riflessioni. Alla sua famiglia rivolgo il mio più sentito cordoglio". Lo dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.
“Le minacce di morte ricevute dal presidente Attilio Fontana sono da condannare senza sé e senza ma.
La condanna è totale e va ricondotta a persone che nulla hanno a che fare con il confronto politico che per quanto riguarda il PD è fermo è completamente alternativo rispetto alla maggioranza, ma mai irrispettoso di persone e idee”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli Deputato del PD eletto in Lombardia e vicepresidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul COVID.
“Emergono oggi nuovi e inquietanti particolari sulla vicenda che riguarda il sottosegretario Delmastro, che rendono ancora più grave e incomprensibile la mancata presa di posizione della Presidente del Consiglio. Si parla di utilizzo di contanti nel passaggio di quote societarie e di indagini per riciclaggio e intestazione fittizia che coinvolgerebbero anche una giovane socia, indicata come amministratrice unica della società.
Siamo di fronte a elementi che, se confermati, delineano un quadro ulteriormente preoccupante, incompatibile con il ruolo delicato ricoperto dal sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria. Se tutti questi elementi fossero confermati non si tratterebbe più di episodi isolati o di leggerezze, ma di una sequenza di fatti che richiederebbero trasparenza immediata e assunzione di responsabilità.
È grave che la Presidente Meloni continui a difendere in modo acritico un esponente del suo Governo senza pretendere chiarimenti pubblici e azioni conseguenti su questioni così rilevanti. Di fronte a ombre di questa portata, occorre agire con tempestività e trasparenza per tutelare le istituzioni e la loro credibilità.
Chiediamo ancora una volta che Meloni riferisca con urgenza e spieghi quali siano le ragioni per cui non ritiene necessario intervenire. Il tempo delle omissioni è finito: gli italiani meritano risposte chiare e comportamenti all’altezza delle istituzioni”.
Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“I consulenti del lavoro, così come i professionisti, svolgono una funzione essenziale nel Paese. Bisogna però fare ancora tanto per favorire il superamento del gender gap che nelle professioni è molto alto, oltre il 46%, e occorrono misure e sostegni adeguati ”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, questa mattina a Torino al Congresso interregionale del Piemonte e Valle d’Aosta dei consulenti del lavoro, dal titolo “Dentro il futuro”.
“É fondamentale in questo tempo in cui l’intelligenza artificiale impattata pesantemente riuscire a sostenere il loro lavoro - ha proseguito la deputata - Le loro professionalità e la qualità degli ordini professionali deve essere valorizzata non in modo conservativo ma multidisciplinare e avanzato”.
“Non basta la neutralità fiscale ma servono incentivi al lavoro di qualità e al sostegno al welfare dei professionisti, in modo particolare per le donne. In questa fase si discute di diverse riforme delle professioni e forse poteva essere utile un approccio più uniforme e razionale, anche per disegnare una traiettoria più lineare e trasparente, mentre attualmente ci troviamo con percorsi paralleli, velocità diverse, decreti con scadenza diverse”, ha concluso Gribaudo.
“Siamo è in campo da settimane per spiegare le ragioni del No al referendum sulla legge Nordio. Una legge costituzionale pericolosa perché non migliora la giustizia per i cittadini, non accorcia i tempi dei processi, non affronta il problema degli organici nei tribunali. Fa un'altra cosa: mette a rischio l'indipendenza della magistratura, introduce il sorteggio per chi deve far parte del Csm e separa le carriere senza che questo porti alcun beneficio concreto a chi aspetta giustizia. Noi crediamo che la giustizia vada riformata, ma con serietà. Servono più magistrati, più personale amministrativo, più risorse per i tribunali. Qui a Prato lo sappiamo bene: il nostro Tribunale ha una carenza cronica di organico. Questo referendum non risolve nulla di tutto questo. Per questo chiediamo ai pratesi di andare a votare e di votare no. È una scelta che riguarda l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Riguarda tutti”.
Così Christian Di Sanzo, deputato PD eletto in Nord e Centro America e segretario reggente del PD Prato.
“Nel 2013 Giorgia Meloni auspicò le dimissioni della ministra PD Josefa Idem, colpevole di aver eluso il pagamento di un tributo locale.
La sua sosia oggi, diventata Presidente del Consiglio, non vede la chiara violazione da parte del sottosegretario Delmastro del principio contenuto nell’articolo 54 della Costituzione che impone ai cittadini ai cui sono affidate funzioni pubbliche di adempierle con disciplina e onore.
Che cosa deve ancora venire fuori affinché la Presidente Meloni chieda le dimissioni di Delmastro?
Altro che manine occulte.
Più il tempo passa, più può legittimamente crescere nell’opinione pubblica il dubbio che la difesa d’ufficio dei comportamenti del sottosegretario della Giustizia nasconda altro.
Presidente Meloni accompagni Delmastro all’uscita dal Governo coerentemente alle sue posizioni del 2013: ne guadagnerebbero le istituzioni della nostra Repubblica che non possono più tollerare quanto sta emergendo ogni giorno”
Lo scrive in una nota l’on. Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati
“Meloni parla di ‘manina’ a proposito di Delmastro. Per lei la responsabilità non è di chi fa una società con la figlia di un prestanome del clan Senese. Ma piuttosto di chi ha rivelato questa vicenda grave all’opinione pubblica. Meloni evoca complotti perché ha paura di perdere”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Questa riforma è una riforma profondamente sbagliata che lede l’autonomia della magistratura e non risolve i problemi che i cittadini hanno nell’ambito della giustizia italiana. È stata approvata in prima lettura senza che il parlamento potesse apportare la minima modifica e questo è un fatto gravissimo, perché il ruolo del parlamento è stato completamente esautorato e scavalcato dal governo che vuole questa riforma della giustizia solamente per eliminare il potere decisionale dei magistrati. Servono alcuni correttivi, serve una riforma che abbia un senso, senza stravolgere l’assetto costituzionale della legge”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo del PD in commissione difesa della camera a margine di un’iniziativa ad Avellino per dire NO al referendum costituzionale.
"Servono risposte chiare e tempestive dal governo sulla prospettata vendita della sede fiorentina della Rai - Radiotelevisione Italiana e sulle conseguenze per il servizio pubblico in Toscana": è quanto chiede la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè con un’interrogazione depositata a Montecitorio "che sollecita l’esecutivo a chiarire quali iniziative urgenti intenda adottare per salvaguardare la sede quale presidio strategico, se ritenga opportuno intervenire per garantire il mantenimento delle attività giornalistiche e produttive e la tutela dei livelli occupazionali, e se siano in corso o previste interlocuzioni con i vertici Rai e le istituzioni territoriali".
"E' necessario individuare soluzioni condivise che evitino la dismissione dell’immobile e assicurino, anche in futuro, una presenza capillare ed efficace del servizio pubblico radiotelevisivo nel capoluogo toscano, in coerenza con gli obblighi del contratto di servizio. Serve una verifica puntuale che possa coniugare le esigenze di gestione con la salvaguardia del pluralismo informativo e della coesione sociale": conclude.
“Il Governo introduce un nuovo ‘gratta e vinci’ da 30 euro proprio mentre il caro carburanti mette in difficoltà famiglie e imprese. È necessario interrogarsi su quale modello di sviluppo la destra stia promuovendo. Uno basato sulla resilienza e sul supporto reale ai cittadini oppure uno che alimenta aspettative aleatorie in momenti di difficoltà diffusa. In un contesto in cui il potere d’acquisto cala e l’indebitamento cresce, la scelta di incentivare ulteriormente il gioco d’azzardo solleva interrogativi seri sulle priorità politiche ed economiche della destra nel nostro Paese. Offrire l’illusione di una vincita facile rischia di aggravare situazioni già fragili, anziché fornire strumenti concreti di sostegno. Una sola parola: vergognatevi!”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.