16/03/2026 - 18:00

“L’impennata dei costi dei carburanti sta scaricando i suoi effetti peggiori sull’intera filiera economica, colpendo duramente il carrello della spesa e la capacità produttiva delle nostre aziende. Davanti a questa emergenza, la destra continua a fuggire dalle proprie responsabilità, preferendo la propaganda di giornata a interventi strutturali che potrebbero realmente dare ossigeno al Paese. È inaccettabile che, mentre i cittadini vedono erosi i propri risparmi, il Governo rimanga a guardare senza attivare strumenti efficaci di sterilizzazione dell'accisa o di sostegno diretto ai settori più esposti. Non si può governare un Paese a colpi di slogan mentre l’inflazione morde i beni di prima necessità. Chiediamo che l'Esecutivo smetta di occuparsi di temi marginali e torni alla realtà: servono misure concrete per calmierare i prezzi dell'energia e dei trasporti. La mancanza di una strategia seria su questi dossier non è solo un errore politico, ma una colpa che ricade direttamente sulle spalle degli italiani, che oggi pagano il prezzo di un'approssimazione che Palazzo Chigi non può più permettersi di nascondere.”
Così Vinicio Peluffo, vicepresidente in commissione Attività produttive della Camera.

16/03/2026 - 16:30

“Mentre il prezzo della benzina torna a pesare sempre di più sulle tasche degli italiani e trascina con sé l’aumento dei costi di trasporto e dei generi alimentari, dal governo continuano ad arrivare silenzi, propaganda e distrazioni. I costi dell’incapacità di Meloni stanno ricadendo direttamente sui cittadini e sulle imprese italiane”. Lo dichiara Toni Ricciardi, vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera. “Chiediamo misure chiare e strutturali per contenere il caro carburanti e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. Invece assistiamo a un governo che sembra più impegnato a costruire narrazioni sui social che a mettere in campo soluzioni concrete per il Paese. Palazzo Chigi resta blindato e non arriva una strategia seria sul costo dell’energia e dei carburanti e il risultato è sotto gli occhi di tutti: inflazione che colpisce i beni di prima necessità e filiere produttive sempre più sotto pressione. Francamente – conclude Ricciardi – gli italiani avrebbero bisogno di decisioni e responsabilità, non di diversivi. Se la risposta alla crisi del caro benzina è invitare la ‘famiglia del bosco’ al Senato, significa che qualcuno ha perso il contatto con le priorità reali del Paese”.

16/03/2026 - 16:25

Mentre il prezzo della benzina continua a schizzare alle stelle e, a catena, aumentano anche i generi alimentari e il costo della vita per milioni di famiglie, il Paese avrebbe bisogno di un governo concentrato, serio e presente. Questa guerra unilaterale e senza strategia si sta rivelando un disastro globale senza precedenti, ma proprio per questo servono scelte chiare, responsabilità e proposte concrete per difendere cittadini e imprese dagli effetti economici sempre più pesanti. E invece cosa vediamo? Una Premier blindata a Palazzo Chigi che continua a riempire i social di post sul referendum e si è eclissata invece rispetto a questa guerra illegale e dagli effetti devastanti. Il tutto mentre La Russa invita al Senato come priorità la famiglia del bosco. Il punto è semplice: sull’emergenza carburanti non c’è una posizione, non c’è una strategia, non c’è neppure una bozza di intervento. Zero idee, zero iniziative a livello economico come a livello internazionale. Anzi divisioni enormi sulle sanzioni alla Russia. In questo caos il prezzo alla pompa sale e la spesa degli italiani pesa sempre di più. Il Paese non può permettersi un governo immobile e diviso. Servono risposte subito: misure vere contro il caro benzina, sostegno alle famiglie e una linea chiara su una crisi internazionale che sta già producendo conseguenze pesantissime sulla nostra economia e la sicurezza nazionale”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

16/03/2026 - 16:03

“Il Partito Democratico ha presentato un’interpellanza urgente al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per chiedere chiarimenti su un incontro avvenuto tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia.
L’iniziativa promossa dai deputati democratici della commissione Esteri della
camera impegna il Governo a chiarire in modo puntuale tre questioni fondamentali. In particolare si chiede: “se il Governo, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, possa fornire una ricostruzione puntuale dell’incontro avvenuto tra il viceministro Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa Aleksej Vladimirovič Paramonov, indicando con precisione la data, il luogo, le modalità di svolgimento e i principali temi trattati nel corso del colloquio. I democratici chiedono inoltre se e con quali modalità il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri siano stati informati dell’incontro e dei suoi contenuti. E se il Governo ritenga che l’incontro con l’ambasciatore della Federazione Russa, pur rientrando nelle normali prassi diplomatiche, sia coerente con la linea politica ufficiale dell’Italia nei confronti della Russia e con gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’Unione europea, e se intenda assumere iniziative volte a garantire una piena trasparenza parlamentare in merito a tali interlocuzioni future”.

 

16/03/2026 - 15:19

Tanto per rimanere nel merito della questione il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia propone di convincere gli elettori per un sì in cambio di favori. Lo chiama il “solito sistema clientelare”. Siamo passati dalla scarpa di Lauro che dava la seconda dopo il voto, al “sistema” dunque non occasionale ma già usato. Per la paura di perdere si dice e si fa di tutto. I conti si faranno domenica e lunedì nelle urne.
E i cittadini daranno la risposta più saggia a chi vuole comprare la loro libertà.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

16/03/2026 - 15:18

"Promettere favori per trascinare le persone al voto nei referendum è qualcosa di inaudito. Eppure lo ha fatto il deputato Mattia di Fdi elogiando il clientelismo. Una vergogna. Stiamo parlando della nostra Costituzione, non delle elezioni di una bocciofila. Meloni si dissoci".

Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

16/03/2026 - 13:17

"La riconferma di Francesco Limatola alla presidenza della Provincia di Grosseto è una vittoria politica netta che premia il lavoro fatto in questi anni con i sindaci e con i territori. Il risultato è ancora più significativo se si guardano i numeri: il centrodestra partiva con un vantaggio teorico di oltre 10.500 voti ponderati e invece Limatola ha vinto con circa 5.000 voti di scarto. Significa che oltre 15 mila voti ponderati si sono spostati rispetto allo schema previsto. È il segno evidente di una fiducia costruita sul campo e di un rapporto vero con le comunità locali": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

"Questa elezione segna anche una sconfitta pesante per una destra sempre più 'Melonicentrica', incapace di guardare alle necessità concrete dei territori e concentrata solo su logiche di schieramento. Il risultato dimostra che amministratori e rappresentanti locali chiedono serietà, ascolto e lavoro quotidiano, non appartenenze imposte dall’alto. Con Limatola la Provincia continuerà a essere la casa dei Comuni e dei sindaci della Maremma": conclude.

 

16/03/2026 - 12:59

“Quanto emerso nel corso dell’incontro elettorale in Basilicata da parte del deputato Mattia di Fratelli d’Italia è grave e inaccettabile. Di quali favori e di quali atti di clientelismo stiamo parlando? Serve subito un chiarimento. Questo modo di concepire la politica e la giustizia – come se un governo avesse mani libere per agire al di fuori della legge – conferma le nostre ragioni per il No. Non è certo così che si conducono campagne elettorali in una democrazia matura: serve trasparenza, rispetto delle regole e dei cittadini.

Chiediamo a Fratelli d’Italia, a Giorgia Meloni e all’intero governo di prendere pubblicamente le distanze da queste affermazioni. Punto”. Debora Serracchiani, Responsabile Giustizia PD, Deputata alla Camera.

 

16/03/2026 - 12:41

Oggi a 48 anni dal rapimento di Aldo Moro e dall’uccisione degli uomini della scorta, un pensiero alle famiglie. Ma anche un ricordo della grandezza dell’uomo politico, costruttore di intese e distensione, promotore degli accordi di Helsinki e fautore del dialogo in Medio Oriente. Una stagione lontana che non possiamo che rimpiangere mentre si consumano guerre e una tradizione diplomatica europeista, capace di iniziativa autonoma meno spettacolare e più strategica e di lungo periodo, orientata alla stabilità internazionale. Per questo rimarrà sempre un punto di riferimento per costruire la pace e difendere la democrazia.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

16/03/2026 - 12:39

“Quello che sta succedendo a Radio Rai uno è preoccupante ed è l’ennesimo grave episodio di come la Rai sta diventando una sorta di Radio del regime di tele Meloni. Chiediamo al direttore di Radio Rai 1 di chiarire quanto sta succedendo in merito ai comportamenti della giornalista Annalisa Chirico, alla quale viene concesso di esprimere opinioni politiche, sul referendum, ergendosi a rappresentante della destra di governo, piuttosto che giornalista e conduttrice radiofonica imparziale e democratica”. Così in una nota i parlamentari PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.

16/03/2026 - 12:33

“C’è un video che circola online in cui il deputato di Fratelli d’Italia, responsabile nazionale agricoltura, Aldo Mattia invita esplicitamente a utilizzare il ‘solito sistema clientelare’ per vincere una battaglia politica. Parole gravi, che chiamano in causa direttamente la cultura politica di chi le pronuncia e del partito a cui appartiene.

Davvero questo è il modo con cui Fratelli d’Italia pensa di portare avanti la campagna per il referendum? Fa ancora più impressione sentire evocare pratiche clientelari da chi ama richiamarsi alla figura di Paolo Borsellino come faro della propria azione politica. Chi si richiama a Borsellino dovrebbe essere il primo a respingere, senza ambiguità, metodi e linguaggi che appartengono alla peggiore tradizione della politica.

A questo clima si aggiungono anche le gravi offese rivolte in queste ore alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. A lei va la nostra piena solidarietà: il confronto politico può essere anche duro, ma non può mai scivolare nell’insulto e nella delegittimazione personale.

Per questo chiediamo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di prendere le distanze con chiarezza da queste parole. Il clientelismo non è folklore politico ma una delle degenerazioni che più hanno danneggiato la nostra democrazia e la credibilità delle istituzioni.

Dopo la venuta del ministro Nordio a Potenza, che ha finito per distruggere un campo di calcio, e ora un deputato di Fratelli d’Italia che invita apertamente al clientelismo, è sempre più evidente il clima politico che questa destra sta alimentando. Anche per questo votare NO al referendum significa difendere la Basilicata da un modo aggressivo e distorto di fare politica.” Così Enzo Amendola, deputato del Partito Democratico eletto in Basilicata.

 

16/03/2026 - 11:29

“Da quanto dice il viceministro Cirielli l’Italia sta riaprendo le relazioni con la Russia di Putin. Si tratterebbe di una rottura con il resto dei grandi paesi dell’Ue. Una decisione che merita una spiegazione al Paese”. Così sui social la Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, la Deputata democratica Lia Quartapelle.

16/03/2026 - 11:09

“Il Ministero della Cultura deve rispondere con urgenza alle interrogazioni del Partito democratico sulle nomine nei Consigli di amministrazione dei musei autonomi statali. La normativa prevede che i componenti dei Cda siano scelti tra personalità di chiara e comprovata fama, con competenze specifiche nella tutela e gestione del patrimonio culturale. Per questo chiediamo al ministro Alessandro Giuli di chiarire quali criteri siano stati adottati e se le scelte portante avanti con una strategia sistematica che appare premiare amici di partito siano coerenti con quanto stabilito dal decreto ministeriale sulla governance dei musei”. Lo dichiara la deputata dem Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera.

“Le nomine operate finora dal ministro Giuli - sottolinea la parlamentare democratica _ sollevano forti perplessità e rischiano di configurarsi come scelte fuori dal perimetro previsto dalla legge. È necessario rendere pubblici i curricula dei nominati e spiegare se si ritenga compatibile con i principi di imparzialità e autonomia la presenza nei Cda di figure con incarichi politici o di partito”, conclude. “La gestione dei musei dello Stato non può essere piegata a logiche politiche: è un giudizio negativo su un metodo che mette a rischio autonomia e credibilità delle nostre istituzioni culturali”.

 

16/03/2026 - 10:06

Di taglio delle accise non c’è traccia se non nelle divisioni nel governo. Siamo alle prese con un Decreto bollette del tutto fuori scala, insufficiente quando elaborato con un ritardo di ben otto mesi e ora del tutto inefficace. Sulla proposta delle accise mobili invece ancora nessuna decisione, anzi una spaccatura tra Tajani che chiede l’applicazione e Urso contrario.

Intanto da giorni i prezzi dei carburanti schizzano. Ora siamo al paradosso: si invoca un intervento europeo che proprio in Europa è bloccato dai migliori amici di Meloni come Orban, che comprano gas dalla Russia e si oppongono al superamento del diritto di veto.

La guerra illegale di Trump e Netanyahu la stanno già pagando i cittadini e le imprese italiane, mentre arricchisce i grandi produttori statunitensi. Ma su questo evidentemente il Governo non vuole fare nulla.

Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati, intervenendo ad Agorà su Rai Tre.
 

 

14/03/2026 - 18:45

"Sulla giustizia serve serietà, non propaganda. Questo referendum interviene su aspetti delicati dell’ordinamento giudiziario senza affrontare i problemi reali che cittadini e imprese vivono ogni giorno: processi troppo lunghi, tribunali sotto organico, uffici ancora poco digitalizzati. Ancora più grave è il metodo. Su una materia così complessa serviva un vero confronto parlamentare. Invece il passaggio in Parlamento è stato puramente formale: decine di audizioni, proposte delle opposizioni e contributi degli esperti sono stati semplicemente ignorati. Così non si riforma la giustizia, si fa solo propaganda. Noi vogliamo una giustizia più veloce ed efficiente, che rafforzi la lotta alla corruzione e difenda l’autonomia della magistratura. Per questo diciamo con chiarezza: votare NO perché questa riforma va nella direzione sbagliata. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati oggi a Como per un’iniziativa a sostegno del No al Referendum.

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