“Le famiglie dei bambini e delle persone cieche e ipovedenti che si affidano all'Asp Sant’Alessio di Roma non possono essere lasciate sole. La protesta che si è svolta giovedì scorso sotto la Regione Lazio racconta una preoccupazione reale: la riduzione dei servizi e delle attività dedicate ai più fragili rischia di colpire proprio chi ha più bisogno di sostegno e continuità assistenziale”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“Parliamo di una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento per centinaia di utenti: bambini con disabilità visiva, anziani e famiglie che trovano nel Sant’Alessio servizi educativi, riabilitativi e di supporto indispensabili. In queste settimane sono state segnalate la riduzione di attività e la difficoltà nel garantire la piena operatività dei servizi. È un segnale – prosegue Di Biase – che non può essere ignorato. Alle famiglie e agli operatori che in questi giorni stanno esprimendo la loro preoccupazione voglio dire che non sono soli. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e di intervenire”.
“Per questo – conclude Di Biase – è necessario che la Regione Lazio chiarisca rapidamente la situazione e garantisca con urgenza la piena continuità e il rafforzamento dei servizi destinati alle persone cieche e ipovedenti. Le famiglie hanno bisogno di certezze, non di ulteriori tagli ai servizi di assistenza”.
“È sempre più chiara l'esigenza di procedere con urgenza all’audizione degli estensori delle consulenze tecniche che avevano supportato i lavori della Commissione parlamentare di inchiesta nella XVIII legislatura per approfondire in modo trasparente i contenuti delle diverse analisi tecniche e di valutare compiutamente i profili emersi nel confronto tra le consulenze precedenti e quelle più recenti, sulla morte di David Rossi, capo della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati PD Marco Lacarra, Emiliano Fossi e Andrea Rossi, rispettivamente Capogruppo, Vicepresidente e membro della Commissione d'inchiesta sulla morte di David Rossi, con cui hanno richiesto, nella giornata di ieri, la calendarizzazione delle audizioni in Commissione al presidente Vinci, sulle quali si è già detto disponibile.
“Riteniamo di importanza fondamentale l'audizione del Prof. Vittorio Fineschi, del Dott. Roberto Testi e della Prof.ssa Antonina Argo, per quanto riguarda il profilo medico-legale e del colonnello Sergio Schiavone (Carabinieri Ris), nonché dei suoi collaboratori che avevano preso parte alla predisposizione della prima relazione tecnico-scientifica”, concludono i deputati dem.
“Anche davanti alle difficoltà degli italiani sui prezzi dell'energia, il governo Meloni resta trincerato nella sua più becera propaganda. Anche oggi, mentre il caro energia e carburanti segna nuovi picchi, l'esecutivo si concentra solo sul Referendum - che non sposta di una virgola il miglioramento della giustizia in Italia - e nell'attacco alla magistratura. Alla premier poco importa che la guerra in Medio Oriente, su cui non ha preso e non vuole prendere una posizione rispetto all'azione illegale e unilaterale di Trump e Netanyahu, costa oggi agli italiani ben 16,5 milioni di euro in più al giorno solo a titolo di rifornimenti di carburante al distributore. L'inerzia persiste e le conseguenze ricadono sulle famiglie e le imprese. Un altro fallimento conclamato per il governo Meloni”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente della commissione Attivita' produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
“Il caro carburanti continua a correre e il governo resta fermo. Dopo aver fatto trapelare una possibile apertura alla proposta sulle accise mobili avanzata dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, da Meloni e il suo esecutivo non è arrivata alcuna decisione. Siamo al punto di partenza, mentre cittadini e imprese continuano a pagare il prezzo degli aumenti. Una situazione che rischia di aggravarsi nelle prossime settimane: il rialzo di benzina, energia e trasporti è destinato infatti a scaricarsi anche sul costo dei beni di prima necessità, con un’ulteriore pressione sui bilanci delle famiglie. Per questo chiediamo al governo di uscire dall’immobilismo e intervenire subito per contenere il caro carburanti, invece di alimentare polemiche e distrazioni che nulla hanno a che vedere con i problemi concreti degli italiani. L’Italia è dentro un vero e proprio shock energetico, con un boom dei prezzi che colpisce carburanti ed energia. Proprio per questo non servono parole e buone intenzioni, servono azioni concrete e risposte immediate per proteggere famiglie e imprese”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari europei della Camera che chiude dicendo che “la Presidente del Consiglio è incapace di contrastare il boom di prezzi dei carburanti e bollette”.
“I prezzi dei carburanti continuano a salire e, dopo essersi detti disponili a confrontarsi sulla proposta avanzata dal Pd e da Elly Schlein sulle accise mobili, dal governo filtra un assordante silenzio. Per giorni parole e nessuna scelta, mentre nel frattempo cittadini e imprese continuano a pagare il conto. E dopo due settimane ancora nessuna decisione. E nel frattempo l’aumento del costo dei carburanti, dei trasporti e dell’energia rimbalza sui beni di prima necessità, con ulteriore mazzata sulle famiglie. Invece di attaccare la magistratura, invece di parlare di stupratori e pedofili in libertà se vince il No, Giorgia Meloni ci dica cosa vuole fare per aiutare le famiglie e le imprese del nostro paese”. Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Caamera dei deputati e al Senato.
“Prendiamo atto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è distratta e immobile, impegnata ad attaccare la magistratura o a ricucire le profonde crepe nella propria maggioranza, mentre si dimentica degli italiani e fa finta di non vedere il caro prezzi con carburanti e bollette alle stelle”. Lo afferma il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo parlamentare PD alla Camera.
“Dopo la crisi in Iran siamo entrati in una fase di shock energetico che richiede interventi urgenti e immediati, non cambiali o pagherò. Servono misure concrete per evitare e scongiurare che l’aumento smisurato dei costi dell’energia ricada direttamente e indirettamente sulle famiglie e sulle imprese italiane”, conclude il parlamentare dem.
"Meloni attacca i giudici ma non si occupa di bollette. Parla in maniera ignobile di libertà per gli stupratori ma dimentica che le persone stanno facendo i conti con l’emergenza della benzina. Parla di tavoli immaginari con le opposizioni ma non fa una cosa semplice: accogliere la proposta di Elly Schlein sulle accise mobili. Basta con la propaganda, c’è un paese che sta soffrendo a cui occorre dare risposte immediate di fronte a una emergenza generata dai suoi amici Trump e Nethanyahu". Lo dichiara in una nota Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
“I dati sulla crisi del commercio sono drammatici: in Italia chiudono quasi due attività ogni ora. Nel solo 2025 hanno cessato l’attività circa 17 mila negozi, pari a 46 al giorno. Di fronte a questa situazione il Governo Meloni non solo non è intervenuto con misure efficaci, ma ha anche bloccato le iniziative delle opposizioni, a partire dalla proposta di legge sui negozi di vicinato, ferma da anni a Montecitorio.
Si tratta di un provvedimento che prevede la semplificazione degli adempimenti fiscali per gli esercenti, incentivi per l’acquisto dei registratori di cassa e l’introduzione di un programma di rimborso che consentirebbe ai cittadini di ricevere fino a 200 euro l’anno sugli acquisti effettuati nei negozi fisici. La crisi del commercio è ormai strutturale e senza una reale volontà politica da parte della maggioranza non sarà possibile invertire la rotta”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Marco Simiani.
“I negozi - sottolinea il parlamentare dem - rappresentano l’anima del tessuto sociale e produttivo del paese, sia nei piccoli centri sia nelle grandi città. Non svolgono solo una funzione economica e occupazionale, ma costituiscono anche un presidio fondamentale per il territorio e per la vita delle comunità locali. Per questo chiediamo al Governo cosa intenda fare concretamente per fermare questa crisi. Nel frattempo sostenga la proposta del Partito Democratico presentata nell’ambito del Decreto Bollette, attualmente in discussione alla Camera, che punta a ridurre i costi energetici nei cosiddetti centri commerciali naturali". "L’allarme lanciato dalle associazioni di categoria attraverso i loro rapporti e i dati diffusi dimostra quanto sia urgente attivare provvedimenti straordinari a sostegno di uno dei pilastri storici, sociali ed economici del sistema produttivo italiano. Basta parole: servono fatti”, conclude Simiani.
“Sul caro carburanti assistiamo all’ennesimo capitolo dello scontro interno alla maggioranza. Davanti alla plateale incapacità del ministro Urso di gestire lo shock energetico che sta colpendo il nostro Paese, con prezzi dei carburanti in forte aumento e bollette sempre più pesanti per famiglie e imprese, il vicepremier Salvini sembra ora voler commissariare il collega di governo”.
Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.
“Dopo il fallimento del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Salvini prova a fare il gioco delle tre carte e rilancia annunciando che sarà lui a convocare le compagnie petrolifere. Un tentativo evidente di scavalcare Urso e scaricare su altri le responsabilità di una gestione confusa e inefficace”.
“Intanto continua questo braccio di ferro permanente dentro il governo: si scrive Salvini contro Urso ma si legge Lega contro Fratelli d'Italia. Siamo di fronte a una guerra senza frontiere tra i partiti di maggioranza mentre famiglie e imprese pagano carburanti sempre più cari e bollette alle stelle”.
“Il Paese avrebbe bisogno di misure serie e coordinate per affrontare l’emergenza energetica. Invece il governo si divide, litiga e si rimpalla le responsabilità. E il risultato è sotto gli occhi di tutti”.
“Le tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente e le criticità nello stretto di Hormuz stanno già producendo effetti sui mercati energetici e delle materie prime, con ricadute dirette anche sull’agricoltura italiana. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente per chiedere quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per sostenere le imprese agricole di fronte all’aumento dei costi di produzione”.
Lo dichiarano i deputati Pd Antonella Forattini, Andrea Marino, Romeo, Rossi e Stefano Vaccari, firmatari dell’interrogazione.
“L’aumento dei prezzi dell’energia si riflette immediatamente sul costo dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Secondo le stime delle organizzazioni agricole, un’azienda cerealicola di circa 40 ettari potrebbe sostenere un incremento dei costi fino a 3.000 euro per ciclo colturale, legato soprattutto all’impennata del prezzo dell’urea e degli altri fertilizzanti azotati”.
“Si tratta di un aggravio significativo che si somma alle difficoltà già affrontate dalle imprese agricole, tra volatilità dei prezzi, cambiamenti climatici e crescente competizione internazionale”.
“Nell’interrogazione chiediamo al Governo se intenda attivare misure straordinarie di sostegno per compensare l’aumento dei costi di produzione, in particolare per le aziende cerealicole e zootecniche, e quali iniziative intenda promuovere anche in sede europea per stabilizzare il mercato dei fertilizzanti”.
“Ma questa vicenda mette in evidenza anche una questione più ampia: la forte dipendenza dell’agricoltura europea dalle importazioni di fertilizzanti e input produttivi, che espone le imprese alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche”.
“Se vogliamo davvero parlare di sovranità alimentare – concludono i deputati Pd – non possiamo ignorare il fatto che gran parte degli input necessari per produrre cibo dipendono ancora dall’estero. Serve una strategia europea che rafforzi l’autonomia produttiva e garantisca condizioni economiche sostenibili alle imprese agricole”.
"Quello che è accaduto ieri sera alla stazione di Pisa, dove un consigliere comunale del PD è stato fermato ed identificato soltanto per avere solidarizzato con chi manifestava pacificamente, è un episodio su cui va fatta chiarezza. Anche per evitare strumentalizzazioni sull'operato delle Forze dell'Ordine chiamate ogni giorno ad affrontare situazioni complesse di ordine pubblico. Soprattutto in un clima politico e sociale alimentato da continue tensioni che il Governo Meloni non è in grado di gestire. Quando un Presidente del Consiglio arriva addirittura a rivendicare il Nobel per la Pace per un Capo di Stato, come Trump, che ha bombardato sette paesi in tredici mesi è inevitabile che i cittadini che vogliono veramente la pace si sentano in dovere di manifestare realmente contro le guerre". Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi.
“Le parole pronunciate oggi da Giorgia Meloni sul referendum sulla giustizia sono gravi, allarmistiche e profondamente irresponsabili. Dire agli italiani che senza quella riforma avremo ‘stupratori in libertà’, ‘pedofili rimessi in strada’ o ‘figli strappati alle madri’ significa usare la paura come strumento di propaganda politica”. Lo dichiara Chiara Braga , capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
“L’Italia non è il Far West e chi guida il governo dovrebbe evitare di descrivere il Paese in questi termini per giustificare una battaglia politica. Soprattutto perché Meloni è oggi la Presidente del Consiglio a legislazione vigente: se davvero ritiene che il sistema non garantisca sicurezza o giustizia ai cittadini, la responsabilità di intervenire spetta prima di tutto al suo governo”, prosegue Braga.
“Trasformare un confronto serio sulla giustizia in una campagna fondata su paure e caricature non aiuta i cittadini a capire i contenuti delle riforme e rischia solo di delegittimare istituzioni e magistratura. Servono serietà, equilibrio e rispetto per i fatti, non slogan apocalittici”, conclude Braga.
“Eccola qui finalmente con il suo vero volto! Parla come Trump, ha lo stesso senso delle istituzioni di Trump, racconta falsità come Trump e attacca la magistratura come Trump. Benvenuti nel mondo maga. Difendiamo la nostra Costituzione e la nostra democrazia prima che sia troppo tardi”Lo dichiara Deborah Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata Pd.
"La sesta commissione della Regione Piemonte ha approvato, a colpi di maggioranza, una proposta di legge di FdI che finanzierebbe 'l’orientamento sportivo' per indirizzare, attraverso dei voucher per ragazze e ragazzi fra gli 8 e i 14 anni, verso la disciplina sportiva più consona alle proprie caratteristiche antropometriche, immagino. La ritengo una bestialità così grande che non voglio neppure fare speculazioni politiche (che mi verrebbero spontanee e facili) su come e a beneficio di chi verrebbero usato questi voucher. Parlo piuttosto da esperto in materia che ricorda a tutti, a maggior ragione alle famiglie che vogliono avvicinare i propri figli allo sport, che la iper-specializzazione precoce non solo è dannosa, ma è la principale causa di abbandono sportivo proprio dopo quei 14 anni di età. Capisco l’approssimazione, il populismo, la non conoscenza della materia e il tentativo di fare felice qualche interesse lobbistico o di amici, ma basterebbe chiedere per evitare di fare stupidaggini. Oppure copiare, visto che tanto si è parlato del successo della Norvegia nell’ultimo medagliere olimpico, paese che prevede un approccio multidisciplinare allo sport giovanile". Lo dichiara in una nota il deputato e Responsabile Sport del PD, Mauro Berruto.
"Spero che quando il provvedimento arriverà in aula in Regione Piemonte qualcuno rinsavisca e trasformi questo provvedimento e le risorse necessarie per iniziative orientate a un accesso universale alla pratica sportiva in ottica proprio multidisciplinare, visto che in Piemonte, come in Italia, ben prima della specializzazione, il problema è che lo sport lo fa solo chi se lo può permettere", conclude il deputato dem.
“La Commissione europea ha risposto a un’interrogazione dell’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo confermando che è in corso un’indagine su Meta per verificare se gli algoritmi di Facebook e Instagram stiano riducendo la visibilità dei contenuti politici. E c’è già un primo elemento molto preoccupante: in via preliminare è stato rilevato che l’azienda non ha garantito ai ricercatori l’accesso ai dati pubblici necessari per analizzare i rischi sistemici della piattaforma”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd e membro della segreteria nazionale.
“Se Meta non ha nulla da nascondere lo dimostri subito: consenta pieno accesso ai dati. Le regole europee del Digital Services Act servono proprio a questo, a garantire trasparenza e verifiche indipendenti”.
“Gli algoritmi non sono neutrali e possono influenzare il dibattito pubblico. Per questo non è accettabile che una piattaforma con miliardi di utenti gestisca l’informazione politica senza trasparenza. Quando si parla di democrazia, l’opacità non può essere un’opzione”.