“Dalla video inchiesta di Fanpage emerge chiaramente il tentativo di mostrare la doppia identità di Gioventù nazionale: quella ufficiale ‘vanto della leader Meloni’ di giovani leve impegnate in politica che si mostrano moderate davanti ai giornalisti e la ‘dimensione comunitaria’ dove questi stessi giovani inneggiano al fascismo, fanno il saluto romano, urlano ‘duce’ e ‘sieg heil’, rimpiangono l’operato dei terroristi neri NAR, cantano ‘boia chi molla’ identificandosi come ‘camicie nere’ e ‘camerati’. Dalle immagini emerge anche l’intenzione di alcuni esponenti di Gioventù nazionale di voler finanziare l’organizzazione utilizzando come escamotage l’attivazione, con altro ente, di un programma di servizio civile finanziato dallo Stato”. Questo è parte del testo del question time a Piantedosi con cui la segretaria del Pd, Elly Schlein, la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga e tutto il gruppo del Pd chiedono al ministro dell'Interno “di intervenire per impedire ogni forma di propaganda legata al fascismo, alla sua apologia e se sia vero che all'interno dell'organizzazione politica giovanile di cui ni premessa operino volontari del Servizio Civile Universale, in palese violazione della legge”.
“Non possiamo più accettare questi continui attacchi ai simboli dell’antifascismo. Chiediamo alla presidente Meloni una immediata e repentina condanna senza se e senza ma”. Lo dichiara il deputato dem Roberto Morassut, che ha presentato una interrogazione al ministro Piantedosi sul caso di Riano.
“Ieri ancora uno sfregio alla tomba di Berlinguer - prosegue Morassut -; oggi viene vandalizzato il monumento in onore di Matteotti a Riano. È evidente che non si tratta di atti vandalici sporadici, ma sono continui attacchi alla democrazia e alla libertà. Il Ministro Piantedosi risponda alla nostra interrogazione sul caso di Riano e più in generale su quali iniziative concrete sta mettendo in campo per contrastare questi continui atti vandalici di matrice fascista”.
In Italia urgente legge contro crimini d’odio
“Fino a quando anche l’Italia, come tutti i paesi occidentali, non avrà una legge contro i crimini d’odio, lo Stato starà dalla parte degli aggressori, non delle vittime. Tanto più quando dalle istituzioni arrivano parole d’odio e discriminatorie. Solidarietà a questo ragazzo”. Lo scrive su X il deputato del Pd, Alessandro Zan, a proposito della notizia apparsa sulla stampa del ragazzo aggredito e malmenato a Foggia perché omosessuale.
“La maggioranza non si è presentata in Commissione Cultura della Camera e ha disertato il piano di audizioni sul decreto scuola, sport e disabilità. Un altro sfregio al ruolo del parlamento da parte di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Questa mattina sono stati ascoltati oltre 20 auditi in rappresentanza di 16 associazioni della scuola, sindacati e del mondo dello sport, che hanno svolto le proprie relazioni in un contesto imbarazzante, in cui non era presente nessun esponente della maggioranza” così in una nota congiunta la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi, il responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto, Gaetano Amato del Movimento 5stelle e Valentina Grippo, capogruppo di Azione, gli unici deputati presenti alle audizioni della mattinata.
“Occorre rivedere profondamente la norma sulla continuità territoriale, garantendo a Sicilia e Sardegna il collegamento con i grandi centri urbani ed economici attraverso collegamenti uguali per tutti. Ciò deve avvenire attraverso misure che da un lato consentano lo sviluppo scio economico delle Isole e dall’altro, intervenendo massicciamente per agevolare i trasporti per cielo, terra e mare al fine di garantire gli spostamenti di chi vive in zone territorialmente svantaggiate. Il PD per questo oggi presenta una risoluzione in quattro punti con la quale intendiamo impegnare il governo Meloni che, fino a questo momento, si è distinto per non amare il Mezzogiorno. Anzi, lo vuole sempre più arretrato grazie allo scellerato progetto di autonomia differenziata”. Così il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti annuncia la risoluzione del PD sull’Insularità, in vista della discussione che sarà avviata questa mattina nella commissione di merito. La risoluzione porta la firma dei dei deputati Barbagallo, Lai, Bakkali, Casu, Ghio e Morassut.
Sono 4 i punti su cui il PD intende impegnare il Governo. E lo stesso Barbagallo a riassumerli: “Garantire l’attuazione dei diritti costituzionali in materia di mobilità e di rimozione degli svantaggi - spiega - derivanti dall’insularità programmando risorse pro-capite adeguate per il trasporto aereo non inferiori a quelle garantite dagli Stati europei come la Francia e la Spagna per le rispettive isola, Baleari e Corsica. Promuovere – prosegue enunciando il secondo punto – presso l’UE la corretta interpretazione dell’art. 174 del TFUE e applicandone i principi anche agli abitanti delle Isole e non solo dei territori di oltremare, consentendo così una diversa applicazione dei vincoli della concorrenza. Al terzo punto si invita il governo – prosegue – a rivedere la continuità marittima con le isole applicata dal 2021 che non vede garantito il diritto alla mobilità di persone o merci, investendo risorse adeguate affinché le rotte finanziate dallo Stato non siano limitate al periodo invernale. Infine – aggiunge - garantire la progettazione esecutiva entro e non oltre un anno all’interno del fondo previsto nel contratto di servizio di RFI, di una rete ferroviaria interna in Sardegna e Sicilia che colleghi i capoluoghi di provincia tra loro e ai principali hub aereoportuali e portuali - conclude - ad una velocità di percorrenza media prevista per il sistema degli Intercity”. La discussione della risoluzione inizierà domani in Commissione Trasporti.
"Anziché minacciare querele contro il Pd di Rieti, il partito della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, risponda urgentemente alle nostre interrogazioni parlamentari, a prima firma Di Biase e Quartapelle, che chiedono di fare luce sulle finalità e le modalità di finanziamento dell’organizzazione giovanile di Fdi". Così in una nota la deputata democratica, Marianna Madia.
“Siamo sconcertati, ancora una volta il governo dimostra totale inerzia rispetto a quello che sta accadendo nelle carceri italiane, dove dall’inizio dell’anno siamo al 43esimo suicidio. La convocazione d’urgenza della commissione Giustizia della Camera per discutere del primo ddl Nordio, approvato esattamente un anno fa e che consideravamo ormai abbandonato dalla stessa maggioranza, è emblematica del fatto che il governo non è in grado di definire le priorità e affrontare le vere emergenze del paese. Mentre nelle carceri italiane si sta consumando una tragedia vera - che è fatta di suicidi, sovraffollamento fuori controllo, carenza di personale, presidi medici insufficienti – il governo continua a percorrere la strada sicuritaria che non tiene minimamente conto delle esigenze della giustizia italiana e che, anzi, è responsabile del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro all’interno degli istituti penitenziari italiani” così la responsabile giustizia del Pd, la deputata dem, Debora Serracchiani, è intervenuta alla camera nel corso dell’esame del Ddl Nordio che modifica il codice penale, il codice di procedura penale, l'ordinamento giudiziario e il codice dell'ordinamento militare.
"Rifinanziare il 'decreto Franceschini' che ha permesso fino ad oggi l'acquisto di libri da parte delle biblioteche per promuovere la lettura quale strumento di integrazione ed inclusione sociale”: è quanto chiedono i deputati del Pd Federico Gianassi, Irene Manzi e Simona Bonafè depositando una interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
“Questa misura introdotta dal precedente esecutivo con la Legge di Bilancio 2022 è stata infatti inspiegabilmente cancellata dal governo Meloni nonostante abbia portato molteplici benefici; ha infatti aumentato notevolmente l’offerta delle biblioteche e sostenuto autori e librerie territoriali (dove vengono acquistati i volumi) che rappresentano un fondamentale presidio culturale e sociale”, sottolinea Federico Gianassi.
“Nel nostro Paese la sanità pubblica sta soffrendo ritardi, attese interminabili, mancanza di personale negli ospedali. Questi sono dati inequivocabili. La Legge Schlein si propone di risolvere il problema delle risorse per il Ssn e arrivare nel 2028 a un finanziamento della sanità pari 7,5% del Pil nazionale. Ora siamo il fanalino di coda in Europa (fonte Gimbe) e parliamo di 810 euro in meno rispetto alla media europea, con un gap complessivo di 47,7 miliardi di euro rispetto agli altri paesi Ue. Oltre 4 milioni di persone ora non riescono più a curarsi per le lunghe attese o perché non possono rivolgersi alla sanità privata. La situazione è drammatica”. Lo dichiara il deputato dem Marco Furfaro intervenendo in Aula di Montercitorio come relatore di minoranza nelle disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale.
“Il governo vive fuori dalla realtà e invece di invertire il trend lo aggrava. Il presidente Meloni dice di aver fatto il più grande investimento della storia nella sanità ma sa bene che non è vero perché le risorse stanziate sono sempre troppo poche rispetto al fabbisogno: gli 11 miliardi finanziati in tre anni basteranno solo per il rinnovo dei contratti del personale e il resto sarà eroso dall'inflazione crescente. Con la legge Schlein la sanità non è una spesa ma un investimento. Se però il governo abolisce il redditometro e favorisce l'evasione fiscale, continua con condoni o a favorire la sanità privata con l'ultimo decreto, astratto e senza coperture, allora il Ssn è destinato al collasso” ha concluso Furfaro.
Finalmente in Aula la legge a prima firma Elly Schlein
per difendere la sanità pubblica. Più soldi per visite specialistiche, assunzione di medici e infermieri, strutture territoriali. Servono scelte forti. Il Pd chiede fino al 7,5% del Pil come nella media Ue. Facciamo presto.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Nelle carceri italiane si vive una vera e propria emergenza umanitaria. A partire da aprile, i parlamentari democratici, nell’ambito dell’iniziativa “Bisogna aver visto”, hanno visitato numerose strutture penitenziarie e depositato interrogazioni parlamentari, sia alla Camera che al Senato, richiamando l'attenzione sulle condizioni di vita e di lavoro negli istituti di pena ormai al collasso.
Il sovraffollamento ha raggiunto numeri record, aggravato da una cronica carenza di personale. Il quadro sanitario è reso ancora più critico dall'elevato numero di detenuti con tossicodipendenze e problemi psichiatrici, e vi è una grave insufficienza di iniziative trattamentali necessarie per realizzare il fine rieducativo della pena. Molte strutture sono fatiscenti o del tutto inadeguate.
Nonostante ciò, il governo continua a rimanere inerte e a proporre soluzioni che peggiorano ulteriormente le condizioni di vita e di lavoro negli istituti penitenziari. Le preoccupazioni aumentano a fronte della crescita attesa nel prossimo futuro del sovraffollamento a cui si collega la riduzione delle risorse destinate al comparto giustizia previsto dalla manovra di bilancio nel prossimo triennio. È intollerabile che il governo e la maggioranza continuino ad assistere ai suicidi in carcere senza intervenire”. Così il capogruppo democratico nella commissione Giustizia della Camera, Federico Gianassi.
Decine di tavoli al Mimit: 183mila lavoratori coinvolti
“Le crisi industriali aperte in Italia coinvolgono oltre 183.000 lavoratori. Sono decine i tavoli di crisi presso il Mimit lontani da una soluzione. La destra prima di venirci a spiegare come si rappresentano gli operai metta mano lì. In quelle vertenze noi ci siamo. Loro non so”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il decreto per le associazioni sindacali militari parte da lontano, nato nella scorsa legislatura, e ci trova concordi: è positivo che anche in ambito militare si vada verso la sindacalizzazione. Servono tuttavia alcuni accorgimenti su cui chiederemo l’attenzione della Camera dei deputati per ampliare la partecipazione alle associazioni sindacali militari e per incrementare il Fondo per le risorse decentrate del personale civile del Ministero della Difesa. Si tratta di personale prezioso per il funzionamento del ministero della Difesa che va ampliato. Ci teniamo che questa legge vada avanti e che venga attuata fino in fondo, perché la realizzazione delle associazioni sindacali militari è un fatto positivo per le delle Forze armate e merita attenzione” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano.
“Nulla avviene per caso anche l'ennesima profanazione della tomba di Enrico Berlinguer. I vandali si sentono coperti da chi fa fatica a dirsi antifascista e da chi utilizza metodi squadristi anche in Parlamento. È il momento di parole chiare e non ambigue da parte di tutte le forze politiche”.
Così il deputato democratico, Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera.
"Dopo quattro giorni dall'uscita dall'inchiesta di Fanpage che abbiamo visto a Piazza Pulita, in cui si vedono e si sentono i militanti di Gioventù nazionale inneggiare al duce, manifestare nostalgia per i Nar e perfino urlare "Sieg Heil", Giorgia Meloni non ha ancora detto una parola. Né un biasimo, né una presa di distanza: niente di niente. Cosa dirà, oggi, agli altri leader europei che incontra per decidere degli equilibri dell'Ue?
Farà finta di niente anche con loro come sta facendo con l’opposizione in Italia che da giorni le chiede conto?
Davanti alle scene che abbiamo visto, Scholz, come altri, ha tutte le ragioni di definire Meloni "di estrema destra": se la sua base, il vivaio di Fratelli d'Italia si riunisce attorno al fuoco cantando le canzoni del regine fascista, come altro possiamo definirla? Ci sono solo due possibili modi: fascista o, quanto meno, di estrema destra". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.