“Il nome ‘Italia in scena’, il circuito che il governo vuole creare per valorizzare i beni culturali, è anche il titolo del libro del relatore, presidente della commissione nonché primo proponente della proposta di legge, Federico Mollicone. Un volume, con prefazione di Giorgia Meloni, tutto dedicato all’esperienza parlamentare e politica di Mollicone. Ognuno può scrivere un libro su di sé, ma addirittura assegnare lo stesso titolo ad un testo di legge appare scelta inopportuna, diretta ad autocelebrare il proprio ego. Mi permetto questo suggerimento ai colleghi di maggioranza: almeno cambiate titolo alla legge, perché rischiate in questo modo di far passare in secondo piano temi rilevanti che il testo porta in Aula ed inerenti la valorizzazione dei beni culturali e la realizzazione di forme di sussidiarietà orizzontale e di coinvolgimento di imprese culturali e creative e di soggetti del Terzo Settore”.
Così la capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, intervenendo in Aula sulla legge di modifica al codice dei beni culturali e del paesaggio e di istituzione del circuito ‘Italia in scena’.
“Questa proposta - ha aggiunto - ha il merito di consentire di discutere di cultura in quest’Aula, cosa che non avviene quasi mai. Ci auguriamo che questo avvenga anche nella prossima Legge di Bilancio, auspicando che almeno questa volta il ministero della Cultura non si limiti a fare il passivo spettatore di tagli decisi dal ministero dell'Economia. Il ministero della Cultura - ha concluso - abbia il coraggio di farsi parte attiva e propositiva per il sostegno reale alla filiera della creatività che costruisce l'ossatura di questo Paese. Abbiamo bisogno di pochi proclami e di molti fatti”.
“La legge sulla revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all'estero, in discussione oggi alla Camera, rischia di rappresentare una vera e propria pietra tombale per i diritti degli italiani all’estero. Pur riconoscendo alcuni miglioramenti ottenuti grazie all'impegno del Partito Democratico, come la riduzione dei tempi per il riconoscimento della cittadinanza da 48 a 36 mesi e l’introduzione della carta d’identità elettronica per i nostri connazionali, il testo presenta ancora gravi criticità: dalla centralizzazione delle pratiche alla mancanza di un reale processo di digitalizzazione, dai nuovi oneri per i cittadini alla persistente fragilità della rete consolare. Per questo proporremo emendamenti mirati a correggere questi aspetti, auspicando che in Aula si possano apportare modifiche urgenti e necessarie, per evitare di penalizzare ulteriormente gli italiani all’estero.” Lo dichiara in una nota il deputato del Partito Democratico, Fabio Porta.
“L’audizione di oggi rappresenta una delle più importanti del percorso parlamentare che abbiamo avviato in commissione grazie a iniziative di maggioranza e opposizione sulla guida autonoma: perché il nostro obiettivo non deve essere solo fotografare la situazione ma contribuire a orientare un percorso di sviluppo tecnologico e sociale capace di colmare i ritardi e creare nuove opportunità”. Lo ha dichiarato il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti, nel corso dell’audizione dei rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl Fna e Faisa Cisal, nell’ambito dell’esame delle risoluzioni sulla guida autonoma.
“Nella nostra mozione abbiamo chiesto – ha sottolineato l’esponente Pd – che lavoratori e sindacati comparativamente più rappresentativi, siano protagonisti di questo processo. Come dimostrano gli interventi che abbiamo ascoltato oggi c’è piena consapevolezza che è assolutamente indispensabile perché l’unica alternativa sarebbe restarne spettatori. Il futuro della guida autonoma deve essere costruito anche in Italia e in Europa mettendo al centro la valorizzazione del fattore umano, imparando dagli errori commessi con l’intelligenza artificiale generativa, dove il mancato coinvolgimento dei lavoratori fin dalla fase di addestramento dei sistemi ha generato squilibri e rischi per interi settori produttivi,”.
“L’importanza di costruire al più presto un ecosistema pubblico-privato in grado di generare campioni nazionali ed europei in grado di competere sul piano globale è indispensabile sia per la crescita industriale ed economica – ha concluso Casu - che per orientare l’innovazione nei trasporti verso benefici concreti per tutti i cittadini e i lavoratori, garantendo maggiore sicurezza ed efficienza dei servizi per tutte e per tutti".
"La liberazione degli ostaggi, il rispetto dei primi accordi, la liberazione dei prigionieri palestinesi sono delle ottime notizie. Ma siamo consapevoli che d'ora in poi servirà il concreto impegno della comunità internazionale affinché questa tregua si trasformi in una pace vera e soprattutto giusta, che riconosca il reciproco diritto all'esistenza di due Stati, quello di Israele e quello della Palestina". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "Certamente non si può cancellare con un colpo di spugna le responsabilità e i crimini commessi dal governo Netanyahu a Gaza, così come non è possibile dimenticare le decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutti bambine e bambini palestinesi - sottolinea Boldrini -. Per questa ragione, con riferimento al match di questa sera fra Italia e Israele a Udine, non è possibile cambiare opinione: questa partita non si sarebbe dovuta giocare. Esattamente com'è stato fatto con la Russia e con altri Paesi in passato, Israele sarebbe dovuto essere sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali dopo oltre due anni di vilipendio delle regole dello sport, della Carta Olimpica, degli statuti di Fifa e di Uefa sui quali è calato un silenzio assordante". "Continueremo a denunciare l’ignavia di tutte le organizzazioni sportive che hanno deciso di non decidere, come sottolineato dalla società civile spagnola in occasione della Vuelta, dalla grande manifestazione di Oslo di domenica scorsa e da quella di oggi a Udine - incalza ancora la deputata dem -. Lo sport diventi strumento attivo della trasformazione di questa tregua in un vero processo di pace, giustizia, rispetto. Il Comitato Olimpico e le federazioni sportive palestinesi devono poter tornare alle loro attività, almeno in Cisgiordania, dato che proprio il Comitato Olimpico palestinese ha dichiarato che la devastazione di Gaza non permetterà alcuna attività sportiva per i prossimi dieci anni". "Protagonisti e spettatori della partita di questa devono aver chiaro che oltre 800 sportivi palestinesi sono stati uccisi in questi due anni, che il 95% delle infrastrutture sportive a Gaza sono state rase al suolo e che i pochi stadi rimasti in piedi sono diventati centri di reclusione. E tutto questo per opera di Israele. La verità non si può nascondere, non si può cancellare e, soprattutto, non deve essere dimenticata. Non ci riuscirà certamente una partita di calcio" conclude.
“Oggi a Gaza c'è una tregua, che dà sollievo e speranza. Noi la chiediamo da due anni. Ma tra la tregua e la pace ci sono ancora passaggi difficili e molte incognite. E c'è un passaggio essenziale: il riconoscimento della Palestina”, ha dichiarato il responsabile nazionale esteri del Pd, il deputato Peppe Provenzano, intervenendo questa mattina a Sky24. “Quanto sta accadendo a Gaza – ha proseguito Provenzano – con la resa dei conti tra bande e Hamas, rende urgente coinvolgere l’Autorità Nazionale Palestinese, garantendo il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione. L’Italia, l’Europa, tutta la comunità internazionale devono impegnarsi ora per il raggiungimento delle altre parti dell’accordo. In questo quadro, il riconoscimento della Palestina è garanzia dell’approdo del processo alla soluzione due Stati, l’unica che assicura vera pace. Meloni continua a dire che non è ancora il momento: non vorremmo che l’Italia fosse l’ultimo Paese a riconoscere lo Stato di Palestina”
Il processo di pace che si è aperto con la firma di ieri in Egitto deve essere accompagnato da un grande lavoro diplomatico. Siamo consapevoli che si tratta di una tregua fragile che ha bisogno di essere seguita e sostenuta. Per questo le condizioni per stabilizzare l’area meritano la nostra attenzione: valuteremo quale sarà la proposta del governo e quale sarà la cornice in cui verrà inserita. Siamo per un coinvolgimento delle Nazioni Unite che deve riaffermare l’importanza il valore delle organizzazioni multilaterali che in questo come in altri conflitti sono state più volte delegittimate da prove di forza. Ora è il momento di recuperare il senso della politica e della diplomazia perché questo primo passo sia seguito da altri passi concreti a iniziare dal riconoscimento dello stato di Palestina su cui la premier Meloni ancora ieri parlava di condizioni.
Lo ha detto a Rainews Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Sono felice per la tregua, per la liberazione degli ostaggi, per il rispetto dei primi accordi, per la liberazione dei prigionieri palestinesi, così come sono consapevole che d'ora in poi servirà il concreto impegno della comunità internazionale affinché questa tregua si trasformi in una pace vera e soprattutto giusta, che riconosca il reciproco diritto all'esistenza di due Stati, quello di Israele e quello della Palestina. Certamente non si può cancellare con un colpo di spugna le responsabilità e i crimini commessi dal governo Netanyhau a Gaza, così come non è possibile dimenticare le decine di migliaia di vittime innocenti, prime fra tutti bambine e bambini palestinesi. Per questa ragione, con riferimento al match di questa sera fra Italia e Israele a Udine, la mia opinione non cambia di una virgola: questa partita non avrebbe dovuto essere disputata, perché Israele sarebbe dovuto essere stato sospeso da tutte le competizioni sportive internazionali, dopo oltre due anni di vilipendio delle regole dello sport, della Carta Olimpica, degli statuti di Fifa e di Uefa sui quali è calato un silenzio assordante per il quale denuncio e denuncerò l’ignavia di tutte le organizzazioni sportive che hanno deciso di non decidere, come sottolineato dalla società civile spagnola in occasione della Vuelta, dalla grande manifestazione di Oslo, domenica scorsa e da quella di oggi a Udine. Mi auguro che lo sport diventi strumento attivo della trasformazione di questa tregua in un vero processo di pace, giustizia, rispetto. Il Comitato Olimpico e le federazioni sportive palestinesi devono poter tornare alle loro attività, almeno in Cisgiordania, dato che proprio il Comitato Olimpico palestinese ha dichiarato che la devastazione di Gaza non permetterà alcuna attività sportiva per i prossimi dieci anni. Vorrei che protagonisti e spettatori della partita di questa sera avessero chiaro che oltre 800 sportivi palestinesi sono stati uccisi in questi due anni, che il 95% delle infrastrutture sportive a Gaza sono state rase al suolo e che i pochi stadi rimasti in piedi sono diventati centri di reclusione. La verità non si può nascondere, non si può cancellare e, soprattutto, non deve essere dimenticata. Non ci riuscirà certamente una partita di calcio” così una nota del responsabile nazionale del Pd, il deputato Mauro Berruto.
“Vorrei esprimere a nome mio e di tutta la comunità del Partito Democratico la più sincera vicinanza e solidarietà alle famiglie dei tre carabinieri deceduti nell’esplosione del casolare a Castel d'Azzano, nel Veronese, durante un’operazione di sgombero: il luogotenente Marco Piffari, il carabiniere scelto Davide Bernardello e il brigadiere capo Valerio Daprà. Un augurio di pronta guarigione va poi a tutti gli altri operatori delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco rimasti feriti. Chiediamo si faccia chiarezza il prima possibile poiché la dinamica dell’episodio, dalle prime ricostruzioni, appare molto inquietante, fino ad ipotizzare un omicidio premeditato e volontario. Ancora una volta, questo sacrificio in vite umane, ci testimonia quanta riconoscenza dobbiamo alle forze dell'ordine e di sicurezza per l'importanza e il valore che ha la loro azione quotidiana a tutela delle cittadine e dei cittadini italiani”.
Così il deputato e responsabile Sicurezza del Pd, Matteo Mauri, ex viceministro dell'Interno.
Per Governo sono minaccia a sicurezza per Pd risorsa fondamentale
“Con il disegno di legge per la revisione dei servizi per gli italiani all’estero – dichiara Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera relatore di minoranza del provvedimento in esame alla Camera – prosegue l’attacco agli italiani all’estero e ai loro diritti. Siamo di fronte al secondo atto di un percorso che abbiamo già fortemente contrastato e che continua a colpire la cittadinanza e i diritti fondamentali dei nostri connazionali nel mondo.”
“Tuttavia – prosegue Ricciardi – nel corso della nostra azione parlamentare siamo riusciti a ottenere alcuni importanti e significativi miglioramenti. Il tempo per il riconoscimento della cittadinanza è stato ridotto da 48 a 36 mesi; l’entrata in funzione della nuova direzione generale per la cittadinanza è stata posticipata al 2028, mantenendo fino ad allora la gestione delle pratiche presso i consolati territoriali; è stato introdotto l’obbligo di consultare i sindacati per il rinnovo contrattuale degli operatori consolari; e, dal 1° giugno 2026, sarà finalmente possibile per gli iscritti AIRE richiedere la Carta d’Identità Elettronica in tutti i comuni italiani. Si tratta di risultati concreti, frutto del nostro lavoro e della nostra determinazione.”
“Continueremo a vigilare – conclude Ricciardi – affinché non vengano limitati i diritti di cittadinanza e venga tutelato il legame profondo che unisce milioni di italiani all’estero al proprio Paese. Gli italiani nel mondo non sono un problema nè una minaccia di sicurezza nazionale, ma una risorsa fondamentale per l’Italia.”
“Nonostante gli impegni verbali della Farnesina, i canali per far arrivare gli aiuti umanitari raccolti da Music for Peace per la Striscia di Gaza sono ancora interrotti. Al netto delle richieste: inviolabilità pacchi, consegna diretta da parte dello staff all’organizzazione partner palestinese - puntualmente respinte - dopo un mese e mezzo di rimpalli non è chiaro perché le oltre trecento tonnellate, affidate dalla popolazione italiana alla Ong italiana, non possano arrivare in sicurezza a Gaza via terra. Chiediamo che si sblocchi immediatamente questo carico, visto che la presidente Meloni ha sempre ricordato a tutti che bastavano poche ore per far arrivare gli aiuti tramite l’intercessione del governo”.
Così il deputato democratico, Arturo Scotto.
“Esprimo profondo dolore e cordoglio per la morte dei tre carabinieri nel veronese e la sentita vicinanza alle loro famiglie e all’intera Arma. Auguro ai feriti delle Forze dell’ordine una pronta guarigione. Ogni giorno i carabinieri tutelano la nostra sicurezza con dedizione e professionalità in un rapporto solido e costante con i territori e le persone per cui operano. La perdita di questi servitori dello Stato ci chiama a ricordare sempre la loro funzione essenziale per tutti” così in una nota l’ex ministro della difesa, il democratico Lorenzo Guerini.
“In una giornata di grave lutto per il Paese, esprimiamo il nostro profondo cordoglio per i tre carabinieri che hanno perso la vita nella tragica esplosione di Castel d’Azzano (VR). La nostra vicinanza va ai feriti, alle loro famiglie e a tutte le Forze dell’Ordine che ogni giorno servono lo Stato con coraggio e dedizione.”
Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
Quanto avvenuto stamattina a Castel D’Azzano è una tragedia immane, che lascia attoniti. Tre carabinieri hanno perso la vita e tredici sono rimasti feriti durante lo sgombero di uno stabile occupato, a causa dell’esplosione (sembrerebbe innescata volontariamente) di una bombola del gas. Lavoratori, servitori dello Stato, che sono morti mentre svolgevano il loro lavoro: nessuna disperazione sociale può giustificare un atto criminale del genere. Alle famiglie delle vittime e all’intera Arma dei Carabinieri vanno le nostre condoglianze, con l’augurio che il bilancio non si aggravi ulteriormente”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli incidenti sul lavoro in Italia.
"Quella di Eugenio Giani è una vittoria chiara che conferma la fiducia dei cittadini nel progetto che mette al centro sviluppo sostenibile, sanità pubblica e coesione sociale. Il mio grazie va al Presidente confermato, ai candidati Dem e a tutto il Partito Democratico per aver dimostrato che la Toscana è e resta una terra che crede nella buona politica": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, sui risultati delle elezioni regionali della Toscana.
"Adesso occorre proseguire con rinnovata determinazione, per trasformare la fiducia ricevuta in nuove opportunità per le persone e per i territori. Ci sarà anche un’altra sfida importante da centrare: quella della partecipazione. L’affluenza alle urne è calata, e la politica ha il dovere di ricostruire fiducia, di tornare a parlare a chi oggi si sente distante. Solo insieme ai cittadini potremo rafforzare la nostra democrazia": conclude.
"Congratulazioni a Eugenio Giani rieletto presidente della Regione con un ottimo risultato. Con buona pace della campagna elettorale aggressiva, sessista, razzista e volgare portata avanti dall'ex generale Vannacci: un flop su tutta la linea che porta la Lega al risultato peggiore possibile.
Il risultato di Giani è stato possibile anche grazie a una coalizione ampia e coesa, fondata su un programma condiviso guidata da un Pd forte: è questo il modello che bisogna far crescere anche sul piano nazionale perché solo così si può garantire una valida alternativa alle destre per la guida del Paese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.