“Oggi come 40 anni fa, resta nitida la memoria della passione e del coraggio di Giancarlo Siani, giornalista napoletano del Mattino, assassinato dalla camorra per le sue inchieste sulla criminalità organizzata”. Così in una nota il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino. “La sua immagine e il suo valore – continua il parlamentare dem - siano da esempio per tutte le nuove generazioni e si trasformino in costante impegno contro ogni forma di illegalità per non dimenticare il sacrificio di Giancarlo”. “Mi stringo con amore e rispetto alla sua famiglia e ai suoi cari: la lotta contro le mafie è per sempre”, conclude Sarracino.
"A quarant’anni dalla sua tragica uccisione per mano della camorra, ricordiamo Giancarlo Siani come simbolo luminoso di impegno civile, coraggio giornalistico e lotta per la verità. Aveva solo 26 anni, ma una straordinaria determinazione nel raccontare ciò che molti volevano tenere nascosto: i legami tra criminalità organizzata e potere, le storture di un sistema che strangolava la sua terra". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in bicamerale questioni regionali, in occasione dell’anniversario dell’omicidio del giovane cronista de ‘Il Mattino’, assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985.
"È dovere delle istituzioni – continua l’esponente dem - della politica e della società civile continuare a coltivare e a diffondere la sua eredità morale. Ogni giorno, nei luoghi della formazione, nei quartieri più esposti alla violenza e all’illegalità, dobbiamo ribadire che l’informazione libera, il senso delle istituzioni e la giustizia sociale sono le basi su cui si fonda la nostra democrazia che, mai come oggi, ha bisogno di esempi”. “E ricordare Siani significa continuare a batterci contro ogni forma di violenza, censura, manipolazione e intimidazione della stampa, e rafforzare una cultura della legalità che parta dai giovani", conclude De Luca.
"Non c'è dubbio che le violenze di Milano vadano condannate e quei metodi rigettati. Ma Meloni non usi quelle violenze compiute da alcune decine di persone per nascondere oltre mezzo milione di italiane e italiani che ieri hanno letteralmente invaso il Paese per dire basta al genocidio e alla complicità del governo italiano con Netanyahu. Perché è di quell'oltre mezzo milione di persone che ha paura". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nelle grandi città, nei piccoli centri, nelle strade, nelle piazze, nei porti, nelle stazioni per tutta la giornata ha risuonato pacificamente l'urlo dell'Italia che non si arrende. Famiglie, giovani, anziani, persone di tutte le età. Solo a Roma c'erano 300mila persone. Una mobilitazione sentita e partecipata, convocata dall'Usb - prosegue Boldrini -. In piazza c'erano Emergency, Amnesty international, MSF, l'Anpi, medici, infermieri, avvocati, giornalisti, attori e attrici, cantanti, magistrati, intere classi di bambini con i loro insegnanti, studenti, lavoratrici e lavoratori. A Roma aprivano e chiudevano il corteo i vigili del fuoco e le macchine bloccate sulla tangenziale hanno applaudito ai manifestanti per niente infastiditi dal disagio del blocco. E anche venerdì scorso c’è stata un’ampia mobilitazione della Cgil che ha portato in piazza migliaia di persone che non vogliono essere complici dell'annientamento del popolo palestinese". "Potete continuare a parlare degli scontri di Milano, ma il punto è: le italiane e gli italiani sono contro il genocidio e Meloni non partecipa neanche alla Conferenza sulla Palestina che si tiene all’Onu, ma manda Tajani a dire che non è il momento di riconoscere la Palestina, figuriamoci se si sognano di fermare Netanyahu mettendo sanzioni e sospendendo tutti gli accordi di cooperazione - conclude -. Continuare a puntare l'attenzione su qualche decina di violenti serve solo a non dare risposte alle altre centinaia di migliaia".
“L’A14 è ridotta a un’odissea quotidiana: da Pineto a Città Sant’Angelo oggi servono 100 minuti invece di 26, da Pescara a San Benedetto oltre 4 ore e 45 minuti invece di 100. Non si può condannare cittadini e imprese a questa paralisi.” Lo dichiara il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, sulla situazione drammatica della percorrenza dell’Autostrada Adriatica, dove i cantieri aperti hanno trasformato spostamenti ordinari in autentiche odissee quotidiane.
D’Alfonso propone “la sospensione immediata dei pedaggi nei tratti interessati, l’aumento significativo delle risorse umane assegnate e il potenziamento dei lavori notturni puntualmente programmati in sicurezza per restituire rapidamente l’autostrada alla collettività”.
La mobilitazione di tanti giovani, studenti e lavoratori che chiedono al governo italiano di agire per bloccare Netanyahu, non può e non deve associata a episodi di violenza.
Ancora una volta mentre l’Italia manifestava pacificamente alcune decine, forse un centinaio di esaltati hanno deciso di far degenerare la protesta e scontrarsi con le forze dell’ordine. A quest’ultime va la solidarietà del Partito Democratico. Per noi la violenza va sempre condannata, ma non accettiamo strumentalizzazioni di chi non fa nulla contro lo sterminio che si sta consumando a Gaza e tenta di sminuire il peso di una mobilitazione che chiede all’Italia di schierarsi dalla parte giusta della storia.
Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Camera dei Deputati e al Senato, e Nicola Zingaretti, capo delegazione Pd al Parlamento Europeo
“Chi usa la violenza, come avvenuto oggi a Milano in coda alla manifestazione per Gaza, tradisce lo spirito e la volontà di una manifestazione sentita e partecipatissima. Non c'è nessuna giustificazione per le violenze che sporcano un messaggio chiaro e netto”, così la deputata democratica, Lia Quartapelle.
“Caro ministro Lollobrigida la violenza e le devastazioni accompagnate da sangue e morte sono altrove, non certo nelle decine e decine di piazze libere e democratiche del nostro Paese, animate da decine di migliaia di persone, che chiedono di fermare il massacro del popolo palestinese da parte di Netanyahu e del suo governo e di riconoscere subito lo Stato di Palestina, come hanno fatto nelle ultime ore Canada, Regno Unito e Australia. Semmai quel criminale può continuare ad operare indisturbato grazie all'indifferenza e ai silenzi dei governi occidentali, pur con delle eccezioni, tra i quali il governo italiano. Questo non significa non condannare qualche episodio di scontri e violenze verso le forze dell’ordine, ma generalizzare in modo strumentale serve solo a non assumersi quelle responsabilità che lei e la presidente Meloni fate di tutto per non prendervi: che Netanyahu e’ un criminale che va arrestato e che quello che sta compiendo è un genocidio anche letteralmente parlando!”.
Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.
Comunicazioni Tajani non sono concessione ma fondamento democrazia
“Apprendiamo che, solo dopo le forti sollecitazioni delle opposizioni e la volontà di bloccare l’Aula in assenza di risposte, il Ministro Tajani è disponibile a rendere comunicazioni su Gaza il 2 ottobre. Non si tratta di una concessione, ma del fondamento della democrazia” così una nota dei capigruppo Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (AVS), Luana Zanella (AVS). “È in ogni caso molto grave – proseguono - che il Governo partecipi a un vertice internazionale come quello che si aprirà a New York senza avere comunicato al Parlamento la propria linea e, se ancora una volta sarà schiacciato sulle posizioni di Trump, senza avere la minima idea di come fermare il massacro di Gaza. Mentre in tutta Europa, alla vigilia di voti significativi, i governi stanno prendendo iniziative concrete in Italia viviamo una vera anomalia democratica, con la Presidente del Consiglio Meloni che continua a sottrarsi al dibattito parlamentare”, concludono.
“Esprimiamo piena solidarietà alla giornalista Giorgia Venturini, vittima di un vile atto intimidatorio mafioso. Colpire chi fa informazione libera e coraggiosa significa colpire la democrazia. Nessuna minaccia potrà zittire chi cerca la verità. Siamo e resteremo al fianco di Giorgia Venturini e di tutti i giornalisti che, ogni giorno, sfidano l’omertà e le mafie con il loro lavoro”. Così i componenti del Partito Democratico in Commissione Parlamentare Antimafia Walter Verini, Debora Serracchiani, Enza Rando, Peppe Provenzano, Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Franco Mirabelli, Valentina Valente nell’esprimere solidarietà alla giornalista di Fanpage. “Abbiamo subito telefonato a Giorgia Venturini perché il giornalismo d’inchiesta non deve essere lasciato solo. Le mafie minacciano perché temono che si accendano i riflettori sui propri affari. Ogni campanello d’allarme che suona deve essere ascoltato e non deve essere lasciato cadere nel silenzio”, concludono i democratici, sottolineando come questo risulti ancor più forte alla vigilia del 40° anniversario dell’uccisione per mano della camorra del giornalista Giancarlo Siani.
"Centinaia di migliaia di persone stanno manifestando in 75 città di tutta Italia per dire basta al genocidio e per pretendere che il governo prenda una posizione chiara e netta contro le politiche di sterminio di Netanyahu.
Mentre anche i paesi del G7 stanno cominciando a riconoscere lo Stato di Palestina, Meloni e Tajani si trincerano dietro un insensato "non è il momento", allo scopo di compiacere Benjamin Netanyahu e Donald Trump.
E sappiamo bene quale sia la posizione reale del ministro Tajani: ce l'ha mostrata "Piazza pulita" giovedì scorso. Per lui la Palestina non esiste e quindi l'Italia non la riconoscerà.
Un'ipocrisia che alimenta la complicità del governo con il genocidio. Da mesi, però, è chiaro da che parte stanno le italiane e gli italiani: dalla parte del popolo palestinese e del suo diritto all'autodeterminazione e alla giustizia, come confermato anche negli ultimi giorni dalle centinaia di manifestazioni tenutesi in tutto il paese con una enorme partecipazione". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Alla vigilia di importanti vertici internazionali e di votazioni cruciali in sede europea, denunciamo con forza che il Governo non ha ancora dato alcuna disponibilità a venire a spiegare in Parlamento la posizione italiana rispetto alla questione palestinese. È un fatto gravissimo. Utilizzeremo tutti gli strumenti che ci mette a disposizione il regolamento perché non siamo disponibili a riprendere le votazioni finché il Governo non avrà assunto l’impegno a venire in Parlamento per comunicazioni. È intollerabile che, di fronte a una richiesta unitaria di tutte le opposizioni, l’esecutivo tiri dritto senza proferire parola. Un Governo che ignora il Parlamento e lascia gli italiani all’oscuro sulla politica estera tradisce la democrazia: Meloni deve spiegare chiaramente da che parte sta l’Italia. Il Parlamento deve votare sulle comunicazioni del Governo, perché le italiane e gli italiani e i tanti giovani che oggi sono scesi in piazza hanno il diritto di sapere da che parte della storia si pongono i deputati che hanno eletto” così Paolo Ciani del gruppo parlamentare del Pd, Italia democratica e progressista nel corso della discussione generale in corso a Montecitorio.
“Ieri sera a poco più di duecento miglia dalla costa di Porto Palo si è manifestata in maniera visibile una presenza di droni costante sopra le imbarcazioni della Global Sumud Flottilla. Li abbiamo visti chiaramente anche dalla nostra imbarcazione, la Karma. Non è noto che origine abbiano e per quale motivo abbiano volato per diverse ore della notte sopra le nostre teste. Possiamo solo auspicare che non si tratti di una forma di avvertimento o intimidazione per rallentare o addirittura fermare la missione umanitaria. Facciamo appello ai governi europei affinché viglino perché questo non accada. Nessuno tocchi la Flotilla” così una nota dei democratici Arturo Scotto e Annalisa Corrado che sono a bordo della Flottilla.
“Loro lo chiamano successo, invece è discriminazione. Parlano di dare risposte ai bisogni reali, non si rendono conto che misure spot del genere vengono vinte solo dalle dita più veloci sulla tastiera e non da dati reali, come potevano essere le valutazioni su base dell’ISEE. Vesta è un’umiliazione, non un aiuto concreto”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul click day di Vesta, il bonus pensato per le famiglie della Regione Piemonte.
“L’assessore Marrone oggi festeggia i risultati, così da lui definiti, dicendo che il 90% delle domande è stata fatta da famiglie italiane - prosegue la deputata dem - Non si rende conto che è razzismo istituzionale e che avere una connessione veloce per ottenere dei bonus non può essere il discrimine di selezione?”.
“Ancora una volta la destra fa propaganda sulla pelle di cittadini e cittadine. Non è questo il modo per fare politiche sociali che siano realmente d’aiuto alle famiglie. Così è solo generatore di ingiustizia” conclude Gribaudo.
nche Canada, Gran Bretagna e Australia riconosceranno lo stato di Palestina in sede Onu. Un messaggio potente davanti all'occupazione di Gaza. Non è chiara invece quale sia la linea Italiana che continua a dire che non è il momento, mentre altri due membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu fanno questa scelta. Si tratta di una linea politica non soltanto ingiusta ma che fa precipitare l'Italia in pieno isolamento internazionale. Forse anche per questo imbarazzo Giorgia Meloni ha deciso di evitare il confronto parlamentare richiesto dalle opposizioni sulla prossima assemblea generale dell'Onu. Una decisione sbagliata e poco rispettosa del Parlamento. Non si fa politica estera scegliendo di nascondersi.
Così i parlamentari democratici a bordo della Global Sumud Flotilla, Arturo Scotto e Annalisa Corrado.