11/02/2026 - 18:35

“Le audizioni di oggi in commissione Ambiente alla Camera di Luca Sammartino, assessore per l'Agricoltura della Regione Siciliana, di Domenico Costarella, direttore generale del dipartimento della Protezione civile della Regione Calabria, e di Rosanna Laconi, assessore della Difesa dell’ambiente della Regione Sardegna, hanno dimostrato la totale assenza delle regioni governate dal centrodestra dinnanzi ai disastri provocati dal maltempo. Nulla sulla prevenzione, nulla sulle prospettive di intervento, nulla in materia di dissesto idrogeologico. Ma, soprattutto, gli auditi di oggi si sono tramutati in principali accusatori del governo Meloni. Lo stesso governo nazionale che il Partito Democratico ritiene latitante, assente e traditore del Mezzogiorno. Dinnanzi ad una situazione drammatica provocata dal passaggio del ciclone Harry, ancora oggi siamo fermi alle passerelle. Mancano le risorse, gli impegni di spesa, le azioni concrete”.

Così i deputati democratici, Maria Stefania Marino, Anthony Barbagallo, Nicola Stumpo e Giovanna Iacono.

 

11/02/2026 - 18:34

“Apprendiamo con sgomento la notizia del decesso di un giovane trattenuto nel CPR di Bari, che secondo le prime informazioni disponibili sarebbe avvenuto per arresto cardiaco. Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e delle verifiche in corso, chiediamo che venga accertata con rapidità e trasparenza la causa e la dinamica dei fatti e che sia fornita al più presto una ricostruzione completa di quanto accaduto.

Da tempo segnaliamo che i CPR sono strutture in cui le condizioni di trattenimento possono determinare un grave deterioramento del benessere psicofisico delle persone, già spesso in situazione di fragilità. In questi luoghi si registrano con frequenza episodi di disperazione, autolesionismo e tentativi di suicidio, nonché pratiche insicure nella somministrazione delle “terapie”, o abuso delle stesse. E, troppo spesso, assistiamo a decessi classificati come dovuti a ‘cause naturali’ sui quali è doveroso interrogarsi: quando una persona muore mentre è sotto custodia dello Stato, non ci si può limitare ad archiviare il caso come inevitabile.

Per questo chiediamo alle autorità competenti di chiarire tempestivamente la dinamica di questa ennesima morte per CPR. È un dovere istituzionale che ogni verifica venga svolta senza ritardi e che gli esiti siano resi noti. È poi un dovere politico e morale vedere l’orrore dietro il sistema CPR, anche oltre questo tragico caso.

Ok Un pensiero di vicinanza va alla famiglia e agli affetti del ragazzo deceduto. Saremo in prima linea per chiedere trasparenza e per ribadire ancora una volta la necessità di chiudere per sempre questi luoghi disumani.” Così le parlamentari democratiche Rachele Scarpa e Cecilia Strada.

 

11/02/2026 - 18:28

“Meloni spieghi se accetta i voti di fiducia di Vannacci. Oggi in aula i 3 deputati di Futuro Nazionale hanno presentato e votato 3 Odg contro il parere del governo. Una evidente rottura della maggioranza su un punto cruciale della politica estera. Il governo deve chiarire se considera Vannacci in maggioranza dopo questa rottura in aula” così il deputato democratico Claudio Mancini a margine delle votazioni del decreto Ucraina alla Camera.

11/02/2026 - 18:15

Ogni giorno che passa aumentano danni per imprese italiane

“L’accantonamento del nostro emendamento contro l’assurdo balzello nazionale di 2 euro sui pacchi nel decreto Milleproroghe è una buona notizia per le imprese italiane, per il mondo della logistica e per milioni di consumatrici e consumatori. Dopo tanti annunci finalmente un passo avanti in sede istituzionale per fermare gli effetti negativi di una misura sbagliata e dannosa, che avevamo denunciato con forza sin dall’inizio”.

Lo sottolineano i deputati del Partito Democratico Silvia Roggiani e Andrea Casu, intervenuti nel corso dell’esame del decreto Milleproroghe in seduta congiunta delle Commissioni I e V.

“I dati - hanno dichiarato i deputati Dem - parlano chiaro: a Malpensa l’import è crollato da una media di 5.700.000 kg di dicembre ai 2.500.000 kg di gennaio. Mentre l’Europa sta lavorando a un prelievo di circa tre euro per rafforzare il commercio interno e tutelare il mercato unico, il Governo Meloni ha scelto di introdurre la fallimentare via di un vero e proprio auto-dazio, che colpisce solo le nostre imprese nazionali, deviando i traffici verso altre destinazioni europee. Ora il Governo ritiri definitivamente una tassa in più che sta penalizzando l’Italia proprio nei settori in cui deve correre, non frenare. Continueremo a batterci perché si sostengano innovazione, competitività e diritti dei consumatori e lavoratori, non perché si creino nuovi ostacoli alla crescita”.

 

11/02/2026 - 18:14

“Sul fronte dei ristori destinati alle attività economiche delle stazioni sciistiche dell’Appennino, il Governo accumula l’ennesimo, grave ritardo. Nel 2024 sono stati stanziati 13 milioni di euro a favore delle imprese che hanno subito danni economici nella stagione invernale 2023-2024, a condizione che avessero registrato una riduzione dei ricavi non inferiore al 30% rispetto al periodo compreso tra il 1° novembre 2021 e il 31 marzo 2022. A quasi un anno e mezzo dall’adozione del decreto, le 185 aziende beneficiarie non sanno ancora quando riceveranno le risorse loro spettanti, nonostante fosse prevista esplicitamente l’erogazione entro e non oltre il 31 dicembre 2024. Il comparto sciistico appenninico ha attraversato stagioni di forte difficoltà a causa della scarsità di precipitazioni nevose. Molte imprese si trovano ancora in condizioni di fragilità economica e l’arrivo di questi fondi rappresenta un sostegno essenziale per la loro tenuta finanziaria e occupazionale. Nelle stazioni sciistiche appenniniche le attività legate al turismo invernale sono fondamentali non solo per l’economia locale, ma anche per contrastare lo spopolamento delle aree montane. Per queste ragioni è necessario che il Governo provveda con urgenza a liquidare risorse che, a questo punto, sono semplicemente dovute”. Così i responsabili Mezzogiorno e Aree interne del Pd, Marco Sarracino e Marco Niccolai.

11/02/2026 - 17:06

Mentre il sindaco di Niscemi ribadiva in commissione Ambiente la situazione difficile in cui si trova la cittadina siciliana, nella commissione accanto la maggioranza bocciava l’emendamento del Pd al decreto Milleproroghe che prevedeva tra l’altro la sospensione dei versamenti tributari per le zone colpite dall’ultima ondata di maltempo.
Un atteggiamento inaccettabile che fa il paio con il comportamento da parte del Ministro Musumeci che ha cercato di scaricare le responsabilità della mancata prevenzione sul Comune e della Premier Meloni che giorno dopo giorno dimentica la drammatica situazione del Mezzogiorno. Servono risposte rapide e adeguate da parte del Governo non solo sui tributi, ma anche sulle risorse per altre soluzioni abitative e la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture. E intanto continuiamo a chiederci quando il Ministro Musumeci troverà qualche minuto del suo prezioso tempo per recarsi a Niscemi e assumersi le sue responsabilità.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

 

11/02/2026 - 16:48

“Dal governo Meloni non c'è nessuna azione concreta per difendere il Made in Italy nel mondo e per rilanciare la competitività delle imprese italiane. A tre anni dall'istituzione del ministero delle Imprese e Made in Italy, si vedono solo gli effetti negativi dell'operato del ministro Urso. La produzione industriale è calata quasi del 4%, il costo dell'energia è più alto del 30% rispetto ai competitors europei. Il governo ha tagliato il fondo per l'auotmotive e dimezzato le risorse per Transizione 5.0 che ancora continua a faticare tra incertezze burocratiche. Per non parlare poi del ddl Made in Italy che è una serie di mancette senza strategia e con la promessa di un fondo che non è ancora operativo”. Lo dichiara il deputato PD, Christian Diego Di Sanzo durante il Question Time alla Camera con il ministro Urso.
“Mentre assistiamo al disastro delle politiche industriali, il governo svende alcuni marchi storici italiani come Bialetti e Iveco che passano alla Cina e all'India con un aumento del 5% del fatturato nazionale in mano al controllo di imprese estere. Un vero fallimento”, conclude Di Sanzo.

 

11/02/2026 - 16:19

“Dei tanti numeri dati dal ministro Urso si è dimenticato di quelli principali: è l'Istat che ci dice che la produzione industriale è crollata da quando si è instaurato il governo Meloni del 2,1% nel 2023, del 3,5% nel 2024 e della stagnazione che emerge dai dati parziali del 2025. La perdita della capacità produttiva non è congiunturale ma strutturale con i costi dell'energia più alti di tutta l'Europa, debolezza degli investimenti, incertezza regolatoria e assenza di politiche industriali”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo in replica al ministro Urso durante il Question Time alla Camera.
“La realtà – sottolinea il parlamentare dem - mette in luce solo i grandi errori del ministro Urso: Transizione 5.0 è un fallimento di ritardi e di risorse non utilizzate; la legge sul Made in Italy ridotta a somma di contributi a pioggia inefficaci e con l’illusione di un fondo sovrano senza risorse; l'industria dell'acciaio è in crisi, così come la chimica di base, il tessile e l'automotive. Che fine ha fatto la promessa di produrre 1 milione di autovetture all'anno e di un secondo produttore? Nulla è accaduto se non il taglio dei fondi per l'automotive che aveva ereditato dal precedente governo”. “Non c'è nessuna politica industriale da parte del governo ma solo una somma di annunci, ritardi e retromarce”, conclude Peluffo.

11/02/2026 - 15:44

“Un giornalista di ‘È sempre Cartabianca’ va sotto il palazzo di CasaPound a Roma, quello occupato abusivamente dal 2003 e proprietà del Demanio, cioè di tutti noi. Vuole fare domande, vuole capire chi ci vive davvero. Perché secondo un’informativa della Guardia di Finanza del 2019, quasi la metà degli occupanti non sono famiglie in emergenza abitativa. Sono dipendenti di Comune, Regione, ministeri. Gente con stipendi regolari. Il giornalista prova a intervistare il leader Luca Marsella, quello che sui social piagnucola perché non lo fanno parlare. Gli propone un’intervista faccia a faccia, ma Marsella rifiuta perché vuole andare in studio.
Il giornalista allora va sotto al palazzo. Aspetta, vuole solo fare il suo lavoro. E chi arriva? La polizia. Non per identificare gli occupanti di CasaPound, ma per identificare il giornalista. ‘L’intervista la deve concordare con loro. Adesso identifichiamo. Può spegnere la telecamera? Stiamo facendo attività di polizia’. Al che il giornalista risponde: ‘E io sto facendo attività di cronaca. E poi la frase della poliziotta, che dice tutto: 'Io non capisco l’utilità di tutto questo’. È sconcertante. Da quando le forze dell’ordine sindacano il lavoro della stampa?”. Lo scrive su Instagram il deputato Marco Furfaro, componente della Segreteria nazionale del Partito Democratico, pubblicando il servizio del giornalista di “È sempre Cartabianca”. 

11/02/2026 - 15:26

“Di fronte a una notizia gravissima come l’inchiesta di Milano su Glovo, il silenzio del governo è grave e assordante. Non hanno trovato neanche un secondo per commentare. Ancora una volta è dovuta intervenire la magistratura per far rispettare l’articolo 36 della Costituzione, quello che garantisce retribuzioni giuste e dignitose”. Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“Questo silenzio – prosegue l’esponente dem – dimostra che all’esecutivo non interessa nulla del lavoro sottopagato, dei salari da fame, dello sfruttamento e dei turni massacranti che colpiscono migliaia di lavoratori, a partire dai rider. Non è un caso che in questi anni il governo non abbia messo in campo alcuna norma efficace contro la precarietà e lo sfruttamento”.
“Le misure da adottare – conclude Scotto - sono chiare: serve l’opposto delle scelte fatte in tre anni e mezzo, che hanno aumentato la precarietà liberalizzando i contratti a termine e il lavoro in somministrazione, autorizzando meccanismi che scaricano i rischi sui lavoratori. Bisogna intervenire subito sui contratti, cancellare i contratti pirata attraverso una legge sulla rappresentanza, e introdurre il salario minimo. Solo così si può contrastare davvero lo sfruttamento e restituire dignità al lavoro”.

 

11/02/2026 - 15:18

“I Giornalisti di una trasmissione televisiva chiedono un'intervista a CasaPound. CasaPound non risponde. I giornalisti allora vanno sotto il palazzo occupato per provare a intervistarli. Dopo un po' arrivano le forze dell'ordine. Per sgomberare CasaPound, direte voi. No. Per identificare i giornalisti.
E per spiegargli che devono concordare con CasaPound le interviste, non andare sotto la loro sede. Questo avviene nell'Italia di Giorgia Meloni. Questo avviene con Piantedosi al ministero: le forze dell'ordine obbligate a fare da ufficio stampa a un gruppetto di fascisti. Complimenti” così il deputato democratico Matteo Orfini commenta sui social quanto denunciato dalla trasmissione televisiva Cartabianca.

11/02/2026 - 14:18

Presentata interrogazione al ministro Giuli da parte delle deputate siciliane Dem Giovanna Iacono e Maria Stefania Marino

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla destinazione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato italiano.
Il dipinto rappresenta un rarissimo capolavoro del Rinascimento italiano ed è probabilmente l’ultimo lavoro del maestro siciliano rimasto fino ad oggi in una collezione privata.”

Secondo quanto riportato da organi di stampa, l’opera sarebbe destinata al Museo di Capodimonte. Una scelta che ha suscitato un ampio dibattito, in particolare in Sicilia e a Messina, città natale dell’artista, dove si moltiplicano gli appelli affinché il dipinto possa essere esposto nel territorio di origine.

“Abbiamo chiesto al Ministro se sia a conoscenza della destinazione prevista e se non ritenga opportuno valutarne la collocazione presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina, anche d’intesa con la Regione Siciliana, in considerazione del profondo legame storico e identitario dell’opera con il territorio di origine dell’artista, nonché della piena coerenza e integrazione del dipinto con la collezione museale già esistente, che annovera altri capolavori di eccezionale rilievo.”

“La collocazione dell’Ecce Homo presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina consentirebbe di rafforzare il dialogo scientifico e culturale con le collezioni già presenti e di valorizzare in modo organico il contesto storico-artistico di riferimento dell’artista.”

“Tale scelta rappresenterebbe, inoltre, un’occasione di straordinaria valorizzazione culturale e identitaria, rafforzando il legame tra l’opera, l’artista e il territorio di origine”.

 

11/02/2026 - 13:39

“La vicenda della corda molle dimostra l’incapacità del governo Meloni su due fronti: il primo raccontare cose non vere. Più volte il ministro Salvini in aula ha detto che mai sarebbe stato introdotto un pedaggio su questa infrastruttura. Di fatto questo avviene. La seconda, non fare una valutazione di merito. Strategicamente la corda molle risolve il problema del traffico di una parte della provincia di Brescia.

Introdurre un pagamento significa rischiare di spostare il traffico sulle vie adiacenti e introdurre un principio di diseguaglianza fra cittadini.

Infatti, non è il luogo di residenza che implica l'utilizzo delle infrastrutture, ma la necessità di farlo per lavoro, per esempio, o comunque per le attività che riguardano le persone. Di fatto c'è chi potrà godere della riduzione o del non pagamento e chi dovrà invece pagare.

Ultima considerazione, il costo viene scaricato sui comuni e sugli enti locali rubando loro risorse; una competenza statale che ancora una volta ricade sulle casse degli enti locali.

Bella idea di autonomia, bel rispetto dei territori, in questo caso di una provincia come la nostra particolarmente attiva, che ha bisogno di attenzioni, infrastrutture e investimenti, non certo di demagogia”. Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, a proposito del pagamento del pedaggio autostradale sulla cosiddetta ‘corda molle’.

 

11/02/2026 - 13:18

Così si rischia di affossare una riforma condivisa.

“Il rinvio sine die al Senato del disegno di legge sulla partecipazione popolare nelle società sportive rappresenta un fatto grave e politicamente inspiegabile. La proposta, di iniziativa parlamentare e con prima firma di Riccardo Molinari e da me sottoscritta, è stata approvata all’unanimità alla Camera oltre un anno fa ed è poi arrivata al Senato, dove ha ottenuto il via libera della commissione competente con parere favorevole del ministro Abodi. Un percorso lineare che rende sorprendente e del tutto inusuale il rinvio richiesto in Aula, senza peraltro motivarlo, dal gruppo di Forza Italia”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.

“Il testo – prosegue l’esponente dem - introduce una norma estremamente equilibrata: consente, solo su base volontaria per le società, l’ingresso di associazioni di tifosi fino a una quota massima dell’1 per cento del capitale sociale. Una partecipazione simbolica, esercitabile attraverso associazioni rappresentative di almeno il 10 per cento della media degli spettatori allo stadio. Si tratta di un modello prudente, distante da altre esperienze europee come quella tedesca che prevede il 50 per cento +1 di azionariato popolare, che non altera gli assetti proprietari ma rafforza il legame tra società sportive, territori e comunità”.

“Il rinvio – conclude Berruto - è stato chiesto dal gruppo di Forza Italia, nel quale siedono senatori come Claudio Lotito e Adriano Galliani. È legittimo chiedere soprattutto a loro cosa sia cambiato rispetto a un provvedimento già votato e sostenuto dal ministro Abodi e dal governo. È bene ricordare che questa proposta di legge potrebbe essere approvata anche senza i voti di Forza Italia, perché può contare sul sostegno del Partito Democratico. Non a caso, l’unica forza politica che si è opposta al ritorno del testo in commissione è stata proprio il Pd, ribadendo la necessità di arrivare rapidamente al voto finale. Il rischio concreto è che il provvedimento venga fermato, frustrando ancora una volta le aspettative di tifosi per bene, alcuni dei quali erano sulle tribune del Senato pronti ad applaudire il voto finale. Il Parlamento e il mondo dello Sport meritano trasparenza, spiegazioni chiare sulle responsabilità su una decisione che mette in discussione una riforma di buon senso”.

 

11/02/2026 - 13:17

“Con la fiducia volete evitare un dibattito che avrebbe messo a nudo le vostre divisioni e le ambiguità di una maggioranza condizionata dai settori filoputiniani. Preferite blindare il provvedimento per evitare un confronto trasparente sulle divisioni interne alla maggioranza, in particolare sugli emendamenti che puntavano a interrompere il sostegno militare a Kiev.
Il PD voterà contro la fiducia ma ribadisce con chiarezza che l’obiettivo è una pace giusta e sicura. Una pace che non coincida con la resa dell’Ucraina, che non legittimi l’aggressione russa e che non cancelli i crimini di guerra commessi. Pace significa giustizia, libertà e rispetto della sovranità dei popoli. Significa liberazione dei prigionieri, ritorno dei bambini deportati, rifiuto dell’annessione dei territori occupati e garanzie internazionali che impediscano nuove aggressioni.
Per il Partito Democratico il sostegno politico, umanitario e militare all’Ucraina resta una condizione necessaria per costruire un negoziato credibile, fondato sulla pari dignità tra le parti. In gioco non c’è solo il destino di Kiev, ma la sicurezza e la stabilità dell’Europa”.

Lo ha detto Piero Fassino, deputato Pd e vicepresidente Comm. Difesa, intervenendo in Aula per il voto di fiducia sul Decreto Ucraina.
 

 

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