“Che aspetta il Governo a riaprire finalmente una discussione sui salari e le condizioni di lavoro dei rider? Anche oggi abbiamo dovuto per l’ennesima volta aspettare la magistratura per un’indagine che riguarda l’azienda Foodinho-Glovo con 40mila lavoratori sfruttati, con orari impossibili e 5000 euro annui al mese. Uno scandalo! Anche di fronte al riferimento della magistratura al mancato rispetto dell’articolo 36 della Costituzione sull’equa retribuzione, riteniamo urgente che si metta all’ordine del giorno di nuovo il Salario Minimo. La politica non può arrivare dopo i giudici”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“L’inchiesta della Procura di Milano su Foodinho-Glovo conferma ciò che denunciamo da tempo: nel nostro paese esiste un vero caporalato digitale che sfrutta migliaia di rider, li paga sotto la soglia di povertà e aggira i contratti collettivi attraverso il controllo algoritmico. È una forma moderna di sfruttamento che colpisce soprattutto chi è più fragile e che richiede una risposta legislativa immediata": ė quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“In Parlamento giace da tempo una mia proposta di legge contro il caporalato, pensata proprio per colpire anche queste nuove forme di sfruttamento nel delivery e nella logistica, ma il governo continua a tenerla bloccata. La destra preferisce occuparsi di propaganda mentre ignora i problemi reali dei lavoratori. Servono regole chiare, tutele e salari dignitosi: il lavoro non può essere sacrificato in nome dei profitti delle piattaforme": conclude.
A Niscemi c’è un via vai di persone che ogni giorno accompagnate dai vigili del fuoco cercano di recuperare l’indispensabile dalle case sul limite della frana. Uno spettacolo straziante e solitario perché il Governo ha abbandonato gli abitanti della cittadina siciliana. Dopo i roboanti annunci, le visite in elicottero lontane dalla gente e dalle contestazioni, né Meloni né alcun altro del governo si sono più fatti vedere. Uno stanziamento ridicolo di soli 100 milioni di euro non potrà risolvere i problemi di chi ha perso tutto. Con Meloni il Sud è stato cancellato dall’agenda politica. Le interessa di più parlare di Sanremo e del Ponte sullo stretto, il giocattolo che tiene buono Salvini ma che costerà quasi 14 miliardi drenando risorse per il Mezzogiorno per molte generazioni.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Ancora una condanna per la premio Nobel iraniana Narges Mohammadi. Il regime degli ayatollah ha deciso che dovrà scontare altri 7 anni, oltre a quelli a cui era già stata condannata, per "raduno e collusione contro la sicurezza", a un anno per "propaganda" e a due anni di esilio.
L'attivista per i diritti delle donne Narges Mohammadi, che è anche malata, non sente la sua famiglia dal 14 dicembre e ha iniziato uno sciopero della fame.
Contro di lei si consuma l'ennesimo atto di feroce repressione di un regime teocratico e autoritario che non tollera dissenso, oppositori, attiviste e attivisti per i diritti umani.
Sono più di 40mila le persone arrestate durante le proteste di gennaio quando in migliaia sono stati uccisi dai pasdaran di Khamenei. E oggi è stato portato in prigione anche Javad Emam, portavoce della principale coalizione del campo riformista.
Va fermata la repressione, vanno fermate le esecuzioni capitali, vanno liberati i prigionieri politici e deve finire il regime tirannico degli ayatollah.
Restiamo al fianco del popolo iraniano che si ribella alla Repubblica Islamica e chiede democrazia, diritti e libertà". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il tempo passa ma per la Sicilia, devastata dal ciclone Harry, siamo ancora all'anno zero. La situazione è sempre più drammatica ma il governo conferma il completo disinteresse. Alle passerelle delle prime ore, alle tante promesse di aiuti e soprattutto di risorse, non è corrisposta alcuna azione concreta. Per il governo Meloni, il Sud e la Sicilia in particolare, restano solo un bacino di voti in campagna elettorale e un peso da abbandonare a se stesso quando i riflettori delle telecamere sono spente. È un governo irresponsabile che vive di propaganda e di inerzia”. Così in una nota la deputata siciliana del PD, Maria Stefania Marino.
“Sono passiti 15 giorni da quando il ciclone Harry si è abbattuto sulla Sicilia. Dopo lo sgomento per le drammatiche conseguenze, il governo Meloni e quello regionale hanno impiegato tutte le loro forze in passerelle e promesse che, ad oggi, non sono né mantenute, né iniziate. Nulla di fatto, solo propaganda che finisce per alimentare la disperazione delle tante persone e imprese che hanno perso tutto. Il governo ha abbandonato la Sicilia e scaricato sulle amministrazioni locali ogni responsabilità. E in questo stato di disillusione, il governo regionale si conferma sempre più incapace e inconsistente”. Lo dichiara in una nota la deputata siciliana del PD Giovanna Iacono.
"Grazie all’impegno del Partito Democratico e alla battaglia portata avanti nelle sedi istituzionali, è stato possibile correggere una proposta che avrebbe penalizzato duramente il Sud e, in particolare, la provincia di Enna. I criteri inizialmente adottati dal governo per la Legge sulla Montagna avevano escluso comuni che, secondo i parametri storici finora utilizzati, sono sempre stati riconosciuti come montani, mettendo a rischio risorse fondamentali per servizi e sviluppo delle aree interne": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
"Grazie all’azione del Pd e al confronto con le Regioni, sono stati recuperati comuni della provincia di Enna ingiustamente esclusi come Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Pietraperzia, Regalbuto e Valguarnera Caropepe. Un risultato significativi per tutelare le comunità dell’entroterra siciliano e garantire continuità a politiche essenziali per la montagna. Resta necessario un cambio di rotta anche sul dimensionamento scolastico, che continua a colpire le aree interne. Il Pd continuerà a difendere il Sud e i territori montani, che rappresentano una risorsa strategica per la crescita e lo sviluppo del paese": conclude.
Peluffo e Pandolfo (Pd): Urso riferisca con urgenza al Parlamento
“L’allarme che emerge dall’inchiesta del Corriere della Sera sulla crisi del Made in Italy non può essere ignorato. Marchi storici ceduti, investimenti industriali in calo, incentivi incerti e una politica industriale che continua a mancare di una direzione chiara: è questo il quadro che oggi colpisce il cuore produttivo del Paese. Da mesi, come Partito Democratico, abbiamo sollevato il tema nelle sedi parlamentari, presentando interrogazioni su numerose crisi aziendali citate nell’articolo e depositando una mozione sulle politiche industriali. Purtroppo, alle nostre iniziative non sono seguite risposte adeguate da parte del governo. Per questo chiediamo che il ministro Urso venga immediatamente in audizione presso le Commissioni Attività produttive della Camera. Il governo ha appena presentato il Libro bianco sulle politiche industriali: è il momento di chiarire quali scelte concrete intenda mettere in campo per fermare la perdita di pezzi fondamentali del nostro sistema industriale.
Senza certezze sugli incentivi, senza una strategia sull’energia e senza una visione di medio-lungo periodo, il rischio è continuare ad assistere alla vendita di imprese e competenze costruite in decenni di lavoro. L’Italia non può permettersi una politica industriale fatta di annunci e documenti senza attuazione. Il Parlamento ha il dovere di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e controllo. Il governo venga a spiegare cosa intende fare, subito”.
Così Vinicio Peluffo, deputato PD
Vicepresidente Commissione Attività produttive della Camera e Alberto Pandolfo
Capogruppo PD Commissione Attività produttive.
“Il Partito Democratico condanna sempre le violenze, le aggressioni alle forze dell'ordine e gli atti vandalici. Così come abbiamo fatto anche in occasione dei disordini durante la recente contestazione contro le Olimpiadi.
Certi esponenti di destra sembrano più interessati a informarsi sulle nostre prese di posizione piuttosto che a garantire risultati sulla sicurezza. Un tema su cui evidentemente questa destra si sente in difetto perchè ha fallito, troppo impegnata a sfornare slogan invece che a produrre risulrati”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
«Condanniamo i fatti gravi avvenuti in queste ore sulla rete ferroviaria e chiediamo con forza che venga fatta piena luce e giustizia. Grazie alle donne e agli uomini al lavoro per tutti gli accertamenti necessari, basta con le disgustose strumentalizzazioni politiche di chi arriva ad evocare pericolosamente gli anni bui del terrorismo solo per cercare di nascondere il fallimento quotidiano del peggior ministro dei Trasporti della storia».
«Il MIT dovrebbe accorgersi della crisi dei trasporti non solo oggi ma ogni giorno, quando cominceranno a pagare loro i danni per i disagi e i disservizi che le scelte di Meloni e Salvini scaricano su passeggeri e lavoratori?».
Graziano: ma quale deriva illiberale, c’è inadeguatezza culturale a destra
"Mentre in Sicilia si contano migliaia di sfollati e gli italiani stanno affrontando gravi emergenze sociali, Meloni e lo stato maggiore del governo sono preoccupati della scaletta del Festival di Sanremo.
Prendiamo atto della rinuncia di Andrea Pucci alla co-conduzione di una delle serate del Festival: una scelta di buonsenso che evidentemente non appartiene a tutti. Di certo non appartiene al direttore di RaiSport, Paolo Petrecca, che, dopo una vergognosa e imbarazzante telecronaca in occasione dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, continua imperterrito a rimanere al suo posto solo perché si sente difeso da chi attacca sulla presunta illiberalità.
Rassicuriamo la Presidente Meloni e il vicepresidente Salvini: in Italia non c’è alcuna deriva illiberale della sinistra, c’è piuttosto una evidente inadeguatezza culturale della destra al governo.
L’unico vero attacco alle istituzioni è quello portato avanti dalla maggioranza di governo, che tenta di controllare l’informazione pubblica, delegittimare il dissenso e, con la riforma della giustizia, minare la separazione dei poteri, fondamento della nostra democrazia costituzionale. Presentarsi come vittime mentre si esercita il potere senza contrappesi non significa difendere lo Stato, ma indebolirlo". Così Stefano Graziano
Capogruppo Pd Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
“Chi governa non può limitarsi a chiedere dichiarazioni agli altri: deve garantire risultati. Sul piano sociale questo governo ha fallito su tutti i fronti, dalla sanità e le pensioni agli stipendi, i più bassi d’Europa, compresi quelli dei poliziotti. Quanto alla sicurezza, non si costruisce certo con le strumentalizzazioni quotidiane o con la propaganda, ma con scelte serie, risorse adeguate e una gestione efficace. Se oggi ci sono problemi di tenuta e di controllo, la responsabilità è di chi guida il governo e il Viminale, non di chi siede sui banchi dell’opposizione. Noi non accettiamo lezioni da chi usa la sicurezza come bandiera politica ma poi non è in grado di assicurare risposte concrete. Il tempo degli slogan è finito: dopo tre anni, contano i fatti. E sui fatti gli italiani possono giudicare”. Così i capigruppo del Pd al Senato, alla Camera e al Parlamento europeo, Francesco Boccia, Chiara Braga e Nicola Zingaretti.
"La destra ha provato a riscrivere la mappa dei comuni montani penalizzando gli Appennini e favorendo le Alpi, come il Partito Democratico denunciava da tempo. La proposta iniziale del Ministro Calderoli, fondata su criteri distorti e lontani dalla realtà dei territori, escludeva numerosi comuni che storicamente sono sempre stati riconosciuti come montani, mettendo a rischio risorse fondamentali per servizi, sviluppo e coesione sociale". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Grazie all’iniziativa del Pd e delle opposizioni, e al confronto serrato con le Regioni, il governo è stato costretto a correggere parzialmente il tiro e a reinserire comuni ingiustamente esclusi come Anghiari, Arezzo, Capolona, Castelfranco Piandiscò, Castiglion Fibocchi, Cortona e Monterchi. Resta una legge sbagliata che ha comunque penalizzato molti territori, ma è stato evitato un danno gravissimo per molte aree interne. Ora il governo cambi rotta anche sul dimensionamento scolastico, che continua a colpire gli Appennini e a favorire l’abbandono dei territori. La montagna non è un problema da tagliare, ma una risorsa strategica per il futuro del paese", conclude Simiani.
«Non è un rischio, è ormai una certezza: questa legislatura verrà ricordata come una delle più inconcludenti della storia repubblicana».
Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e deputato del Partito Democratico.
«Le dichiarazioni del sottosegretario Morelli che arrivano a evocare il ritorno dell’Italia agli “anni bui del terrorismo” a seguito di episodi gravi ma circoscritti sulle infrastrutture ferroviarie, dovrebbero essere oggetto di condanna unanime delle istituzioni e non strumentalizzate politicamente per dare vita polemiche allucinanti, irresponsabili e totalmente scollegate dalla realtà. Siamo molto preoccupati per l’ennesimo uso strumentale di fatti ancora oggetto di accertamento da parte delle autorità competenti, piegati a una narrazione utile solo a creare allarme sociale e a distrarre gli italiani dalle evidenti incapacità di governo.
Chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe garantire serietà, misura e rispetto della verità, non utilizzare il proprio ruolo per alimentare paura e tensioni nel Paese. Paragonare quanto accaduto a una stagione storica segnata dal terrorismo significa mancare di rispetto alla memoria collettiva e alle vittime di quegli anni.
A pochi mesi dalla fine della legislatura, Giorgia Meloni e la sua maggioranza tentano di riscrivere il racconto di questi anni per nascondere il proprio totale fallimento, ma il bilancio è sotto gli occhi di tutti: nessuna riforma strutturale, nessuna visione per il futuro, solo propaganda, vittimismo e continuo scaricabarile.
È questa l’eredità che lasceranno agli italiani. Ed è una certezza, come
lo sono le inefficienze del sistema trasporti italiano create da Salvini che colpiscono ogni giorno passeggeri e lavoratori e nessuna strumentalizzazione riuscirà mai a nascondere».
«Le parole di Galeazzo Bignami sono gravi e inaccettabili. Attaccare la Corte di Cassazione e metterne in discussione la legittimità significa colpire un organo di garanzia fondamentale dello Stato e minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Lo dichiara la deputata del Partito democratico Michela Di Biase.
«È questo il vero volto della maggioranza – prosegue –: delegittimare la magistratura ogni volta che non si piega alle esigenze politiche del momento. Un atteggiamento pericoloso, che rappresenta un attacco diretto alla Costituzione e all’equilibrio tra i poteri».
«Sul terreno delicato del referendum – conclude Di Biase – la Cassazione ha riconosciuto legittima l'istanza di chi ha fatto ricorso e avviato una raccolta firme nel Paese, non sono accettabili strumentalizzazioni. Questo clima non può e non deve essere normalizzato».