28/09/2025 - 13:50

“Quanto avvenuto questa mattina nella chiesa del Parco Verde di Caivano è un episodio di estrema gravità. Un gesto che rappresenta un segnale allarmante del clima che si respira in un territorio ancora segnato dalla presenza della criminalità. L’episodio di oggi, insieme alla sparatoria avvenuta ieri sera, dimostra che Caivano non è ancora il modello di riscatto che in molti, dagli scranni del Governo, hanno voluto descrivere. È una realtà in cui non si è smesso di sparare, in cui la violenza continua a condizionare la vita delle persone, in cui la criminalità conserva un controllo diffuso e capillare”.

Così il deputato democratico, capogruppo della commissione Difesa, Stefano Graziano, sui social.

“Quando viene colpito simbolicamente un sacerdote come Maurizio Patriciello - aggiunge - figura sì di fede, ma anche di impegno civile e morale - viene colpita l’intera comunità che resiste all'illegalità. Ed è per questo necessaria una risposta forte da parte delle istituzioni. Caivano non ha bisogno di passerelle. Servono politiche strutturali e interventi costanti: scuole aperte e funzionanti, presidi educativi e sportivi, lavoro, presenza reale dello Stato sul territorio. Solo così, forse, si restituisce fiducia a chi ogni giorno sceglie la legalità. Esprimo la mia solidarietà a Padre Maurizio Patriciello. Difendere chi si espone in prima persona per la giustizia e per la dignità di una comunità - conclude - è un dovere di ciascuno di noi”.

 

27/09/2025 - 13:50

“Le notizie degli ultimi giorni, con Bosch che annuncia 13mila licenziamenti e Starbucks che taglia 900 posti di lavoro e chiude centinaia di sedi, dimostrano ancora una volta come le grandi multinazionali continuino a pensare unicamente ai profitti, scaricando i costi delle proprie scelte sui lavoratori e sulle loro famiglie. Va assolutamente evitato che queste politiche scellerate penalizzino i lavoratori anche nel nostro paese": è quanto dichiara il deputato Dem Emiliano Fossi.

 "Siamo di fronte a manager che mantengono stipendi milionari e benefit fuori da ogni logica, mentre migliaia di persone rischiano di perdere il lavoro o sono spinte a condizioni umilianti per costringerle a lasciare. È inaccettabile che gli errori delle classi dirigenti vengano pagati da chi ogni giorno manda avanti aziende e produzioni. Il Governo Meloni, che non perde occasione per vantarsi di una crescita occupazionale, dimentica però che l’Italia resta ultima in Europa per occupazione giovanile e femminile, e che a crescere non è lavoro stabile e di qualità ma lavoro povero e precario. Davanti a processi di ristrutturazione di questa portata servono serietà, regole e una politica industriale che metta al centro le persone, non i bilanci dei colossi globali".

 "Il Partito Democratico continuerà a chiedere con forza che il Parlamento e il Governo si assumano la responsabilità di difendere chi lavora, tutelando i diritti e costruendo un modello economico più giusto, in cui non siano sempre i più deboli a pagare il prezzo degli errori altrui”: conclude

27/09/2025 - 13:50

"Il Ministro Salvini presenta come un grande risultato quello che, in realtà, è soltanto il reintegro – parziale – delle risorse che il suo stesso governo aveva già tagliato alle Province. Non si tratta quindi di nuovi fondi, ma di una restituzione a saldo ridotto di risorse che spettavano da tempo ai territori": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sui finanziamenti di riqualificazione delle Infrastrutture annunciati dal dicastero.
 "In più, i vincoli imposti dal Ministero ne limitano fortemente l’utilizzo: i fondi sono destinati unicamente alla manutenzione ordinaria, escludendo qualsiasi investimento strutturale nelle infrastrutture. In questo modo si impedisce alle Province di programmare opere necessarie e strategiche per la sicurezza e lo sviluppo dei territori, relegandole a interventi tampone. Se Salvini fosse davvero consapevole di cosa accade al Mit, eviterebbe di spacciare come straordinario ciò che è in realtà il minimo indispensabile. O inganna volutamente gli italiani, o non conosce nemmeno nel dettaglio i provvedimenti del suo stesso ministero. In entrambi i casi, il paese non merita di essere preso in giro da chi dovrebbe garantire serietà e visione sul futuro delle infrastrutture”: conclude.

27/09/2025 - 13:50

Anche oggi il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non ha voluto rinunciare a regalarci due perle. Prima ha tuonato dicendo che ‘i suicidi in carcere non sono legati al sovraffollamento’, poi che ‘il sovraffollamento non è dovuto ai nuovi reati” introdotti in questa legislatura dalla maggioranza e dal governo di destra. Ma dove vive il guardasigilli? Anzi, dove non si è mai recato il ministro? Certamente non ha visitato gli istituto penitenziari del nostro Paese. Se lo avesse fatto, non avrebbe pronunciato con così tanta leggerezza questo parole che sono frutto di una distanza siderale dalle reali condizioni di vita nelle nostre carceri e avrebbe usato maggiore cautela. Le nostre carceri sono oggi un terribile buco nero che Nordio evita perché è solo interessato a propagandare l’ideologico verbo della separazione delle carriere e a rilanciare attacchi contro la magistratura. Nordio venga con me a Firenze nel carcere della mia città, Sollicciano. Sono convinto che dopo averlo visitato rinuncerebbe a dichiarazioni come quella di oggi”.

 Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

26/09/2025 - 21:50

"Le dichiarazioni di oggi del ministro Piantedosi sui cortei sono molto gravi", afferma Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.

"Non è accettabile – prosegue l'esponente dem – sostenere che gli organizzatori delle manifestazioni pacifiche siano responsabili di quanto possa compiere qualche isolata frangia violenta. Così come è irricevibile pensare che debbano per forza dotarsi di un servizio d’ordine, perché non tutti hanno la struttura o l’organizzazione per farlo. A maggior ragione se tali affermazioni arrivano da un ministro dell’Interno. Non è mai stato così, e il motivo è scritto chiaramente nell’Articolo 21 della Costituzione, che riconosce ai cittadini il diritto di manifestare pacificamente. Un diritto che la Legge italiana prevede che sia tutelato, oltre che dal comportamento di ognuno, dalle Forze dell'Ordine, che da sempre garantiscono, anche con grandi sacrifici personali, la sicurezza di chi sceglie di esprimere il proprio dissenso".

"Per questo – conclude Mauri – suona in modo sinistro anche la dichiarazione del ministro secondo cui avrebbe ordinato di 'stringere i ranghi per organizzarsi nelle principali piazze italiane'. Troverà noi nelle piazze d’Italia a difendere il diritto di tutti a manifestare pacificamente e a fare da sentinelle di ciò che accadrà".

 

26/09/2025 - 17:59

L’associazione Music for Peace ha denunciato una misura inaudita da parte di Israele: l’obbligo delle organizzazioni umanitarie di rimuovere dai container destinati a Gaza tutti gli alimenti ad alto valore energetico — come biscotti, marmellata e miele — anche se sono risorse preziose nei contesti di denutrizione, come confermato dalle linee guida internazionali.
Si parla di oltre 300 tonnellate di aiuti respinti in tre settimane, con restrizioni che includono controlli capillari, rimozioni forzate e persino l’obbligo per i donatori di farsi carico dello smaltimento degli alimenti esclusi. Questo divieto è inumano e contro ogni caposaldo del diritto internazionale umanitario: togliere ciò che può nutrire e dare sollievo a chi soffre significa colpire i più fragili, a partire dai bambini”, dichiara Valentina Ghio vicepresidente del Gruppo PD alla Camera.
“Una scelta gravissima, che non può lasciare indifferente nemmeno il nostro Governo che mentre dichiara di essere in grado di far arrivare aiuti in poche ore a Gaza, non è in grado da settimane di sbloccare il canale di terra, per consentire a Music for Peace di consegnare gli aiuti raccolti né di impedire l’ennesimo sfregio etico e umano come il rifiuto di portare biscotti e miele ai bambini. Sono settimane che come PD sollecitiamo una mediazione per lo sblocco di questi aiuti, il Governo la smetta di trovare alibi e dia supporto effettivo a chi lo sta cercando  di salvare la vita ai bambini di Gaza affamati. Presenteremo un'interrogazione al Governo perché ci dica come intende intervenire”, conclude Ghio sferzando il governo.

 

26/09/2025 - 17:55

"Il presidente Mattarella ha voluto valorizzare la missione della Global Sumud Flotilla sottolineandone il significato umanitario nel tentare di fare arrivare a Gaza beni di prima necessità ad una popolazione ridotta alla carestia dell'assedio illegale voluto da Benjamin Netanyahu. È un riconoscimento importante di cui tutti devono tenere conto. Com'è importante che rimanga aperto il canale di mediazione degli organizzatori con il Cardinale Pizzaballa e il Cardinale Zuppi", lo ha dichiarato a Tagadà Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non ci sarebbe stato bisogno della Flotilla se gli Stati avessero fatto quello che andava fatto: costringere Israele a rispettare il diritto internazionale e il diritto umanitario internazionale - ha sottolineato Boldrini -. Dobbiamo essere grati alle 44 delegazioni che prendono parte alla missione e alla società civile che la sostiene da terra non facendo calare l'attenzione né sul genocidio in corso a Gaza né sulla Flotilla".
"Una missione che dovrebbe arrivare tranquillamente a destinazione e che, invece, è resa pericolosa da Israele e dal blocco navale illegittimo che ha imposto al largo della Striscia. Sia chiaro: ogni atto contro la Flotilla è responsabilità di chi lo compie non di chi, pacificamente e legalmente, difende il diritto internazionale" ha concluso.

26/09/2025 - 16:11

“Con le sue parole il Presidente Sergio Mattarella riconosce il valore umanitario preziosissimo della Global Sumud Flotilla e, con una narrazione totalmente diversa da quella del Governo, rinnova il suo sconcerto per le atroci sofferenze a cui è sottoposta la popolazione di Gaza, invitando gli attivisti a valutare seriamente la disponibilità del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

Reputiamo queste parole molto importanti, perché riconoscono il valore di una missione della società civile, nella sua piena autonomia, con la quale ci siamo messi e continuiamo a metterci a disposizione, che ha l'obiettivo di aprire un canale umanitario nel solco di una legalità internazionale violata dal Governo di Israele con il blocco navale. Come abbiamo avuto già modo di dire, auspichiamo in tal senso che il dialogo tra i cardinali Zuppi e Pizzaballa e i coordinatori della Global Sumud Flotilla continui proficuamente, certi che sia per tutti gli interlocutori cruciale innanzitutto alleviare la sofferenza inimmaginabile della popolazione di Gaza” così una nota dei democratici Arturo Scotto e Annalisa Corrado imbarcati sulla flotilla.

 

26/09/2025 - 15:26

Dopo maxi-sanzione a compagnie petrolifere Dem chiedono audizione antitrust in Parlamento

“Davanti a una sanzione di portata senza precedenti — 936 milioni complessivi comminati dall’Antitrust a sei compagnie petrolifere (Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil) per intesa restrittiva della concorrenza — non è più tollerabile l’inerzia del Governo. Il Ministero guidato da Urso non può continuare a nascondersi dietro il silenzio: deve chiarire con urgenza cosa abbia fatto o non abbia fatto per prevenire e vigilare su pratiche che se confermate avrebbero gravemente danneggiato cittadini, famiglie e imprese. Se non sono stati adottati strumenti adeguati di controllo, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di tali mancanze. È inaccettabile che, a fronte di un danno così grave per il mercato e per i consumatori, il Governo sembri non essersi accorto di nulla. La trasparenza e la tutela dei cittadini non sono opzionali: sono un dovere” Così il vicepresidente della commissione attività produttive della camera, Vinicio Peluffo che - vista la gravità - chiede l’audizione dell’Antitrust.

 

26/09/2025 - 14:22

”Le dichiarazioni della premier Meloni sul PNRR appaiono ancora una volta come un’operazione di propaganda e confusione politica più che un’analisi concreta dello stato di attuazione del Piano. La realtà è che la proposta di revisione del PNRR si è resa necessaria non per migliorare l'efficienza, ma per cercare di superare ritardi accumulati e criticità strutturali che sono emerse nella fase di attuazione. A dispetto della narrazione trionfalistica, la revisione è il risultato obbligato dei ritardi nella spesa sulle misure già finanziate e ottenute”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

“Se si impegnano risorse senza realizzare concretamente i progetti, si finisce con il raccontare numeri che non producono alcun impatto concreto e rischiano di non corrispondere allo stato dei fatti. Il vero problema non è “quante risorse sono state impegnate”, ma quante sono state spese efficacemente e nei tempi previsti rispetto a quelle finora ottenute. Ad oggi la spesa effettiva, secondo quanto dichiarato pochi giorni fa dal Ministro Foti, è ferma a circa 86 miliardi di euro sui 140,4 finora ottenuti dall’Unione europea con il pagamento della settima rata. Un conto sono gli impegni contabili un altro la capacità di portare a termine gli interventi e, se non avanza il ritmo della spesa certificata in questi ultimi mesi di attuazione, l’Italia rischia doppiamente di sprecare le risorse e l’opportunità unica rappresentata dal PNRR.

"Del resto, l'aver dovuto operare una sesta revisione per “superare le criticità” è la prova evidente che quelle criticità esistono eccome, altro che “rigorosa attuazione. La verità, conclude il dem, è che i dati vengono utilizzati come fumo negli occhi, mentre si ignorano i ritardi veri: quelli che mettono a rischio la credibilità dell’Italia in Europa e, soprattutto, i benefici concreti per cittadini e imprese”.

 

26/09/2025 - 12:40

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza era stato concepito anche come uno strumento per ridurre i divari sociali e territoriali, destinando maggiori risorse al Mezzogiorno, alla Sanità, alla scuola e agli asili nido. Il governo Meloni ha modificato profondamente quel piano, ma senza restituirgli la sua natura sociale: oggi il Sud è il grande assente”. Lo dichiara Nico Stumpo, deputato del Pd e componente della commissione Affari sociali, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“Il ministro ha riferito che sono stati spesi 86 miliardi – aggiunge Stumpo – ma le risorse complessive sono 197 e l’esecutivo vorrebbe utilizzarne oltre 100 in un solo anno, quando in tre anni non è riuscito a superare i 97. È un ritardo clamoroso che rischia di tradursi in un fallimento per l’Italia. Senza il Pnrr, il nostro Paese sarebbe rimasto schiacciato dall’inflazione: eppure questo governo non trova il coraggio di ammettere i suoi limiti e di riconoscere il merito di chi aveva portato a casa le risorse europee”.

Secondo l’esponente dem, “anche quello che viene presentato come una grande scommessa, il ponte sullo Stretto, in realtà penalizza il Mezzogiorno, perché sono stati sottratti fondi di coesione a Sicilia e Calabria, tagliando risorse per l’alta velocità e lo sviluppo reale delle Regioni”.

“Se il governo non riuscirà a investire i 197 miliardi concessi dall’Ue – conclude Stumpo – perderemo una straordinaria opportunità per digitalizzazione, infrastrutture, sanità e scuola. Rischiamo un’occasione sprecata, l’ennesima del centrodestra”.

 

26/09/2025 - 12:39

“Quello che è accaduto il 22 settembre è un fatto straordinario: centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, rinunciando a una giornata del proprio stipendio, per testimoniare la loro posizione rispetto alla tragedia che sta accadendo a Gaza. Un gesto non scontato, che ha mandato un segnale fortissimo e che rappresenta l’Italia migliore, capace di schierarsi dalla parte giusta della storia”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sicurezza, intervistato sui canali social del deputati dem.

“Le grandi trasformazioni della politica – prosegue Mauri – sono sempre partite da segnali e simboli forti. Per questo il governo sbaglia quando liquida queste manifestazioni come inutili: al contrario, dimostrano che in questo Paese ci sono ancora valori profondi e una cultura politica di solidarietà che l’esecutivo oggi ignora, rifugiandosi nei tatticismi e nei formalismi”.

Sui disordini di Milano, il deputato dem è netto: “Li abbiamo condannati senza esitazione, perché le violenze contro le forze dell’ordine e le devastazioni che abbiamo visto sono inaccettabili. Quegli episodi tra l'altro hanno oscurato il segnale positivo delle manifestazioni pacifiche e offerto al governo il pretesto per distogliere l’attenzione dal vero messaggio della piazza”.

Infine, l’attacco all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “L’Italia resta isolata, insieme alla sola Germania, nel non riconoscere lo Stato di Palestina. È l’ennesima dimostrazione di un governo subalterno, incapace di assumere una posizione autonoma. Come un pupazzo controllato dagli Stati Uniti di Trump. Così il nostro Paese perde credibilità e un ruolo storico importante nel Mediterraneo e nel dialogo con il mondo arabo”.

 

26/09/2025 - 12:38

"Oggi ci sarà a Bologna una manifestazione "antisionista", promossa da Forza Nuova.  Evidentemente la tragedia di Gaza diventa l' occasione per l' estrema destra per segnare una presenza a Bologna, città Medaglia d' Oro della Resistenza. Credo che per tutti i democratici e gli antifascisti questo debba essere un campanello d' allarme. Contrastare le politiche criminali del governo Netanyhau e sostenere il diritto dei palestinesi a vivere in un proprio Stato non deve significare mai combattere il popolo di Israele o dimenticare la tragedia della Shoà. Da Bologna, città di pace, può e deve venire un messaggio di dialogo e di impegno perché si riapra, fra palestinesi e israeliani, una prospettiva di negoziato, che scofigga la spirale drammatica della guerra e del terrorismo". Così Andrea De Maria, deputato PD

26/09/2025 - 12:38

“Sulla ZES abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto e in soli due anni di attività il Governo ha fatto e disfatto ogni aspetto dello strumento. La soppressione della Struttura di missione è soltanto l’ultima manifestazione della schizofrenia governativa, molto più interessata a poltrone e gestione politica degli investimenti che ad assicurare condizioni ottimali per lo sviluppo nel mezzogiorno.”

Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito Democratico.

“Dopo aver soverchiato il sistema delle vecchie ZES per creare la ZES unica, in questi giorni, con un emendamento infilato in sordina, il Governo cambia ancora le carte in tavola. L’obiettivo è palese e c’entra poco con investimenti e sburocratizzazione: da un lato, dare un senso all’incarico conferito al Sottosegretario Sbarra, ormai spogliato di quasi tutte le funzioni, e dall’altro mettere in piedi un centro di gestione minuziosa di fondi e domande di investimento. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Il Governo conferma per l’ennesima volta di usare il Sud per sistemare gli amici ed elargire prebende elettorali.”

 

26/09/2025 - 11:25

“Rivolgo un appello al governo Meloni: non ostacoli l'immediato recepimento della direttiva europea del 2024 a tutela dei giornalisti e della libertà di informazione”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“La direttiva – ricorda l'esponente Pd – introduce garanzie fondamentali per proteggere cronisti e reporter da azioni intimidatorie e cause temerarie, strumenti usati per limitare e condizionare l’attività giornalistica. Si tratta di una norma urgente e necessaria, che andava recepita nella legge di delegazione europea ora in discussione in Parlamento. Il governo ha scelto di non inserirla, dimostrando ancora una volta scarsa attenzione verso il lavoro dei giornalisti”.

“Secondo i dati dell’Ordine – aggiunge De Luca – nel nostro Paese le azioni vessatorie contro la stampa sono aumentate in misura preoccupante, fino a raggiungere livelli record rispetto ad altri Stati membri. Per questo presenteremo un emendamento mirato, affinché l’Italia non perda altro tempo e garantisca finalmente una cornice normativa coerente con i principi europei”.

Il deputato dem denuncia anche “il rapporto complicato tra governo e stampa, evidente nelle rarissime conferenze del Presidente del Consiglio. Meloni fugge dal confronto perché preferisce alimentare una narrazione di comodo, evitando le domande sui problemi realialari fermi, sanità sottofinanziata, costo della vita in crescita, Pnrr in affanno, mancanza di una politica industriale. Per noi la libertà di stampa è sacra, un presidio irrinunciabile della nostra democrazia. Faremo di tutto perché l’Italia recepisca questa direttiva senza ulteriori ritardi”.

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