06/10/2016 - 20:10

"Raccogliamo la sfida lanciata dalla Caritas per mettere a punto una serie di strumenti concreti contro la povertà. Il Sia e' una prima risposta e nostro obiettivo e' rafforzarlo attraverso il reddito d'inclusione che sta facendo il suo cammino parlamentare". Lo afferma il deputato del Pd Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Sociali. "Dal 2017 avremo un miliardo per lottare contro l'esclusione sociale, e questo e' un impegno che abbiamo mantenuto e che vogliamo rafforzare- continua  Patriarca- Ora l'Italia non e' più l'unico paese in Europa che non ha uno strumento di contrasto alle povertà estreme, soprattutto quando queste riguardano famiglie con bambini". 

06/10/2016 - 20:08

"Il gioco d'azzardo sponsorizzato attraverso la nazionale è un non senso. Gli azzurri sono sempre stati portatori di valori morali, qui invece passiamo ai valori economici che spesso fanno indebitare migliaia di famiglie". Lo afferma il deputato del Pd Edoardo Patriarca. "Spero che chi governa il nostro calcio ci ripensi", conclude Patriarca. 

06/10/2016 - 19:26

" Il G7 dell'industria a Torino per il prossimo anno, annunciato oggi da Renzi nella capitale piemontese, è una buona notizia non solo per la città, ma per il Paese". Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano.
" È il riconoscimento - prosegue - della capacità innovativa e della vocazione manifatturiera di qualità di Torino e una scommessa sulla riscoperta centralità dell'industria". 
"Investire, costruire prodotti innovativi e aumentare la produttività delle aziende e del sistema imprenditoriale è la via maestra per imboccare la strada della crescita e dell'aumento della occupazione", conclude.

06/10/2016 - 19:12

La battaglia del governo Renzi vede i suoi frutti

“Apprendiamo dalle agenzie di stampa che la  Commissione europea apre alla flessibilità. E’ pronta, secondo quanto sostiene il commissario Moscovici, a considerare alcune spese straordinarie, come quelle per la crisi di rifugiati o per le conseguenze di un terremoto ed altri eventi traumatici. E’ una buona notizia ed è anche la prova che la battaglia del governo Renzi per una Europa più giusta e solidale sta buttando giù qualche muro. Eppur si muove…”. 

Così Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo del Pd alla Camera.

06/10/2016 - 18:16

“L’odierna audizione del Ministro Martina a proposito del disegno di legge sul caporalato ha ancora di più confermato quanto l’intervento sia urgente per il Paese”. Lo dichiara Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera.

“Di fronte al ripetersi di fatti gravissimi – spiega - che incidono sulla libertà e sulla dignità della persona, non si possono più pronunciare solo parole, ma occorre configurare interventi concreti di contrasto. Non ci si vuole trovare nella situazione raffigurata dal detto ‘i medici studiano, gli ammalti se ne vanno’. Particolarmente illuminante è stato anche l’intervento del Presidente della Commissione Giustizia, Donatella Ferranti, la quale ha chiarito che gli indici di sfruttamento elencati costituiscono indizi per la configurazione del reato e non fattispecie autonome e a sé stanti, secondo quanto già affermato dalla giurisprudenza che si è creata sull’articolo 630-bis attuale”.

“Il Made in Italy deve presentarsi al mondo in modo specchiato. La modernità del settore passa anche e, soprattutto, dalle condizioni di lavoro che uno Stato deve saper garantire. Perché a pagarne il prezzo più alto è la dignità della persona, che un Paese moderno deve, sempre e comunque, tutelare”, conclude.

06/10/2016 - 17:38

 “Prevedere norme che stimolino gli investimenti a favore della ricerca industriale per la realizzazione di campionari dell’industria tessile e calzaturiera, al fine si sostenere il settore della moda italiana”.  Lo chiede una risoluzione presentata dai deputati del Partito democratico da Paolo Petrini e Gianluca Benamati, approvataoggi dalle Commissioni Finanze e Attività produttive in seduta comune per impegnare  il governo in questo senso.

“Gli inventivi fiscali – spiegano –  che hanno introdotto un credito di imposta per gli imprenditori che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, previsto dalla legge di stabilità per il 2015, si applicano in maniera incompleta e residuale al comparto moda. Questo fa sì che le imprese di medie e piccole dimensioni e quelle artigiane ne risultino penalizzate. Tale penalizzazione riguarda  in modo particolare i campionari, fase fondamentale nel processo d’innovazione del settore, i cui alti costi (in medio il 6,6% del fatturato) devono essere sostenuti dalle imprese senza poter contare su una capitalizzazione per gli esercizi successivi”.

“l tessile-abbigliamento e il calzaturiero – proseguono - rappresentano settori di specializzazione dell'economia italiana che, negli ultimi decenni, ha conosciuto un notevole ridimensionamento, dovuto alla crescente concorrenza proveniente dalle economie emergenti. Tale ridimensionamento si è tradotto in una riduzione del peso sul prodotto interno lordo del settore, che dal 3 per cento di inizio anni novanta è sceso all'1,7 per cento, con la conseguente caduta anche del numero di occupati. In un momento in cui il commercio internazionale è in forte crisi e la concorrenza preme sempre più forte sulle nostre aziende, è dunque più che mai essenziale disporre misure finalizzate a sostenere il processo di levitazione di nuovi prodotti che possano incontrare le preferenze dei consumatori”.

“Al fine di scongiurare un'ulteriore riduzione dell'attività nel settore, per sostenere la filerà e per evitare  la perdita di altri posti di lavoro, risulta urgente porre in essere iniziative volte a valorizzare gli investimenti innovativi che vengono effettuati nel campo della moda e nello specifico nella creazione  di nuovi campionari”, concludono.

06/10/2016 - 17:37
“Il premier britannico Theresa May, nell’annunciare che il negoziato per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea inizierà il prossimo marzo, ha fatto sapere che è intenzione del suo Governo di siglare un accordo che preveda piena libertà nel mercato unico. All’annuncio ha fatto seguito, l’altro giorno, l’appello della ministra dell’interno, Amber Rudd, perché le imprese del Regno Unito compilino liste dei lavoratori stranieri da esse impiegate. Come dire vogliamo tutti i benefici del mercato unico, ma niente libera circolazione delle persone”. Così l’On.Alessio Tacconi (PD), eletto nella Circoscrizione Estero- Europa, nel commentare le notizie di stampa degli ultimi giorni.

“Spero solo – continua il Deputato - che sia solo una tattica per partire con un piede avanti quando finalmente il negoziato inizierà. E’ fin troppo evidente che Londra è interessata ai vantaggi che trae dal mercato unico ma che non vuole pagare alcun pegno. Sarà bene allora che Bruxelles non sia troppo remissiva: ancor prima del referendum popolare che ha decretato la Brexit il Consiglio Europeo era disposto ad offrire alla Gran Bretagna fin troppe concessioni pur di trattenerla nell’Unione. Non deve essere consentito il “cherry picking” (prendere il meglio e scartare il peggio) perché mercato unico non significa solo libera circolazione delle merci, ma anche libera circolazione delle persone e tutela dei diritti sociali dei lavoratori migranti. Ha ben sintetizzato il concetto l’Ambasciatore Terracciano che parlando a Bloomberg TV qualche giorno fa ha detto: “non si possono avere i diritti degli Stati membri e i doveri dei paesi terzi. E questo anche per scoraggiare intenzioni emulative di altri Paesi”.

“Fortunatamente si sono già levate critiche, aperte o velate, alle sollecitazioni della Signora Rudd sia da parte di qualche deputato conservatore, sia, soprattutto, dagli imprenditori che fanno osservare come senza la manodopera straniera l’intero sistema produttivo inglese potrebbe subire un colpo devastante”.

“Sebbene non si possano prevedere, al momento, ricadute immediate per la nostra numerosa collettività residente nel Regno Unito (solo a Londra risiedono quasi 500.000 connazionali), ritengo che le nostre Autorità diplomatiche e consolari debbano vigilare ancora più attentamente perché vengano tutelati i diritti acquisiti dei nostri connazionali, dalla mobilità lavorativa, alla sicurezza sociale, dall’accesso ai servizi  ai sussidi di disoccupazioni e all’assistenza sanitaria. Non vorremmo assistere ad atti discriminatori che avrebbero il sapore delle liste di proscrizione. Resterò perciò attento – conclude Tacconi - agli sviluppi della situazione, perché ai nostri connazionali che vivono e lavorano in UK continuino ad essere garantiti i diritti, sia sociale che lavorativi, che li hanno portati a scegliere il Regno Unito come luogo dove vivere e lavorare, per un periodo limitato o per tutta la loro vita. Non siamo disposti ad arretrare su questo e chiederemo al nostro Governo di porre in atto tutte le misure, a livello nazionale ed europeo, in difesa dei nostri connazionali."

06/10/2016 - 16:24

"La decisione adottata oggi dal parlamento europeo per il no all’autorizzazione di mais e cotone ogm ci rende sempre più forti nella scelta che l’Italia in primis nella Ue ha portato avanti di divieto ai prodotti geneticamente modificati”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio che  aggiunge: “La Ue dimostra di andare nella direzione che nel nostro paese Parlamento governo e cittadini vogliono di tutela della biodiversità e del made in Italy. Aprire le porte alla coltivazione ogm , significherebbe subire conseguenze gravi sul piano della biodiversità e della tutela dell’identità del patrimonio agroalimentare delle nazioni, un danno che sarebbe assai elevato per noi che ne possediamo uno ricco e assai pregiato”.

06/10/2016 - 14:59

interrogazione a Gentiloni

Adottare misure concrete per tutelare i lavoratori frontalieri italiani. Lo chiede il deputato Pd Giovanni Falcone al ministro degli Affari esteri Gentiloni, in un’interrogazione, per fronteggiare la situazione di grave disagio che si è creata per i lavoratori italiani frontalieri  dopo il  referendum di settembre scorso approvato dagli elettori del Ticino che ha stabilito di privilegiare sul mercato del lavoro chi vive sul territorio rispetto a chi viene dall'estero.

Spiega Falcone: “Il referendum dice anche che nessun cittadino del territorio del Ticino venga licenziato a seguito di una decisione discriminatoria di sostituzione della manodopera indigena con quella straniera . Inoltre , la portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, ha sottolineato che il risultato non renderà più facili i negoziati già in corso e il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha ribadito che nel contesto svizzero la libertà di circolazione dei lavoratori è fondamentale”. “Tuttavia  - continua il deputato Pd - nonostante un forte apprezzamento dei lavoratori stranieri, e quindi italiani, da parte delle aziende ticinesi, per la loro elevata professionalità, la direzione politico-sociale verso cui il Ticino, ma anche l'intera Svizzera, si sta orientando sembra, invece, manifestare una sempre più crescente insofferenza verso questi lavoratori.

 L'applicazione del voto referendario, dunque, potrebbe avere delle gravissime ripercussioni sui lavoratori frontalieri italiani e causare una grave frattura con la Confederazione che potrebbe inficiare anche i vantaggi derivanti da accordi Unione europea-Svizzera”.

“Chiediamo, quindi, al Governo – conclude Falcone - iniziative  nei confronti della Confederazione svizzera per fronteggiare queste misure in contrasto con l'accordo europeo sulla libera circolazione delle persone del 1999 e di sollecitare  l'Unione europea per  un'azione nei confronti della Confederazione svizzera per il riconoscimento della libera circolazione, della parità di trattamento e della protezione sociale dei lavoratori frontalieri nell'Unione europea”.

06/10/2016 - 13:53

“Mentre in Parlamento chiediamo che ci sia il divieto di pubblicità sui giochi d'azzardo, uno degli operatori del settore viene annunciato come premium sponsor della nazionale di calcio. È un autogol, una contraddizione che in nessun modo può andare di pari passo con la battaglia per il contrasto e la prevenzione della ludopatia che stiamo portando avanti”. Così il deputato del Pd Federico Ginato, relatore alla Camera della proposta di legge dell'on. Basso che punta ad abolire la pubblicità sul gioco d'azzardo, commenta l'annuncio che fino al 2018 premium sponsor della Nazionale di calcio sarà Intralot del gruppo Gamenet, concessionaria di Stato per giochi, scommesse e slot machine.

“Una decisione che ci lascia davvero senza parole e rispetto alla quale chiediamo un ripensamento da parte della FIGC – sottolinea Ginato -. La nazionale di calcio è un veicolo dei valori dello sport e per tanti bambini e ragazzi la maglia azzurra rappresenta un sogno, una speranza, un motivo di passione e condivisione. Legare quella maglia al settore dei giochi e delle scommesse è un errore. Così facendo andiamo nella direzione opposta rispetto a quanto stiamo cercando di costruire in Parlamento per regolamentare e riordinare finalmente il settore. Togliamo quindi la sponsorizzazione dalla Nazionale e andiamo invece avanti decisi con la proposta di legge per il divieto di pubblicità”.

06/10/2016 - 13:02

Le nuove norme la garantiscono

“Le norme approvate dalla Camera hanno un obiettivo chiaro e trasparente: la funzionalità della giustizia. Gli operatori del mondo giudiziario sanno che abbiamo garantito l’efficienza del loro lavoro e l’interesse dei cittadini”. Lo assicura David Ermini, Responsabile Giustizia del Pd e relatore del provvedimento che ha convertito il decreto legge del governo. Spiega Ermini: “Quattro le direttrici sulle quali ci siamo mossi: ridurre i tempi di esame del contenzioso civile in Cassazione; ridurre i tempi di copertura dell’organico della magistratura ordinaria; assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari prevedendo un maggiore periodo di permanenza del magistrato nella sede assegnata e riducendo i casi di assegnazione, comando o distacco del personale amministrativo presso altre pubbliche amministrazioni; assicurare, attraverso disposizioni processuali l’aumento dell’organico del personale amministrativo, l’efficienza del processo amministrativo con riferimento al processo telematico ed un supporto all’attività dei magistrati attraverso strutture organizzate all’interno degli uffici di segreteria. Abbiamo ascoltato una pluralità di soggetti e abbiamo avuto un quadro ampio sulle criticità sulle quali siamo intervenuti”, conclude.

06/10/2016 - 12:39

“Assurde le dichiarazioni della Ministro degli Interni britannico”

La Deputata critica la proposta del Governo britannico di stilare liste degli stranieri occupati presso aziende UK

“Proporre una sorta di liste di proscrizione per le aziende britanniche che impiegano un gran numero di cittadini stranieri è qualcosa di irresponsabile. Non solo i singoli individui e l'intero Paese, ma le stesse aziende, ne trarrebbero un danno enorme. Non è un caso che proprio il mondo dell'economia abbia subito reagito negativamente alle dichiarazioni della Ministro agli Interni e alla Premier britannica.

Già immediatamente dopo il risultato della Brexit numerose aziende in Gran Bretagna avevano scritto ai propri dipendenti di origine straniera, tranquillizzandoli sul prosieguo del loro rapporto di lavoro, ribadendo quanto il loro contributo sia prezioso per l'azienda stessa.  

Le discriminazioni e le aggressioni xenofobe sono purtroppo salite agli onori della cronaca  quotidiana nel Regno Unito, dopo la Brexit. E’ allarmante che, alle porte del negoziato con la UE il Governo britannico cerchi di cavalcare quest’onda populista e razzista, probabilmente  per cercare di distrarre l'attenzione pubblica dalla evidente difficoltà con cui sta agendo rispetto alle crescenti problematiche interne, causate dal post Brexit: il crollo della sterlina, le previsioni di crescita fortemente al ribasso, lo scivolone nella classifica delle potenze mondiali.

Rincorrere i governi più retrivi dell’Est Europa adombrando misure che con i valori dell’UE non hanno niente a che fare, sarebbe destinato a diventare un sonoro autogol. Desidero esprimere la mia piena solidarietà ai tantissimi cittadini italiani che lavorano nel Regno Unito. Dati ufficiali (ad esempio di Eurostat) dimostrano che l'immigrazione in Gran Bretagna è altamente qualificata, non ha inficiato nè le prospettive occupazionali degli inglesi, nè un abbassamento dei salari. Al contrario le tasse da loro pagate hanno contribuito in modo sostanziale negli ultimi dieci anni a creare ricchezza in quel Paese e a finanziare consistentemente in attivo le casse pubbliche”.

Così Laura Garavini, della Presidenza del PD alla Camera, commenta la proposta della Ministro degli Interni britannico, Amber Rudd, di stilare liste di aziende inglesi che impiegano un gran numero di stranieri invece di assumere eventuali cittadini britannici disoccupati, con l’intento di “svergognarle” presso l’opinione pubblica.

 

06/10/2016 - 12:34

“La vicenda del ‘panino libero è sicuramente complessa ma ancora una volta l’incapacità della Giunta Appendino, su tempi e modi di attuazione della sentenza della Corte di Appello di Torino, ha fatto precipitare la situazione. Per evitare che tutto degeneri ulteriormente e impedire che in altri comuni si ripeta lo stesso disastro, ho presentato una interrogazione al governo chiedendo, per quanto di sua competenza, di intervenire e ricercare una soluzione condivisa”. E’ quanto dichiara Silvia Fregolent, vicepresidente dei Deputati Pd.

“Tra la sentenza del mese di settembre e la data del 3 ottobre, fissata inizialmente dal comune di Torino per l'inizio del servizio ‘misto’ – prosegue Fregolent -  sono sorte evidenti difficoltà di gestione ricadute esclusivamente sulle scuole e sulle società di erogazione del servizio mensa. La giunta se ne è lavata le mani, ma quando si è resa conto di non poter gestire la vicenda che ha già causato una altissima tensione fra istituzioni scolastiche e genitori (che ha portato a reciproche denunce, costi aggiuntivi ed episodi di isolamento per chi ha optato per il pasto da casa) ha deciso di rimandare ogni decisione di altri quattro mesi. Una scelta irresponsabile che porterà a ulteriori contrasti e sulla quale il governo non può rimanere neutro”.

06/10/2016 - 12:01

“Esprimo la mia vicinanza personale e politica al capogruppo del Partito democratico del comune di Cetraro (Cs), Ermanno Cennamo, il cui esercizio commerciale è stato messo a soqquadro da ignoti”. Lo dichiara Stefania Covello, deputata e responsabile Mezzogiorno del Partito democratico.

“Si tratta di un episodio inquietante - aggiunge Covello - e come tale non può essere sottovalutato. Auspico per questo che le autorità preposte facciano chiarezza su quanto accaduto a Cetraro, individuando al più presto i responsabili”.

06/10/2016 - 11:59

“L’accordo annunciato dalla Figc con Intralot come sponsor delle Nazionali di calcio, comprese quelle giovanili, rappresenta un fatto gravissimo. Una scelta sbagliata che deve essere immediatamente rivista. Siglare un accordo con uno dei maggiori concessionari di slot e scommesse nel nostro Paese vuol dire andare nella direzione opposta rispetto al lavoro svolto finora per limitare la pubblicità dell’azzardo allo scopo di arginare il fenomeno della ludopatia e i danni sociali e sanitari che provoca. Scegliere il gioco d'azzardo come sponsor di uno degli sport più seguiti, anche da parte dei giovanissimi, è da irresponsabili. Auspico un immediato e puntuale intervento anche da parte del Governo e la calendarizzazione della proposta di legge sul divieto di pubblicità dell'azzardo sottoscritta da 200 deputati, ma adoggi ancora bloccata in Parlamento”.

Così Paolo Beni, deputato del Partito Democratico.

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