Femminicidio si combatte anche con condanna di messaggi sessisti
“Usare il corpo di una giovane donna stramazzata a terra, come se si trattasse di una vittima di stupro, va ben oltre il cattivo gusto, ma è un simbolo pericoloso che veicola un messaggio sessista, sprezzante e violento nei confronti delle donne.”
Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Ileana Piazzoni e Marietta Tidei in merito alla immagine pubblicitaria del negozio Eredi Corazza di Frascati –
“In un periodo in cui si susseguono episodi drammatici di femminicidio, colpisce come l’immaginario della violenza sul corpo delle donne possa essere usato a fini commerciali. Un messaggio raccapricciante di sfruttamento che – spiegano le deputate Dem - non fa altro che aumentare la preoccupazione per il livello di “normalizzazione” che la violenza verso le donne ha ormai raggiunto nella società italiana”.
“Ci auguriamo che l’immagine venga rimossa al più presto dalla rete da parte dei gestori dell’attività, accogliendo immediatamente le numerose protese e segnalazioni giunte dagli utenti e trovando, al contempo, un modo credibile per scusarsi. Il femminicidio – concludono le Deputate – si combatte innanzitutto sul piano culturale, anche attraverso la ferma condanna di immagini e messaggi commerciali di questo tipo”
“L’audizione del governo di questa mattina sulla Libia ha confermato che la posizione dell’Italia è di sostenere le azioni di contrasto al Daesh seguendo quanto definito nel quadro del dialogo multilaterale con tutti i partner regionali e con i nostri alleati. Quanto sta avvenendo in Libia in queste ore riflette, infatti, la lettera del paragrafo 12 della Risoluzione 2259/2015 dell’Onu, che impone agli Stati membri di aiutare rapidamente il governo di intesa nazionale nel rispondere alle minacce alla sicurezza libica e sostenere attivamente il nuovo governo a sconfiggere Daesh. Ringraziamo il governo italiano per la prontezza con cui ha inteso informare il Parlamento. Tanto il ministro della Difesa Roberta Pinotti ieri nel corso del question time, che i sottosegretari di Esteri e Difesa Vincenzo Amendola e Domenico Rossi oggi in audizione hanno affrontato anche i dettagli delle operazioni in corso, chiarendo che ogni eventuale coinvolgimento dell’Italia al fianco dei nostri alleati avverrà nel pieno rispetto del diritto internazionale e della nostra Costituzione”. Così Lia Quartapelle, capogruppo del Pd in commissione Esteri, al termine dell'audizione del governo sulla questione libica alle commissioni riunite Difesa ed Esteri di Camera e Senato.
"La vicenda che coinvolge l’assessora Muraro a Roma è grave e insostenibile. I Cinque Stelle, che si presentano come ‘campioni di trasparenza e onestà’, sono ormai in guerra tra loro e ora iniziano a scaricarsi le responsabilità per la gestione disastrosa e catastrofica dell’emergenza rifiuti. Grazie al Movimento Cinque Stelle, stanno rientrando in gioco gli stessi responsabili, quelli vicini alla destra di Alemanno, che hanno causato l’emergenza e messo in ginocchio la Capitale d’Italia. Il tutto avviene alle spalle dei cittadini romani, che sono le vere vittime di questa situazione che ormai è divenuta inaccettabile".
A Roma colpevole immobilismo
“L’amministrazione capitolina è rimasta colpevolmente immobile di fronte all’attuazione della legge sulle unioni civili. Dopo più di due mesi dall’approvazione e, soprattutto, dopo trent’anni di attese da parte di donne e uomini vittime di discriminazione, dal Comune di Roma solo ieri è stato pubblicato il regolamento per la celebrazione delle unioni civili, oltretutto accompagnato da un vademecum risalente al gennaio del 2015 e superato dall’attuale legge”.
- lo dichiara Alessandro Zan, deputato del Partito democratico ed attivista della comunità LGBT -
“Che la sindaca Virginia Raggi non fosse attenta al tema dei diritti civili lo aveva già dimostrato eliminando dal programma elettorale ogni riferimento ai diritti lgbt per liquidarlo con una frasetta sull’accoglienza e la tolleranza nei confronti di tutte le diversità. Ora, però, è sindaco di tutti e – spiega il deputato Dem - non può ostacolare, o anche solo ritardare, l’applicazione di una legge volta a garantire l’uguaglianza sostanziale dei cittadini sancito dall'articolo 3 della nostra Costituzione”.
“Ancora una volta – conclude Zan - gli esponenti del movimento 5 stelle si dimostrano più attenti ai giochi di convenienza politica, piuttosto che ai cittadini che si fregiano di rappresentare”
"Non posso che ritenermi soddisfatto dell'audizione di oggi dei sottosegretari Amendola e Rossi davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Senato e Camera, sugli sviluppi della situazione in Libia". A dirlo è il capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera Antonino Moscatt che prosegue: "Importante l'intervento degli Stati Uniti che hanno risposto alla richiesta di aiuto del Premier Serraj per sostenere il popolo libico contro le forze di Daesh. Significativo poi il ruolo che stiamo avendo come Paese; per il futuro sarà necessario offrire tutta la disponibilità logistica, di intelligence e di interventi umanitari che servono. Brutto e inspiegabile l'atteggiamento dei cinque stelle che non hanno partecipato; anche in un momento così delicato cercano cavilli e scuse assurde per abbandonare le commissioni", conclude Antonino Moscatt.
Question time in commissione
"Ho svolto in Commissione Lavori Pubblici un question time sulla Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria con il Ministero delle Infrastrutture. I lavori sono stati ultimati e sono quindi fruibili dai cittadini per 375 km (di cui 118 km in Campania, 30 km in Basilicata, 227 km in Calabria) rispetto ai 443 ricompresi nel tracciato originario della Autostrada. Pertanto è completato l'85 per cento dell'intero tracciato. Sono, poi, in fase avanzata di appalto i lavori di messa in sicurezza per altri 10 km in Calabria. Giustamente il Governo Renzi, per i restanti 58 km di autostrada, caratterizzati da due corsie per ogni senso di marcia, ha deciso di realizzare una adeguata e completa manutenzione straordinaria della sede autostradale nella attuale configurazione, per poter velocizzare i tempi, contenere e ridurre i costi e mitigare l'impatto ambientale con lavori sostenibili e capaci di assicurare celermente una infrastruttura moderna e funzionale. Il progetto di ammodernamento della A3, l'Autostrada del Mezzogiorno, ha raggiunto una fase molto avanzata e rilevante, prossima alla conclusione".
Lo ha detto Tino Iannuzzi, deputato Pd e vice presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera.
“Secondo i dati del Ministero dell'Interno, nel biennio 2013-16 sono 452 le donne uccise da un uomo, un compagno, un parente, un amico. Il governo ha stanziato 12 milioni di euro in un piano antiviolenza, di educazione, a partire dalle scuole, ma la Rai che fa?”. Lo scrive il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi in un suo intervento su Unita.it
“L’Osservatorio di Pavia – continua – ha calcolato cento ore di cronaca nera al mese. Molto poco. Siamo davanti al consueto martellamento che aggiunge dettagli inutili, testimonianze che descrivono gli assassini come mariti tranquilli e padri affettuosi, domande ripetitive e senza-senso, racconti che vogliono essere poetici e diventano patetici. Già nel 2008 l’Agcom con una delibera aveva invitato a non trasformare il dolore privato in spettacolo pubblico e a evitare la ‘divizzazione’ dell’indagato. Giunti purtroppo a questo tragico punto, la Rai dovrebbe chiedersi se sia il caso di andare avanti con la sterile e invadente programmazione della tv del dolore”.
“Vorrei partire da un monitoraggio sulla rappresentazione della donna in Tv fatto dalla stessa Rai e dall’Osservatorio di Pavia del gennaio 2015: le donne sono presenti in televisione meno degli uomini, 40%. Vengono invitate più nelle trasmissioni del mattino e del pomeriggio, meno in quelle serali; più in quelle di servizio e intrattenimento che in quelle dove si decide, si discute ci si confronta sulla politica, sulla società e sul futuro. Le donne sono solo il 32% degli ospiti chiamati ad intervenire. E sono ancora ritratte in modo stereotipato nel 13% dei programmi. Forse la tv pubblica dovrebbe pensare di offrire più spazio alle donne che lavorano, studiano, pensano, leggono, decidono, fanno politica attiva, fanno impresa, insomma hanno un potere forte e determinante in questa società”.
“Insomma, la Rai, dovrebbe mostrare in tv le alte competenze che alcune donne, in diversi campi del mondo vero, hanno conquistato con fatica e sacrifici. Mi aspetto, anzi ci aspettiamo questo tipo di programmazione in una Rai presieduta da una giovane e preparata giornalista come la dottoressa Monica Maggioni”, conclude.
“Dopo i nuovi ed efferati assassinii di donne è ormai indifferibile e necessaria una nuova stagione di impegno del genere maschile per contrastare dalle radici la proliferazione degli atti di violenza sulle donne, consapevoli che non basti solo quanto già fatto con l’aggravamento delle pene. La tolleranza, la giustificazione, l'esibizione della violenza, della forza violenta maschile ha ancora spazio nella famiglia, nell'educazione, nella subcultura dei media, perché no, nella politica. A questo livello si deve agire, con urgenza, proponendo una maschilità diversa e non violenta, cogliendo il fenomeno prima che esploda in modo irreversibile e occupandosi dei maschi che iniziano un percorso di violenza con una presa in carico sociale e terapeutica. C' è un ruolo della politica e degli uomini politici, anche in Parlamento. Per questo devono essere proprio i deputati, in quanto legislatori, i primi a promuovere una forte azione "di genere" contro la violenza sulle donne e ad affrontare il problema della responsabilità consapevole e collettiva maschile”.
Lo affermano i deputati del Partito democratico Gianmario Fragomeli, Filippo Fossati, Massimiliano Manfredi, Franco Ribaudo, Tiziano Arlotti e Dario Ginefra.
“L’operazione tutta politica e strumentale propinata da mesi da Fico – nella sovrapposta doppia veste di Presidente della Commissione Vigilanza e di esponente M5S – e oggi ripresa da Di Battista è solo l'ennesima dimostrazione di faziosità e di opportunismo politico”. Lo dichiara Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai.
“E’ un fatto acclarato da tutti che – spiega - i dati antecedenti al 20 giugno sul tema referendario costituzionale non hanno né significatività statistica, né alcuna finalità applicativa della normativa sulla par condicio, essendo riferiti a un periodo di elezioni amministrative che ha misurato i tempi complessivi di partiti e soggetti istituzionali, indipendentemente dai singoli argomenti. L’unico periodo trimestrale valutabile, ma sempre ricordando di essere in un contesto non elettorale, è quello successivo alla generale raccomandazione Agcom del 7 luglio. I dati sui tempi di parola, in periodo non elettorale, e dunque soggetti a una valutazione trimestrale e non di singole settimane, mostrano un sostanziale equilibrio, nonostante i Comitati del NO non abbiano nemmeno conseguito le firme. Ogni polemica è dunque davvero pretestuosa, specie se si considera che l’Agcom, applicando la legge, ha giustamente archiviato tutti gli esposti e non ha mai proceduto ad alcun ordine di riequilibrio, dando torto a chi alimenta sterili polemiche”.
“Piuttosto, i dati Geca forniti alla Commissione Vigilanza da Agcom presentano ancora rilevanti criticità e incoerenze che saltano agli occhi e che risultano essere essi stessi al centro di un forte scontro anche dentro la stessa Autorità, in merito ai criteri metodologici approvati a maggioranza. Ancora oggi, tra i sostenitori del SI vengono catalogati soggetti che si sono pubblicamente espressi per il NO. Tra i neutri ci sono soggetti che si sono in realtà espressi per il SI e per il NO. Insomma una grande confusione nella quale i criteri metodologici sono tutt’altro che chiari. Lo stesso Presidente Cardani e la Presidente Rai, in audizione, hanno confermato la natura sperimentale e ‘grezza’ dei dati”.
“Questo uso politico di rilevazioni meramente indicative e ancora oggetto di approfondimento metodologico deve finire subito, altrimenti l’istituto della par condicio da strumento di garanzia per tutti si trasformerà in strumento di lotta partigiana e faziosa, a detrimento della qualità del confronto democratico sui mezzi di informazione”, conclude.
“Quello di Vania Vannucchi è solo l'ultimo, aberrante omicidio di un uomo su una donna. Smettiamola di chiamarli "episodi": picchiate, accoltellate, sfregiate, bruciate... la serialità dei numeri e l'efferatezza dei gesti fanno dei femminicidi sempre più un "genocidio" strisciante, che insanguina l'Italia. L'ONU in questa fattispecie parla di "atti commessi con l'intenzione di distruggere": e a cosa staremmo assistendo se non all'instaurarsi tra questi assassini di una vera e propria complicità, stretta nel comune obiettivo di distruggere le donne? Per cui è giusto usare parole forti, come bene ha fatto anche il presidente Grasso, seconda carica dello Stato, definendo i colpevoli 'squallidi criminali'. Bisogna scuotere in profondità le coscienze per suscitare una risposta corale che faccia sentire questi criminali non solo fuori dalla legge, ma anche fuori da un qualsiasi senso comune di umanità. Non servono nuove leggi, serve Italia nuova in cui ritrovare il rispetto, per e tra le persone. Non vogliamo più aspettare la prossima vittima”.
Lo dichiara in una nota la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Chiara Gribaudo.
"E’ un segnale molto importante: dimostra la concretezza dell’azione di governo e Parlamento, tesa a rendere più efficiente la macchina amministrativa e della giustizia anche attraverso l’iniezione di nuove forze”.
Così Chiara Gribaudo, vice presidente del Gruppo dei Democratici alla Camera, commenta le mille assunzioni di personale amministrativo nel settore giustizia stabilite dal Dl sul processo telematico approvato definitivamente dal Senato.
“Il governo aveva ragione a rispedire al mittente le accuse e le insinuazione sullo stato di salute del sistema bancario italiano”. Lo ha dichiarato nell’Aula della Camera Michele Pelillo, capogruppo Pd in Commissione Finanze, in risposta all’informativa del ministro dell’Economia Padoan sullo stato del sistema bancario italiano.
“Lo scenario ipotizzato dalla Bce – ha spiegato – è particolarmente avverso. Eppure, quattro banche italiane su cinque sono state promosse. Ciò conferma che il sistema bancario, nonostante la crisi, offre garanzie di solidità. Si voleva far credere che l’anello debole del sistema bancario europeo fossero gli istituti italiani: questi facili profeti sono stati smentiti. E questo perché è stato operato un riassetto organizzativo, una gestione degli istituti, condizionata anche dalle regole europee, più attenta, ci sono stati importanti interventi legislativi. Essi sono stati utili, anche se non ancora risolutivi”.
“Rimangono, infatti, dei nodi da affrontare. Bisogna trovare un rimedio alla bassa redditività degli istituti italiani, dal momento che essa, nel medio-lungo periodo, erode la stabilità. Il Pd pensa di riaprire la vicenda del bail-in e del burden sharing. Confermiamo per questo l’impegno del Partito democratico a sostenere ogni iniziativa del governo per consolidare i risultati raggiunti e adottare le misure necessarie a rafforzare la crescita”, ha concluso.
"Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha confermato la bontà dell'azione condotta fin qui e delle misure adottate per sostenere la nostra economica. Del resto, sono i fatti a parlare: la riforma delle banche popolari; la riforma delle banche di credito cooperativo; il contributo dato all'autoriforma delle Fondazioni bancarie che ha reciso il legame, troppe volte perverso, tra politica locale e gestione delle banche; la spinta fornita all'apertura del mercato del credito ad altri operatori diversi da quelli tradizionali; gli interventi sulla gestione dei crediti deteriorati; sono tutte azioni che segnano come governo e Parlamento in questi due anni e mezzo di lavoro abbiamo saputo affrontare il tema del settore bancario e del credito con la consapevolezza dei problemi, ma anche con la determinazione e il coraggio di compiere riforme che da tempo in Italia venivano solo enunciate e mai realizzate".
E' quanto afferma Marco Di Maio, dell'ufficio di presidenza del Gruppo Pd alla Camera e componente della Commissione Finanze, a margine dell'informativa del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sul sistema bancario.
Lo scorso 29 luglio l’Autorità bancaria europea ha reso noti i risultati degli stress test sulle maggiori banche italiane, ha cioè misurato come avrebbero reagito i nostri maggiori istituti di credito a scenari economici particolarmente avversi: 4 su 5 hanno superato la prova – una essendo risultata anche tra le migliori d’Europa – e soltanto una, Monte dei Paschi di Siena ne è uscita malamente.
Insomma un buon risultato per le banche italiane, non casuale, ma frutto di interventi importanti operati dal governo soprattutto negli ultimi due anni per definire un assetto più moderno e competitivo.
Lo ha ricordato oggi in Aula il Ministro Padoan: ci siamo mossi per garantire più trasparenza, meno frammentazione e valorizzazione delle realtà locali sganciate dai circuiti politici.
Insomma abbiamo agito affinché un assetto efficiente fosse strumento per la ripresa economica e il benessere del paese, garanzia per famiglie e imprese.
Padoan non ha eluso il problema MPS ricordando che esiste un piano di ristrutturazione che l’Unione europea ha già approvato, in grado di recuperare al mercato uno dei più antichi e diffusi istituti bancari del paese.
Spiace solo ascoltare certi interventi delle opposizioni: non si tratta di condividere le scelte del governo, ci mancherebbe altro, ma non si capisce davvero il senso di attacchi acritici, finalizzati solo a denigrare, su temi dove chiaramente dovrebbe prevalere il senso dello Stato e la difesa degli interessi dei cittadini (e dei risparmiatori).
Lo scrive su Facebbok Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd
“Visto che l’onorevole Di Battista ha citato se stesso come esempio dicendo che lui percepisce 3.100 euro netti al mese e non usa soldi per il vitto, sono andata a controllare il suo stipendio. Nel sito di rendiconto che, ovviamente, rimanda a quello di Grillo, non sono riportati i compensi di giugno, maggio, aprile… A febbraio dichiara 5.246 euro, avendone restituiti 2.058, il netto è di 3.187 euro. Poi c’è la voce ‘rimborsi’ (8.379 euro), con la restituzione ne restano 6.287. Per un totale, quindi, di 9.475,46 euro, a cui se ne aggiungono 135 di spese telefoniche, 341 di trasporti e 1.142 di vitto. Benissimo, nessun problema, perché è un deputato della Repubblica e con quei soldi svolge un’attività politica. Ma non può mentire in questo modo spudorato agli italiani. L’articolo 49 della Costituzione, quella che anche il M5s si è impegnato a difendere salendo sul tetto della Camera, afferma: “I cittadini concorrono alla crescita politica e democratica del Paese attraverso i partiti”. Noi versiamo con orgoglio e onore parte dei nostri compensi al Pd, e chiunque con la stessa dignità e onore può fare lo stesso sostenendo il progetto in cui crede. Ma la differenza tra il fare propaganda e il far politica sta il rispetto che uno ha per se e per l’avversario. A Di Battista chiedo, dunque, di portare questo rispetto”.
Così la deputata Dem, Giuditta Pini.