“Con questo collegato, l'agricoltura italiana ha gli strumenti per essere più forte, più moderna. L'’approvazione del collegato agricolo definisce infatti un nuovo percorso di riforma del settore e il Governo sarà da domani chiamato a dare attuazione alle deleghe conferite dal Parlamento”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd Nicodemo Oliverio, capogruppo PD in commissione Agricoltura, dopo l'approvazione definitiva in Senato del Collegato agricolo.
“Il collegato agricolo – spiega - prevede una serie importate di misure: dalla semplificazione della normativa agricola e forestale, con la fine della burocrazia nei campi, alla configurazione della struttura delle società di affiancamento per le terre agricole, per garantire un passaggio generazionale tra agricoltori ultra-sessantacinquenni e giovani; dal riordino degli enti, delle società e delle agenzie vigilati dal Ministero delle politiche agricole, sulla quale si attende l’esercizio della delega, all'assistenza tecnica agli allevatori, con il riordino degli strumenti di gestione del rischio in agricoltura. Ancora: numerose sono le disposizioni immediatamente attuative come le semplificazioni sui controlli, l’introduzione della parità di genere nei consorzi di tutela, la riduzione dei termini per i procedimenti amministrativi, l’istituzione del Sistema informativo per il biologico (SIB). E’ importante, inoltre, che il Parlamento sia riuscito a far confluire in questo settore il riassetto dell’ippica e, oltre alle disposizioni già previste per il pomodoro e per il riso, sono state inserite nuove norme a favore del settore apistico, della produzione di birra artigianale e della filiera del luppolo. Previste, infine, per la prima volta dure sanzioni in materia di contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne".
“E’ stato un iter lungo e complesso il passaggio nei due rami del Parlamento di un testo identico comporta spesso un’attesa eccessiva rispetto ai tempi odierni ma la riforma costituzionale da poco approvata è chiamata a fornire una risposta proprio a tali problematiche”, conclude.
"Per la prima volta il Parlamento si rende promotore di una indagine conoscitva che guarda non soltanto alle crisi economiche o a singoli settori, ma alla costruzione di un vero e proprio programma nazionale di politica industriale". Lo dice il deputato Pd, Lorenzo Basso, relatore del documento Industria 4.0, presentato oggi a Montecitorio.
Un passaggio unico riconosciuto dal ministro Calenda, dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e dal responsabile di Nova 24 Luca De Biase.
"Il parlamento torna finalmente protagonista della politica industriale, facendosi promotore di un'iniziativa che il governo ha voluto accogliere e far propria, riconoscendola come punto di partenza per un piano di azione governativo.
L'indagine si articola in un progetto su 5 pilastri la cui tesi di fondo è che per essere competitivi nell'era della globalizzazione conta l'identità: bisogna quindi trovare la via italiana di Industria 4.0. Non basta solo raccogliere, come abbiamo fatto, le best practices degli altri paesi - come la governance della Germania, l'open innovation degli Stati Uniti, la focalizzazione sulle competenze della Francia - ma dobbiamo far si che il nostro tessuto industriale sia unico, basato sulla nostra cultura territoriale, in modo da renderlo inimitabile e quindi competitivo a livello mondiale", conclude Lorenzo Basso.
“È arrivata l’estate e insieme, a Roma, arrivano anche ulteriori barriere che impediscono la fruibilità e il movimento delle persone non vedenti e su sedie a ruote”. “Come sempre i tavolini dei bar vengono disposti non solo negli spazi autorizzati, ma addirittura sui percorsi tattili per i ciechi e sui marciapiedi, impedendo il passaggio delle carrozzine. Questo non è un problema solo di Roma, è diffuso dal nord al sud , ma nella città che ospita il Giubileo ci saremmo aspettati una attenzione maggiore, soprattutto perché molti tra i turisti sono anziani e svantaggiati”. Lo dichiara Ileana Argentin, deputata del Partito Democratico.
“Solo oggi ho ricevuto più di cento email da tutto il Lazio per evidenziare questo increscioso problema oltre che quello dei cassonetti dell’immondizia troppo pesanti per gli anziani. La mia denuncia – spiega la deputata democratica - non vuole essere rivolta all’inaccessibilità della scalinata di Piazza di Spagna, anche se sarebbe lecito, ma al semplice rispetto, nelle periferie cosi come in centro, della mobilita per tutti, perché una passeggiata è un diritto che non si può negare a nessuno, soprattutto se a causa di qualche facile guadagno basato sulle consumazioni lungo il marciapiede.”
“Ho già presentato una interrogazione per porre l’attenzione sul problema e giungere ad una rapida soluzione, ma – conclude Argentin - sono anche disposta a togliere sedie e tavolini, esercizio per esercizio, insieme a molte associazioni, perché la città, anche se a guida Cinque Stelle, è ancora di tutti i cittadini, tra cui anche noi, un po’ più sfigati”
"L'indagine conoscitiva su Industria 4.0 nasce dalla necessità di introdurre sistemi di digitalizzazione nei processi manifatturieri e dalla volontà del Parlamento di utilizzare l'indagine in maniera innovativa, ovvero come strumento per valutare a priori le condizioni necessarie per sostenere questo grande processo di cambiamento del settore industriale, offrendo utili suggerimenti al Governo". Lo dice il capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati, a margine della presentazione di Industria 4.0 a Montecitorio.
"Il Pd ha fortemente voluto questa indagine conoscitiva su Industria 4.0 anche con l'obiettivo di un rafforzamento della politica industriale e ha dato tutto il supporto necessario per centrare l'obiettivo di una reazione propositiva e concreta. Mi pare che tale obiettivo sia stato centrato, in quanto il governo ha fatto proprio questo documento come testo di riferimento, come affermato dal ministro Calenda intervenuto oggi. Lo studio stabilisce alcuni pilastri che saranno gli asset principali su cui si lavorerà già a partire dalla prossima legge di stabilità", conclude Gianluca Benamati.
“Non è certo un attestato di amore per l’ambiente e l’ecologia portare i rifiuti a casa degli altri, soprattutto in territori dove i sistemi di tutela sono decisamente inferiori”. Il presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti Alessandro Bratti (Pd) lancia l’allarme sul modello adottato da diverse regioni, soprattutto del sud Italia, che già da tempo spediscono i rifiuti solidi urbani verso altre zone, anche all’estero.
Spiega Bratti: “Abbiamo due tendenze che devono far riflettere: la prima, forse la più grave, vede l’invio di scarti prodotti nelle nostre città verso impianti in Marocco, Bulgaria, Romania e Albania, paesi che di certo non garantiscono standard di rispetto dell’ambiente superiore ai nostri. Non vorrei che dietro questa tendenza vi sia un ritorno agli anni ’80, quando le navi italiane viaggiavano cariche di rifiuti diretti verso i paesi nord africani, mediorientali e latino americani; qui venivano respinti, giustamente, dalle popolazioni locali e alla fine li abbiamo dovuti riprendere in casa. La delocalizzazione dell’impatto ambientale non è di certo la migliore pratica”.
“C’è poi una seconda tendenza – ha aggiunto il presidente della Commissione rifiuti – che viene da regioni come la Puglia: trasferire in altre regioni i rifiuti senza risolvere l’assenza di impianti. E’ ovviamente corretto il principio di solidarietà all’interno del nostro paese, ma sarebbe auspicabile che nel frattempo si affrontassero tutti
i nodi, programmando un sistema integrato in grado di trattare i rifiuti dove vengono prodotti. E’ una questione coerenza, non tanto in tema ambientale, quanto di giustizia sociale e di responsabilità. Ed è curioso che coloro che predicano il principio rifiuti zero sono quasi sempre all’interno di contesti che hanno impianti zero”.
“Per la seconda volta l’assessore lombardo Fava elogia il ministro Martina e le scelte che si stanno compiendo, in questo caso su una partita molto importante quale l’adeguamento degli strumenti del premio accoppiato relativo al primo pilastro della Pac. Siamo soddisfatti che l’assessore abbia radicalmente cambiato l’approccio nei confronti del governo e di chi lo sostiene .
Riteniamo che questo sia dovuto alle figuracce patite negli ultimi mesi in ragione di posizioni strumentali e poco legate alla realtà . Ci auguriamo che le conversioni di queste settimane non siano figlie del solleone ma il frutto della consapevolezza che solo attraverso la leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali si possono consolidare le politiche di sostegno al mondo agricolo”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Marco Carra, componente commissione Agricoltura.
"Apprendo che Iliad è intenzionata ad entrare nel mercato italiano come quarto operatore mobile, beneficiando di alcune condizioni poste alla fusione H3G-WIND. Il mercato mobile italiano è ad uno snodo fondamentale, perché siamo alla vigilia di una nuova evoluzione tecnologica delle reti, grazie al 5G". Lo afferma Sergio Boccadutri, coordinatore dell'Area Innovazione del Pd.
"Il passaggio al 5G – prosegue - è fondamentale per la competitività della nostra industria e dei sevizi ai cittadini, tra questi rilevantissime le applicazioni tecnologiche per la salute. Quindi l'ingresso di un nuovo operatore mobile va valutato non solo alla luce di una antica idea della concorrenza ma anche in base all’innovazione. L’Italia ha fatto una scelta netta e fortemente strategica che è quella dell'infrastrutturazione in fibra come base di sviluppo del sistema paese. E' dunque fondamentale che i nuovi player che entrano nel mercato agiscano in coerenza con questa chiave di volta. E' per questo che la valutazione di un mercato concorrenziale non può essere solo fatta guardando alla sua componente statica, concorrenza dei prezzi, ma oggi va esplorata anche la sua componente dinamica, quella fondata sull’innovazione che alla lunga produce i veri vantaggi per i consumatori”.
“Proprio per questo è opportuno che il governo monitori con massima attenzione questa fase anche chiedendo alla Commissione di lanciare un market test, in modo da consentire a tutti gli stakeholder e al governo stesso di valutare nel dettaglio il piano dei nuovi entranti”, conclude.
“Non è certo un attestato di amore per l’ambiente e l’ecologia portare i rifiuti a casa degli altri, soprattutto in territori dove i sistemi di tutela sono decisamente inferiori”. Il presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti Alessandro Bratti (Pd) lancia l’allarme
sul modello adottato da diverse regioni, soprattutto del sud Italia, che già da tempo spediscono i rifiuti solidi urbani verso altre zone, anche all’estero.
Spiega Bratti: “Abbiamo due tendenze che devono far riflettere: la prima, forse la più grave, vede l’invio di scarti prodotti nelle nostre città verso impianti in Marocco, Bulgaria, Romania e Albania, paesi che di certo non garantiscono standard di rispetto dell’ambiente superiore ai nostri. Non vorrei che dietro questa tendenza vi sia un ritorno agli anni ’80, quando le navi italiane viaggiavano cariche di rifiuti diretti verso i paesi nord africani, mediorientali e latino americani; qui venivano respinti, giustamente, dalle popolazioni locali e alla fine li abbiamo dovuti riprendere in casa. La delocalizzazione dell’impatto ambientale non è di certo la migliore pratica”.
“C’è poi una seconda tendenza – ha aggiunto il presidente della Commissione rifiuti – che viene da regioni come la Puglia: trasferire in altre regioni i rifiuti senza risolvere l’assenza di impianti. E’ ovviamente corretto il principio di solidarietà all’interno del nostro paese, ma sarebbe auspicabile che nel frattempo si affrontassero tutti
i nodi, programmando un sistema integrato in grado di trattare i rifiuti dove vengono prodotti. E’ una questione coerenza, non tanto in tema ambientale, quanto di giustizia sociale e di responsabilità. Ed è curioso che coloro che predicano il principio rifiuti zero sono quasi sempre all’interno di contesti che hanno impianti zero”.
“Per la seconda volta l’assessore lombardo Fava elogia il ministro Martina e le scelte che si stanno compiendo, in questo caso su una partita molto importante quale l’adeguamento degli strumenti del premio accoppiato relativo al primo pilastro della Pac. Siamo soddisfatti che l’assessore abbia radicalmente cambiato l’approccio nei confronti del governo e di chi lo sostiene .
Riteniamo che questo sia dovuto alle figuracce patite negli ultimi mesi in ragione di posizioni strumentali e poco legate alla realtà . Ci auguriamo che le conversioni di queste settimane non siano figlie del solleone ma il frutto della consapevolezza che solo attraverso la leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali si possono consolidare le politiche di sostegno al mondo agricolo”. Lo ha dichiarato il deputato Pd Marco Carra, componente commissione Agricoltura.
"Apprendo che Iliad è intenzionata ad entrare nel mercato italiano come quarto operatore mobile, beneficiando di alcune condizioni poste alla fusione H3G-WIND. Il mercato mobile italiano è ad uno snodo fondamentale, perché siamo alla vigilia di una nuova evoluzione tecnologica delle reti, grazie al 5G". Lo afferma Sergio Boccadutri, coordinatore dell'Area Innovazione del Pd.
"Il passaggio al 5G – prosegue - è fondamentale per la competitività della nostra industria e dei sevizi ai cittadini, tra questi rilevantissime le applicazioni tecnologiche per la salute. Quindi l'ingresso di un nuovo operatore mobile va valutato non solo alla luce di una antica idea della concorrenza ma anche in base all’innovazione. L’Italia ha fatto una scelta netta e fortemente strategica che è quella dell'infrastrutturazione in fibra come base di sviluppo del sistema paese. E' dunque fondamentale che i nuovi player che entrano nel mercato agiscano in coerenza con questa chiave di volta. E' per questo che la valutazione di un mercato concorrenziale non può essere solo fatta guardando alla sua componente statica, concorrenza dei prezzi, ma oggi va esplorata anche la sua componente dinamica, quella fondata sull’innovazione che alla lunga produce i veri vantaggi per i consumatori”.
“Proprio per questo è opportuno che il governo monitori con massima attenzione questa fase anche chiedendo alla Commissione di lanciare un market test, in modo da consentire a tutti gli stakeholder e al governo stesso di valutare nel dettaglio il piano dei nuovi entranti”, conclude.
“I recenti fatti di cronaca dimostrano che l’iniziativa legislativa sui cosiddetti ‘furbetti del cartellino’, intrapresa da governo e maggioranza all’interno della più complessiva riforma della Pubblica amministrazione, permette di restituire reputazione ed efficienza alle nostre istituzioni. Reputazione, perché intervenire contro quella minoranza che viola le regole, nel rispetto delle garanzie della difesa, significa difendere la Pa come casa degli italiani; efficienza, perché stabilire regole e tempi certi nell’azione repressiva offre anche più opportunità e maggiore legittimità a quella stragrande maggioranza di dipendenti pubblici che fanno bene e con impegno il loro dovere. Nel mettere a punto questo percorso riformatore, quindi abbiamo voluto tener conto del bene collettivo, immaginando di realizzare un vestito che fosse a misura dei 60 milioni di italiani e non tagliato solo sui 3 milioni di dipendenti pubblici”.
Così Alan Ferrari, deputato Dem e componente della Commissione Affari costituzionali.
"Siamo soddisfatti della risposta del ministro Calenda sul ruolo della International Court System, ovvero l'organo giurisdizionale internazionale che sarebbe chiamato a giudicare sulle controversie tra gli investitori e lo Stato contraente". Lo afferma GIuseppe Lauricella, intervenendo in Aula in replica all'interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo economico sul TTIP.
"Riteniamo importante quanto affermato da Calenda sul pieno diritto degli Stati a non subire interferenze nell'ambito della protezione dei diritti fondamentali, quali la salute, l'ambiente e la sicurezza. Consideriamo questi valori insuperabili in nome del mercato, che deve essere sempre coniugato con il benessere dei cittadini. È indispensabile quindi fissare fin d'ora, a prescindere dall'esito dell'accordo Usa-Ue, la natura, le finalità e i limiti del Trattato stesso".
“Portare in Aula di Montecitorio la legge sull’agricoltura biologica entro il 2016”: è quanto annuncia Massimo Fiorio, deputato Pd, vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera, a margine della assemblea nazionale Anabio in corso oggi, mercoledì 6 luglio, a Roma.
“L’approvazione di un testo unico sul comparto che attualmente nel nostro paese ha un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro è di fondamentale importanza – continua Massimo Fiorio, primo firmatario della proposta di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico” –. E’ quindi necessario, nel quadro della normativa comunitaria, definire norme specifiche declinate sulle esigenze nazionali per incentivare la crescita qualitativa e quantitativa di produzione e presenza sui mercati”.
Conferenza Stampa - Gruppo Pd Camera - Domani - giovedì 7 luglio ore 11.30 - Sala Stampa di Montecitorio
Con Sara Moretto, Marco Di Maio e Daniele Vaccarino (Presidente Cna)
Offrire la possibilità ai cittadini e alle imprese che realizzano interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica (gli ecobonus) di ottenere disponibilità finanziarie da parte di banche e intermediari finanziari attraverso la cessione delle detrazioni trasformate in crediti di imposta
“Anticipare, presso banche e intermediari finanziari, le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, senza dover attendere i canonici dieci anni di recupero rateale in dichiarazione dei redditi. La trasformazione delle detrazioni in crediti di imposta cedibili agli intermediari finanziari aiuta l’emersione del lavoro sommerso, rilancia il settore edilizio e consente un ampliamento della platea dei beneficiari anche agli incapienti”. Questo il tema della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge che si svolgerà domani, giovedì 7 luglio alle ore 11.30, nella Sala Stampa, alla quale parteciperanno: Sara Moretto, deputata Dem, componente della commissione Finanze e prima firmataria del testo; Marco di Maio, della Presidenza del Gruppo Pd e secondo firmatario; Daniele Vaccarino, Presidente della Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna).
Valorizzare le bande musicali locali. E’ quanto prevede la proposta di legge del deputato Pd Emanuele Lodolini che spiega: “Le bande musicali sono strumenti di socializzazione e di aggregazione unici, rappresentano l'identità del patrimonio culturale delle nostre comunità e segnano la storia delle nostre città e del nostro Paese" .
Lodolini ricorda poi “ come nella legge di stabilità approvata a fine 2015 è stato stanziato un milione di euro annui per il periodo 2016-2018 per il finanziamento di festival, cori e bande. Una misura importante che segna un riconoscimento importante e un'invenzione di tendenza rispetto al passato. Tuttavia, ancora oggi le bande musicali continuano spesso a vivere autofinanziandosi o grazie alla generosità di coloro che ne apprezzano il valore culturale e sociale”.
“Questa pdl - continua il deputato PD - promuove lo sviluppo delle bande musicali, salvaguardandone l'autonomia; prevede che i gruppi bandistici costituiti in associazione siano ammessi a particolari misure di incentivi; una specifica consulta, presieduta dal Ministro per i beni e attività culturali con il compito di rilasciare la qualifica di associazione banda musicale e di dare accesso ai contributi; l'istituzione di un fondo al quale verrà devoluta ogni anno una percentuale fino al 30% delle vincite non riscosse del gioco del lotto e delle lotterie nazionali e ulteriori agevolazioni di natura fiscale, come quelle che favoriscono le erogazioni liberali in favore delle associazioni bande musicali e l'equiparazione delle associazioni bande musicali a quelle sportive dilettantistiche; infine, scambi culturali con bande straniere”.