“Oltre che minacce il fallo di reazione di chi ha capito di aver perso la partita e non aver quindi altra strada che la rissa, le minacce giudiziarie di Brunetta e Gasparri nei confronti dell’Agcom e del suo presidente Cardani rappresentano un vero e proprio atto intimazione”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.
“Tanta rabbiosa disperazione – spiega – deriva soprattutto dal fatto che, in sostanza, l’Agcom ha dato torto al centrodestra e ragione a chi, come noi, sosteneva l’inconsistenza delle accuse di squilibrio e negava la necessità di rivedere il quadro normativo. L’Autorità, infatti, ha parlato di squilibrio sul tempo di notizia – dovuto, in modo circolare, alle polemiche sugli stessi squilibri - ma non su quello di parola. E ha comunque ribadito che le eventuali disparità nei tempi di parola sono dovute alla combinazione della campagna elettorale e della libera scelta delle forze politiche. In altre parole, se le forze politiche a favore del No non hanno parlato del referendum è perché, pur potendolo fare, hanno deciso di parlare d’altro”.
“Come l’Agcom, anche noi siamo convinti che si debba parlare di più del referendum, entrando nel merito dei quesiti. Perché questo sia possibile è giusto che si dedichino al tema maggiori spazi di approfondimento. E’ quindi pienamente condivisibile il richiamo dell’Autorità al principio generale dell’equilibrio e della pluralità. Quindi, non serve certo il provvedimento ad hoc chiesto in modo sguaiato da Brunetta e Gasparri, e ancor meno servono le loro ridicole minacce per vendicarsi di non averlo ottenuto”, conclude.
Caso Giunta teleguidata Raggi impongono revisione
"Il caso della giunta romana solo nominalmente guidata da Virginia Raggi impone un rinforzamento della legge sui partiti nel passaggio del Senato: un amministratore pubblico deve rendere conto del suo operato agli elettori e deve agire nella piena tutela delle sue libertà di mandato. Quanto visto sui processi da web-Cencelli che hanno laboriosamente portato alla formazione della squadra del Movimento Cinque Stelle per il Campidoglio è esemplare nella sua ordinarietà: piccole guerre di correnti che richiamano alla peggior stagione del partitismo" lo scrive in una nota il deputato del Pd Francesco Sanna, relatore alla Camera della legge sul conflitto di interessi.
"Per liberare gli eletti nelle file del M5S che si ritrovano a ricoprire cariche istituzionali,come accaduto alla Raggi, occorre intervenire di nuovo sulla normativa sui partiti rendendo inefficace ogni astruso contratto capestro, come quello firmato dalla sindaca di Roma che la costringe a prendere ordini da Grillo e Casaleggio sugli assessori da nominare, sulle decisioni da prendere e persino sulle esclusive delle dirette streaming, che portano oscuri guadagni alla società di comunicazione a capo dei grillini, in palese contrasto con il testo unico degli enti locali che prevede precise norme di comportamento riguardo gli interessi economici personali degli amministratori pubblici", continua Sanna.
"Mettiamo dunque nero su bianco che sono nulli di diritto quegli accordi dove gli amministratori pubblici si obbligano a corrispondere somme di danaro a titolo di sanzione economica a partiti, movimenti, gruppi politici organizzati, nel caso in cui promuovano o adottino provvedimenti o effettuino nomine senza attendere il parere o senza seguire l’indicazione di persone o di organi dei quali tali accordi prevedano l'intervento in decisioni di competenza degli eletti. Basterebbe il buon senso e l'etica per capire che il sindaco di Roma guida una comunità di poco meno di tre milioni di persone: a loro, e non a due guru, deve rispondere", conclude il deputato dem.
"In questi giorni sappiamo che è in fase di scrittura il testo del decreto attuativo dell’articolo 17 della legge delega di riforma della PA. Siamo convinti che questa sia l’occasione giusta per dare un segnale importante a tutti coloro che, con merito, hanno superato difficili procedure concorsuali per accedere agli impieghi pubblici, così come previsto dalla nostra Costituzione all’art. 97". Lo dichiarano Cesare Damiano e Luisa Gnecchi, Presidente e Capogruppo della Commissione Lavoro alla Camera.
"Purtroppo - proseguono - la legge di stabilità del 2015 ha spazzato via risultati ed aspettative conquistati con anni di duro lavoro parlamentare al fianco del Comitato Nazionale "XXVII Ottobre" che rappresenta vincitori e idonei di concorso.Abbiamo tentato, purtroppo con esito negativo, di porre rimedio prevedendo all’interno della legge di stabilità del 2016 una proroga delle graduatorie di vincitori e idonei al 31 dicembre 2017, anche forti di un parere favorevole da parte del Governo a una mozione parlamentare che andava nella medesima direzione. Ora - spiegano Damiano e Gnecchi - alla luce della scadenza delle graduatorie prevista per la fine di quest'anno, riteniamo non più accettabili ulteriori rinvii . Chiediamo pertanto al Governo che, all’interno del decreto in questione, preveda la proroga almeno fino al 31 dicembre 2017 di tutte le graduatorie concorsuali vigenti. Siamo infatti convinti che solamente allungandone la vigenza possiamo dare una risposta a tutti coloro che, in qualità di vincitori e idonei, attendono da anni di essere chiamati dalla Pubblica Amministrazione e di vedere riconosciuto il proprio merito", concludono.
“A fine mese la Camera affronterà la discussione generale sul tema della cannabis. Saremo chiamati a confrontarci su un aspetto importante della società: mi auguro, perciò, che lo si possa fare senza furori e senza chiusure. Se non si aprirà una guerra ideologica, sono certo che sarà una occasione per discutere di un aspetto della vita reale del Paese e, in particolare, di alcune questioni sulle quali c’è già un comune sentire tra le forze politiche, come, ad esempio l’uso terapeutico della cannabis”.
Lo ha detto il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Walter Verini, intervenendo nel dibattito sull’uso della cannabis riaperto oggi dall’intervento di Roberto Saviano. Verini aggiunge che “la delicatezza di questa materia non può e non deve portare a irrigidimenti. La proposta di legalizzare la cannabis, formulata da uno schieramento trasversale, può avere un pregio, quello di contrastare il crimine organizzato che lucra sul traffico di stupefacenti, ma ogni passo in quella direzione non può che essere preceduto da una grande campagna contro la ‘cultura dello sballo’. Il contrario sarebbe un errore politico-culturale enorme che verrebbe pagato soprattutto dai più giovani. D’altra parte, il solo approccio proibizionista non garantisce, come è noto, effetti positivi; oppure, è ben noto il fatto che la droga viene venduta in ogni angolo di strada, anche se è illegale. Dunque, iniziamo a discutere con grande apertura mentale, senza nascondere i problemi e senza pensare che ci siano soluzioni semplici ad una questione così complicata”.
“Il Cara di Mineo deve essere chiuso gradualmente perché non può essere considerato un modello idoneo a garantire la corretta accoglienza dei migranti. Il modello che riteniamo, in maniera unanime, necessario è quello dell’accoglienza diffusa." E’ la netta posizione espressa da Federico Gelli, deputato del Pd e presidente della Commissione d’inchiesta sui migranti, all’indomani della visita ufficiale della Commissione al Cara di Mineo al centro di numerosi scandali giudiziari.
"Il Cara di Mineo - spiega Gelli - ha dimostrato in maniera ineludibile che non è possibile garantire accoglienza, integrazione e aiuto in una città di 4 mila persone per evidenti esigenze di sicurezza, ordine pubblico, organizzazione e gestione delle dinamiche interne del centro, dalla gestione del servizi minimi di ristorazione a problemi igienico sanitari. Tantomeno è difficile ipotizzare la realizzazione al suo interno di un hotspost, un centro di prima identificazione dei migranti, che aggraverebbe la situazione portando l’intero centro ad un collasso, le cui conseguenze sarebbero gravissime come è stato a più riprese evidenziato in occasione delle audizioni del procuratore di Catania e Caltagirone. Ho raccolto tutte le perplessità e le preoccupazioni della prefettura su un sistema dimostratosi totalmente inefficace e lesivo dei diritti umani nei confronti dei migranti accolti e trasformato in luogo di interessi, che poco hanno a che vedere con i principi di accoglienza e solidarietà che devono essere sempre rispettati. La commissione su questa posizione è compatta e lavoreremo perché si arrivi presto ad una chiusura del Centro e ad una soluzione alternativa, in grado di sopperire alle esigenze di accoglienza che sono prioritarie.”
“Il Movimento 5 stelle si presenta da sempre come il paladino della trasparenza, ma le prime settimane della nuova amministrazione a guida Raggi sembrano andare in un'altra direzione”. Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, su Affaritaliani.it.
“Per ora – spiega - i cittadini romani hanno assistito a tutto, ma non hanno visto trasparenza: annunci disattesi, trattative nascoste, riunioni segrete, dossieraggio tra colleghi di partito, decisioni prese e poi rimangiate, assessorati assegnati e poi cambiati in corsa. Uno spettacolo che di nuovo ha veramente poco. Siamo, anzi, andati indietro sulla passione e l'attenzione alla città che un sindaco dovrebbe avere: sono passati giorni prima che il Campidoglio facesse sentire la sua voce per Beau Solomon, il giovane americano rimasto ucciso sotto a Ponte Garibaldi. La Raggi era troppo impegnata a trattare con le correnti per chiudere la Giunta? O per festeggiare Luigi Di Maio in un barcone proprio sul Tevere?”
“Ma – prosegue Anzaldi - torniamo alla squadra dei Cinquestelle per il Comune. Da candidata la Raggi ha più volte assicurato che la Giunta sarebbe arrivata prima del voto al primo turno. Per settimane, l'annuncio è rimasto lettera morta. Solo l’ultima sera prima del silenzio elettorale che ha preceduto il ballottaggio, Raggi ha annunciato 4 nomi su dieci. Gli altri, per motivi di privacy, li avrebbe detti solo dopo l’eventuale vittoria. Ma non è stata la privacy a fermarla: i nomi non c’erano proprio! La questione della privacy è scomparsa dai radar ed è arrivato il nuovo annuncio: la Giunta sarà pronta per la prima seduta del consiglio comunale, il 7 luglio. Dopo il ballottaggio sono iniziate, quindi, le trattative serrate tra le varie correnti del Movimento 5 stelle. Dopo quasi tre settimane, ecco la lista dei nomi: come sono stati scelti? Mistero. Nessuna riunione in streaming, nessun bando o audizione pubblica, nessun consulto in rete con gli iscritti del M5s. Il partito che ha fatto scegliere ai suoi aderenti il candidato per il Quirinale, ha preferito una procedura di assoluta opacità per la scelta degli assessori della Capitale. Niente di nuovo. Si scopre, quindi che un’assessora è stata segnalata dal collaboratore di Di Maio, uno è un ex socio di Casaleggio, un altro collaborava con il gruppo M5s alla Camera, il capo di gabinetto probabile era già assessore con Marino e il vice sindaco si è dovuto dimettersi dal Consiglio comunale dove è stato appena eletto e votato”.
“Siamo di fronte alla rottura gli schemi del passato? No, siamo di fronte alla piena continuità con i vecchi metodi che speravamo di vedere archiviati. Non sono una novità neanche gli attacchi alla stampa: Di Battista dice che i giornali li usa ‘per incartare le verdure’, così come l'ex sindaco Marino diceva di usarli ‘per incartare le uova’. Intanto, dopo quasi un mese dal ballottaggio, la città deve aspettare i tempi della politica: nessuno ha risolto il pasticcio degli stand sul lungotevere in prossimità del murales di Kentridge, posti di lavoro e introiti delle aziende sono andati persi, i romani hanno avuto un servizio in meno e le banchine continuano ad essere terra di nessuno”, conclude.
La Deputata sulla legge delega sul contrasto alla povertà, al voto alla Camera
"Per la prima volta in Italia stiamo per introdurre misure concrete contro la povertà, a livello nazionale. Da un lato prevediamo risorse finalizzate a garantire un "reddito di inclusione sociale", cioè una sorta di assegno sociale per persone in difficoltà, che non sia riservato solo a pensionati in condizioni di bisogno, ma che sia rivolto ad indigenti di ogni età - soprattutto minori, famiglie, donne in stato di gravidanza e ultra cinquantenni senza occupazione. Dall'altro prevediamo la costruzione di una rete di infrastrutture a livello locale - attraverso il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, del mondo dell'associazionismo, dei sindacati, del volontariato - così da garantire l'offerta di una rete di servizi che siano di supporto alle famiglie e al lavoro.
Si tratta di uno strumento universale, operante su tutto il territorio nazionale e pensato per essere permanente nel tempo. E' una novità assoluta per il nostro Paese. Anche perchè vengono messe a disposizione consistenti risorse. Già in sede di legge di stabilità era stato stanziato un miliardo per interventi volti a contrastare fenomeni di povertà. A questi fondi se ne aggiungono dei nuovi: un miliardo e 400 milioni in tutto. Contemporaneamente verranno introdotti una serie di vincoli, il cui rispetto darà diritto all'esercizio dei sussidi. In caso contrario si perderà il diritto al percepimento dei sussidi stessi. Si stima che saranno circa 500.000 le famiglie - pari a circa un milione di persone - che beneficeranno di questi interventi.
La razionalizzazione (e quindi i tagli) delle prestazioni assistenziali non tocca gli italiani all'estero. Grazie ad un emendamento, a mia prima firma, sostenuto dalla nostra capogruppo in Commissione lavoro, Luisa Gnecchi e da tutti i componenti Pd, abbiamo scongiurato questa misura, che avrebbe prodotto effetti nefasti per molti connazionali, soprattutto in Sud America". Lo ha dichiarato Laura Garavini, dell'Ufficio di presidenza del Pd alla Camera, commentando l'esito dei lavori in commissione sulla legge delega di Contrasto alla povertà, che verrà votato in aula la settimana a venire.
“Corrisponde al vero che il neo assessore al Bilancio della giunta di Roma, Marcello Minenna intende mantenere la funzione a tempo pieno e lo stipendio come dirigente della Consob?”. Lo chiede il deputato del Pd Giampaolo Galli, che presenterà un’interrogazione parlamentare sul tema.
“Non si tratta – spiega - di una questione da poco. Mi domando, prima di tutto, se sia lecito sommare due incarichi del genere all’interno della pubblica amministrazione e anche se sia possibile svolgerli in modo contemporaneo al meglio, considerato il grande impegno che essi presuppongono”.
“In più, l’assessorato al Bilancio assegnato a Minenna comprende le deleghe alle Partecipate. Tra queste, ci sono anche società, come Acea, quotate in Borsa e quindi soggette al controllo della Consob. La scelta di Minenna, al tempo stesso controllato e controllore, finirebbe quindi per determinare una macroscopica situazione di conflitto di interessi”, conclude.
Quella morte è figlia della cultura fascista, di che parla Gasparri? A Chimiary la cittadinanza italiana
"Quella morte tremenda è figlia della cultura fascista. Per questo fa ancora più orrore sentire certi commenti della destra che si guardano intorno e cercando un colpevole! Ad esempio, di che parla il senatore Gasparri? Dice che il governo Renzi è criminogeno, che è colpa di Renzi quell’omicidio di Fermo. Ma non si vergogna?”.
Lo afferma Gero Grassi, vice presidente dei Deputati del Pd, il quale aggiunge: “Ho sentito che il ministro Alfano ha proposto di dare lo status di rifugiata a Chimiary, la moglie di Emmanuel. Ma perché non la cittadinanza italiana?”.
Lunedì 11 luglio, alle ore 14.30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, avrà luogo la presentazione della proposta di legge di "Delega al Governo per la disciplina delle attività musicali contemporanee popolari dal vivo", per rendere più avanzata e specifica la normativa di un settore chiave dell'industria musicale e discografica italiana.
La proposta si pone l'obiettivo di favorire l’adozione di una legge quadro che garantisca la musica popolare contemporanea e razionalizzi tutte le norme in materia di organizzazione e gestione dello spettacolo dal vivo. L'intento è quello di fornire agli artisti, agli operatori e alle associazioni tutti gli strumenti normativi per generare maggiore creatività e ricchezza musicale: dal tax credit per gli investimenti, alla semplificazione dei processi amministrativi, ai finanziamenti agevolati per ammodernare le attrezzature, al riconoscimento della musica, senza distinzioni di sorta, quale leva culturale fondamentale per il Paese.
Alla conferenza stampa prenderanno parte, tra gli altri, Roberto Rampi, deputato Pd in Commissione Cultura, Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana, Vincenzo Spera, Presidente di Assomusica, Luca Fornari, Vicepresidente Audiocoop, Federico Amico, Vicepresidente ARCI, Mario Limongelli, Presidente Produttori Musicali Indipendenti e Sergio Cerruti, Vicepresidente dell'Associazioni Fonografici Italiani. E’ prevista inoltre la partecipazione di Noemi, Amedeo Minghi, Massimo Di Cataldo, Shade, e Mimosa Campironi.
"Oggi, con l’approvazione in Commissione Trasporti del parere definitivo sulla riforma delle autorità portuali, dopo vent’anni si attua un cambiamento importante. Si passerà dalle attuali 24 Autorità Portuali alle future 15 nuove Autorità di Sistema Portuale: ciò porta fine alle gestioni commissariali che interessano numerosi scali nazionali, vincendo particolarismi che per troppo tempo hanno paralizzato il settore della portualità. La riorganizzazione del sistema di governance è parte di un Piano Strategico Nazionale complessivo: un lavoro che ha impegnato il Governo, il Parlamento, nonché numerosi operatori della portualità, in un processo di ascolto degli stakeholders che forse non ha precedenti in Italia". Lo dice la deputata del PD, Anna Maria Carloni.
"Ora, la parola passa al Consiglio dei Ministri, che, con un proprio decreto, affronterà gli aspetti attuativi della riforma. Ci sono però - prosegue Carloni - dei rischi, evidenziati dalla Commissione, nel meccanismo di moratoria, che prevede la possibilità di rinviare il processo di creazione delle nuove Autorità fino a 36 mesi.
Una deroga così rilevante potrebbe vanificare gli obiettivi della riforma. Inoltre, l’introduzione di un regime transitorio, nel quale le nuove Autorità di Sistema Portuale potrebbero dover coesistere con le vecchie singole Autorità Portuali, porterebbe squilibrio nell’intero sistema portuale italiano. Accedere a tale possibilità di moratoria potrebbe accendere l’interesse ad autoconservarsi di diverse Autorità Portuali, un numero ben più rilevante di quanto preventivato. E’ dunque importante che il Governo preveda criteri attuativi molto selettivi, capaci di contrastare deroghe non supportate da reali e forti motivazioni oggettive. Infine, è importante ricordare come l’obiettivo della riforma portuale fosse creare un sistema più snello e meno burocratico. Ritardare tale processo rischia invece di consegnare al Paese un sistema più complesso e ridondante, anche e soprattutto nelle procedure", conclude Anna Maria Carloni.
“Il senso delle istituzioni da parte di Virginia Raggi si ferma a qualche citazione di comodo e cade, immediatamente, per rispettare il contratto con la Casaleggio Associati: come si può spiegare altrimenti l’invito fatto su Twitter a seguire la diretta dal Campidoglio dal sito di Grillo, con i conseguenti introiti pubblicitari?”. Lo dichiara Emiliano Minnucci, deputato del Partito democratico.
“E a conferma dell’opacità del rapporto tra la Raggi e la Casaleggio Associati – continua – è il fatto che ad annunciare ufficialmente i nomi degli assessori non sia stata la sindaca ma lo stesso blog di Grillo. Forse un modo, da parte del comico, far capire chi comanda davvero; di sicuro un'offesa al più elementare senso delle istituzioni”.
“Sempre a proposito di sensibilità istituzionale, ci ha stupito il fatto che la Raggi non abbia speso neanche una parola sulla ferita subita dalla nostra città con l’uccisione, sulle rive del Tevere, del ragazzo americano Beau. Essere sindaco significa anche dimostrare questa sensibilità”, conclude.
"Bene la posizione del governo nel chiedere di verificare e nel caso fermare immediatamente ogni strategia dell'offerta, tale da alterare il regolare processo di formazione dei prezzi nei mercati elettrici e di sanzionare eventuali comportamenti anomali, ripristinando così il corretto funzionamento del mercato". Lo dice il capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati, a proposito della richiesta da parte del ministro Calenda di chiarimenti sui rincari nella bolletta elettrica.
"Attendiamo ora - prosegue Benamati - l’esito dell’istruttoria dell’Autorità per l’energia che per fine mese darà conto dei possibili coinvolgimenti rispetto all'aumento del 4,3 per cento del prezzo dell'elettricità scattato dal primo luglio e dovuto, secondo l’Autorità, alla significativa crescita dei costi di dispacciamento, cioè dei costi sostenuti dai gestori della rete (Terna) per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico".
"Bene infine la possibilità di adottare eventuali sanzioni adeguate e dissuasive per operatori che avessero tenuto o che terranno condotte non virtuose che, alterando il normale meccanismo di formazione dei prezzi, possono interrompere il processo di diminuzione dei costi delle bollette per imprese e famiglie messo in atto da governo e parlamento", conclude il deputato democratico.
“Abbiamo approvato ieri sera alla Camera il decreto sulle missioni internazionali che conferma il grande impegno dell’Italia per la pace e per la sicurezza internazionale. Con la nuova legge quadro sulle missioni approvata questa mattina, e che torna ora al Senato per l’approvazione definitiva, avremo invece un quadro giuridico che ci permetterà una maggiore capacità di programmazione per assicurare coerenza delle singole missioni con le priorità della nostra politica estera. La nostra linea, infatti, è assicurare che l’impegno militare all’estero faccia parte di un disegno complessivo e articolato che includa parallelamente e coerentemente anche le attività civili e la cooperazione allo sviluppo. Non vogliamo soltanto mantenere il primato come contributori di truppe per le operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, ma abbiamo anche stanziato 90 milioni di euro aggiuntivi per i programmi di stabilizzazione e di ricostruzione in favore delle comunità colpite dalle crisi e dai conflitti. Risorse che saranno in buona parti gestite dalla nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, che è in funzione da sei mesi, ma che ha bisogno di integrare nuovo personale qualificato per entrare a regime. Anche su questo punto, il governo ha dimostrato attenzione e sensibilità accogliendo il nostro impegno di autorizzare l’Agenzia a bandire un concorso entro la fine dell’anno”. Così Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri e relatrice del disegno di legge di conversione del decreto legge sulle missioni internazionali approvato ieri sera definitivamente alla Camera.
"Emmanuel Chidi Namdi è stato ucciso barbaramente da un cittadino italiano perché di un 'etnia diversa. Questo episodio drammatico ci conferma che dobbiamo ancora lottare molto, ogni giorno, contro razzismo, omofobia e ogni altra forma di discriminazione e che la politica non deve rinunciare al compito di essere d'esempio per tutti.
Se si alimentano sentimenti di odio e di chiusura verso il prossimo e lo straniero il risultato è questo. Chi governa ha la responsabilità dell’effetto delle proprie parole e la politica tutta deve condannare duramente quanto successo. Il razzismo è una un problema ancora presente ed è importante ribadire in tutti i modi la necessità di uno sviluppo culturale, sociale, ma anche economico, che abbia come principi fondamentali la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la nostra Costituzione. Nel entunesimo secolo nessuna forma di razzismo, xenofobia o violenza può essere accettata.
Il colpevole di questa vicenda è un ultras che è stato arrestato e si è scoperto che era anche stato sottoposto a Daspo. Le curve di calcio, in quanto luoghi di grandi aggregazioni, diventano spesso pericolosi posti dove si alimenta l'odio e le cosiddette "filosofie" di violenza ingiustificata. Il calcio non ne è responsabile direttamente, ma nel suo interesse e soprattutto nell'interesse del bene comune, è opportuno che attivi strumenti idonei per prevenire e reprimere razzismo e violenza. Investire in impianti sportivi, nella sicurezza e nella qualità dell'organizzazione delle competizioni sportive aiuta a eliminare i peggiori "tifosi" dagli spalti e comportamenti inaccettabili. Questi temi saranno sicuramente all'attenzione della nuova presidente dell'osservatorio sulle manifestazioni sportive Daniela Stradiotto con cui desidero al più presto collaborare per il futuro dello sport italiano. Un pensiero ed un abbraccio vanno a Chinyery, moglie di Emmanuel, nella speranza che l'Italia e la comunità di Fermo le diano il sostegno che merita". Lo ha dichiarato la vicepresidente della commissione Affari sociali Daniela Sbrollini.