Ma ricorso sarà bocciato come i precedenti
“Vergognoso il manganello squadrista Fico-Gasparri per intimidire la Rai sul referendum. Vengono smentiti dai dati, ma tentano l'ennesimo ricorso temerario all'Agcom, che sarà bocciato come i precedenti”. Così il deputato democratico Sergio Boccadutri, componente della commissione di Vigilanza Rai.
"Salvini, che ha la metà degli anni di Napolitano, non ha nemmeno la metà della sua lucidità. Se ne deve fare una ragione. Lasci stare il Presidente emerito e si scusi per le sue inaccettabili parole. E Salvini non si stupisca se si parla di lui come xenofobo, nazionalista e anti europeista. Perché sono esattamente le cose che dice per prendere voti, per di più a braccetto con la Le Pen".
Così il vice capogruppo vicario del Partito democratico alla Camera, Matteo Mauri.
Non serve per zittire chi ha opinioni diverse
“Non avendo altri argomenti, il Movimento 5 Stelle insiste con i ricorsi all’Agcom: prego, si accomodino pure. Anche perché le probabilità che il nuovo ricorso finisca come il precedente, cioè nel nulla, sono altissime”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Vigilanza Rai.
“La facilità con cui i 5 Stelle si appellano all’Autorità per le Comunicazioni – continua – e anche lo scarso successo degli stessi ricorsi, si spiegano con un fraintendimento di fondo sulla concezione che Fico e colleghi hanno della dialettica politica: per loro vanno innanzitutto sanzionate le opinioni che non coincidono con quelle del verbo grillino. Le precedenti pronunce dell’Agcom sono nient’altro che una conferma di questo equivoco”.
“Il presidente Fico e gli altri commissari pentastellati intenderebbero attribuire, in sostanza, all’Agcom un ruolo simile a quello che la misteriosa Casaleggio svolge con i dissidenti interni: uno strumento per ridurre al silenzio chi non la pensa come loro. Per fortuna, però, non è così che funziona la par condicio. E’ il segno che Fico non si è ancora deciso a leggersi le norme che la regolano”, conclude.
“Salvini, per conquistarsi un passaggio su qualche media usa parole indegne nei confronti di Giorgio Napolitano. Il lessico del leader della Lega è quello della violenza e dell’odio. Il presidente Napolitano ha solo detto la verità. Ci stupisce la reazione vergognosa di Salvini, dopo tutto quello che ha detto e fatto in questi anni, dopo le alleanze con le destre xenofobe raccoglie ciò che ha seminato. Le parole del presidente emerito sono solo la rappresentazione della realtà. Una brutta realtà che Salvini fa di tutto per alimentare”.
Così Alessia Morani, Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
"Salvini dovrebbe solo vergognarsi. Insultando Napolitano, offende gli italiani che lo hanno amato e apprezzato prima come un grande Presidente e oggi come un uomo che continua ad aiutare l’Italia a costruire il suo futuro”.
Così il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia, Walter Verini, commenta le frasi di Matteo Salvini contro l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha definito la Lega "la principale espressione di posizioni xenofobe, nazionalistiche e ora anti europeiste".
Attacco a lui è attacco alle istituzioni
“Parole di Matteo Salvini sono inaccettabili. Napolitano è persona a cui il Paese deve gratitudine. L’attacco a lui è un attacco alle istituzioni”. Lo scrive su Twitter Ettore Rosato, presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Il risultato delle elezioni austriache, insieme ad altri raggiunti in Europa negli ultimi tempi, costituisce una lezione per i partiti tradizionali che, nel corso degli ultimi anni, hanno seguito un po' troppo le spinte di strumentalizzazione dei movimenti populisti, specialmente sulle questioni che riguardano l'immigrazione, convinti che imitarli potesse essere occasione per recuperare consensi e vincere le elezioni. Non e' cosi'. Van der Bellen ha vinto perche' nell'ultima settimana e' stato percepito come un'alternativa vera nei confronti della destra, cosa che che non erano riusciti a fare il candidato socialdemocratico e popolare”. Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, nel corso di un'intervista a 'Radio Cusano Campus'.
“I movimenti populisti e demagogici – ha proseguito Bordo - soffiano sulla paura dei cittadini pensando cosi' di poter offrire una risposta di governo credibile ma in realta' non e' sulla paura che si puo' costruire il futuro dei cittadini. La paura, infatti, spinge a rinchiudersi in recinti sempre piu' stretti, consente l'affermazione di nazionalismi e, soprattutto, spinge molti a rivolgere il proprio sguardo al passato piuttosto che al futuro. Nel nostro futuro invece deve esserci un'Europa rafforzata, non quella che abbiamo visto in campo negli ultimi anni, ma quella dei valori e dei principi che hanno consentito al nostro continente di diventare protagonista nel mondo”.
“La deputata Lombardi o è in malafede o non sa di cosa sta parlando. Quale sarebbe quella che l’esponente dello staff pentastellato di Virginia Raggi definisce una mancetta elettorale del governo? Di certo non starà parlando dello Sblocca Roma, presentato oggi , cioè un piano per sbloccare un miliardo di euro di investimenti privati nei primi 100 giorni della nuova amministrazione”. Così Anna Rossomando, deputata e subcommissaria del Pd al IV municipio di Roma, in merito alla dichiarazione della deputata del M5S dopo la presentazione del commissario Matteo Orfini, del candidato del centrosinistra Roberto Giachetti e del sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti.
“Come aveva già fatto nei giorni scorsi Virginia Raggi, anche Lombardi scambia gli investimenti privati con quelli del governo, forse perché non comprende quello che rappresenta un esempio dell’impegno per una buona amministrazione e a cui chiunque si candidi alla guida di Roma dovrebbe tendere. Se questo è il modo in cui lo staff starà accanto a Virginia Raggi – conclude Rossomando - allora le consiglio: meglio sbagliare sola che male accompagnata”
"Giorgio Napolitano ha detto che la Lega è una forza xenofoba? E’ quello che diciamo tutti, quello che dicono milioni di italiani. Denunciateci tutti”. Così Gero Grassi, vice presidente del Gruppo del Pd, replica ai due capigruppo della Lega, Centinaio e Fedriga, i quali, aggiunge Grassi, “proseguono oggi l’ aggressione contro l’ex presidente della Repubblica, mostrando scarso senso delle Istituzioni e zero buon senso”.
“Nell’intervista all’Espresso di meno di una settimana fa non ricordava i nomi dello staff che avrebbe vagliato tutte le sue decisioni. Oggi Virginia Raggi i nomi li fa e a dir la verità non sono proprio delle sorprese, essendo tutti personaggi più che noti, la crema dei 5 stelle tra Roma e il Lazio. E’ un gruppetto chiamato a verificare ogni sua iniziativa e a cui spetterebbe di fatto il controllo e l’amministrazione della città. Non coincide propriamente con la Casaleggio Associati, manca Luigi Di Maio, forse impegnato nel fitto dialogo con Pizzarotti, ma è chiaro che tutto parte da lì. Insomma non contenti di una candidata che conosce poco la città, i romani dovrebbero consegnarla poi a un comitato di tutori scelti a Milano. Non è quello che si merita la capitale, non è quello che si meritano milioni di cittadini che ogni giorni vivono sulla propria pelle difficoltà e problemi che vanno finalmente affrontati. Con serietà e competenza”. Così in un post su Facebook il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato.
“Rivedere la norma che ha previsto la soppressione dell’equo indennizzo e considerare la necessità di un suo ripristino per i corpi di polizia locale d’Italia, anche nell'ambito della rivisitazione dell'intera disciplina che regolamenta le loro attività in ordine alle mansioni e funzioni svolte”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico Maria Antezza, Ludovico Vico, e altri, con un’interrogazione scritta al ministero dell’Interno.
“Dopo l’ennesimo episodio – spiegano - che ha visto un appartenente della polizia locale, il brigadiere Luigi Ancora, di Montalbano Jonico (Matera), rimanere vittima sulla strada mentre era in servizio, si ripropone la questione dello status degli appartenenti alle polizie locali d’Italia e, in particolare, della cancellazione dell’equo indennizzo e della causa di servizio per i lavoratori del pubblico impiego avvenuta nel 2011”.
“La cancellazione dell’equo indennizzo, dal momento che le polizie locali d’Italia sono parte integranti del comparto degli enti locali-pubblico impiego, ha determinato una discriminazione tra lavoratori delle polizie locali e le forze di polizia a ordinamento statale”, concludono i deputati Antezza e Vico.
"Le città metropolitane svolgono un ruolo particolarmente importante per lo sviluppo dell'Europa. Ce lo dicono tutti i documenti programmatici di Europa 2020. La legge Delrio le ha definite e già con la legge di Stabilità di quest'anno che ha abolito il taglio dei 250 milioni alle città metropolitane stanno decollando. Nelle città metropolitane viene prodotto oltre il 60 per cento del Pil e viene consumato quasi il 90 per cento delle risorse. Le città metropolitane sono un traino per lo sviluppo dei territori, in particolare le aree interne del Paese. Ma affinché siano veri e propri driver per le politiche territoriali è necessario finanziarle e non basta solo l'intervento della legge di Stabilità, perché le città metropolitane subiscono l'effetto dei cosiddetti free riders, ossia i cittadini non residenti che utilizzano i servizi esistenti nelle aree metropolitane. Quindi come legislatori dobbiamo utilizzare in modo più oculato i fondi strutturali europei, ma soprattutto pensare all'introduzione di imposte di scopo sul modello francese ed europeo per finanziare gli investimenti". Lo ha detto la deputata del Pd, Cristina Bargero, intervenendo all'incontro "La Città Metropolitana. Quali compiti e quali risorse" alla Camera dei Deputati.
"Dobbiamo fare scelte serie e indicare chiaramente che esiste un problema di autonomia finanziaria delle città metropolitane e per permettere alle città metropolitane di svolgere appieno le loro funzioni si deve pensare anche all'opportunità di introdurre tasse di scopo, sapendo che si tratta di qualcosa che i cittadini possono facilmente verificare e controllare. Alla richiesta di uno sforzo al cittadino deve corrispondere la realizzazione di un'opera e un grande rigore nella gestione della spesa pubblica. Dobbiamo risollevare in maniera seria e credibile il ciclo di investimenti pubblici del nostro Paese", ha aggiunto Dario Parrini, deputato Pd.
Presentata una risoluzione in commissione
“Riconoscere che la presentazione all'Inail della richiesta di certificazione della esposizione ad amianto da parte dei lavoratori interessati produca l'intenzione dei termini di prescrizione del diritto della rivalutazione contributiva come previsto dalle legge del 1992”. Lo chiedono i deputati del Pd Antonio Boccuzzi, componente della commissione Lavoro, e Ludovico Vico, componente della commissione Attività produttive che hanno presentato una risoluzione in commissione su questo tema.
“La legge di Stabilità approvata a dicembre 2015 – proseguono i deputati dem – prevede disposizioni in materia di trattamento previdenziale dei lavoratori esposti all'amianto, prorogando per il triennio 2016-2018 l'applicazione della maggiorazione contributiva riconosciuta per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico agli ex lavoratori, occupati in specifiche imprese, che non abbiano maturato i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa vigente e che risultino malati con patologia asbesto-correlata. Inoltre, la medesima legge estende la platea a cui si applicano le disposizioni richiamate, comprendendovi anche i lavoratori che, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro, siano approdati ad una gestione di previdenza diversa da quella dell'Inps e che non abbiano maturato il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2015 e 2016, derogando alla norma (articolo 1, comma 115, della legge n. 190 del 2014) che fissa al 31 giugno 2015 il termine ultimo per la presentazione all'Inps della domanda per il riconoscimento dei benefici previdenziali. In un contesto di drammatica emergenza, alla luce della pericolosità delle patologie in questione, si registrano anche notevoli disfunzioni operative tra le diverse amministrazioni interessate alla gestione delle pratiche relative ai riconoscimenti dei benefici previdenziali riconosciuti dal nostro ordinamento, in alcuni casi, compromettendo l'esercizio stesso di tali diritti. È fondamentale creare una connessione amministrativa tra i diversi enti in questione, come chiesto, durante l'approvazione della legge di stabilità, con un ordine del giorno accolto dal governo”.
“Una riduzione di 17,7 miliardi per la realizzazione di 25 opere prioritarie . E’ quanto emerge dal decimo rapporto sulla legge obiettivo della commissione Ambiente, la prova di come la nuova politica per le infrastrutture miri dritto al cuore del problema: eliminare i progetti di intervento che non siano prioritari per lasciare spazio a quelli invece utili a migliorare la vita del nostro paese, con la conseguenza immediata di ridurre anche costi e tempi di attuazione”. Lo ha dichiarato il capogruppo PD in commissione Ambiente Enrico Borghi commentando il Rapporto sulle Infrastrutture strategiche presentato oggi alla presenza del ministro delle Infrastrutture Delrio e del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Cantone.
“Questo rapporto, realizzato in collaborazione con Anac, Istat, Cassa depositi e prestiti – prosegue Borghi – è la verifica che il lavoro determinato e mirato di Parlamento e Governo sta dando i suoi buoni frutti che cominciamo a raccogliere dopo anni di una inefficace Legge Obiettivo di interventi inutili e non adeguatamente finanziati. Un significativo capovolgimento della strategia di intervento sul territorio che è la conseguenza di una politica che vuole guardare con speranza a un futuro migliore e che sente l'urgenza di combinare insieme opere pubbliche e tutela dell’ambiente . Tutto questo nella volontà di costruire un paese moderno dove al primo posto ci sia la qualità della vita dei cittadini”.
“Si rende conto di quel che ha detto?”. Così Maria Coscia, deputata del Pd, commenta “la candida confessione di Virginia Raggi: se fosse sindaco di Roma, ha detto, farà scelte dettate da uno staff della Casaleggio composto da 4 persone, il cui nome è sconosciuto al resto del mondo. E’ quanto prevede il regolamento del movimento 5S. Queste affermazioni sono così gravi da far pensare che Virginia Raggi sia, prima di tutto, una ingenua militante grillina totalmente priva di autonomia. Naturalmente sarebbe una sciagura per Roma se vincesse, ”, conclude Coscia