“Ancora un segno meno ai dati sulla disoccupazione. Per la seconda volta consecutiva le rilevazioni dell’Istat attestano la disoccupazione in calo ad ottobre e l’aumento degli occupati. Anche se sono dati provvisori, segnano una tendenza positiva che dimostra l’efficacia delle misure fin qui adottate dal governo. La legge di Stabilità, che abbiamo voluta espansiva, favorirà ulteriormente la crescita e il lavoro mantenendo al tempo stesso il necessario rigore sul rapporto debito/Pil; la riduzione del carico fiscale per le famiglie e per le imprese, il rilancio degli investimenti e il contrasto alla povertà sono ulteriori misure che consolideranno questa tendenza”.
Lo dice Marco Di Maio della presidenza del gruppo Pd alla Camera.
Italia è a Parigi a testa alta ed è pronta a trasformare sfida clima in opportunità
“Giusto e pienamente condivisibile quanto ha affermato poco fa il Premier Renzi alla COP21 di Parigi nel suo intervento in plenaria. L’Italia può infatti prendere parte a testa alta ai negoziati partiti oggi alla ventunesima Conferenza ONU delle Parti sul clima. Vantando i suoi primati in cambio ambientale e nella green economy. Il nostro Paese è sicuramente tra i primi paesi dell’Unione europea per eco-efficienza del sistema produttivo: con 104 tonnellate di anidride carbonica ogni milione di euro prodotto, mentre, ad esempio, la Germania ne immette in atmosfera 143, il Regno Unito 130. Dal 1990 a oggi ha ridotto le emissioni del 23%. Le aziende italiane a partire da Novamont ed Enel sono poi in prima fila nella filiera della sostenibilità, siamo leader nel riciclo industriale e delle biomasse. Il nostro Paese è primo al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici che, ad aprile 2015, ha raggiunto la percentuale di oltre l’11%. Infine abbiamo tagliato le importazioni dall'estero di fonti fossili, ovvero la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il clima: nel termoelettrico -34,2% dal 2005. Siamo quindi pronti, pur considerando la difficoltà del negoziato, ad un accordo vincolante da subito per mantenere la temperatura media del pianeta al di sotto della soglia di sicurezza dei 2 gradi. E' il tempo di agire ora.“ Lo afferma Chiara Braga, deputata e responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico, commentando le parole del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a margine del suo intervento in plenaria alla COP21 di Parigi.
“La scelta del preside di Rozzano è stata un errore. Il rispetto delle identità non passa certo per l'azzeramento della propria ma nemmeno per le pagliacciate della Lega”. Lo dichiara Simona Malpezzi, deputata del Partito Democratico.
“Chi come i leghisti – spiega la deputata democratica – che misero i simboli della Padania sui banchi della scuola di Adro, partecipa a improbabili gite in barcone per celebrare i riti pagani del dio Po o altre amenità celtiche è davvero poco credibile”.
“Comportamenti del genere non sono altro che forme diverse di opportunismo spicciolo a cui una forza movimentista è via via ricorsa proprio perché priva di una vera identità. Tanto meno nazionale, visto che sappiamo bene cosa volevano farne del tricolore e dell’integrità dell’Italia, dal momento che ogni occasione è buona per urlare ‘secessione’, ‘secessione”, conclude Simona Malpezzi.
“Riformare si può, distruggere no. È questo l'appello che ci sentiamo di lanciare al Governo rispetto l'annosa questione dei patronati ricordando, anzitutto, che non è legittimo intascare da parte dello Stato risorse che appartengono ai lavoratori”. Lo dice Davide Baruffi deputato Pd e componente della commissione Lavoro, primo firmatario di un emendamento, sottoscritto da 90 deputati dem, che dimezza il taglio ai patronati previsto dalla legge di Stabilità.
“I patronati - prosegue Baruffi - svolgono una funzione preziosa nel nostro Paese e sono i primi ad essere interessati ad una riforma che distingua il tanto di buono che c'è dai possibili abusi. Per questa ragione ho presentato un emendamento che dimezza ulteriormente il taglio ai patronati (da 28 a 14 milioni) dopo che già il Senato ha operato in questa direzione. Anche Inps ha riconosciuto il ruolo essenziale dei patronati, a cui si rivolgono quotidianamente milioni di lavoratori e pensionati: senza di essi il sistema collasserebbe e il pubblico sarebbe costretto ad assumere migliaia di persone, spendendo molto di più per fare probabilmente peggio. A che scopo? Si utilizzi piuttosto quest'anno per un accordo positivo con i patronati stessi, a più riprese annunciato dai governi ma mai realizzato. Si faccia una riforma che separi le buone gestioni dagli abusi, a tutela dei patronati e delle risorse dei lavoratori. Questo è il compito del Governo, non quello di intascarsi impropriamente risorse dei lavoratori. Siamo certi che si possa spendere meno e meglio, ma sarebbe paradossale far pagare il prezzo di qualche gestione illecita ai lavoratori e ai loro patronati con tagli lineari. Riformare significa salvaguardare i virtuosi e punire i disonesti, non il contrario. Confido che il Governo raccolga questo appello, non sottraendosi alle proprie responsabilità”.
Misure militari accompagnate da forte iniziativa politica europea
"L'Europa non può pensare di dimostrarsi indifferente davanti al dramma di tanti popoli vicini a noi e limitarsi a chiudere le proprie frontiere. Se seguisse l'esempio di quei Paesi membri che lo stanno già stanno facendo, smentirebbe sé stessa e i suoi valori fondanti. Deve sforzarsi, al contrario, di assumere decisioni coordinate e unitarie che prevedano anche la tracciabilità e lo scambio dei dati sia per garantire la sicurezza e l'incolumità dei propri cittadini, sia per offrire supporto a chi fugge da guerre e carestie. Dovremmo convincerci del fatto che, muoverci secondo una logica condivisa, può avere vantaggi di gran lunga superiori al sacrificio di una quota di sovranità nazionale. E dovremmo anche iniziare a valutare seriamente la predisposizione di una sorta di 'Piano Marshall' per la gestione dei flussi migratori collocando al centro dell'attenzione, anche dal punto di vista delle politiche di cooperazione allo sviluppo, il Mediterraneo che non è soltanto il luogo da cui originano crisi e conflitti ma può diventare anche un’enorme opportunità di crescita e di maggiore sicurezza per i nostri Paesi. Il fatto che l’Europa venga percepita da molti come luogo di speranza e futuro deve renderci orgogliosi dei risultati raggiunti grazie all'avanzamento del processo di integrazione in termini di rafforzamento dello Stato di diritto e dei sistemi democratici. Da questo orgoglio deve nascere qualcosa di nuovo". Lo ha detto il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, intervenendo durante i lavori della riunione dei presidenti Cosac (Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione dei Parlamenti dell'Unione europea) in corso a Lussemburgo.
"Servono passi avanti e, se si vogliono ottenere risultati duraturi e concreti, - ha proseguito Bordo - occorre che le misure militari, di ordine pubblico o di sicurezza siano accompagnate da una più forte iniziativa politica dell’Unione europea, che non può limitarsi a svolgere un ruolo marginale quando si tratta di affrontare il tema della stabilizzazione istituzionale, politica ed economica dei Paesi alle sue frontiere, del superamento delle guerre civili e delle più violente dittature". In seguito alle carenze emerse dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso Bordo ha spiegato: "Nell'ambito del sistema di tracciabilità e scambio di informazioni dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative necessarie a scongiurare nuovi drammatici attentati terroristici garantendo la sicurezza dei nostri cittadini e prevenendo quei danni, anche economici, che un costante senso di insicurezza potrebbe provocare. Ricordo che il più recente Consiglio del 20 novembre ha raccomandato l’urgenza di definire entro la fine dell'anno la disciplina dei codici PNR che dovrebbe comprendere anche i voli interni e prevedere un periodo sufficientemente lungo di conservazione dei dati".
"Le misure che le Istituzioni europee hanno assunto recentemente per contrastare il traffico di esseri umani e l'immigrazione clandestina, rafforzando le funzioni di Frontex, presidiando meglio il mar Mediterraneo e avviando l’operazione 'Eunavfor Med', - ha detto Bordo - stanno dando i primi risultati, scoraggiando almeno in parte i criminali che esercitano il contrabbando delle persone, sfruttando il loro dramma. Su questo fronte occorre proseguire con il massimo impegno da parte di tutti; gli Stati membri non devono sottrarsi ai loro doveri offrendo i mezzi, in primo luogo navali, necessari per assicurare un controllo davvero efficace delle frontiere esterne dell’UE. Allo stesso tempo, il contrasto all’immigrazione irregolare presuppone anche che si contrastino con durezza i datori di lavoro che sfruttano i migranti, approfittando del fatto che sono irregolari, sottopagandoli per attività lavorative che i cittadini europei non vogliono più svolgere".
"La logica di condivisione deve ispirare anche le scelte relative al salvataggio dei migranti che si trovino in pericolo, alla loro prima accoglienza, così come alla gestione delle domande di asilo per il riconoscimento dello status di rifugiati. A questa stessa logica dovrebbero ispirarsi le iniziative dei singoli Stati membri per quanto riguarda i rapporti con i partner esterni, con particolare riferimento alla imprescindibile cooperazione e responsabilizzazione dei Paesi di transito ai fini della politica di cooperazione allo sviluppo e di assistenza ai programmi rivolti al 'National e institutional building' dei Paesi di provenienza. Si tratta di processi impegnativi cui l’Europa non può sottrarsi, in primo luogo perché inevitabilmente le tensioni e i conflitti che si consumano in questi Paesi si riverberano anche all’interno delle frontiere europee e, in secondo luogo, perché l’Europa ha tutto da guadagnare da una stabilizzazione delle aree che le sono più prossime" ha concluso Bordo.
Post su Fb di Ettore Rosato, Presidente dei Deputati Pd
Si chiamano Cities for life, le città che stasera si illumineranno in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte. Il Colosseo a Roma, la Mole Antonelliana a Torino, la Hall Town a Berlino.
L’Italia lo ha scritto in Costituzione; l’Europa lo ha sancito nella Carta dei diritti fondamentali. Non c’è giustizia nel rivendicare l’universalità del diritto alla vita e allo stesso tempo calpestarlo. Non c’è giustizia nel condannare una barbarie e allo stesso tempo replicarla una seconda volta.
La pena di morte – lo diceva Cesare Beccaria nel 1764 – non ci ha mai resi migliori. Non è una soluzione, anzi, rappresenta il fallimento di una Comunità.
Nel 1994, siamo stati i primi a proporre una moratoria internazionale all’Assemblea Generale ONU, e nel 2007 siamo riusciti a farla approvare. Fu una conquista per quanti credevano e credono non via sia giustizia senza vita; e fu anche un successo della nostra diplomazia, che riuscì a costruire un’alleanza internazionale trasversale attorno a questa campagna di civiltà.
Una battaglia che non si è ancora esaurita. La pena capitale rimane legale in 94 nazioni al mondo, ma solo in 40 è effettivamente praticata.
Il fronte dei paesi che vi rinunciano si sta allargando giorno dopo giorno, grazie al contributo di molte associazioni e organizzazioni non governative per i diritti umani. E l’Italia è al loro fianco.
“La posizione di equilibrio dell’Italia dimostrata fino ad oggi sia nel cercare di rendere europeo il problema dell’immigrazione, sia nella valutazione obiettiva della nostra eventuale partecipazione alla coalizione in Siria, esce rafforzata all’indomani del vertice di Bruxelles tra Turchia e Ue. Renzi ha posto con intelligenza e lungimiranza il nodo dei capitoli da riaprire; l’Italia fino ad ora è stato l’unico paese ad aver capito che non basta dare soldi ad Ankara affinché tenga al suo interno l’enorme flusso di rifugiati. Bisogna riaprire contemporaneamente i capitoli su diritti civile e giustizia per marcare stretto il presidente Erdogan e non lasciargli modo di avere dei finanziamenti europei, pur continuando a mantenere un profilo ambiguo sui suoi rapporti con il radicalismo islamista”.
Lo ha detto Gea Schirò deputata del Pd e componente della commissione Politiche dell’Unione europea.
"Sembra incredibile, ma purtroppo e' la realta'. Vedere la citta' di Livorno in una grave emergenza rifiuti e' assurdo. Gli amministratori cinquestelle stanno dando ancora una volta prova della loro inadeguatezza e il loro capo non riesce a fare di meglio di ripetere il mantra della vecchia politica: e' colpa degli altri. Non e' mai responsabilita' loro. Sembra di rivedere il miglior Berlusconi, che non ammetteva mai sue colpe e ritardi. Mentre noi stiamo portando il Paese fuori della crisi, loro affossano i comuni che si trovano a governare, e sono soltanto alla loro prima occasione". Lo dichiara Marco Di Maio della presidenza del Gruppo Pd della Camera.
“La qualità e la quantità del lavoro delle donne sono fondamentali per uscire dalla crisi. In questa direzione si è già mosso il governo che nel Job Act ha potenziato i congedi parentali, eliminato l’odiosa pratica delle dimissioni in bianco ed esteso la maternità alle partite Iva e, nella prima lettura al Senato della Legge di Stabilità, ha rifinanziato alcune misure utili, tra le quali il vaucher per il baby- sitting, e raddoppiato il congedo di paternità obbligatorio e quello facoltativo. Alla Camera vogliamo proseguire in questa direzione di marcia. Questo il senso di alcuni emendamenti che mirano a riconoscere i giorni di maternità e di allattamento ai fine dell’erogazione dei premi di produttività delle aziende - è anche così che si recuperano le differenze salariali tra donne e uomini; a sostenere le assunzioni e raddoppiare i giorni di congedo di paternità obbligatoria. Naturalmente continueremo a lavorare un attimo dopo che la Legge di Stabilità sarà licenziata per approvare la proposta di legge presentato sia al Senato che alla Camera che prevede 15 giorni obbligatori di congedo di paternità. Questa per noi sarebbe la vera rivoluzione culturale”.
E’ quanto dichiara in una nota Titti Di Salvo, vice presidente dei Deputati del Pd, spiegando alcuni emendamenti alla Legge di Stabilità finalizzati alla valorizzazione del lavoro delle donne.
“La situazione della Saeco, che ha aperto una crisi aziendale con 243 lavoratori in esubero, è molto grave. Non solo per l’aspetto occupazionale ma anche perché si tratta di una realtà produttiva e di un marchio di consolidata qualità all’interno del settore. E’ quindi indispensabile fare il possibile per scongiurare le ripercussioni occupazionali minacciate dall’azienda, salvaguardare e rilanciare il polo produttivo bolognese“. Lo dichiara Gianluca Benamati, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive alla Camera.
“Nella giornata di oggi – continua Benamati – ho preso contatti con il ministero dello Sviluppo economico, che ha dimostrato una grande attenzione sul tema, e ha già in programma contatti con l’azienda. Il Mise si è detto anche disponibile ad aprire un tavolo su richiesta delle parti, fatto molto importante anche nell’ottica di un’interlocuzione con la Philips”.
“In qualità di capogruppo Pd, è mia intenzione chiedere al presidente della Commissione Attività Produttive Guglielmo Epifani di attivarsi affinché il governo tenga informato il Parlamento sulla vicenda, e anche di valutare se audire direttamente l’azienda perché faccia chiarezza sui suoi piani industriali. E’ nostra intenzione seguire con la massima cura le evoluzioni della vertenza”, conclude Gianluca Benamati.
Gli attacchi a Orfini di Lombardi e Di Battista sono imbarazzanti
“Gli esponenti romani del M5S sono imbarazzanti: prima si sono distinti come beniamini del clan Spada di Ostia, adesso, anziché tacere, spiccano per la volgarità degli insulti verso Matteo Orfini. Gli ricordo che proprio il Partito democratico è stato protagonista della stagione di pulizia nella capitale, spesso anticipando il lavoro della magistratura”.
Così Andrea Romano, deputato del Pd, replica alle frasi dei grillini Roberta Lombardi e Alessandro Di Battista contro Matteo Orfini.
“Sono felice di aver appreso dal Presidente Magri che la Federazione ha concesso alla società Pallavolo Orbetello di poter avere due dirigenti in panchina in modo tale da permettere a Matteo di essere sempre vicino alla squadra” E’ quanto dichiarato da Federico Gelli, deputato Pd dopo l’incontro con il presidente della Federazione Italiana Pallavolo Carlo Magri. Il deputato aveva scritto al sottosegretario Luca Lotti per chiedere maggiore flessibilità nei regolamenti dopo quanto avvenuto Firenze durante una partita di pallavolo della squadra volley di Orbetello, in cui Matteo, ragazzo di vent'anni e con la sindrome di down, era stato allontanato dalla panchina.
"Lo sport deve essere uno strumento di integrazione soprattutto per ragazzi che come Matteo rischiano di essere messi da parte a causa della propria disabilità. Prima di applicare i regolamenti alla lettera è necessario dimostrare buonsenso e sensibilità con un 'attenzione particolare soprattutto quando ci troviamo di fronte a situazioni così delicate. Voglio ringraziare il presidente Magri per la disponibilità e l'attenzione immediata che ha dimostrato verso quanto successo. Sono onorato di accogliere il suo invito e alla prima occasione utile sarò ad assistere ad una partita della Nazionale per sostenere insieme il tricolore accanto a Matteo e anche a mio figlio, giocatore e grande appassionato di volley."
Finanziare con un bando pubblico le sperimentazioni cliniche con impiego di medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali per la cura di malattie rare e degenerative, tra cui la sclerosi laterale amiotrofica.
“Su un tema importante e delicato come la ricerca sulle malattie degenerative e rare le risorse sono importanti. Per questo ho presentato un emendamento che prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro per il 2017 e di altri 4 milioni per il 2018”. Lo dice Elena Carnevali, deputata del Pd componente delle commissione Affari sociali che ha presentato un emendamento alla legge di Stabilità su questo tema.
“L’emendamento - prosegue Carnevali - ha lo scopo di modificare il decreto 24 del 2013 aumentando la trasparenza nell'assegnazione dei fondi disponibile ed evitando possibili conflitti di interesse. Si vogliono raggiungere più obiettivi: da un lato sostituire l'articolo 2 del decreto Balduzzi, che prevedeva la prosecuzione di trattamenti in essere su base di cellule staminali mesenchimali, dall'altro sostenere la ricerca clinica che già avviene in numerosi centri italiani con l'impiego di medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali per la ricerca di malattie rare. Come giustamente osservano 8 tra i più importanti ricercatori italiani nel loro appello, è fondamentale finanziare la ricerca sulle cellule staminali e le strutture pubbliche che lavorano in questo campo con cellule prodotte secondo il regime GMP (Good Manifacturing Practice) certificato dall'Agenzia italiana del farmaco. Ulteriore garanzia di qualità e trasparenza è il fatto che la selezione dei migliori protocolli clinici sperimentali avvenga sotto la guida dell'Istituto Superiore di Sanità e Aifa con regole chiare, consentendo ad ogni struttura sanitaria di poter partecipare. Ci si baserà quindi sulle conoscenze scientifiche e sulle evidenze sperimentali acquisite, attraverso il giudizio di istituzioni e organismi competenti, e non più sulla discrezionalità politica del legislatore".
La sua circolare dà un taglio netto a tante chiacchiere
“Un plauso al procuratore Pignatone. La sua iniziativa è molto chiara e opportuna, e dà un taglio netto a tante chiacchiere”. Così il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, commenta la circolare del capo della Procura della capitale, Giuseppe Pignatone, che stabilisce criteri per evitare usi impropri delle conversazioni intercettate. Ermini sottolinea che “l’aspetto centrale e qualificante della circolare è che individua nel PM la figura alla quale viene demandato il compito di stabilire quale sia il contenuto manifestamente irrilevante e non pertinente rispetto ai fatti oggetto di indagine. Mi pare un criterio trasparente ed efficace. Abbiamo detto molte volte, tra inutili polemiche, che il punto al quale teniamo è il giusto equilibro tra privacy e accertamento della responsabilità, proprio nello spirito di questa circolare”.