“La vicenda del bambino napoletano figlio di due donne sposate in Spagna evidenza ancora una volta il grave ritardo della legislazione italiana sui diritti civili”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Su questi temi, la società italiana – spiega Morani – si è evoluta con una velocità molto maggiore rispetto alle sue leggi e la loro inadeguatezza ad affrontare situazioni come quelle di Ruben rende improcrastinabile un intervento del Parlamento”.
“Bisogna colmare il vuoto legislativo a cui suppliscono ora i tribunali con risultati che non assicurano l’uniformità necessaria in una materia tanto delicata”, conclude Alessia Morani.
“La vicenda di Ruben, il figlio di una coppia di donne sposate a Barcellona, ripropone con forza la necessità di una legge chiara per le nuove realtà familiari. Non si possono ignorare i cambiamenti della società o, peggio, lasciarli al tam tam dei tribunali, come è accaduto per le norme, confuse e repressive, sulla fecondazione”.
Così Laura Garavini, dell’ufficio presidenza dei Deputati del Pd, dopo l’annullamento da parte del prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, dell'atto di nascita del bimbo con due madri nelle parti non previste dalla legge italiana.
"Non sono sicuramente belle immagini da vedere. Per mia abitudine non faccio alcun processo alle intenzioni. Credo tuttavia che ci sia il modo per fugare ogni dubbio ed incomprensione: il sindaco di Portogruaro inviti in Municipio la ragazza a cui non ha stretto la mano e le porga
le doverose, pubbliche, scuse". Cosi' il deputato veneziano, Andrea Martella (Pd), commenta la vicenda del sindaco di Portogruaro, Maria Teresa Senatore, che in un video postato sui social si vede stringere le mani alle persone in piazza per la cerimonia del 4 novembre 'saltando' una studentessa di colore.
“Le decisioni in materia di vaccinazioni devono essere informate e prudenti: alla Camera stiamo discutendo il tema, abbiamo già fatto diverse audizioni e altre seguiranno lunedì prossimo. Personalmente credo sia più utile e praticabile imporre l'obbligo della vaccinazione per chi frequenta asili nido e scuole materne, dove l'età è più bassa e i rischi di contagio tra bambini non vaccinati sono più elevati. Bisogna infatti tener conto che la scuola oltre che un diritto è anche un obbligo. E’ necessario inoltre che il piano vaccinale chiarisca quali vaccinazioni siano necessarie nel primo anno di vita.
Credendo più nel dialogo che nelle imposizioni, comprendo la resistenza dei genitori a un piano di ben 18 tra vaccinazioni e richiami da effettuarsi nel primo anno di vita. Dobbiamo comprendere le ragioni delle resistenze alla vaccinazione per poter mettere in campo una strategia efficace”.
Così Donata Lenzi, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali.
“Le decisioni in materia di vaccinazioni devono essere informate e prudenti: alla Camera stiamo discutendo il tema, abbiamo già fatto diverse audizioni e altre seguiranno lunedì prossimo. Personalmente credo sia più utile e praticabile imporre l'obbligo della vaccinazione per chi frequenta asili nido e scuole materne, dove l'età è più bassa e i rischi di contagio tra bambini non vaccinati sono più elevati. Bisogna infatti tener conto che la scuola oltre che un diritto è anche un obbligo. E’ necessario inoltre che il piano vaccinale chiarisca quali vaccinazioni siano necessarie nel primo anno di vita.
Credendo più nel dialogo che nelle imposizioni, comprendo la resistenza dei genitori a un piano di ben 18 tra vaccinazioni e richiami da effettuarsi nel primo anno di vita. Dobbiamo comprendere le ragioni delle resistenze alla vaccinazione per poter mettere in campo una strategia efficace”.
Così Donata Lenzi, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali.
“E’ positivo il fatto che le tematiche relative alle pensioni, delle quali ci stiamo occupando come Commissione lavoro della Camera da alcuni anni a questa parte, siano diventate un solido patrimonio di tutto il PD”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
“Non è un caso – continua - se la Settima salvaguardia degli esodati, Opzione Donna e l'adeguamento della no tax area dei pensionati sono contenuti nella legge di Stabilità. Sono interventi che apprezziamo e sui quali daremo un contributo di miglioramento nel corso del dibattito parlamentare. “Con questa ultima salvaguardia – spiega Damiano - tuteliamo oltre 31.000 lavoratori: un ottimo risultato che però non risolve definitivamente il problema perché, secondo l'INPS, mancano ancora all'appello circa 20.000 lavoratori”. “ Su Opzione Donna – continua - chiediamo che vengano incluse nella normativa di accesso anticipato alla pensione anche le lavoratrici che compiono gli anni, 57 (dipendenti) o 58 (autonome) nell'ultimo trimestre dell'anno in corso; per quanto riguarda la no tax area che scatta nel 2017, ne chiediamo l'anticipazione al prossimo anno”.
“ Si tratta di correzioni che, senza pregiudicare l'impianto della manovra, danno un assetto coerente al tema previdenziale in attesa della introduzione della flessibilità in uscita che supererebbe in modo strutturale l'attuale rigidità del sistema previdenziale. La nostra proposta è nota: poter andare in pensione a partire dai 62 anni con 35 di contributi e l'8% di penalizzazione. Abbiamo già dimostrato che la nostra proposta, nel medio-lungo periodo, è realizzabile a costo zero” conclude l’esponente PD.
“Non meraviglia l'attacco frontale dell'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, il leghista Fava, al ministro delle Politiche Agricole Martina. Non fosse altro perché la Lega si porta addosso, insieme a tutto il Centro destra, i disastri di un ventennio per l'agricoltura italiana, che oggi tenta di far dimenticare. Proprio la Lega sulle quote latte e sulla scellerata politica in materia, è responsabile del disastro finanziario costato alle casse dello Stato ben 4 miliardi di euro. Registriamo invece, in questi ultimi 18 mesi, una grande attenzione al settore lattiero caseario, come mai si era visto sin dai tempi del Ministro Marcora. Poi trent'anni di colpevole sottovalutazione ed errori.
Al governo e al ministro Martina in particolare, sono da attribuire diversi interventi, il decreto legge 51, per il rilancio dei settori agricoli in crisi, a partire proprio dalla filiera del latte, la cancellazione di Irap e Imu per imprese agricole, le norme per la rateizzazione delle multe per le quote latte di oltre 1500 aziende, l’aumento della compensazione Iva fino al 10%, che consentirà agli allevatori di beneficiare di 0,5 centesimi in più al litro per le vendite alla stalla di latte fresco, mentre per la prima volta il ministero investe 108 milioni di euro per il comparto latte. Ricordiamo poi che grazie a Martina, l'Italia ha ottenuto 25 milioni di euro in più dall’Europa per il settore, che potranno essere portati a 50 milioni con l'intervento delle Regioni.
Ci sentiamo così di dire: vada avanti sig, Ministro, non tema le critiche di chi ha messo in ginocchio il settore lattiero-caseario, che per anni ha segnato un crollo verticale senza precedenti. Ora, invece, si torna a sperare e a breve si ridarà forza e fiducia ai produttori di latte e tutela ai consumatori”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio.
Con una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia, Paolo Bolognesi, deputato PD, presidente dell’Associazione 2 agosto 1980, chiede che il beneficio della libertà a Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati a rispettivi 8 e 9 ergastoli, tra i quali quello per l’esecuzione della strage di Bologna, venga revocato perché concesso senza una delle condizioni previste dalla legge, cioè la mancanza del requisito del ravvedimento (art. 176 del codice penale). “I rapporti dell’autorità giudiziaria - denuncia Bolognesi - sono molto chiari: è vero che nel corso dell’espiazione della pena, Fioravanti ha tenuto una condotta assolutamente incensurabile ma ciò non figura affatto il requisito imprescindibile consistente nell’interessamento dell’autore del reato nei confronti delle vittime del reato stesso, interessamento che da parte sua non c’è mai stato. Anzi, Fioravanti ha avuto un atteggiamento di totale indifferenza rispetto alle vittime delle stragi, tanto da affermare il 26 luglio 2012: ‘Bolognesi non può fare il presidente delle vittime, ha perso solo la suocera’, una frase che conferma, ancora una volta, il persistente disprezzo nei confronti della vita umana che ha contraddistinto la sua carriera criminale. Inoltre, continua Bolognesi, Mambro e Fioravanti hanno intrattenuto rapporti con Gennaro Mokbel – condannato a quindici anni per frode al fisco e riciclaggio – come confermano le intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Fastweb Telecom Sparkle che – se non sono state considerate penalmente rilevanti , sono però la prova oggettiva ed incontrovertibile della persistenza di collegamenti attuali da parte di Mambro e Fioravanti con la criminalità organizzata. Su quest’ultimo punto, peraltro, va ricordato che la Digos di Roma ha scritto cose non veritiere: infatti, sostenendo la regolarità del beneficio concesso ai due stragisti, aveva riferito che i due terroristi non avevano collegamenti attuali con la criminalità organizzata. Circostanza sicuramente non vera. Bolognesi, inoltre, con la sua interrogazione, vuole sapere se i due stragisti hanno “adempiuto alle obbligazioni civili”, in tutto o in parte: “sono stati condannati al risarcimento delle vittime, a che punto è la pratica?”, domanda il parlamentare. Il deputato, infine chiede se il Governo intenda avviare azioni ispettive per verificare la veridicità delle informazioni trasmesse all’autorità grazie alle quali i due stragisti hanno ottenuto i benefici e se solleciterà la magistratura di sorveglianza a riesaminare il beneficio della libertà concesso a Mambro e Fioravanti.
I nostri criteri anti-bavaglio: difendere rilevanza pubblica delle notizie, tutelare i fatti privati
“Solidarietà” ai 93 cronisti denunciati da un gruppo di avvocati di alcuni imputati nel processo Mafia Capitale è stata espressa dal Responsabile Giustizia del Pd, David Ermini, il quale spiega che “il ricorso massiccio alla querela contro quei giornalisti, che pare essere stato utilizzato in questo caso, è preoccupante. I giornalisti devono poter fare liberamente il loro mestiere, e devono essere tutelati nella loro professione”. “La vicenda dei giornalisti che seguono Mafia Capitale – spiega Ermini – non c’entra affatto con la riforma delle intercettazione: chi lega le due cose sbaglia di grosso. Ricordo che noi abbiamo votato una delega – che ancora deve essere approvata dal Senato – affinché il governo riordini la materia delle intercettazioni secondo due principi guida: tutelare la rilevanza pubblica delle notizie e, al contempo, la riservatezza dei fatti privati raccolti durante le intercettazioni ma che non sono attinenti alle indagini. Questi sono i nostri criteri anti-bavaglio. Vediamo quello che proporrà il governo, ma so di certo che il ministro Orlando è un garante del ‘tasso di democrazia’ degli interventi sull’intero sistema giudiziario”.
“Davanti a una crisi come quella del latte è tempo di fare scelte e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Parliamo di un settore strategico che coinvolge oltre 35 mila allevatori e che governo e Parlamento sono impegnati a tutelare con misure straordinarie. Penso agli interventi del decreto 51 di luglio e ai tagli di tasse fatti con la Stabilità, con uno strumento specifico per le imprese lattiere come l’aumento della compensazione Iva, con 32 milioni di euro destinati al comparto. Ora però serve un segnale chiaro dall’industria, che deve assumersi le sue responsabilità e fare un passo concreto verso il mondo produttivo. Il prezzo del latte non può viaggiare costantemente sotto i costi di produzione. Serve un cambio di atteggiamento e non è più tollerabile nessuna melina. C’è un tavolo nazionale per l’indicizzazione del prezzo del latte, è lì che c’è bisogno di fare un accordo. Leggo poi di fantasiosi attacchi che arrivano al Ministro Martina da parte della Lega su presunti accordi che sarebbero stati trovati in Regione Lombardia sul prezzo. Bisognerebbe chiedere alle associazioni dov’era finito il tavolo dell’Assessore Fava. Credo che gli allevatori si aspettino impegni, risorse e soluzioni, non chiacchiere. Ma i leghisti sul tema del latte sono abituati da sempre a fare inutili polemiche, anzi dannose, vista la drammatica vicenda delle quote”. Così il presidente della commissione Agricoltura, il deputato Luca Sani interviene sulle dichiarazioni dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava, sul latte.
POST DI ETTORE ROSATO, PRESIDENTE DEPUTATI PD
Questa volta possiamo essere contenti di esserci sbagliati: l’Italia, per l’Istat e per l’Unione europea, cresce più del previsto. Non solo è stato rivisto al rialzo l’aumento del Pil (+0,9 rispetto al + 0,7 che avevamo indicato noi) ma incoraggianti sono anche i dati relativi alla disoccupazione, in costante calo. Dal 12,7% al 12,2% nel 2015, per arrivare all’11,8% il prossimo anno. E le valutazioni dell’Europa nei nostri confronti sono positive su tutti i fronti. Sostenere che “la ripresa in Italia è sempre più autosufficiente” significa che i meriti vanno ascritti prevalente alle riforme fatte dal governo. Il jobs act funziona, eccome. Vuole dire che la ripresa non dipende da fattori esterni ma è la conseguenza dei provvedimenti introdotti con le riforme del mercato del lavoro, del fisco, della scuola, della pubblica amministrazione, della giustizia, è più in generale di tutte quelle che stanno trasformando l'Italia in un paese più moderno ed efficiente. Non c’è dubbio che dobbiamo ancora fare di più. Ma ora possiamo accertare di essere sulla strada giusta e che l’Italia è finalmente fuori dal tunnel della crisi.
“Il quadro macroeconomico delineato dal governo con la legge di Stabilità è confermato dalle stime dell’Istat e dalla Commissione europea. In particolare, la previsione di un ulteriore calo della disoccupazione non lascia dubbi sull’efficacia degli sgravi previsti dal governo. Questo quadro è ancora più positivo se teniamo conto dell’aumento dei contratti a tempo indeterminato che significa maggiori tutele e garanzie per quei lavoratori che grazie al Jobs Act possono beneficiare di ferie retribuite, contributi previdenziali e diritto alla maternità. I problemi sono ancora molti ma è indiscutibile che la direzione intrapresa dal governo è quella giusta. È auspicabile che tutti prendano atto di questo cambiamento positivo. Adesso si tratta di proseguire su questa strada e sostenere la legge di Stabilità per consolidare questo trend”.
Lo ha detto Titti Di Salvo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“L’Istat e la Commissione Ue mettono nero su bianco che in Italia c’è stata la svolta: le famiglie riprendono a consumare, aumentano gli investimenti grazie alle misure del governo a favore delle imprese e la disoccupazione è prevista ancora in calo. La legge di Stabilità consolida questo quadro caratterizzato dal segno più davanti ad ogni indicatore. Questa è la realtà che, ci auguriamo, metta a tacere i tanti critici ‘a prescindere’ delle opposizioni”.
Lo ha detto Marco di Maio deputato Pd componente della presidenza del gruppo dem alla Camera.
“Ancora buone notizie per le famiglie e le imprese italiane. L’Istat e la Commissione europea confermano i dati macroeconomici previsti dal governo nella legge di Stabilità e la ripresa dell’economia. In particolare, il rafforzamento dei consumi delle famiglie segna un dato incontestabile: gli italiani sono tornati a spendere perché hanno più soldi in tasca e maggior fiducia nel futuro grazie alle misure del governo. Adesso si tratta di proseguire con decisione su questa strada per consolidare la ripresa”.
Lo ha detto Silvia Fregolent, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“La risoluzione del PD approvata oggi all’unanimità in commissione Esteri dimostra che l’Italia è pronta a fare ancora di più per sostenere i Paesi più esposti all’emergenza umanitaria derivante dalla crisi siriana. E ciò a partire dal Libano, con cui l’Italia è storicamente legata da importanti rapporti commerciali e di cooperazione, e che malgrado il fragile contesto politico-istituzionale e le sue piccole dimensioni, accoglie oggi da solo più di un quarto dei rifugiati siriani. Un abitante su 3 in Libano è un rifugiato siriano, e a fronte di questi numeri, se abbiamo avviato un percorso di aiuto alla Turchia, dobbiamo fare ancora di più per il Libano”. Così la deputata PD Lia Quartapelle dopo l’ok alla risoluzione che impegna il Governo a rafforzare il programma italiano di reinsediamento dei profughi dal Libano e a aumentare le risorse della cooperazione internazionale per i programmi bilaterali e multilaterali di stabilizzazione protezione e assistenza umanitaria. “Servono infatti più risorse: l'appello ONU per i rifugiati in Libano è stato finanziato al 47% delle necessità per il 2015. La risoluzione approvata propone anche al Governo di “promuovere la creazione di un fondo internazionale per l'educazione dei minori rifugiati: circa la metà dei 450mila minori siriani rifugiati in Libano non va a scuola, e serve rimettere al centro delle priorità internazionali un impegno per restituire loro una vita normale, fatta anche di studio, anche per sottrarli al rischio di radicalizzazione al quale sono esposti. A fronte della più grande crisi umanitaria dal dopoguerra”, spiega la deputata Quartapelle, “l’Italia ha sempre sostenuto che la chiave fosse un atteggiamento di maggiore responsabilità e solidarietà nel gestire i flussi di rifugiati e la loro accoglienza. Questo vale nei rapporti tra gli Stati membri dell'Ue, quanto con i Paesi terzi e con le comunità che più di tutte stanno svolgendo un fondamentale ruolo di contenimento dell’emergenza. Di questo si è discusso nel quadro dell’ultima missione in Libano del Partito Socialista Europeo, in cui ho avuto modo di constatare sul campo gli sforzi e le difficoltà delle autorità libanesi e delle agenzie delle Nazioni Unite e delle Ong”, aggiunge Lia Quartapelle. “Con la risoluzione approvata, l’Italia si impegna a non lasciare soli questi attori, rafforzando anzi i programmi di aiuto e di reinsediamento dei profughi”.