Inizia alla Camera l’esame del Codice dello spettacolo
“Per troppo tempo il settore dello spettacolo e della cultura è stato oggetto di tagli, trattato come uno spreco. Con il provvedimento sul Codice dello Spettacolo, da oggi all’esame dell’Aula della Camera, segniamo un punto di svolta: la cultura come elemento fondamentale su cui investire”.
Lo dichiara il deputato dem Roberto Rampi, componente della commissione Cultura, relatore del provvedimento.
“L’investimento in questo settore è l’investimento più importante che può fare un Paese. Sul piano economico, civile e democratico. Ogni euro speso in cultura produce arricchimento delle persone e dei cervelli e produce democrazia. Più risorse per il FUS, Art Bonus e Tax Credit, norme di tutela dei lavoratori, semplificazioni, sostegno ai giovani sono i punti essenziali della nuova normativa”.
“Prima chiede un confronto televisivo a Matteo Renzi, poi si nega smascherando un bluff imbarazzante. Di Maio si conferma un leader improvvisato, sempre pronto a provocare e poi a fuggire di fronte ad un confronto pubblico che lui stesso aveva chiesto.
La paura di trovarsi impreparato perché incapace di argomentare i contenuti dei tanti e improbabili annunci a 5 stelle appare evidente. Gli elettori meritano esponenti di ben altro spessore a rappresentarli. Il populismo che siamo chiamati ad arginare passa anche e soprattutto da qui.” Lo afferma Federico Gelli, deputato del Pd.
"Sembra una telenovela. E visto che il tema è un confronto TV il paragone ci sta tutto. Ora Di Maio ha di nuovo cambiato idea e pare che, fuggito da un confronto con Renzi che lui stesso aveva sfidato, abbia optato per la più rassicurante poltrona di Fabio Fazio. Sulla Rai, in prima serata. Insomma aveva ragione un amico che mi aveva detto "scommettiamo che gli spiegheranno che Renzi lo asfalta e alla fine annulla?"
Aveva ragione… #dimaioscappa"
Post su Fb di Ettore Rosato , presidente deputati Pd
“ Il voto siciliano era una batosta annunciata, ma fa male lo stesso. Di sconfitta in sconfitta, come sta capitando al PD dal referendum costituzionale in poi, non sarà facile arrivare alla vittoria alle prossime elezioni. Divisi si perde: la nostra insistenza per assumere come priorità la costruzione di una coalizione di centrosinistra, era e resta fondata. Non ho apprezzato le dichiarazioni di Davide Faraone sul voto siciliano: in primo luogo, perché mi sembra contraddittorio auspicare di andare uniti alle prossime elezioni e, al tempo stesso, individuare i colpevoli soltanto alla sinistra del PD. Forse qualche autocritica la dovremmo fare circa le scelte che abbiamo compiuto. In secondo luogo perché non si può sempre avere la testa girata all'indietro se si vuole costruire il futuro. ”Lo dichiara Cesare Damiano, leader dell’area laburista del Partito Democratico.
“ Adesso – prosegue - serve una analisi circostanziata del voto e l'apertura di un confronto con le forze progressiste. Va presentata una proposta politico-programmatica che sia condivisa e alla base della costruzione di una coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni”.
“Il PD deve accentuare il suo profilo di sinistra e smetterla di inseguire i voti della destra che, come abbiamo visto, si orientano per conto loro e sono tutti tornati a casa: le elezioni europee appartengono a un'altra era geologica”, conclude.
"Vorrei tranquillizzare Luigi Di Maio, che dopo aver saputo del nuovo avviso di garanzia notificato a Chiara Appendino, ha deciso di annullare il faccia a faccia televisivo con Matteo Renzi. Il Pd resta un partito garantista, a differenza del M5S che, nonostante i numerosi esponenti sotto indagine ed un codice etico incoerente, costringe alle dimissioni soltanto i collaboratori".
È quanto dichiara Silvia Fregolent, vice presidente dei deputati Pd.
“Spero che il confronto televisivo tra Matteo Renzi e Luigi Di Maio avvenga sulla Rai”. Lo dichiara Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico e componente della Commissione Vigilanza Rai.
“Si tratta di un evento la cui assoluta rilevanza sul piano politico rende importante un contesto il più possibile istituzionale. In questo senso il servizio pubblico rappresenta la sede più appropriata per lo svolgimento del confronto”, conclude.
Conferenza stampa martedì 7 Novembre - ore 15.00 - Sala stampa della Camera dei deputati - Via della Missione 4
Ne parliamo con: Laura Coccia, atleta e deputata del Partito Democratico; Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico e responsabile dipartimento mamme PD; Daniela Sbrollini, responsabile dipartimento Sport Partito Democratico.
Partecipano: Mauro Fabris, Presidente Lega Nazionale Volley femminile; Alessandro Marzoli, Sindacato giocatori basket Giba; Luisa Rizzitelli, Presidente di Assist Associazione Nazionale Atlete; Katia Serra, Responsabile settore femminile della Assocalciatori.
“A un anno dall'entrata in vigore dell'accordo di Parigi, i fatti confermano che dobbiamo essere ancora più determinati nella riconversione dell'economia e nell'abbandonare carbone, petrolio e gas a favore dell'energia pulita, fatta da rinnovabili ed efficienza energetica, impegnandoci anche nella mobilità sostenibile ed elettrica, nell'agricoltura.
L'ultimo record della concentrazione della co2 in atmosfera riportato dalla organizzazione meteoreologica mondiale ci dice che il riscaldamento globale sta ancora accelerando. La nostra azione nella decarbonizzazione deve essere più decisa. Ci vuole una scatto di consapevolezza e di impegno da parte di tutti, governo regioni città, imprese associazioni cittadini. L'innovazione e le nuove tecnologie ci danno possibilità sempre crescenti di vincere questa sfida. Sta a tutti noi metterci ora il nostro impegno, fare la nostra parte da protagonisti come Europa e come Italia senza lasciare alla sola Cina la guida di questa trasformazione convinti che anche gli Stati Uniti, a dispetto della posizione scellerata di Trump, faranno la loro parte con l'azione di grandi stati e città virtuose. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi e arrivare quindi a zero emissioni nette al 2050”. Così la deputata Pd Stella Bianchi, componente commissione Ambiente, in occasione del convegno svoltosi alla Camera "Le opportunità per lo sviluppo sostenibile dell'Italia e dell'Unione europea".
“La sua vita è stata dedicata alla pratica del rispetto e della dignità della persona. Per questo è ancora un punto di riferimento morale e culturale per me e per tutti quelli che si battono per il riscatto personale e collettivo dei lavoratori”.
Lo dice Umberto D'Ottavio, deputato del Pd, nel 60° anniversario della morte di Giuseppe Di Vittorio.
"La nostra proposta di legge sullo stop alle bollette a 28 giorni è chiara ed è stata presentata dal collega senatore Stefano Esposito come emendamento al decreto fiscale: obbligo per le compagnie telefoniche e la pay tv di ritorno alla fatturazione mensile, rimborsi e indennizzi per gli utenti e raddoppio delle sanzioni per l’autorità di controllo”. Lo afferma Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, in risposta alla dichiarazioni di alcuni senatori di Forza Italia sulla questione delle bollette telefoniche a 28 giorni.
“Questo tentativo da parte del centrodestra di fare propria una battaglia che è tutta del Pd appare tardivo e abbastanza ridicolo. Le polemiche, comunque, le lasciamo a chi in questi mesi non ha alzato un dito per mettere fine a questa pratica odiosa. Noi, invece, abbiamo come unico obbiettivo che i consumatori vedano garantiti i propri diritti", conclude.
“Abbiamo sempre difeso l’utilizzo delle intercettazioni ‘come mezzo di ricerca della prova’ mentre in passato qualcuno voleva indebolirle; già allora era chiaro che bisognava distinguere i problemi che possono nascere dalla pubblicazione di conversazioni non attinenti al fatto reato dalla tutela delle indagini della magistratura”. Così Anna Rossomando, deputata del Partito Democratico.
“Dalle prime anticipazioni - prosegue la deputata della commissione Giustizia - sul contenuto di quanto approvato dal cdm finalmente la questione viene affrontata con equilibrio e soprattutto dopo aver ascoltato tutti gli operatori tra i quali non vanno dimenticati gli esponenti del giornalismo per ciò che concerne il diritto di cronaca. L’esame del parere in commissione Giustizia sarà l’occasione per ulteriori approfondimenti anche se sin da ora si può dire che ci si è fatti carico di trovare un delicato equilibrio tra diritto di cronaca, diritto alla privacy e tutela delle indagini. Equilibrio che è fondamentale in uno stato di diritto. Chi come il m5s – conclude Rossomando - avanza critiche prive di fondamento forse pensa alle intercettazioni non come mezzo di ricerca della prova dei reati ma come ‘voyeurismo’”.
In due anni siamo passati da zero a 40 milioni
"Nessuna lezione da chi nei dieci anni passati non ha mosso un dito per sostenere le vittime dei reati violenti: i governi del Pd hanno colmato un gravissimo vuoto”. Lo dichiara Alessia Morani, vice-presidente del gruppo Pd alla Camera.
“Il centrodestra – continua - che ha avuto molte occasioni per farlo, non ha mai previsto alcun risarcimento statale, pur essendoci stati svariati richiami dall'Europa, per non parlare dei grillini che non hanno fatto altro che istigare la violenza sulla Rete soprattutto nei confronti delle donne umiliandole con irripetibili insulti sessisti di cui la sottoscritta, come altre, è quotidianamente oggetto. Le accuse delle opposizioni sono puramente strumentali: questa è una legislatura che ha fatto molto per la tutela delle donne, dalla ratifica della Convenzione di Istanbul alla legge sul femminicidio, che le opposizioni non hanno votato. Con il Fondo di ristoro per le vittime di reati violenti, che ammonterà a circa 40 milioni di euro, andiamo a rimediare al colpevole immobilismo delle precedenti legislature: gli indennizzi saranno infatti retroattivi, chi negli ultimi dieci anni ha subito violenza avrà il suo risarcimento".
"Ricordo inoltre che il centrodestra che oggi attacca il fondo di ristoro è lo stesso che lo scorso luglio bloccò il disegno di legge per tutelare gli orfani del femminicidio: con che faccia parlano?", conclude.
“Bene l’operazione di oggi della Guardia di Finanza a tutela di un patrimonio come l’agricoltura biologica italiana. Il nostro sistema di controlli si dimostra ancora una volta all’altezza della sfida, garantendo tutela ai consumatori e alle imprese oneste. Peccato che anche davanti a operazioni importanti come questa i parlamentari grillini non perdano occasione per inutili polemiche. Li invito a informarsi meglio: avrebbero scoperto ad esempio che il decreto sui controlli del Ministro Martina ha ricevuto l’intesa delle Regioni la scorsa settimana e prosegue il suo iter come previsto dalla legge. Si tratta di un provvedimento importante che conferma ancora una volta l’Italia all’avanguardia nella trasparenza del settore agricolo”.
“La prima impressione sul ddl di riforma delle intercettazioni licenziato oggi dal Consigli dei ministri, è che siamo davanti ad una norma seria ed equilibrata”. Lo dichiara Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera, per commentare il disegno di legge sulle intercettazioni approvato dal Consiglio dei Ministri.
“Esamineremo – continua – più nel dettaglio il provvedimento per il parere che la Commissione Giustizia dovrà esprimere, e magari potranno emergere suggerimenti migliorativi, ma già ora si può dire che il Cdm abbia lavorato per tenere insieme due principi fondamentali: da un lato il rispetto della sfera personale, del diritto alla privacy non sempre osservato in questi anni (per quanto riguarda intercettazioni di alcun rilievo penale o di contesto) e dall’altro, il diritto di cronaca”.
“Altro elemento fondamentale è il fatto che il ddl non intacca minimamente, ma anzi rafforza, la facoltà della magistratura di utilizzare le intercettazioni ai fini delle indagini. E i giudizi negativi ed estremistici diametralmente opposti che in queste ore vengono sul provvedimento da Forza Italia e 5 Stelle, confermano l'equilibrio del testo", conclude.
“Polemiche fuori bersaglio e puramente strumentali, da campagna elettorale”. Donatella Ferranti liquida così le critiche sull’entità dei risarcimenti alle vittime di reati di femminicidio e violenza sessuale: “In questa legislatura – replica la presidente della commissione Giustizia della Camera – governo e maggioranza parlamentare hanno adottato misure a tutela delle vittime come mai nessuno prima. Siamo stati noi e non altri a ratificare come primo atto legislativo la convenzione di Istanbul, a varare la legge contro il femminicidio, a recepire la direttiva europea sulle vittime di reato e a istituire un Fondo di ristoro patrimoniale a favore di chi subisce reati violenti, mettendo fine alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea”. Un fondo “con una prima dotazione – prosegue Ferranti – che è stata via via incrementata dalla legge europea 2016 e dalla legge di bilancio 2017. E che ora sarà ulteriormente aumentata fino a 10 milioni di euro dalla legge di bilancio attualmente in discussione”.
Di più: “La legge europea 2017, ormai in dirittura di arrivo dopo una doppia lettura di Camera e Senato, non solo – sottolinea ancora la deputata del Pd – amplierà la platea degli aventi diritto eliminando i limiti di reddito, ma stanzierà circa 30 milioni di euro per coprire gli indennizzi relativi alle vittime colpite nel decennio passato, a partire dal 30 giugno 2005. Senza contare che nel Fondo confluiranno anche i proventi delle sanzioni civili derivanti dalle depenalizzazioni”. Ferranti, inoltre, ricorda che al Senato è in fase conclusiva il testo già approvato dalla Camera che “introduce importanti tutele a favore degli orfani di femminicidio e misure di assistenza e sostegno istituendo un fondo dedicato, con una dotazione iniziale di circa 2 milioni di euro”. Insomma, “ridicolo e vergognoso – conclude Ferranti – è chi accusa senza prima informarsi, magari dopo aver osteggiato o votato contro le norme varate a favore delle vittime, norme che hanno portato da una situazione in cui non era previsto nulla a quasi 40 milioni di euro da destinare a questo obiettivo”.