“L’economia che viene dal mare, sostenibilità ambientale e acquacoltura: ripartire dalla qualità”. E’ il titolo del convegno organizzato dal Gruppo del Partito Democratico della Camera che si svolgerà lunedì 27 aprile (ore 10.00) ad Orbetello, presso il palazzo storico San Biagio Relais, sala meeting, via Dante 34.
Presenti: Silvia Velo, sottosegretario ministero Ambiente; i deputati Pd : Caterina Bini, Presidenza gruppo Pd, Luca Sani, presidente commissione Agricoltura, Luciano Agostini, componente commissione Agricoltura; Monica Paffetti, sindaco di Orbetello; Barbara Pinzuti, segretario provinciale Pd di Grosseto; Silvia Greco, esperta acquacoltura ministero Ambiente; Ettore Ianì, presidente Associazione Legapesca; Leonardo Marras, presidente Gruppo azione costiera costa di Toscana; Paolo Tiozzo, presidente Federcooppesca; Giampaolo Buonfiglio, presidente Agci Agrital.
“La visita in Calabria della Commissaria europea per le Politiche regionali, Corina Cretu, e le sue parole di apprezzamento in merito al lavoro svolto dal Governo nazionale in merito all’utilizzo dei fondi comunitari dimostrano che l’Italia e il Sud stanno, finalmente, superando la ‘sindrome Calimero’”. Lo dichiara Stefania Covello, deputata e responsabile per il Mezzogiorno e Fondi Ue del Partito Democratico.
“Stiamo lavorando alacremente – continua Covello - per recuperare il tempo perduto puntando, come ha detto il Ministro Del Rio, su una programmazione chiara e su una regia unica a Palazzo Chigi, cosa che del resto è stata chiesta anche il Pd con le sue mozioni approvate, alla Camera, sul Mezzogiorno”.
“Questo – aggiunge la deputata democratica - consentirà all’Italia di fare registrare significative performance in termini di programmazione e di capacità di spesa delle risorse comunitarie, con l’obiettivo di valorizzare i territori e accrescerne lo sviluppo, a partire dalle infrastrutture”.
“Siamo nella direzione giusta e l’Europa ne sta, come dimostra la giornata odierna, prendendo atto”, ha concluso Stefania Covello.
“Una Costituzione sul diritto alla buona alimentazione, alla salute pubblica, alla crescita sostenibile: questo deve essere la Carta di Milano. Una Carta che miri a ridurre lo spreco alimentare, combattere la fame nel mondo, salvaguardare la biodiversità, affermare il diritto alla sicurezza alimentare, stimolare il risparmio idrico e il contrasto ai cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente attraverso il presidio del suolo.
Il fenomeno degli sprechi alimentari rende evidente la profonda distorsione di un modello sbagliato: mentre la fame nel mondo è ancora una piaga, in Italia, come nei paesi avanzati ed emergenti, si mangia invece come nessuna generazione ha mai fatto prima. Questo inaccettabile paradosso deve tradursi in azione concreta verso nuovi modelli di sviluppo. Questo è lo spirito che deve animare l’Expo.
Deve essere assicurata soprattutto una più equa distribuzione dei redditi e delle opportunità mettendo al centro i bisogni delle realtà sociali e geografiche più deboli. Una impostazione glocal è la chiave di volta: una politica nazionale composta da un mosaico organico di modelli di sviluppo rurale differenti di luogo in luogo. Coesione e cooperazione sociale sono i binari su cui far nascere questo nuovo patto in Europa come in Italia e siamo convinti che il governo Renzi abbia le competenze per guidare in sede europea la battaglia della promozione ‘dal basso’ di modelli alternativi e solidali di gestione delle risorse alimentari. Un compito complesso ma improcrastinabile nella certezza che l’approvazione di questa mozione, ampiamente condivisa dalle forze politiche, dia sicuramente maggiore autorevolezza al governo italiano”. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio durante la dichiarazione di voto della mozione sulla Carta di Milano .
“Dico ad Arturo Scotto che Roberta Pinotti ha il pieno sostegno del Partito democratico. Ho grande stima dei colleghi di Sel e del capogruppo Scotto ma mi stupisce questa loro presa di posizione contro il Ministro della Difesa. Siamo infatti alla vigilia della presentazione sia del Libro bianco sulla Difesa che contiene gli indirizzi politico-programmatici anche in materia di sistemi d’armi che del Documento di programmazione triennale. La sortita di Sel prima di essere infondata è perciò almeno intempestiva, tanto da suonare anche poco convinta”.
Così la vice presidente della Commissione Difesa della Camera, Rosa Calipari.
«Più lavoro, meno tasse. Il Documento di Economia e finanza approvato oggi alla Camera consente di utilizzare in modo più efficace ed efficiente le risorse pubbliche con due obiettivi principali: diminuire la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese e aumentare le misure per il sostegno all’occupazione”. Lo dichiara il deputato del Partito Democratico Roger De Menech.
“Questo intervento contribuisce a far uscire definitivamente il Paese dalla recessione e di proseguire con decisione nella stagione di riforme”, conclude De Menech.
"Alla vigilia del 25 aprile la revoca del finanziamento per il mausoleo al gerarca fascista Graziani è una bellissima notizia. Non si poteva finanziare, con soldi pubblici, un monumento che celebra un esponente di primo piano del regime fascista ed ex ministro della Repubblica di Salò". Lo scrivono i deputati del Partito Democratico Monica Gregori, Renzo Carella, Andrea Ferro, Emiliano Minnucci, Ileana Cathia Piazzoni e Marietta Tidei commentando la notizia della revoca, annunciata dalla Giunta regionale del Lazio, del finanziamento concesso al Comune di Affile.
"Con la decisione della giunta regionale si ristabilisce la normalità - proseguono i deputati dem - e si impedisce ad una Pubblica Amministrazione di compiere un abuso ed una scorrettezza istituzionale. Da parte nostra un plauso al Presidente Zingaretti per aver risolto così il problema ed aver contribuito a non distorcere la storia”.
“Mettere in sicurezza il viadotto Coda di Volpe, e prevenire il verificarsi in futuro di crolli o cedimenti dello stesso”. Lo chiede il deputato del Partito Democratico Franco Ribaudo, con un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture.
“E’ da diversi mesi – spiega Ribaudo - che ricevo sollecitazioni da parte di tanti cittadini sul rischio di cedimento del viadotto ‘Coda di Volpe’, ma dai colloqui intercorsi informalmente con la Direzione Generale Anas per la Sicilia, mi è stato sempre risposto che il suddetto viadotto era oggetto di costante monitoraggio. Dopo aver preso parte in questi giorni a un sopralluogo con i tecnici dell’ANAS, mi sono subito reso conto che si registra, anche visivamente, un leggero movimento nei giunti, sia nella parte intermedia che in quella terminale”.
“Al fine di garantire l’incolumità delle migliaia di cittadini che giornalmente percorrono il viadotto, l’Anas - aggiunge il deputato democratico - in queste ore sta effettuando un monitoraggio costante e nel contempo sta mettendo in sicurezza anche la bretella laterale per potere intervenire in caso di emergenza, senza chiudere il traffico in questa importante arteria”.
“Occorre accertata la pericolosità del viadotto ormai vetusto e che ha visto numerosi incidenti, molti dei quali mortali, considerare l'ipotesi di ripensare la costruzione di un nuovo viadotto, anche in parallelo, che consenta la transitabilità in sicurezza, eliminando i rischi di incidenti. Resta fermo il mio impegno sulla viabilità affinché la Presidenza del Consiglio dei Ministri riconosca alla Sicilia lo stato di emergenza per i danni causati dal nubifragio, che hanno interessato tutte le strade provinciali e consortili”, conclude Franco Ribaudo.
“Il dato principale di questo Def è rappresentato, pur con stime prudenziali, dalla previsione di un ritorno alla crescita già a partire d quest'anno, e da una chiara inversione di rotta rispetto alla recessione registrata negli ultimi anni”. Lo dichiara Marco Di Maio, componente dell’Ufficio di presidente del Gruppo Pd e della Commissione Finanze della Camera.
“Quello che ci convince maggiormente del documento – spiega Di Maio - è la conferma di una nuova politica economica e bilancio che il nostro Governo ha assegnato all'Italia: il rispetto dei conti e una nuova politica di investimenti. Una doppia dinamica che favorirà il ritorno alla crescita e porterà con sé anche un miglioramento del nostro indebitamento”.
“A ciò si aggiunge – continua Di Maio - la previsione di una progressiva riduzione della pressione fiscale, anche e soprattutto in forza delle iniziative programmate che consentiranno di disattivare le clausole di salvaguarda (fissate dai Governi precedenti a questo) che altrimenti andrebbero ad aumentare la pressione del fisco sui contribuenti e ad appesantire il cammino della nostra economia”.
“Particolarmente apprezzabile è anche l'impostazione di politica tributaria del Def per i prossimi anni, con gli obiettivi fondamentali di ridurre il carico fiscale sul lavoro per favorire gli investimenti sulla produzione e intensificare la lotta all'evasione fiscale, nonché da una complessiva e organica riforma del fisco su cui questo parlamento è impegnato fin dal primo giorno della legislatura”, ha concluso Marco Di Maio.
"La richiesta di dimissioni del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, avanzata dal gruppo di Sel è del tutto fuori dal mondo. Il parlamento, con l’accordo del governo, ha votato il dimezzamento del budget per l’acquisto degli F35 e il ministro Pinotti rispetterà con rigore questo impegno nel Documento di programmazione triennale che sta per essere presentato alle Camere. Quindi diciamo ai deputati di Sel di aver completamente sbagliato il tiro perché non si chiedono le dimissioni sulla base di un processo alle intenzioni, peraltro del tutto infondato”.
Così Gian Piero Scanu, capogruppo del Pd in commissione Difesa.
“Il Def mette in risalto i risultati positivi delle politiche del governo e le potenzialità di tali politiche per il futuro, in un contesto di discontinuità rappresentato dal superamento della recessione e dall’avvio della crescita”. Lo ha dichiarato in Aula Maino Marchi, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, durante le dichiarazioni di voto sul Def 2015.
“Non si possono non vedere - ha spiegato Marchi - i cambiamenti delle politiche europee, avvenuti anche grazie alle critiche all'austerità europea espressa dal Pd con forza e autorevolezza: piano Juncker e flessibilità. E lo stesso QE sarebbe stato possibile senza la messa in discussione delle politiche di austerità?”.
“Sul tesoretto – ha continuato il capogruppo Pd - non c’è nessun artificio contabile o annuncio elettoralistico. Si tratta di un margine offerto dalla previsioni. Se non lo utilizzassimo per la crescita, verremmo accusati di eccessivo rigorismo”.
“La pressione sta calando e calerà, contabilizzando gli 80 euro. Quindi chi dice che il governo prevede un aumento della pressione fiscale, dice il falso. Si prevede anzi un ulteriore diminuzione della pressione fiscale”, ha concluso Maino Marchi.
La vice presidente della Camera dopo il voto sul Documento di economia e finanza
“Le condizioni favorevoli sul piano internazionale e lo straordinario sforzo riformatore messo in campo dal Governo ci consentono di approvare un Documento di economia e finanza fortemente orientato alla crescita e all'occupazione. Non è il libro dei sogni e non nasconde al Paese che la strada da percorrere sia ancora molto impegnativa”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni, dopo il voto sul Def a Montecitorio.
“Se vogliamo definitivamente uscire dalla recessione e sostenere i primi segnali di ripresa – continua - dobbiamo proseguire con slancio lungo la via delle riforme, non solo per poter utilizzare la flessibilità che l'Unione Europea lega alle riforme strutturali, ma anche e soprattutto per rendere il sistema Paese più forte e competitivo, per creare opportunità e lavoro, modernizzando e migliorando la pubblica amministrazione, la giustizia, la scuola, il sistema istituzionale. E dovremo anche realizzare una revisione della spesa pubblica selettiva che consenta di combattere davvero gli sprechi e liberare risorse per usi produttivi”.
“Da questo Def e dal Programma Nazionale di Riforme discenderanno le prossime scelte finanziarie. Non ci sono ‘tesoretti’ da ripartire – conclude - ma, se avremo seguito la rotta giusta, sarà possibile recuperare risorse non solo per evitare nuove tasse, ma anche per dare qualcosa in più alle fasce più deboli”.
“Il documento di economia e finanza approvato alla Camera è una chiara conferma degli obiettivi di crescita, sviluppo ed equilibro dei conti pubblici che governo e maggioranza si sono dati per portare il nostro Paese fuori dalla crisi. L’Italia esce finalmente dalle recessione e , come hanno ribadito gli isitituti di ricerca e le audizioni in commissione, finalmente inverte la rotta. Ora dobbiamo lavorare con decisione per completare le riforme strutturali avviate, dal lavoro alla scuola, dalla pubblica amministrazione alla giustizia”. Lo dichiara il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Andrea Martella.
“Insieme al rilancio degli investimenti e dei consumi – prosegue Martella -, i nostri obiettivi tengono giustamente conto della priorità di affrontare il tema della coesione sociale, a cominciare da un’azione decisa di contrasto alla povertà. La politica economica illustrata nel Def ci dice che siamo nelle condizioni di ripartire se saremo capaci di mantenere l’impegno di proseguire questa stagione riformatrice con decisione”.
“I dati resi noti dal ministero del Lavoro che evidenziano un saldo attivo dei nuovi contratti, dimostrano che la strada intrapresa dal governo con il Jobs Act è quella giusta. Finalmente le cifre del mercato del lavoro in Italia iniziano ad essere positive, cosa che fino a soli pochi mesi fa sembrava lontana dal raggiungimento. Adesso si tratta di proseguire su questa strada che viene confermata anche dalle riforme messe in campo dal governo con il Def”.
Lo ha detto Marco Di Maio, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera e componente della commissione Finanze.
“Una bandiera italiana verde rossa e bianca, ‘metaforicamente’ smozzicata in un suo lato, sarà il segno unico distintivo, individuato per rappresentare il Made in Italy agroalimentare sugli scaffali esteri, utilizzando le eccellenze delle denominazioni Dop e Igp come volano e traino”. E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Commissione Agricoltura Luca Sani che ha aggiunto: “Si tratta di un ulteriore passo avanti che rende concreta la decisione del segno distintivo, voluto con forza dal Ministro delle Politiche Agricole Martina a tutela del Made in Italy”.
“Il cibo italiano – continua Sani – è uno dei tratti riconoscibili del nostro Paese nel mondo e il segno unico distintivo è una risposta concreta alle richieste del mercato. Non si tratta di un marchio di prodotto, bensì di un segno che qualifica l’identità italiana, all’interno della strategia che il governo ha messo in campo per sostenere il nostro agroalimentare nel mondo”.