“La notizia riportata dalle agenzie di stampa secondo cui non ho partecipato al voto sull’Italicum è errata. Ero seduto al mio posto e ho votato. Ho chiesto per questo agli stenografi di correggere il dato comunicato per errore”. Lo dichiara il deputato del Pd Giacomo Portas.
"Concordo con il Vicepresidente del CSM Legnini: nessuno può pensare di limitare il potere di intercettazione da parte della magistratura inquirente. Sarebbe un colpo letale alla lotta contro la delinquenza, la corruzione e la criminalità. Così come Legnini ha ragione quando ribadisce la necessità di trovare il modo di regolare la pubblicazione delle intercettazioni evitando di coinvolgere persone non coinvolte in indagini ed aspetti privati non legati ad inchieste. Si tratta, secondo me, di regole da concordare con il mondo dell'informazione che ha un ruolo fondamentale per la trasparenza della vita democratica, tenendo insieme diritto all'informazione con il rispetto non ipocrita della privacy. E anche per questo concordo con il Vicepresidente del CSM quando esclude ogni ipotesi di carcere per i giornalisti in caso di mancato rispetto di queste possibili regole. Ci mancherebbe altro! Sarebbe un'aberrazione, mentre, tra l'altro, stiamo per togliere il carcere anche per la diffamazione a mezzo stampa". Lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Walter Verini.
"L'Italia ha finalmente una nuova legge elettorale. Alle prossime elezioni politiche sarà chiaro chi sarà il vincitore, non ci saranno coalizioni tenute assieme con un filo di spago e sotto il ricatto dei signori dello zero virgola, torneranno i collegi territoriali a cui ogni parlamentare dovrà fare riferimento, sarà assicurata la parità di rappresentanza tra uomini e donne. Tutti temi su cui il Pd si batte sin dalla sua nascita". Lo afferma il deputato Marco Di Maio, componente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, a seguito dell'approvazione dell'Italicum.
"E' legittimo che ci sia chi non condivide questo impianto - aggiunge Marco Di Maio -; ma le democrazie funzionano se alla fine delle discussioni e dei confronti c'è una maggioranza che si assume la responsabilità di decidere. Così funzionano i sistemi parlamentari. Senza il rispetto di questo principio, si rischia la paralisi. Ed è quello che a cui su molti argomenti e per molti anni abbiamo assistito in Italia".
"Spiace continuare a leggere e sentire dichiarazioni deliranti che fanno riferimento a una stagione buia per la nostra storia come quella del Ventennio - aggiunge Marco Di Maio -. Parlare di fascismo, deriva autoritaria, Aventino è un insulto al nostro passato e una bugia raccontata, peraltro, in malafede. Il testo approvato è frutto di 15 mesi di discussioni dentro e fuori il parlamento, dentro e fuori i partiti; ha subito profonde modifiche nei due passaggi parlamentari fatti prima di tornare alla Camera. Esattamente tre mesi fa il Senato ha approvato questo identico testo con un'ampia maggioranza. Non è cambiato nulla; se non che nel frattempo abbiamo eletto un nuovo capo dello Stato e che per questo Forza Italia ha cambiato radicalmente opinione".
"Ora bisogna continuare il cammino delle riforme - chiude Marco Di Maio - riprendendo il lavoro anche su quella costituzionale che è all'esame del Senato e su cui il confronto parlamentare e politico potrà portare nuove e positive modifiche. Quel che non possiamo permetterci è interrompere questo percorso riformatore da troppi anni inceppato e bloccato da veti incrociati".
“La situazione in Burundi sta prendendo una piega drammatica. Il governo italiano deve sostenere lo sforzo degli inviati dell'Unione africana, delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti per la pacificazione del paese. Le dichiarazioni dell’inviato di Obama, che ha anche incontrato gli studenti cacciati dalle università dopo la chiusura dei campus da parte delle autorità, dimostrano quanto la situazione sia difficile e critica. A poche settimane dalle elezioni tutte le parti coinvolte e in particolare le autorità governative sono chiamate a dare prova di moderazione e responsabilità, per evitare il riaccendersi di conflitti anche con motivazioni etniche, che hanno causato una guerra civile lunga più di dodici anni. Il rispetto degli accordi di Arusha e della Costituzione rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per salvaguardare l’unità nazionale e mantenere la pace, come precondizioni per proseguire nel cammino della democrazia e dello sviluppo economico”.
Lo ha detto Lia Quartapelle, deputata Pd della commissione Esteri.
"Con il voto favorevole alla nuova legge elettorale, oggi facciamo un passo avanti decisivo nel percorso di riforme e cambiamento che come PD ci siamo prefissati fin dalla sua nascita. L’Italicum è frutto di un confronto fra forze politiche – e all’interno delle stesse – che è durato oltre un anno, che ha accolto importanti cambiamenti rendendo questa legge elettorale in grado di garantire governabilità al Paese (la sera stessa del voto sapremo chi ha vinto), competizione reale tra le persone in ogni collegio e territorio, e libertà di scelta diretta dei propri rappresentanti che con il Porcellum era stata cancellata. Dunque risultano ingiusti e ingiustificabili gli accostamenti e i richiami all'autoritarismo che si sono ripetuti in queste ore. Pur capendo le preoccupazioni di chi ha visto una forzatura nella decisione del governo di porre la fiducia sull'Italicum, ciò non toglie valore a quanto è stato ottenuto col dialogo costruttivo: andare avanti in un'oltranza indefinita avrebbe vanificato il grande sforzo di sintesi dei passaggi precedenti". Lo dichiara Andrea Martella, vice presidente del Gruppo Pd alla Camera.
"Oggi votiamo una legge elettorale che garantisce al Paese maggiore governabilità e rappresentanza, che spinge al bipolarismo e a quella vocazione maggioritaria che è nel dna del Partito Democratico".
"Si tratta dunque - conclude Martella - di una riforma che rappresenta la migliore soluzione per consentire un altro passo di cambiamento concreto, atteso da anni e che non è più ulteriormente rinviabile".
Quali i punti essenziali che dovranno essere la base del nuovo contratto di affidamento e del nuovo regolamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti, in ossequio a quanto prevede il codice degli appalti, garantendo trasparenza e legalità, e ribadito che, a fronte della grave pervasività delle ecomafie nel ciclo dei rifiuti, la loro tracciabilità e smaltimento corretto sono assolutamente necessari? Lo chiede la deputata Chiara Braga, responsabile Ambiente del Partito Democratico in un’interrogazione ai ministri Ambiente e Sviluppo Economico.
“Il traffico illegale di rifiuti – spiega – Braga - è una delle attività più redditizie delle ecomafie: secondo stime recenti, vanno alla criminalità organizzata per i soli rifiuti speciali oltre 3 miliardi di euro l’anno, con danni per l’ambiente e la salute. Fenomeno che non conosce crisi ed è urgente un sistema di tracciabilità per la gestione e la movimentazione dei rifiuti da parte delle aziende, semplice, efficace e non troppo oneroso, come chiede anche la Ue.Tuttavia, come evidenziato anche da numerosi atti di sindacato ispettivo presentati in Parlamento, il Sistri non ha centrato gli obiettivi per i quali è nato. Tanto che il ministro Galletti ha annunciato da tempo che entro questo 30 giugno si procederà a una nuova gara per l’attivazione di un sistema di tracciabilità che sostituirà il Sistri, nel rispetto dei criteri e delle modalità di selezione disciplinati dal codice degli appalti pubblici e dalle norme dell'Unione europea, nonché dei principi di economicità, semplificazione, interoperabilità tra sistemi informatici e costante monitoraggio tecnologico, avvalendosi di Consip. Ma ad oggi non si conoscono le direttive di revisione del sistema e a che punto è il lavoro istruttorio affidato al ministero dell'Ambiente”.
“Nell’interrogazione – continua Braga – abbiamo inoltre ribadito la richiesta di valutare l’opportunità di sospendere non solo l’operatività del SISTRI ma anche il pagamento dei contributi annuali e il relativo regime sanzionatorio, attraverso l’abrogazione delle modifiche al D.lgs. 152/2006 introdotte dai diversi provvedimenti che hanno riguardato il SISTRI, mantenendo in essere il regime cartaceo nel periodo necessario a garantire la tracciabilità dei rifiuti in attesa della definizione di un nuovo sistema informatico o introducendo immediatamente l’obbligo della compilazione telematica del MUD da parte dei gestori e dei produttori. E' auspicabile – conclude Braga - una soluzione che garantisca la tracciabilità del ciclo dei rifiuti senza danneggiare il nostro sistema di piccole e medie imprese, in coerenza con quanto previsto dal disegno di legge "Collegato Ambientale" approvato dalla Camera in novembre e ora all'esame del Senato”.
“La commissione Cultura ha approvato un emendamento sull’introduzione dell’insegnamento delle tecniche di primo soccorso nel percorso formativo degli studenti. Si tratta di una importante novità che permetterà di salvare vite umane”. Lo dicono Irene Manzi e Roberto Rampi deputati Pd e componenti della commissione Cultura.
"Sono molte le scuole e le associazioni - proseguono i deputati dem - attive in tutta Italia impegnate nell'insegnamento e nella promozione delle tecniche di primo soccorso, tecniche a volte molto semplici ma importantissime in quanto salva vita. Erano diversi gli emendamenti degli altri gruppi politici che intendevano introdurre nella normativa l'insegnamento di queste pratiche. La riformulazione finale scelta è la più ampia possibile per grado e numero di scuole coinvolte e per la volontà di valorizzare l'autonomia scolastica ed il rapporto con le associazioni".
“Invio al neo direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana i miei migliori auguri per la sfida cui è chiamato dal nuovo incarico. L’esperienza, il percorso professionale, il valore di Fontana contribuiranno certamente a consolidare il prestigio e il ruolo del Corriere della Sera nel panorama dell’informazione italiana ed europea”.
Lo afferma in una nota il democratico Walter Verini.
“Lavorare una domenica non è certo una forzatura, ma una scelta del tutto opportuna, vista l'importanza di un provvedimento come quello che riguarda la scuola. E’ giusto quindi proseguire il lavoro, riconoscendo anche il valore del dibattito che si sta svolgendo in commissione Cultura. Noi ringraziamo quelle opposizioni che, pure avanzando critiche, anche molto dure, non hanno abbandonato l'Aula, come invece hanno deciso di fare i rappresentanti del M5S, rinunciando di fatto a dare il proprio contributo. Continueremo ad essere aperti a modifiche e, anzi, il nostro invito ai gruppi di opposizione è proprio quello di aiutarci a migliorare il testo”. Lo dichiara la deputata democratica della commissione Cultura Anna Ascani rispetto alle polemiche sollevate sul calendario dei lavori della commissione sul ddl Scuola.
“Grazie al ministro Martina, l’agricoltura italiana è di nuovo nell’agenda politica del Governo”. Lo afferma Marco Carra, deputato del Partito Democratico della commissione Agricoltura, in merito ai provvedimenti approvati ieri sera dal Consiglio dei ministri.
"Dopo i cento milioni di euro destinati al settore lattiero per far fronte al termine del regime delle quote latte – spiega Carra - anche queste nuove misure sostengono, il comparto lattiero caseario, molto importante per il Nord e oggi profondamente in crisi. Il Governo dimostra così di voler dare risposte concrete ad alcuni dei problemi fondamentali del nostro agroalimentare", ha concluso Carra.
“Abbiamo presentato un ricorso al Tar contro il Regolamento che obbliga i giornalisti ai corsi di formazione obbligatoria, chiedendone l’annullamento. E’ stata disposta, infatti, un’applicazione burocratica della riforma Severino degli ordini professionali, che ha finito con il danneggiare i cronisti”. Ne danno notizia i deputati del Partito Democratico Michele Anzaldi, Alessia Rotta e Marco Di Maio.
“Il regolamento – spiegano i deputati democratici - è stato erroneamente modellato su quello delle altre professioni senza tener conto della peculiarità della professione di giornalista. Sarebbe infatti stato opportuno valutare la circostanza che gli altri professionisti hanno un contatto diretto con il cliente o l’utente e svolgono la propria attività prevalentemente in regime di lavoro autonomo. L’attività del giornalista, invece, è nella stragrande maggioranza dei casi svolta mediante un rapporto di lavoro di natura subordinata, regolato dal CNLG di categoria, inserito in una attività imprenditoriale. L’interesse pubblico è dunque garantito dalla particolare organizzazione aziendale ove l’attività è svolta”.
“Vengono poi rilevate una serie di carenze: dalla mancata economicità (con una duplicazione dei corsi), l’assenza di sanzioni e la discrezionalità delle esenzioni”, concludono Michele Anzaldi, Alessia Rotta e Marco Di Maio.
“Va avanti il lavoro della commissione Difesa in merito alla proposta di legge per la riabilitazione, attraverso un appello d'ufficio alla giustizia militare, di quei soldati italiani della Grande Guerra fucilati dopo processi sommari. Oggi abbiamo ascoltato una commovente testimonianza di Mario Flora, nipote di un soldato alpino fucilato, che da oltre trent’anni combatte per ridare giustizia al suo congiunto facendo pressioni su Governi e Capi di Stato, da cui ha sempre avute promesse non mantenute. Inoltre, abbiamo raccolto la testimonianza di Sergio Abramo sindaco di Catanzaro che chiede a nome della sua città la riabilitazione dei soldati dell’intera Brigata Garibaldi, annientati e vilmente gettati in una fosse comune nel luglio del ‘17. Queste toccanti testimonianze, oltre alla convergenza di tutti i gruppi parlamentari sulla nostra proposta, ci rafforzano nella convinzione che sia importante e non più rinviabile l’iniziativa di restituite onore e rango dei caduti per la Patria ai soldati morti sotto il 'fuoco amico'”.
Così il capogruppo del Pd Gian Piero Scanu, primo firmatario della proposta di legge in discussione, inizialmente presentata solo dal Partito democratico, poi accolta dal consenso unanime di tutti gli altri gruppi. Relatore del provvedimento è l’onorevole Giorgio Zanin.
“Dopo oltre un anno di intenso lavoro la Camera ha la possibilità oggi di dare vita a una nuova legge elettorale secondo un modello che coniuga rappresentanza e governabilità”. Lo ha dichiarato in Aula Silva Fregolent, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia relativa alla legge elettorale.
“L’approvazione di una legge elettorale – ha continuato Fregolent - è un impegno che abbiamo deciso di prendere con il presidente Napolitano fin dall’inizio di questa legislatura, dopo nove lunghi anni che l’Italia rimaneva aggrappata a una legge elettorale pessima”.
“I male informati – ha proseguito la vicepresidente del gruppo Pd - gridano alla mancanza di dialogo. Dimenticano che le porte intorno al cantiere dell’Italicum sono state sempre aperte, tutte, anche quelle affacciate sulle realtà politiche più piccole. Anche chi grida al fascismo è in malafede. Lo sbarramento è passato infatti dall’iniziale 8% al 3%, e in un grande Paese come la Germania è al 5%. L’Italicum non poi ha nulla a che vedere con il presidenzialismo. Prestigiosi costituzionalisti l’hanno ampiamente argomentato”.
“Le obiezioni della Consulta – ha aggiunto Fregolent - sono stato superate con la messa a punto di un modello che prevede il ballottaggio e la soglia al premio di lista al 40%. Chi si sbraccia per un eccesso di premialità si dimentica che siamo in linea con Francia e Inghilterra, e che non si può relegare il ballottaggio a una votazione di rango inferiore“.
“Una cosa è rafforzare le garanzie, un’altra è permettere alle forze di minoranza di esercitare un eterno ricatto sulle decisioni della maggioranza. Quella è l’eterna paralisi. E noi non la permetteremo mai più”, ha concluso Silvia Fregolent.
“Dobbiamo mettere fine alla stagione dei Gattopardi e dei ricatti e assicurare governabilità. È stato detto che il Pd ha passato le colonne d'Ercole. Bene, se passare le colonne d'Ercole significa andare oltre il mondo conosciuto in nome di quel coraggio che porta a decidere per trovare soluzioni migliori, allora certo che decidiamo di navigare, di osare e di non fermarci. Perché le colonne d'Ercole sono lì per determinare la capacità degli uomini di ampliare gli orizzonti”. Lo ha detto Alan Ferrari, deputato del Pd componente della commissione Affari costituzionali, durante la dichiarazione di voto sulla fiducia alla legge elettorale.
“Questa legislatura - ha proseguito Ferrari - è nata con uno scopo preciso: fare le riforme ferme da due decenni. Il punto avanzato di sintesi votato al Senato anche da Forza Italia, che oggi ha il coraggio di parlare di Legge Acerbo e di gridare al fascismo, è la dimostrazione dello spirito di apertura al dialogo. L’accusa principale dell’introduzione di un sistema presidenzialista senza i dovuti contrappesi manca di qualsivoglia fondamento. Il presidenzialismo prevede un esecutivo affidato a un presidente della Repubblica espresso dal corpo elettorale e non soggetto al rapporto di fiducia con il Parlamento. Dopo questa legge continueremo invece ad avere un presidente del Consiglio che dovrà avere la fiducia della Camera e un presidente della Repubblica con le stesse prerogative di oggi. Le garanzie parlamentari aumentano, se è vero come è vero che nella riforma costituzionale abbiamo elevato il quorum necessario per l’elezione del capo dello Stato proprio per impedire che un solo partito possa decidere l’elezione della più alta carica istituzionale. Il ballottaggio, poi, oltre ad essere da sempre al cuore della proposta dei democratici, richiama il modello in vigore nei Comuni: un modello che ha dimostrato di funzionare garantendo pluralità e capacità di decisione. La legge elettorale, al pari delle riforme costituzionali, non sono le priorità di questo paese in senso stretto – ha concluso Ferrari -, ma rappresentano la precondizione assoluta di operatività di qualsivoglia esecutivo. Non si può governare in un sistema legislativo imbrigliato”.
''Un Governo che finalmente fa dell’agroalimentare un comparto di serie A”. E' il commento del capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Nicodemo Oliverio ai provvedimenti approvati ieri sera dal Consiglio dei ministri che aggiunge: “Bene il Ministro Martina che con determinazione e coerenza ha messo in campo misure adeguate per dare risposte concrete ad alcuni dei nodi più cruciali del nostro agroalimentare”.
''Nonostante la crisi – prosegue Oliverio - questo settore resta un comparto trainante dell’ economia italiana e ne è ben consapevole il Ministro che, con i provvedimenti approvati dal Governo , tra cui le risorse del Fondo di solidarietà nazionale all’ emergenza Xylella e i finanziamenti ai Psr regionali per incrementare del 25% la produzione olivicola nazionale, ha impresso un cambio di passo importante al nostro agroalimentare. Decisive ed attese e rispondente alla Risoluzione approvata all'unanimità dalla Commissione agricoltura della Camera le norme per contrastare la crisi del settore lattiero - caseario, come, per esempio quelle relative alla durata minima dei contratti per la fornitura del latte fresco fissata a 12 mesi, la creazione di un organo Interprofessionale per organizzare la filiera, il rafforzamento delle misure per il contrasto alle pratiche sleali di mercato con Antitrust, il monitoraggio dei costi medi di produzione del latte crudo da parte di Ismea, l' inasprimento delle sanzioni per violazioni delle prescrizioni dell’art. 62 con multe che vengono innalzate da 3 mila fino a 50 mila euro e la rateizzazione delle multe delle quote latte.
Un cambio di passo nella strategia politica del comparto di cui – conclude Oliverio - si avvantaggeranno tutti, dagli agricoltori, ai produttori, ai consumatori”.