Grazie all’impegno degli operatori schierati in prima linea
“Una tragedia immane, un lutto terribile per l’Europa che oggi è di fronte al suo fallimento, vittima della ‘globalizzazione dell’indifferenza’. Le centinaia di morti, i cadaveri dispersi nel Mediterraneo, ci impongono, intanto, di respingere ogni idea di un attacco armato alla Libia che causerebbe altre tragedie. L’Italia, il suo Governo e il suo Parlamento, le sue istituzioni e gli operatori umanitari a cui va il nostro più sentito grazie, continuerà a fare la sua parte, cioè ad occuparsi di ciascuna persona disperata che cercherà il proprio suolo. Ma ci auguriamo vivamente che questa triste giornata segnerà uno spartiacque per l’Europa, innanzitutto che si troni a Mare Nostrum, l’operazione che aveva almeno salvato tante vite umane”.
Lo dice il capogruppo del Pd in commissione Difesa, Gian Piero Scanu.
"Ecatombe nel Canale di Sicilia, almeno 700 morti. Mediterraneo e' cimitero e Italia abbandonata. Che altro aspetta l'Europa a intervenire?". Lo scrive, su Twitter, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo del Pd.
In questi giorni che precedono il 25 aprile ci uniamo all'appello di quanti chiedono la partecipazione della Brigata ebraica e degli ex deportati alle celebrazioni e all'Anpi di rivedere la decisione di annullare il corteo di Roma. Non si riscrive la storia nemmeno dopo 70 anni né si fa la classifica tra i perseguitati: l'unico compito che spetta alle generazioni venute dopo è difendere la memoria e ribadire "mai più". L'impegno per difendere la democrazia e la libertà è un esercizio quotidiano che trova forme e manifestazioni diverse. Il 25 aprile rimane un simbolo indiscutibile della lotta alla violenza del fascismo e alla barbarie del nazismo. Così come rimane simbolo sfilare a Roma, medaglia d'oro alla Resistenza e alla guerra di Liberazione.
Lo dichiarano in un nota i deputati del Partito Democratico Michele Anzaldi, Emanuele Fiano, Walter Verini, Irene Manzi, Roberto Rampi, Flavia Piccoli Nardelli, Chiara Gribaudo, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni.
“Il Governo, prima del comitato permanente dell'Unione europea per la salute della piante del 27 28 aprile e dell’aggiornamento previsto alla commissione Ue del 23, informi la Camera in modo dettagliato sulla strategia messa a punto su i due fronti più importanti dell’epidemia Xylella: quello che riguarda le iniziative da prendere insieme agli altri paesi Ue per combatterla e i tempi previsti per la rateizzazione dei pagamenti e la sospensione degli adempimenti fiscali, tributari, contributivi e dei premi assicurativi, per gli agricoltori colpiti". Lo chiedono i deputati Pd della commissione Agricoltura, Nicodemo Oliverio, capogruppo, e Colomba Mongiello in un’interrogazione al ministro Martina dove si chiede anche: quali gli strumenti finanziari finalizzati al ristoro dei danni subiti dagli agricoltori e dai vivaisti colpiti e se il Ministero abbia attivato un unità di emergenza per la dichiarazione e per la gestione dello stato di calamità”.
“Non dobbiamo perdere tempo – concludono Oliverio e Mongiello – dobbiamo al più presto potenziare i controlli sulle piante importate dai Paesi a rischio batterio e valutare se è il caso di prevedere misure di embargo per queste”.
Treviso - Convegno deputati Pd
Sabato 18 aprile – ore 10:30 - Auditorium museo Santa Caterina
“Il coraggio di cambiare” è il titolo del convegno promosso dai deputati Pd alla Camera che si svolgerà a Treviso, sabato 18 aprile (ore 10.30 – 13,30). Sarà l’occasione per confrontarsi e riflettere su temi centrali per il nostro paese e per l’attività parlamentare della maggioranza, come l’ ambiente, il territorio, l’innovazione, il lavoro, la green economy.
Presenti: Alessandra Moretti, candidata alla Presidenza della Regione Veneto; i deputati Pd: Andrea Martella Vicepresidente Gruppo Pd, Chiara Braga, responsabile Ambiente del Partito Democratico, Ermete Realacci, presidente commissione Ambiente, Alessandro Bratti, presidente commissione di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ed esse correlati, Roger De Menech, segretario Pd Regione Veneto; Giovanni Manildo, sindaco di Treviso; Irma Visalli, responsabile Ambiente Pd Belluno. Il convegno è stato organizzato con la collaborazione del Pd Veneto Ecodem. Si svolgerà nelle sale dell’auditorium museo Santa Caterina, piazzetta M.Botter,1
“Le nuove rivelazioni del generale Nicolò Bozzo, che andranno naturalmente valutate con attenzione e scrupoli dagli organi inquirenti, danno forza al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta che il Partito democratico ha voluto con forza. Sono passati molti anni dai quei tragici fatti, molti processi ed altre commissioni parlamentari non hanno potuto chiudere il cosiddetto ‘caso Moro’: ora ci auguriamo che non solo il tempo trascorso ma un nuovo clima di fiducia e di apertura possa davvero portare il nostro Paese dentro a quei fatti, restituendo all’opinione pubblica la verità sui 55 giorni che cambiarono il corso dei fatti italiani”.
Così il vice presidente dei deputati del Pd, Andrea Martella, commenta i nuovi elementi emersi nell’ambito del caso Moro.
Oggi convegno dei deputati Pd, ore 17.00
“Le sfide dell’Italia”: lavoro, politiche industriali e sviluppo sostenibile
“Le sfide dell’Italia” è il convegno organizzato dal Gruppo del Partito Democratico della Camera dei deputati che si svolgerà a Civitavecchia, oggi venerdì, 17 aprile, alle ore 17.00.
Tre i temi centrali che verranno affrontati : lavoro, politiche industriali e sviluppo sostenibile. Realtà oramai assolutamente interdipendenti tra di loro, come il nostro paese ha sperimentato ad esempio con la drammatica situazione dell’llva di Taranto.
Saranno presenti: i deputati Pd Michele Meta, presidente commissione Trasporti; Guglielmo Epifani, presidente commissioni Attività produttive, Marietta Tidei, componente commissione Attività produttive; il vicesindaco area metropolitana Roma Mauro Alessandri; l’ assessore Infrastrutture e Ambiente Regione Lazio Fabio Refrigeri; segretario Pd di Civitavecchia Enrico Leopardo; il direttore politiche industriali Confindustria Andrea Bianchi; il responsabile Affari istituzionali Enel Massimo Bruno; il segretario confederale Cisl Giuseppe Farina; il direttore divisione economia CNA Claudio Giovine.
Il convegno si svolgerà nella Sala consiliare del Palazzo comunale Pietro Guglielmotti, 7 Civitavecchia (ore 17.00 – 20.00)
Presentata interrogazione al ministro Lorenzin
La questione della possibile chiusura del punto nascite dell'Ospedale ‘Giglio’ di Cefalù è al centro di un'interrogazione depositata ieri dalla deputata del Pd Magda Culotta. Nel documento, Magda Culotta chiede "al ministro della Salute di intervenire, concedendo una deroga per il mantenimento del punto nascite dell'Ospedale Giglio di Cefalù, per evitare gravissimi disservizi alla popolazione del territorio e in particolare - si legge - alle partorienti che dovrebbero percorrere decine di chilometri prima di poter giungere a un centro che garantisca loro adeguata assistenza".
La chiusura del punto nascite cefaludese per il mancato raggiungimento della soglia minima di 500 parti l'anno, in base a quanto stabilito dall'Assessorato regionale alla Sanità è prevista il 30 aprile prossimo. "L'ospedale - ricorda Magda Culotta, che è anche componente della commissione Trasporti - ha una posizione baricentrica per la Sicilia settentrionale, poiché è al confine tra la provincia di Palermo e quella di Messina, ma vicino anche a molti comuni dell'Ennese e del Nisseno, al servizio dunque di un territorio molto vasto".
Nel 2014 il totale dei parti registrati nel nosocomio cefaludese è stato di 420, con un incremento, rispetto al 2013, di circa il 15%. Nei primi mesi del 2015 - come si legge nel documento - si prevede un ulteriore trend di crescita, con circa 20 parti in più rispetto all'anno precedente. Inoltre, non si è registrato nessun caso di mortalità neonatale e perinatale negli ultimi 5 anni e c'è stato circa il 20% in meno di cesarei rispetto alla media regionale. "Questi dati - continua Magda Culotta - ci permettono di affermare con certezza che l'Istituto di Cefalù è una struttura che ha dimostrato di saper crescere sia in qualità, sia nel numero dei parti, in linea con gli obiettivi del Piano Sanitario della Regione. Inoltre, l'Ospedale Giglio di Cefalù presenta un’assistenza ostetrico-ginecologica attiva 24 ore su 24, ben differente dai punti nascita di Termini Imerese e di Petralia, che possono contare solo sulla reperibilità. Tutti questi elementi - continua la deputata del Pd - dimostrano che la dotazione organica, strumentale e strutturale del punto nascita di Cefalù risulta essere ben superiore rispetto ai minimi richiesti dalla normativa". Nonostante il rigetto dell’ultimo ricorso da parte del Tar della Sicilia, i sindaci dei comuni interessati andranno avanti nella loro battaglia "per continuare a difendere - conclude Magda Culotta, che è anche sindaco di Pollina - un presidio indispensabile per il comprensorio. Chiederò al ministro anche un incontro, affinché da futura mamma si renda conto di persona il dramma che rappresenterebbe per le altre mamme la chiusura del punto nascite di Cefalù".
Territorio ha già pagato prezzo di altre crisi industriali
“Le iniziative del Governo in merito al piano industriale del gruppo Buzzi Unicem e ai relativi risvolti produttivi e occupazionali lasciano speranze per il futuro”.
- Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Irene Manzi commentando le parole del Viceministro dello Sviluppo economico, Calenda, pronunciate questa mattina nell’Aula della Camera rispondendo a una interpellanza, di cui la deputata è prima firmataria, sull'avvio della procedura di acquisizione della Sacci Spa da parte della multinazionale piemontese -
“Il Viceministro Calenda ha infatti dichiarato che il Mise da la propria disponibilità all’apertura di un imminente tavolo di confronto che avrà anche il compito di verificare, all’esito della procedura in corso presso l’Antitrust, la fattibilità del piano industriale, accertandosi, allo stesso tempo, che il medesimo non comporti penalizzazioni sotto il profilo economico, produttivo ed occupazionale nei territori dove la Sacci Spa ha fino ad ora operato.
“Sono alte le attese e le aspettative delle istituzioni, a vario titolo coinvolte, di conoscere il contenuto del piano industriale del gruppo Buzzi Unicem, nonché sono grandi le preoccupazioni dei lavoratori impiegati negli stabilimenti Sacci, alcuni già raggiunti da lettere di mobilità, circa la paventata chiusura degli stessi. Occorre scongiurare quest’ultima ipotesi - conclude la deputata maceratese - perché, ricordando nello specifico la situazione dello stabilimento di Castelraimondo, si creerebbero altri notevoli problemi a tutto l’indotto e a un territorio che ha già pagato il pesante prezzo di altre gravi crisi industriali”.
Rispettare l’accordo di programma del 2013 e salvaguardare occupazione
“Il piano presentato da Whirlpool non ci convince nella maniera più assoluta perché non rispetta l’accordo di programma del 2013. E’ necessario intervenire subito per salvaguardare gli stabilimenti produttivi e i livelli occupazionali di Indesit”. E’ quanto affermano Giampiero Giulietti ed Emanuele Lodolini deputati del Pd in seguito alla presentazione presso il ministero dello Sviluppo Economico del piano industriale di Whirlpool relativo all’acquisizione del gruppo Indesit, che prevede 1.350 esuberi in tutta Italia e la chiusura di tre stabilimenti tra cui quello di Albacina di Fabriano.
“Nel piano presentato da Whirlpool è ipotizzata la chiusura dello stabilimento di Albacina e questo è inaccettabile - proseguono i deputati Pd -. Chiediamo che vengano rispettati gli impegni occupazionali e produttivi sottoscritti con l’accordo di programma del 2013, salvaguardando gli stabilimenti produttivi e i livelli occupazionali di Albacina ed evitando qualsiasi ipotesi di tagli e chiusure”.
Sul futuro degli stabilimenti di Indesit, Giulietti e Lodolini avevano già presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico in cui chiedevano chiarimenti in merito all’acquisizione di Indesit da parte del gruppo statunitense, sottolineando la necessità di rispettare l’accordo del 2013, secondo il quale l’azienda non sarebbe ricorsa ad alcun licenziamento per i successivi 5 anni ed avrebbe effettuato investimenti per 80 milioni di euro. “Whirlpool ha ignorato l’accordo del 2013 ed ha annunciato esuberi e chiusure di stabilimenti - hanno aggiunto i deputati dem -. Apprezziamo la posizione di contrarietà già espressa dal Governo e lo invitiamo ad intervenire quanto prima perché il piano presentato oggi venga modificato, nel rispetto degli impegni già presi, al fine di salvaguardare lo stabilimento del fabrianese e tutelare i posti di lavoro. Vogliamo inoltre esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, confermando il nostro sostegno alla vertenza".
“I giovani studenti disabili devono poter contare su una formazione scolastica efficiente e continua attraverso il lavoro qualificato degli insegnanti di sostegno”: lo ha detto Lorenzo Becattini, deputato del PD, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
“L’assistenza e la formazione del disabile - prosegue Becattini - durante le ore scolastiche non possono essere affidate alla famiglia. Ciò è quanto è accaduto in una scuola di Bergamo, in cui la madre di un bambino autistico è stata costretta a stare in classe con il figlio a causa dell’incapacità dell’Istituto di garantire una costante e qualificata presenza di un insegnante di sostegno. Fatto ancor più grave è che i genitori dello studente, per porre fine alla questione, hanno deciso di ritirarlo dall’Istituto. Simili episodi, purtroppo non isolati, meritano tutta l’attenzione delle Istituzioni. Le famiglie dei ragazzi disabili dovrebbero vedere nella scuola un valido sostegno nella formazione e nella crescita dei loro figli”.
Ma quali 10 seggi in più? Basterebbe leggere i commi per evitare simili castronerie. Il testo dell’Italicum è molto chiaro riguardo l’utilizzazione dei voti espressi nelle circoscrizioni Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Trattandosi di collegi uninominali (uno nella prima circoscrizione, otto nella seconda), vi è un sistema di elezione uninominale maggioritario con una quota proporzionale (tre seggi) in Trentino Alto Adige.
I voti che gli elettori esprimono in queste circoscrizioni servono quindi ad attribuire il seggio della Valle d’Aosta e gli undici seggi del Trentino Alto Adige. Ciò è detto chiaramente dall’art. 83, comma 6, ultimo periodo: tali voti, si legge, “non concorrono alla ripartizione dei seggi assegnati nella restante parte del territorio nazionale”. Questo significa che solo i seggi di quelle circoscrizioni possono essere attribuiti con quei voti. La regola è ribadita nelle disposizioni dedicate specificamente al Trentino Alto Adige e alla Valle d’Aosta (art. 93 bis, comma 1, quarto periodo e art. 92, comma 1, n. 1bis). Lo ripeto: a volte basta leggere!
Lo afferma Emanuele Fiano, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.
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“L’ipotesi che, con l'Italicum, i deputati passino da 630 a 640, aumentando quindi il loro numero di 10 rispetto agli attuali seggi alla Camera, è una panzana”. Lo dichiara Gennaro Migliore, deputato del Partito Democratico e relatore del provvedimento alla Camera, per commentare la notizia pubblicata da Fatto quotidiano e dal blog di Grillo. Dalla norma risulta chiaro – spiega Migliore - che gli eletti di Trentino Alto-Adige e Valle D’Aosta ‘non concorrono alla ripartizione dei seggi nella restante parte del territorio nazionale’. Il che vuol dire che il numero di eletti trentini e valdostani, che fanno riferimento alla lista vincente, vanno sottratti a 340. O, meglio, che nel resto d’Italia si assegneranno tanti seggi quanti sono necessari a raggiungere il numero di 340, cioè quello di seggi assegnato alla lista vincente”.
“La ratio – continua il deputato democratico - è che i seggi di Trentino Alto-Adige e Valle D’Aosta sono assegnati al primo turno mentre, dal momento che per arrivare a 340 o c’è il superamento del 40% o il ballottaggio, al numero dei seggi da attribuire deve essere sottratto il numero degli eletti, appunto, al primo turno, ovvero solo quelli trentini e valdostani”.
“Capisco la necessità di far polemica a prescindere ma arrivare addirittura a modificare la Costituzione mi pare un po’ l’ultima spiaggia dell’argomentazione politica”, conclude Gennaro Migliore.
“È precisa intenzione del governo licenziare in breve tempo il Piano Nazionale di contrasto al fenomeno della tratta. Questo è un passaggio fondamentale senza il quale non possiamo pensare di affrontare la forma peggiore di sfruttamento umano, quella che vede i corpi di donne e uomini venduti e comprati come puri strumenti, ‘produzione di valore’, da impiegare nel mercato, come mano d’opera a basso costo, come corpi da smembrare per l’espianto di organi, come corpi da offrire come oggetti di piacere”. Lo annuncia Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico e Consigliera del Presidente del Consiglio, durante l’incontro su “Prostituzione e tratta. Quali visioni e quali politiche”, che è in corso nelle sede del Pd a Roma. Secondo Martelli “è necessario uscire dalla logica binaria ‘regolamentismo vs proibizionismo’ per improntare politiche che colpiscano al cuore lo sfruttamento. il Piano può essere il mezzo con il quale contrastare tutte le forme di sfruttamento: il corpo delle donne non è uno strumento di produzione di valore come qualsiasi altro oggetto di mercato e lo Stato non può pensare di ricavare utili da questo”.
“Possibile – chiede invitando ad aprire una riflessione al riguardo – che il dibattito pubblico non si focalizzi mai dalla parte degli uomini che comprano il sesso? Che tipo di educazione sentimentale e sessuale hanno ricevuto?”, ha concluso Giovanna Martelli.
E’ stata una bella iniziativa accogliere i partigiani nell’aula di Montecitorio per celebrare il 70° anniversario della Liberazione. Un’idea nata quasi per caso per dare forma e sostanza alla memoria di una delle pagine più difficili e sofferte della nostra storia. Quella facce oggi ci hanno raccontato il coraggio e la speranza che li mosse a unirsi al di là delle differenze culturali, politiche e sociali per restituire all’Italia democrazia e liberta. La politica ha molto da imparare da quei giovani di 70 anni fa, che rischiarono la vita – e molti la persero – per cose che non devono essere merce rara: passioni, ideali e disinteresse personale.
La ha dichiarato l’on. Walter Verini, capogruppo Pd commissione Giustizia, Camera dei Deputati.