“Lo sport si sta modificando e sempre più donne partecipano ad attività fisica organizzata, sia di tipo ricreativo che di tipo competitivo. Secondo i dati del Coni, negli ultimi 10 anni i praticanti maschi sono cresciuti dello 0.8% e le donne del 1.2%. A livello manageriale e rappresentativo, invece, ad un incremento generale nei dati di pratica non si è registrato alcun aumento in termini di rappresentatività. Il dato è davvero significativo e si rileva che tra uomini e donne sussiste una differenza sostanziale nel modo di pratica l’attività fisico-sportiva. Gli uomini si orientano soprattutto verso una pratica continuativa e, tendenzialmente, agonistica e competitiva. Le donne, viceversa, preferiscono pratica senza un impegno stringente, in maniera autonoma e destrutturata. Alla base dell’analisi vi è la constatazione che i modelli di pratica sono sostanzialmente differenti tra uomini e donne. Oggi, in alcune pratiche ed in alcune modalità di pratica, le donne rappresentano più del 50% del campione. In più, in ogni categoria, la componente di praticanti donne ha raggiunto un livello percentuale decisamente significativo”. Lo dichiara Daniela Sbrollini, deputata del Partito Democratico e Vicepresidente della XII Commissione - Affari Sociali.
“A fronte di un movimento femminile che regala all’Italia medaglie e personaggi sportivi rappresentativi ormai alla stregua di quello maschile [pensate alla Pellegrini ed alle atlete della scherma o alle “Farfalle Azzurre” della ginnastica ritmica], non ci sono presidenti donna ed il numero delle dirigenti rappresenta un dato decisamente marginale nel totale. Non è da sottovalutare inoltre la partecipazione delle donne per quanto riguarda la sfera dei volontari che concorrono alla gestione e all’organizzazione delle società sportive e degli eventi sportivi: sono più di 300mila (Coni,2014) le donne impegnate continuativamente in questo settore e allo stesso modo non trovano rappresentanza in termini dirigenziali. E’ importante che anche le istituzioni sportive pubbliche e private vedano al loro interno un numero maggiore di dirigenti sportivi donna per essere in grado anche di poter progettare lo sport del futuro secondo la sensibilità e le esigenze femminili”, prosegue Sbrollini.
“Lo sport è una questione per uomini? Non penso - conclude Sbrollini - forse è arrivato il tempo che anche le donne trovino una rappresentatività sportiva, nel rispetto delle diversità dei modelli, dei tempi e delle esigenze di pratica. Ma anche nel rispetto del numero dei praticanti che rappresentano. Se vogliamo crescere come Paese nella cultura sportiva e di conseguenza nella pratica di attività motorie organizzate allora è necessario investire subito in politiche per lo sport al femminile”.
“Grillo è ormai arrivato all’indecenza. E questo è il solo modo con cui è capace di reagire alla dignità e inattaccabilità con cui il presidente Napolitano tiene alta la bandiera delle istituzioni in Italia e nel mondo. Così come lo hanno fatto impazzire la determinazione con la quale i l Pd sta portando avanti il programma riformatore che sta cambiando il Paese. A lui non resta che il declino, l’irrilevanza e il triste inseguire gli estremismi a con cui si accompagna in Europa. Proprio quelli che come lui vorrebbero uscire dall’Euro per gettare l’Italia nel caos e nell’isolamento”. Lo dichiara il vice presidente del Gruppo Pd della Camera Andrea Martella.
“E’ davvero sleale l’opposizione dei 5S. In commissione abbiamo svolto un lavoro importante e scritto un testo serio, presentato secondo i tempi stabiliti. Noi la riforma della prescrizione la portiamo fino in fondo, voi continuante a giocare”.
La relatrice Sofia Amoddio (Pd) si dice “indignata” per le accuse di ritardare la riforma della prescrizione rivolte dai rappresentanti pentastellati a governo e maggioranza.
“Per un elementare principio di economia del lavoro – aggiunge - il voto della commissione è stato rinviato in attesa di ricevere le proposte del governo che sono state appena licenziate e che in queste ore sono al vaglio dei tecnici. Con esse dovremo confrontarci. La polemica è dunque fuori luogo anche perché la commissione Giustizia lavora alacremente per fare una legge seria e impedire che il tempo sia garanzia di impunità, soprattutto per reati gravi come la corruzione per la quale noi relatori abbiamo chiesto il raddoppio dei termini di prescrizione. Andremo avanti su questa strada, consapevoli che il Paese ha bisogno di una riforma che sappia tradurre nella pratica alti principi giuridici”.
Siamo molto tristi per la perdita di Franco Bomprezzi. Ringraziamo Franco per la sua testimonianza e per il suo impegno. Perdiamo una persona colta, intelligente, fra i più competenti in materia di diritti dei disabili. Lo ricordo con emozione e con la consapevolezza che abbiamo il dovere morale e politico di continuare le battaglie di cui è stato impareggiabile protagonista.
Lo afferma Margherita Miotto, deputata del Pd.
“Non c’è nessun rallentamento dei lavori della commissione Giustizia in merito al provvedimento di riforma della prescrizione al quale abbiamo lavorato tutti con solerzia, anche per evitare ritardi, pur garantendo una discussione approfondita, arricchita da numerose e qualificate audizioni. Tuttavia, l’imminente assegnazione alla Camera della proposta del Governo su prescrizione e corruzione, che in queste ore si trova al vaglio dei tecnici per la cosiddetta ‘bollinatura’, ha comportato l’adeguamento del nostro calendario”.
Così in una nota la presidente della commissione Giustizia, la democratica Donatella Ferranti.
Come annunciato dal segretario del Partito democratico Matteo Renzi all’ultima direzione nazionale, sono stati confermati i 50 milioni per il servizio civile nazionale. Risorse che portano la dotazione a 115 milioni disponibili, sommati agli stanziamenti degli anni precedenti, con una previsione nel 2015 di almeno 30 mila posti avviati con il bando ordinario, a cui si aggiungono quelli già stabiliti con il Programma Garanzia Giovani, i vari accordi interministeriali e i Corpi Civili di Pace.
Rimane ancora l’incognita se nel 2017 si riusciranno ad avviare i 100mila volontari del servizio civile universale. Una proposta che avevamo avanzato come Partito Democratico nei mesi passati e che faceva parte dell’impegno preso dal governo con l’ordine del giorno alla legge di stabilità passato alla Camera. Siamo consapevoli tuttavia che con la partenza del progetto sperimentale di servizio civile universale europeo, la questione del rilancio di questo istituto ora non è solo più in mano al governo italiano. Ci attendiamo, infatti, anche positivi sviluppi da parte della Commissione Europea, fiduciosi per l’ottima accoglienza che ha ricevuto la nostra iniziativa fatta proprio durante il Semestre di Presidenza italiano. Ricordo infatti che la sperimentazione in Italia, Francia e Germania, con la predisposizione di 200 volontari per paese è già stata avviata. Vorrei, infine, ringraziare il sottosegretario Luigi Bobba per l’importante lavoro che sta facendo nel governo ”.
Lo afferma Francesca Bonomo, deputata del Pd.
“La commissione Giustizia continua a lavorare alla proposta di legge che inserisce nel nostro Codice penale il reato di tortura. Oggi abbiamo discusso come superare alcune criticità del testo segnalate da autorevoli interlocutori che abbiamo ascoltato nelle audizioni come: Amnesty International, l’Associazione nazionale Magistrati, il vice direttore del Dap, Mauro Palma, il prefetto Pansa, i professori Francesco Viganò e Tullio Padovani e Patrizio Gonella, presidente di Antigone. Tutti hanno sostenuto la necessità di specificare in modo più rigoroso i contorni del reato di tortura, che si applica al pubblico ufficiale come ad ogni altro cittadino, e la specifica finalità dolosa. Alla luce di questo, ho presentato un emendamento che ha recepito le osservazione mantenendo l’impostazione e la struttura della norma approvata dal Senato ma, prima del voto, il Movimento 5S ci ha chiesto una breve pausa di riflessione per approfondire le questioni aperte. Naturalmente la richiesta è stata accolta e dunque il voto definitivo per portare il testo in Aula è stato rinviato”.
Così il relatore del provvedimento sul reato di tortura, il democratico Franco Vazio.
“Sappiamo tutti che lo scorso 2 dicembre la Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia, per la mancata esecuzione di una precedente sentenza del 2007 sulle discariche abusive, al pagamento di una somma forfettaria di 40 milioni di euro e a una penalità di 42,8 milioni per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie. Ma ulteriori procedure pendenti potrebbero avere anche a breve termine un esito analogo o addirittura peggiore. Alla luce di questa situazione, credo che l’audizione odierna del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sia utile per chiarire diversi profili”. E’ quanto ha affermato il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo introducendo l’audizione del ministro.
“Il primo profilo riguarda l’attuazione della sentenza dello scorso 2 dicembre, con particolare riferimento al suo impatto finanziario: il Ministro ha già dichiarato che l’Italia dovrebbe riuscire ad evitare il pagamento della penalità di mora chiudendo entro il prossimo semestre le discariche residue. Le saremmo grati se potesse fornirci maggiori dettagli a questo riguardo, anche con riferimento agli enti che saranno considerati responsabili per il pagamento delle sanzioni” ha chiesto Bordo.
Scanu, “ok definitivo alla nuova legge, superate le resistenze di chi non voleva questa norma di civiltà”
“La norma che elimina l’anacronistico requisito dell’altezza come fattore escludente per i concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia è legge dello Stato dopo un travagliato iter che si è protratto per due legislature. Sono state alla fine superate le resistenze da parte di alcuni settori delle Amministrazioni interessante riluttanti ad una misura di modernizzazione”.
Lo annuncia il capogruppo del Pd in commissione Difesa, Gian Piero Scanu, il quale sottolinea che “la nuova legge è un obiettivo di civiltà giuridica e di merito: gli uomini e le donne, infatti, non si misurano a metri come il panno. I concorsi per il reclutamento valuteranno i candidati sull’insieme delle loro capacità fisiche e attitudinali e questo garantirà senz’altro una selezione migliore in una platea più ampia dalle quale il vecchio requisito dell’altezza minima escludeva soprattutto le donne, a prescindere dalle loro qualità”.
Presentate conclusioni dell’indagine conoscitiva commissione
"Sono sei milioni i minori che in Italia vivono in una condizione di povertà, 1,4 milioni addirittura in povertà assoluta: e' un dato che deve spronare tutti, dalle istituzioni alle associazioni, a fare di piu', a partire dall'approvazione del Piano nazionale per l'infanzia". Lo dichiara la responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza, Vanna Iori, in occasione dell'uscita dell'indagine conoscitiva sulla poverta' e il disagio minorile della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.
"I dati che emergono dall'indagine della commissione - sottolinea Iori - pongono il nostro Paese al 22esimo posto in Europa nella graduatoria del benessere infantile: e' una condizione che dobbiamo cambiare radicalmente e sono convinta che il Governo si fara' promotore di soluzioni che passano per un potenziamento dei servizi. Il welfare per i minori deve puntare a fornire una pluralita' di nuovi servizi, basati sull'integrazione tra pubblico e privato e che rispondono ai cambiamenti in atto, per soddisfare un' altrettanto pluralita' di bisogni ed esigenze. Uno dei dati piu' significativi che emerge dall'indagine e' la poverta' educativa. La scuola dovrebbe rappresentare un elemento in grado di impattare sulle opportunita' di vita del minore: tuttavia spesso, nel nostro Paese, costituisce un'occasione mancata. Sempre sul fronte della poverta' educativa e' da mettere in evidenza che 3 milioni di minori, tra i 6 e i 17 anni, non hanno mai letto un libro. Il fenomeno dell'abbandono scolastico e' ancora troppo elevato in Italia e occorre potenziare, tutti gli strumenti per prevenire e per contrastarlo. Altro tema su cui riflettere e' quello dell'enorme divario tra Nord e Sud sull'investimento relativo all'infanzia e ai nidi. "Le conclusioni a cui e' giunta la commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza delineano un quadro ben chiaro: la poverta' e' un fattore di esclusione sociale che interessa tantissimi minori in Italia e occorre intervenire con determinazione attraverso un'azione di prevenzione che guarda a 360 gradi al mondo dei bambini, dalla scuola, ai servizi, all'ambito familiare”.
Le Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera hanno deciso di calendarizzare a gennaio la legge sulla cosmesi sostenibile ‘Disposizioni concernenti la certificazione ecologica dei prodotti cosmetici’ (AC 106) di cui il presidente della VIII Commissione Ambiente Realacci è primo firmatario, sottoscritta da deputati di diversi gruppi parlamentari .
“La crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso il biologico e il naturale, anche per quanto riguarda la cosmesi, dimostrata anche dalla puntata di Report dello scorso 14 dicembre può aiutare una innovazione normativa ormai matura. La proposta di legge sulla cosmesi sostenibile adeguerebbe l’Italia ai Paesi più avanzati dell’EU in questo settore. Nonostante siano enormi le quantità di prodotti per la cosmesi che usiamo ogni giorno – tra creme, detergenti, lozioni per il corpo e trucchi - in Italia non esiste normativa che preveda di ‘misurare’ cosa e quanto finisce nell’ambiente, fiumi e mari innanzitutto”. Questo quanto affermano congiuntamente Ermete Realacci e Guglielmo Epifani, rispettivamente presidente della VIII Commissione Ambiente e della X Commissione Attività Produttive della Camera, annunciando l’avvio in gennaio dell’iter parlamentare della proposta di legge sulla cosmesi sostenibile.
“Per colmare questa lacuna - prosegue Realacci - grazie anche alla collaborazione con Skineco, l’Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologica, è nato il progetto di legge sulla cosmesi sostenibile il cui esame prenderà avvio il prossimo gennaio alle Commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive. Si tratta di una proposta che va in direzione di una maggiore tutela dell’ambiente e della salute e che mira anche a rafforzare una filiera virtuosa, che puntando su ricerca e innovazione potrebbe diventare uno dei nuovi campi di azione della green economy e della chimica verde. Il progetto di legge istituisce un marchio italiano di qualità ecologica dei cosmetici e prescrive che ogni prodotto abbia un ‘dossier ecologico’ in cui sia specificata la composizione e la quantità di sostanze non biodegradabili o che possano avere impatto su acqua e ambiente e il tipo di imballaggio. Sono inoltre indicate le sostanze dannose per la salute o l’ambiente che non possono essere presenti in un prodotto per poter ottenere la certificazione ecologica”.
"Era prevedibile, se non scontato, che il senatore Giovanardi si impegnasse a smontare la credibilità di uno studio che non sostiene la sua convinzione, cioè che il Dc9 Itavia sia precipitato sui cieli di Ustica a causa di una bomba, tesi che ormai è solo sua personale. Si rassegni, mentre noi siamo fiduciosi che la verità sarà presto consegnata al Paese, un obiettivo al quale l’Aeronautica potrebbe contribuire aprendo finalmente i suoi archivi”.
Così il deputato del Pd Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle Vittime di Bologna, replica al senatore Giovanardi in merito ai risultati di uno studio presentato oggi all'Università di Napoli in base al quale molti elementi potrebbero dimostrare che il Dc subì un attacco aereo.
I deputati del Partito Democratico Anna Ascani, Francesca Bonomo e Marco Meloni, componenti dell’Intergruppo parlamentare under 35, insieme al capogruppo Daniel Alfreider (Minoranze linguistiche), hanno presentato oggi, in conferenza stampa a Montecitorio, una proposta di legge che ha come scopo quello di garantire l'esercizio del diritto di voto ai giovani temporaneamente all'estero e a coloro che vivono in una Regione italiana diversa da quella di residenza. Attualmente, infatti, il diritto di voto all'estero è previsto solo per coloro che sono iscritti all'AIRE (Associazione italiani residenti all'estero).
"Riteniamo necessario e doveroso raccogliere le esigenze degli studenti Erasmus, dei ricercatori e dei lavoratori impegnati all'estero per garantire un diritto essenziale per la vita e la qualità di un sistema democratico come il nostro. Noi ci impegniamo a lavorare affinché tale proposta venga discussa nell'ambito dell'attuale legge elettorale", dichiara Francesca Bonomo, tra i firmatari della proposta di legge.
Il testo mira a garantire il diritto di voto, dando la possibilità a chi si trova temporaneamente all'estero, di poterlo esercitare attraverso strumenti adatti - per corrispondenza, con sistemi informatici in grado di garantire la privacy o con un seggio presso gli uffici consolari italiani.
Alla conferenza, nella quale è stata presentata anche la campagna #GenerazioneSenzaVoto che si propone di raccogliere le 50mila firme necessarie per poter presentare una proposta di legge di iniziativa popolare, erano presenti anche alcune associazioni giovanili come Erasmus Student Network Italia, e l'Agenzia Nazionale Giovani, rappresentata dal presidente Giacomo D’Arrigo.
Oggi audizioni Gnudi e Carrubba, quadro preoccupante
“Una azienda efficiente con enormi problemi ambientali che si è iniziato ad affrontare e drammatici problemi nella cassa che non dà certezze sugli stipendi oltre dicembre e nel pagamento ai fornitori. Questo il quadro di Ilva tracciato dalle parole del commissario Gnudi e del subcommissario Carrubba in commissione ambiente e attività produttive alla Camera. Un quadro che rende necessario, ancora una volta, un intervento significativo come quello al quale il governo sta lavorando, annunciato per il prossimo consiglio dei ministri, per non perdere le potenzialità concrete di efficienza e sicurezza ambientale del complesso siderurgico e consentire quindi a Ilva di operare tenendo ferma la priorità del risanamento ambientale, trascurata in modo colpevole negli anni della gestione Riva. A ora sono state attuate il 75% delle prescrizioni disposte dall’Aia ma mancano gli interventi più significativi, come segnala il subcommissario Carrubba, quelli più onerosi sul piano finanziario e anche in termini di autorizzazioni locali richieste. L’Ilva è una questione nazionale di importanza strategica e sembra davvero paradossale il rischio, confermato da Gnudi, che si arrivi ad un taglio delle forniture di gas dell’Eni alla fine di questo mese e ci auguriamo possa essere trovata una soluzione che consenta il mantenimento dell’attività”.
Lavoratori e istituzioni determinati a tutelare i livelli occupazionali
“Nessuno pensi di chiudere lo stabilimento di Manfredonia. Ci opporremmo con tutte le nostre forze contro questa eventualità e faremmo ogni sforzo per impedirlo”. È quanto sostenuto questa mattina dall’on. Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, durante l’incontro con i lavoratori della Sangalli, in sciopero per sostenere la ripresa dell'attività produttiva e salvaguardare i livelli occupazionali, avvenuto sulla statale 89 nel tratto tra Manfredonia e Mattinata.
“Voglio credere – continua Bordo - all’infondatezza delle voci, che pure circolano in questi giorni, secondo cui la proprietà del gruppo Sangalli lavorerebbe ad un progetto di rilancio di altri impianti e non di quello manfredoniano. Perché se così fosse sarebbe molto grave e noi non potremmo consentirlo. Per quanto ci riguarda, continueremo a lavorare nei prossimi giorni solo con l’intento di ottenere il risultato della ripresa delle attività industriali nel nostro territorio e della salvaguardia di tutti i livelli occupazionali.
I lavoratori, ai quali ho rinnovato la mia solidarietà personale e istituzionale, sanno di poter contare sul sostegno anche della popolazione, dei Comuni, della Regione e del Governo, con il Ministero dello Sviluppo Economico attento agli sviluppi e pronto a riconvocare le parti in qualsiasi momento.
Mi auguro – conclude Bordo - che soprattutto l’azienda comprenda con quale determinazione stiamo conducendo questa battaglia a difesa del lavoro”.