“E’ molto positivo l’interesse della stampa in merito alla R4 in cui fu abbandonato Aldo Moro”. Lo afferma Gero Grassi, Vicepresidente dei Deputati del Pd e componente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro, il quale nei giorni scorsi aveva cercato e trovato l’auto che ancora oggi, afferma, “oltre ad essere un commovente reperto di una tragedia del nostro paese, può suggerire nuovi elementi di verità sulla uccisione del leader democristiano. La R4 racconta insomma qualcosa di quella storia". Grassi ricorda che “tutti abbiamo un debito di riconoscenza verso il senso civico del suo proprietario, Filippo Bartoli, scomparso nel dicembre del 2013. Bartoli l'ha ben conservata, ma soprattutto tutelata da ogni possibile uso commerciale, anche rinunciando a laude ricompense. Tutto di quella macchina emoziona, anche il suo colore, che ricorda tragicamente il colore del sangue. Ho chiesto che questo simbolo della nostra storia venga esposto al Museo delle auto della Polizia di Stato che, senz'altro, è il luogo più idoneo per custodirla e per metterla a disposizione di tutti i cittadini".
Stupisce ricorso nel giorno del debutto in Borsa di Ray Way.
"Chiediamo l'audizione di tutti i componenti del cda Rai, anche alla luce dello scontro sulla decisione di ricorrere contro il taglio di 150 milioni previsto dal decreto Irpef che ha portato alle dimissioni della consigliera Todini ".
- lo chiede Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione di Vigilanza Rai -
"Stupisce che la decisione di dare avvio al ricorso avvenga proprio nel giorno del debutto della controllata Rai Way sul mercato telematico della Borsa italiana, un percorso di quotazione - conclude Peluffo - che, in base alle previsioni per un'azienda solida e di comprovata esperienza, porterà a ricavi ben superiori a 150 milioni.
“E’ una bella notizia. Finalmente le protezioni sono finite”. Così Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage del 2 agosto ‘80, deputato PD, commenta la sentenza di condanna degli ex Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, esecutori della strage alla stazione di Bologna, a risarcire allo Stato oltre 2,1 miliardi di euro.
“Per anni hanno avuto un trattamento da favola, vivendo liberi nonostante 7 ergastoli ed una strage con 85 morti. Oggi le coperture sono cadute. Ora attendiamo novità dagli archivi dei ministeri e dei servizi segreti. E’ stata positiva la scelta del governo Renzi di declassificare i documenti sulle stragi, ma il rischio è che alcuni apparati stiano lavorando per tentare di svuotarla del suo valore e del suo contenuto depositando “pacchi vuoti” di documenti sulle stragi. I ministeri, quindi, devono controllare e chi nasconde i documenti deve essere punito. Come prevede anche la mia legge sull’introduzione del reato di depistaggio, approvata dalla Camera e, spero, presto anche dal Senato. Pertanto, le labili “difese d’ufficio” conclude Bolognesi “dopo le inchieste giornalistiche apparse in questi giorni, sicuramente non vanno verso quel cambiamento voluto dalla direttiva Renzi”.
''Questa è la strada per diffondere la lettura e sostenere le imprese impegnate in questo settore. Siamo molto soddisfatti dell’emendamento del Governo che consideriamo anche un riconoscimento di una nostra lunga battaglia”.
Lo ha detto Manuela Ghizzoni, deputata del Pd dopo la nota del ministro della cultura Franceschini che ha annunciato l’emendamento del governo per portare l’Iva sull’Ebook al 4%.
In futuro non dovrà esserci un altro caso Fiat-FCA
“Il ministro Padoan ha esposto alla Camera, rispondendo al nostro question time, un quadro interessante e soddisfacente delle azioni del governo tese a limitare le difformità nella legislazione fiscale fra i diversi Paesi europei, un tema alla base di rilevanti distorsioni che influenzano le scelte localizzative delle imprese, e quindi dell’occupazione, e le direzioni dei flussi di capitale. Notevoli risultati sono stati ottenuti nell’ambito del G20, dove sono stati firmati gli accordi in materia di standard automatici di trasmissione delle informazioni (“Common Reporting Standards”), che rappresentano, in sostanza, un deciso passo verso la fine del segreto bancario. In sede europea apprezziamo che la Presidenza italiana abbia riaperto la discussione sull’armonizzazione delle imposte sulle società, chiave di volta per ridurre una concorrenza fiscale distorsiva, come dimostra il caso della FIAT-FCA che in futuro speriamo non abbia più a ripetersi”.
Così Marco Causi, capogruppo Pd nella commissione Finanze della Camera, durante il question time di oggi dove è intervenuto il ministro Padoan.
“Mi auguro che la sentenza della Cassazione per il processo Eternit confermi la sentenza della Corte di Appello di Torino; se così non fosse, non ci sarebbe mai giustizia per le numerose vittime e per quanti continueranno ad ammalarsi e morire a causa dell’amianto”. Lo dice Cristina Bargero, deputata del Pd componente della commissione Attività produttive.
“Il disastro dell’amianto in Italia – prosegue Bargero – purtroppo continua a mietere vittime; e le previsioni sono che fino al 2020 ci sarà il picco di decessi per mesotelioma pleurico. Nel nostro Paese l’amianto è stato utilizzato in molti settori fra cui le ferrovie e la Marina e si stima che ci siano fra i 30 e i 40 milioni di tonnellate di amianto da smaltire mentre sono 57 i Siti di interessi nazionale contaminati che coinvolgono oltre 300 Comuni. Non ci possono essere scusanti in alcun modo; la presa di posizione di fronte ad un così grave fenomeno deve essere ferma e i responsabili devono essere chiamati ad assumersi le proprie responsabilità”.
“Ho chiesto che la Commissione d’inchiesta sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro riproponga all’ex capo delle Brigate rosse, Mario Moretti, di venire a dare una sua testimonianza. In passato Moretti rifiutò l’invito del precedente organismo d’inchiesta: mi auguro che siano cadute le riserve di allora e che Moretti voglia assumersi la responsabilità di confrontarsi su tutti gli aspetti non risolti del caso”.
Così Marco Carra, deputato del Pd e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.
“Nessuna ondata di cemento nello Sblocca Italia”. Così la deputata Chiara Braga, commissione Ambiente e responsabile Ambiente per il Partito Democratico, risponde all'allarme lanciato oggi dal presidente del Fai Andrea Carandini.
Braga, relatrice del provvedimento, spiega che proprio “il contrasto al dissesto idrogeologico e il recupero del patrimonio edilizio esistente sono tra le priorità della legge approvata dal Parlamento”.
“ Voglio ricordare le misure previste all'articolo 7 per sbloccare risorse e procedure destinate alla realizzazione di interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e per adeguare le infrastrutture idriche. Tutte le misure di semplificazione edilizia contenute all'articolo 17 sono poi volte a favorire proprio il recupero dell'esistente e in nessuna di esse è previsto consumo di suolo inedificato. Anche le norme di semplificazione che incidono sul Codice dei beni culturali non intaccano la tutela del paesaggio e del territorio, ma hanno l'obiettivo di dare tempi certi a chi decide di investire sul territorio”.
“Per il PD – conclude la deputata democratica – la strada intrapresa è quella giusta; su questi punti abbiamo operato anche nella legge di Stabilità e lavoriamo perché si arrivi alla rapida approvazione della legge sul contenimento del consumo di suolo, che ha ripreso il suo iter nelle commissioni competenti alla Camera”.
“La richiesta di annullamento di tutte le condanne rispetto ai primi due gradi del processo Eternit compiuta oggi in Cassazione dal Procuratore Generale Iacoviello, rappresenta uno schiaffo ai famigliari e alle vittime dell'amianto. Si tratta anche di umiliare la storia di una lunga battaglia sindacale, politica e civile partita da Casale Monferrato, portata avanti per decenni e che ha assunto risalto internazionale. Lo stesso procuratore, dichiarando che tra giustizia e diritto sceglie il secondo, rischia di rendere vano il carattere innovatore delle sentenze precedenti che prevedevano il disastro ambientale permanente”.
Lo ha detto Fabio Lavagno, deputato del Pd.
“Con l’approvazione, oggi, dell’emendamento del gruppo Pd sulla delega lavoro, sono stati introdotti congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere”. Lo dichiara Giovanna Martelli, deputata del Partito Democratico e consigliere della Presidenza del Consiglio per le Pari opportunità.
“E’ un passaggio normativo importante del tutto inedito, che riconosce il lavoro come fondamento per la promozione e il riscatto delle donne, anche da una condizione di vulnerabilità”, conclude Giovanna Martelli.
“Il ministro degli Interni Angelino Alfano intervenga con urgenza per tutelare tutti i cittadini dall’infiltrazione dei gruppi di estrema destra che, in questi ultimi giorni, gettano benzina sul fuoco dei conflitti, attraverso striscioni e slogan di chiara matrice neofascista.
Hanno fatto bene gli abitanti di Tor Sapienza a respingere i goffi tentativi di alcuni esponenti di partiti politici, a partire dalla Lega Nord, che cercano disperatamente di raccattare voti sulla pelle di famiglie costrette a vivere quotidianamente la marginalità.
Crediamo sia urgente trovare una risposta equilibrata che non contrapponga i diritti dei cittadini a vivere dignitosamente e nella legalità, e il diritto di chi fugge oggi dalle persecuzioni e dalle guerre a trovare sicurezza e accoglienza”. Così Khalid Chaouki, deputato Pd, coordinatore intergruppo immigrazione.
“La vicenda della dipendente sindacalista della Nestlé-Perugina, che a causa di un commento postato su Facebook rischia sanzioni dall’azienda, diventi lo spunto per riaccendere i riflettori sui problemi gravi di tutti i lavoratori Perugina. Chiediamo che la Rsu aziendale apra una vertenza invitando la Nestlè a riportare a San Sisto tutte le produzioni a marchio Perugina che oggi vengono realizzate altrove”.
E’ quanto hanno affermato il deputato Pd Giampiero Giulietti e la senatrice Pd Valeria Cardinali che spiegano: “Quello al lavoro è un diritto su cui non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia. Attualmente i volumi di produzione risultano in calo e un’ulteriore riduzione è prevista per il 2015; questo significa che, se al termine del contratto di solidarietà avviato lo scorso 1 settembre non si avrà un aumento della produzione, l’azienda procederà all’esubero di ben 250 lavoratori. Ad oggi sono 861 i lavoratori a tempo indeterminato della Perugina, che con i contratti stagionali arrivano a 1000 unità, lavoratori che, a seguito dei vari accordi che si sono susseguiti nel tempo, hanno già dato in termini di sacrifici al fine di salvaguardare l’azienda e tutelare i posti di lavoro”.
“Di fronte a tale situazione – concludono i parlamentari Pd – abbiamo richiesto un incontro alla Rsu aziendale e alle Segreterie di categoria al fine di affrontare insieme la questione ed avviare un percorso che, da qui ai prossimi due anni, data di scadenza del contratto di solidarietà, consenta di rilanciare lo stabilimento perugino di San Sisto e di salvaguardare i circa mille posti di lavoro”.
"E' molto positivo che non si proceda ai tagli agli Istituti Italiani di Cultura all'estero. Con una legge di stabilità impegnativa come questa, è un piccolo, ma significativo segnale di attenzione da parte del Governo rispetto alla valorizzazione della lingua e cultura italiana all'estero". Lo ha detto Laura Garavini, componente dell'Ufficio di presidenza del PD alla Camera, commentando l'approvazione, in Commissione Bilancio, del ripristino dei fondi a disposizione degli IIC all'estero.
“Si tratta ora di continuare gli sforzi per fare in modo che si ottenga anche il reintegro dei fondi destinati ai corsi di lingua e cultura organizzati dagli enti gestori, in modo da difendere, pur in una situazione di grande difficoltà finanziaria, l’equilibrio di sistema che si era faticosamente realizzato dopo i tagli degli anni passati“.
“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale sugli alberi monumentali, uno dei più importanti tra i decreti attuativi della Legge n.10 del 2013 per gli spazi verdi urbani, vengono definiti in modo univoco i requisiti per la qualifica di albero monumentale e diventano finalmente operative le sanzioni contro chi danneggia questo prezioso patrimonio comune. Con multe dai 5 mila ai 100 mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato. Nei criteri di ‘monumentalità’ ci sono, invece, la maestosità e la longevità dell’esemplare, la forma e il portamento, se l’esemplare abbia ‘testimoniato’ a avvenimenti storici o culturali, e ancora il valore ecologico relativo alla presenza faunistica che su esso si insedia. Il medesimo decreto fissa inoltre al 31 luglio 2015 il termine entro il quale i comuni italiani, coordinati dalle regioni, dovranno realizzare il censimento degli alberi monumentali presenti nel loro territorio, censimenti che confluiranno in un elenco nazionale. Un bel modo per festeggiare il prossimo 21 novembre la prima Giornata nazionale degli alberi, istituita grazie alla legge per lo sviluppo degli spazi verdi urbani e dedicata proprio agli alberi monumentali. Tra i punti qualificanti della legge per gli spazi verdi urbani, inoltre, c’è anche l’istituzione del bilancio arboreo, strumento grazie al quale i sindaci dei comuni sopra i 15 mila abitanti devono rendere noto agli elettori prima delle elezioni il saldo tra il numero di alberi trovati e quello degli alberi da loro piantumati”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sulla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 268 del decreto attuativo 14A08883 sugli alberi monumentali.
"Esprimo piena solidarietà e vicinanza ai lavoratori della società Groundcare, una delle più importanti società di handling che operano a Fiumicino, che protestano oggi presso lo scalo romano per difendere il proprio posto di lavoro". Lo scrive in una nota Monica Gregori, deputata del Pd.
"Su questa vertenza – continua Gregori – Governo e Parlamento possono fare di più. Per questo, ho presentato di recente una risoluzione presso le Commissioni Lavoro e Trasporti della Camera sui profili occupazionali del settore del trasporto aereo, anche alla luce del recente accordo industriale tra Alitalia ed Etihad, che ha lasciato fuori pezzi importanti ed efficienti dell'indotto, proprio come la Groundcare. L'obiettivo – conclude – è quello di garantire la stabilità occupazionale e sviluppare nuove sinergie per il rilancio degli aeroporti di Roma".