"Esprimo sdegno per la macabra protesta messa in atto ad Ostia da Forza Nuova contro il centro di accoglienza dell'Infernetto". Così in una nota Khalid Chaouki deputato e Responsabile Immigrazione PD Roma, il quale aggiunge: "L'utilizzo di fantocci impiccati da parte degli attivisti di Forza Nuova, dimostra l'incapacità politica di un partito alimentato da odio, violenza e deprecabili gesti fascisti che non possiamo più accettare. L'Italia deve emarginare con fermezza certe azioni degne di Paesi sotto regime, solo ristabilendo il dialogo e la tolleranza si potranno affrontare le criticità emerse in alcuni territori di Roma. Un esempio è stato dato dallo stesso Sindaco Marino nell'incontro avvenuto tra la rappresentanza di cittadini del quartiere ed i minori ospitati nel centro dell'Infernetto" conclude Chaouki.
"Forza Nuova è un movimento che nelle sue azioni politiche è bene che tenga presente la legge 20 giugno 1952, n. 645 la c.d. Legge Scelba che prevede come reato l'apologia del fascismo: il nostro Paese, democratico e civile, non ha bisogno di certe becere sceneggiate animate da odio e razzismo."
"L’approvazione delle modifiche del Partito Democratico al disegno di legge di stabilità per il 2015 per il rifinanziamento della Sabatini-bis costituisce un importante contributo al rafforzamento della spinta alla crescita complessivamente espresso dalle disposizioni di bilancio". Lo dichiarano Gianluca Benamati, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, primo firmatario dell’emendamento per il rifinanziamento della Sabatini-bis approvato dalla commissione Bilancio, e Luigi Taranto relatore per la commissione Attività produttive alla legge di stabilità.
"Si trattava infatti – spiegano Benamati e Taranto – di un emendamento che recepiva punti qualificanti del parere espresso dalla commissione Attività Produttive in riferimento alla manovra di bilancio e la cui approvazione consentirà ora di sostenere, attraverso il rifinanziamento della Sabatini-bis, gli investimenti interni in beni strumentali a tutto vantaggio della domanda interna e della maggiore competitività e produttività delle imprese italiane”.
"Si tratta, insomma, di scelte concrete e con tempestive ricadute operative per accompagnare l'impegno quotidiano dell'Italia del lavoro, della produzione e della ricerca nel mercato nazionale e in sede internazionale", concludono i parlamentari Pd.
"L’approvazione in commissione Bilancio dell'emendamento alla legge di stabilità 2015 per accrescere le risorse per le attività spaziali, proposto dal Partito Democratico e di cui sono il primo firmatario, rappresenta un importante risultato per un settore di eccellenza nelle capacità di ricerca e industriali”. Lo dichiarano Gianluca Benamati, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, e Luigi Taranto deputato dem nella medesima commissione.
“Grazie a questi significativi stanziamenti di risorse – spiega Benamati – è possibile confermare la partecipazione italiana ai programmi strategici spaziali europei e la prosecuzione di quelli nazionali, programmi nei quali l'Italia esprime un ruolo da protagonista”.
“Si tratta di misure che concorreranno ad assicurare non solo benefici in termini occupazionali ma porranno anche le condizioni perché il nostro Paese possa restare competitivo in un settore dal notevole peso economico e di sicuro valore strategico nel contesto internazionale”, conclude Benamati.
Nuovo CdA non sia nominato con Legge Gasparri
“Quello di cui ha bisogno la Rai è una piena riforma della governance e non di polemiche, sterili e intempestive. Il sottosegretario Giacomelli ha dato un importante segnale a favore del servizio pubblico nell’annunciare che la riforma sarà ripresa con determinazione, indicando tempi precisi e l'impegno ad approvarla prima della scadenza del CdA, in modo da non dover più nominare i suoi vertici con la famigerata Legge Gasparri”.
- Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Di Vigilanza Rai -
“Va nella giusta direzione, per un rinnovo condiviso della governance del servizio pubblico, anche l'indicazione di un confronto aperto nelle prossime settimane per avviare il percorso di dibattito parlamentare dopo la sessione di bilancio.
“Il Pd è convinto da tempo che la riforma della governance sia una priorità. Sosterremo questo impegno – ha concluso Peluffo - anche attraverso i contributi raccolti in Commissione di Vigilanza dai tanti soggetti auditi in questi mesi”
Il Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo è intervenuto nell’audizione del nuovo Ministro
Paolo Gentiloni davanti alleCommissioni Esteri riunite
Nel corso dell’audizione del nuovo Ministro degli esteri On.Paolo Gentiloni di fronte alle commissioni Esteri di Camera e Senato, l’On. Fabio Porta, Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera, è intervenuto per richiamare l’attenzione del Ministro e dei parlamentari presenti su alcune questioni nodali riguardanti le comunità italiane all’estero.
“Condividendo l’impostazione data dal Ministro alla sua ampia relazione e con spirito di collaborazione – ha esordito Porta - vorrei cercare di integrare le sue considerazioni con pochi richiami che possono completare il quadro di politica internazionale nel quale il nostro Paese si trova ad operare. Il primo riguarda i rapporti con l’America latina, che stanno conoscendo negli ultimi tempi importanti sviluppi, destinati a consolidarsi per il dinamismo che alcuni Paesi di quell’area dimostrano”. Per sottolineare l’esigenza di compiere scelte consapevoli in questa direzione, il Presidente del Comitato ha citato il caso dell’Istituto italo latino americano (IILA). “Nel 2016 questo importante strumento di relazioni multilaterali compirà 50 anni, dall’istituzione voluta con felice intuito da Amintore Fanfani. Eppure, nella legge di stabilità all’esame del Parlamento non compare ancora il contributo italiano, che ne dovrebbe assicurare la sopravvivenza. Per questo ho presentato uno specifico emendamento. Ricordo che siamo alla vigilia della Conferenza Italia-America latina e dell’Expo di Milano: avremmo, dunque, solo da guadagnare nel mettere prima possibile l’Istituto nella condizione di assolvere ai suoi compiti”.
Il secondo richiamo ha riguardato gli italiani all’estero. Ricollegandosi al tema trattato in precedenza, l’On. Porta ha voluto dar voce alla comune solidarietà verso le popolazioni del Venezuela e, in particolare, verso la nostra comunità in quel Paese, colpite da una crisi acuta di ordine economico-sociale ma anche civile.
“Lei si è trovato al momento dell’assunzione del suo incarico – ha detto ancora Porta - a dover gestire la complessa questione dell’elezione dei COMITES. Per essere sinceri, avremmo gradito per una decisione tanto delicata una maggiore condivisione a livello parlamentare, anche per evitare dannose e fuorvianti polemiche. Apprezziamo, comunque, l’intenzione che è alla base della decisione di rinvio, quella di assicurare una partecipazione al voto più ampia di quella che si è profilata nelle scorse settimane. In ogni caso, si tratta di un dato che va compreso nelle sue ragioni profonde e vere, non drammatizzato. Si parla, infatti, ad oggi di un 5% di iscrizioni nelle liste degli elettori, la stessa percentuale di voto espressa dagli spagnoli all’estero e maggiore di quel 2% di francesi all’estero che hanno votato nelle scorse elezioni.
In ogni caso - ha insistito Porta – mi auguro che per ledecisioni che si dovranno assumere vi sia il rigoroso rispetto delle regole e la salvaguardia sia di chi ha fatto positivamente il suo lavoro per presentare legittimamente le liste sia del lavoro fin qui svolto, in modo lodevole, dall’amministrazione. Nello stesso tempo non si può deflettere dall’adozione del nuovo sistema di voto, concepito per dare maggiori garanzie al voto per corrispondenza e per rendere compatibili le operazioni elettorali con le risorse disponibili”.
L’On. Porta ha poi spostato l’attenzione sul valore strategico della lingua e cultura all’estero. “Il Governo deve fare ogni sforzo, pur nel momento di difficoltà che stiamo attraversando, per superare la contraddizione tra l’affermazione del valore della promozione linguistica e culturale all’estero, anche ai fini delle politiche di internazionalizzazione, e la pratica dei tagli delle poste in bilancio. Tanto più che lo stesso Ministero degli Esteri ha voluto enfatizzare questo orientamento svolgendo di recente gli Stati generali della lingua italiana all’estero. L’altro ieri il Presidente Renzi in Australia ha rimarcato come la lingua italiana sia uno strumento strategico non solo per la cultura ma anche per l’economia, sicché il meno che si possa fare è operare fin da questa legge di stabilità perché vi sia coerenza tra le parole e i fatti”.
L’ultimo punto toccato dal Presidente del Comitato è statoquello dell’attività dei Patronati all’estero. “I nostro connazionali, quelli anziani ma anche i protagonisti delle nuove migrazioni, manifestano un forte bisogno di servizi, accentuato dalla riduzione della rete consolare e del personale in esso adibito. La legge di stabilità prevede una riduzione del contributo ai Patronati, frutto dei versamenti dei lavoratori, che serealizzata comporterà la fine del segretariato sociale da essi assicurato soprattutto all’estero. Stamattina, davanti al Parlamento, vi erano molte persone che hanno chiesto a gran voce di adottare su questa partita una decisione più realistica e di buon senso. E’ venuto anzi il tempo per dare corso finalmente alla convenzione MAECI-Patronati affinché la riduzione degli interventi sulle strutture e sul personale trovi una compensazione nel lavoro dei Patronati, per il bene degli italiani all’estero”.
Nella Replica il Ministro Gentiloni ha ripreso alcuni temi proposti dall’Onorevole Porta, confermando in particolare l’orientamento di valorizzare la lingua e la cultura italiana nel mondo, anche a sostegno delle politiche di ripresa perseguite dal Governo.
“La vicenda dei lavoratori dei call center, cui va tutta la nostra solidarietà nella giornata in cui manifestano a tutela del diritto al lavoro e contro le delocalizzazioni, dimostra ancora una volta la necessità di intervenire subito per affrontare i gravi problemi del settore dei call center. Per questo la Commissione Lavoro della Camera tradurrà al più presto in proposte di legge il lavoro svolto in questi ultimi mesi”. Lo dichiarano Luisa Albanella e Marco Miccoli, deputati del Partito Democratico e componenti della Commissione Lavoro alla Camera.
“La Commissione Lavoro – Albanella e Miccoli – ha svolto un’indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro nell'ambito delle aziende che gestiscono servizi di call center nel territorio italiano. Al termine di essa, ha messo a punto una serie di soluzioni che diventeranno quanto prima proposte legislative”.
“Il primo punto su cui si è deciso di intervenire – continuano i due deputati democratici –è un complessivo ripensamento degli incentivi alle assunzioni per scongiurare i fenomeni distorsivi del mercato. Una possibile soluzione è assegnarli su base nazionale oppure omogenizzarli su base regionale. In ogni caso, facendo in modo che gli incentivi siano diretti anche a mantenere l’occupazione esistente e non solo a favorire le nuove assunzioni. Su questo, il governo si sta muovendo nella direzione giusta, con le norme volte a prevedere la deduzione del costo del lavoro dall’imponibile Irap, contenute nella legge di stabilità 2015”.
“Altro tema emerso con decisione nel corso dell’indagine – proseguono i deputati Pd - è quello dei cambi di appalto. Come accade in altri Paesi Europei, è necessario definire una procedura legislativa che obblighi a fornire una puntuale informativa preventiva sui cambi di appalto alle Organizzazioni dei lavoratori. E al contempo dovremo anche individuare un soluzione per arginare il fenomeni di delocalizzazione”.
“I problemi dei tanti lavoratori dei call center non possono più attendere. Il Partito Democratico farà di tutto perché, le soluzioni individuate, si trasformino al più presto in concrete proposte di legge”, concludono i deputati Albanella e Miccoli.
E’ prerequisito per sviluppo economico
“I fondi alla ricerca di base sono una boccata di ossigeno per le università italiane”. - Così la deputata Pd Manuela Ghizzoni commenta l'approvazione da parte della Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento alla legge di stabilità, di cui è prima firmataria, che stabilisce che, d'ora in poi, almeno metà del Fondo nazionale per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica sia destinata alla ricerca di base.-
“Sostenere i migliori progetti di ricerca in ogni disciplina, proposti liberamente dai ricercatori sulla base della propria curiosità ed esperienza, - spiega Ghizzoni - significa consentire alle università di perseguire la loro vera missione culturale: nutrire di libera ricerca l'innovazione di lungo periodo e offrire una solida formazione degli studenti”.
“Chi ritiene che si debba preferire la ricerca applicata sbaglia, poiché la maggioranza delle scoperte e invenzioni, e quindi delle conoscenze e delle tecnologie poi sviluppate dalle imprese, ha origine proprio dalla ricerca di base. La ricerca di base, è ormai noto, - conclude Ghizzoni - è un prerequisito per lo sviluppo e per il rilancio economico, soprattutto nei periodi di crisi”.
“Oggi si è svolta l’audizione con l’ex Pm di Roma Luciano Infelisi che fu il primo ad occuparsi della strage di via Fani, fino a che, circa venti giorni dopo il 16 marzo, l’intervento del capo della Procura, Giovanni Di Matteo, decise l’avocazione dell’inchiesta nelle mani del Pg della Corte generale, Pascalino. Infelisi ha raccontato che aveva un buon rapporto di collaborazione con il ministro dell’Interno, Cossiga, e che alla base della sconcertante avocazione ci fu una precisa strategia attendista scelta dalle autorità giudiziarie in accordo con quelle politiche, cioè con il presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Questa linea di condotta, motivata dalla preoccupazione di tutelare l’ostaggio evitando azioni dirette, da lui non condivisa, determinò la decisione di non emanare i suoi ordini di cattura di 17 presunti brigatisti, tra i quali c’erano i nomi anche di Valerio Morucci, Adriana Faranda e Prospero Gallinari. Infelisi, tra le altre cose, ha ricordato che scrisse, senza poi dargli seguito, un atto di incriminazione per favoreggiamento nei confronti di due delle persone più vicine ad Aldo Moro, cioè Nicola Rana e Sereno Freato, i quali a suo dire conducevano intensi rapporti anche con ambienti direttamente coinvolti nel sequestro ma non collaborando con la magistratura. In definitiva, Infelisi ha confermato le difficoltà di un quadro investigativo complesso e frenetico: non fu ad esempio affatto presa in considerazione la presenza della Austin Morris che impedì la manovra di svincolo all’auto di Aldo Moro. La prossima settimana sarà ascoltato l’ex Ispettore di Ps Enrico Rossi, che recentemente ha fornito interessanti notizie, sulle quali tuttavia non sono state trovati riscontri investigativi, relativi alla dinamica dell’agguato di via Fani”.
E’ quanto rende noto il vicepresidente dei Deputati del Pd, Gero Grassi, al termine dell’audizione di oggi della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro.
“Una decisione giusta che riporta la cultura in primo piano”. Lo dichiarano Maria Coscia, capogruppo Pd in Commissione Cultura, scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, e Flavia Piccoli Nardelli, vicepresidente della Commissione, dopo l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Stabilità, in esame in Commissione Bilancio, per ridurre l'Iva sugli e-Book dal 22% al 4% -
“Con l’approvazione dell’emendamento che riduce l’iva sugli ebook, equiparandola a quella per i libri cartacei, si va nella giusta direzione di promozione della lettura. L’Italia – spiegano le deputate del Pd – è agli ultimi posti nei livelli di lettura rispetto alla media europea e la percentuale di persone che non legge neppure un libro all’anno è del 57%.
“La strada intrapresa oggi – hanno concluso Coscia e Nardelli – è quella giusta, sia per aumentare la diffusione della lettura, soprattutto tra i più giovani e i nativi digitali, sia per aiutare il settore dell’editoria che sta attraversano un momento di grave difficoltà” .
“L’agenda digitale è uno dei temi sui quali c’è uno scarto notevole tra gli obiettivi che vengono posti dall’Unione europea e le risorse effettivamente a disposizione”. Lo afferma il presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Guglielmo Epifani, nel suo intervento a Montecitorio alla riunione dei presidenti delle commissioni parlamentari competenti in materia di occupazione e innovazione dei diversi paesi europei.
“La Commissione europea – spiega Epifani – calcola che sarebbero necessari 60 miliardi di euro di investimenti per garantire a tutti gli utenti l’accesso a reti di nuova generazione. Ne servirebbero addirittura 270 per assicurare al 50 % delle famiglie europee connessioni al di sopra dei 100 Mbps. Un avanzamento di questa natura garantirebbe, sempre secondo le stime della Commissione Ue, una crescita aggiuntiva dell’economia del 5 % e 1,2 milioni di posti di lavoro in più. Ma queste risorse i singoli Stati non le hanno”.
“Dunque, è necessario chiarire, anche per quanto riguarda l’agenda digitale, oltre che per altri temi e obiettivi, quali margini vi siano per un intervento delle istituzioni europee, eventualmente nell’ambito del programma di 300 miliardi di euro di investimenti presentato dal presidente Juncker”, conclude il presidente della commissione Attività Produttive della Camera.
“L’approvazione di un emendamento alla Legge di stabilità da me presentato assicura per ogni anno cinque milioni di euro in più da destinare alla cooperazione allo sviluppo. Un primo piccolo risultato che premia il lavoro del PD in commissione bilancio. Considerando le forti criticità dell’attuale scenario globale, siamo chiamati ad assumere un ruolo di responsabilità anche attraverso la cooperazione internazionale. Come coordinatrice dell’intergruppo parlamentare per la cooperazione, continuerò dunque a lavorare lungo tutto l’iter della Legge di Stabilità, affinché ulteriori risorse possano essere stanziate in favore di quello che rappresenta uno strumento strategico per la politica estera dell’Italia”.
Lo ha detto Lia Quartapelle, deputata del Pd.
“Il nuovo Codice della Strada è uno strumento normativo all’avanguardia in Europa: quando il Senato avrà dato il via libera alla legge delega, e il Governo avrà realizzato i decreti attuativi, l’Italia compirà un deciso passo in avanti”. Lo ha detto il deputato Pd e Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, Michele Meta, intervenendo alla conferenza PIN talk – Road Safety Toward 2020, l’evento internazionale sulla sicurezza stradale organizzato in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea.
“Dopo aver dimezzato i morti sulle strade – ha detto Meta – bisogna compiere un ulteriore salto di civiltà, perché il numero scenda ancora. Il nuovo Codice va proprio in questo senso, rappresentando una carta dei diritti e dei doveri civici basata su tre pilastri complementari: la prevenzione, la formazione e la repressione. Il lavoro svolto alla Camera è stato un esempio di buona politica, che ci auguriamo dia presto i suoi frutti”.
Nel suo intervento, il deputato democratico ha anche ricordato “la necessità di accelerare su alcuni punti (come la lotta all’evasione delle quote assicurative, quella alla cosiddetta esterovestizione e quella ai pirati della strada, attraverso l’introduzione dell’ergastolo della patente): tutti punti contenuti in una legge già all’esame della Commissione Trasporti di Montecitorio, che – ha annunciato Meta, suo primo firmatario – potrebbe essere approvata in sede legislativa nel giro di poche settimane”.
“I fatti e le drammatiche storie delle vittime della vicenda eternit ci chiedono di proseguire con ancora più determinazione e attenzione nella riforma della prescrizione che stiamo affrontando alla Camera, così come sui tempi di tutte le fasi del processo. Per questo la riforma della prescrizione insieme all’approvazione dei reati ambientali anche al Senato sono per noi una priorità, come giustamente ribadito dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Anche se siamo già in fase di scrittura di un testo unificato e abbiamo terminato proprio ieri le audizioni sulla prescrizione, come Gruppo parlamentare Pd incontreremo e ascolteremo mercoledì prossimo i rappresentanti di AFeVA (Associazione familiari vittime amianto) qui alla Camera”. Così in una nota i deputati del Pd Anna Rossomando, Cristina Bargero, Walter Verini, Antonio Boccuzzi, Chiara Gribaudo.
“Approvato in commissione Bilancio l'aumento del Fondo per la non autosufficienza che per il 2015 sarà di 400 milioni di euro rispetto alla previsione iniziale di 250 milioni. L' aumento risponde alle esigenze già espresse dalla commissione Affari Sociali di un impegno più cospicuo nei confronti delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, sostenuto anche da molte associazioni”. Lo ha detto Elena Carnevali, deputata del Pd in commissione in commissione Affari sociali.
“Le risorse aggiuntive di 150 milioni – prosegue Carnevali – sono state recuperate dal fondo ex novo a favore delle famiglie posto in Legge di Stabilità per l'anno 2015. Il Fondo per la non autosufficienza, che dal prossimo anno vede stanziamenti strutturali nella legge di Stabilità da integrare negli anni successivi, sarà ripartito in accordo con le associazioni in sede di Conferenza Stato-Regioni e garantirà risorse per l'assistenza a favore dei malati di SLA e di altre gravi patologie. Sono così assicurate e rese strutturali per la prima volta anche le risorse, pari a 300 milioni di euro, per il Fondo Nazionale per le Politiche sociali che rappresentano una fonte economica importante da assegnare ai Comuni e agli Ambiti Territoriali per programmare un sistema integrato di interventi e di politiche sociali che godranno finalmente di finanziamenti certi”.
La vice presidente della Camera, in missione Uip a New York: “Riformare le operazioni di pace”
“Mi auguro che venerdì possa arrivare una buona notizia dall’ONU dal voto sulla moratoria per la pena di morte. L'Italia è molto impegnata per convincere il più alto numero di Paesi a votare a favore e la bozza messa ai voti riflette la nostra impostazione di apertura al dialogo e alla collaborazione. La Rappresentanza italiana è stata protagonista potendo contare sulla presenza del Presidente del Consiglio Renzi che era qui quando fu presentato il libro "Moving away from the death penalty: arguments, trends and perspective" e sulla instancabile mobilitazione di realtà importanti come la Comunità di Sant'Egidio e la campagna Nessuno tocchi Caino e Amnesty International Italia”.
Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni, concludendo la sua missione a New York per la riunione del Comitato preparatorio della Conferenza dei Presidente dei Parlamenti che aderiscono all’UIP e che si svolgerà al palazzo delle Nazioni Unite dal 31 al 2 agosto 2015.
Prima di lasciare New York, Marina Sereni ha incontrato Hervé Ladsous, Under-Secretary per le operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e il numero due dell’ONU per i diritti umani Ivan Šimonović.
“Ladsous ci ha ringraziato per il il contributo italiano alle operazioni di pace ONU, prima fra tutte, come è naturale, la missione UNIFIL in Libano – ha spiegato Sereni - L'Italia, con oltre 1200 uomini e donne impegnati, è il venticinquesimo Paese contributore in assoluto, ma il primo tra i Paesi occidentali, nonché il settimo contributore finanziario alle operazioni. Operazioni che devono cambiare perché i Caschi blu si trovano sul terreno a dover fronteggiare situazioni in cui non basta 'mantenere la pace', piuttosto è indispensabile prevenire la guerra o 'costruire la pace'. Servono, ci ha confermato Ladsous, missioni più attive, nuove regole di ingaggio che vadano in quella direzione, supporti specialistici più forti e maggiori tecnologie".
Con Ivan Šimonović, oltreché della moratoria contro la pena di morte si è parlato di peacekeeping in termini di diritti umani che si incrociano con quelli delle minoranze religiose. “Devono far parte della riflessione sulla riforma delle missioni di pace e in un momento in cui il mondo si trova di fronte a minacce come quelle dell'Isis. Prevenire – ha concluso Sereni - è meglio e meno costoso che reprimere” .